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Messico precolombiano

22 giugno 2006

Alla ricerca del Serpente Piumato

Mex arch ChichenItza Castillo1

Aztechi
“..Arrivammo lentamente, senza pensare, O Tlaxaltechi-Cantate amici miei! Li ho visti e ne sono ammirato:Con scudi e con spade i Tlaxcaltechi Vogliono seguire i castigliani Nell’ acqua venimmo ad assediarli e li abbiamo sconfitti..”

Il canto atzeco di vittoria che celebrava la sconfitta degli spagnoli di Cortez, la noche triste di Tenochititlan, fu l’ultimo nella storia di questo popolo guerriero dalla raffinata cultura prima di essere travolto dai conquistadores come tutti gli altri popoli del Nuovo Mondo. Gli Atzechi furono gli ultimi a dominare il Messico dalle montagne e i deserti del nord alle foreste tropicali dello Yucatan, prima di loro altre civiltà avevano edificato le loro città, i templi e i palazzi le cui rovine ricordano una lunga storia che sgranava i suoi eventi mentre aldilà degli oceani altri popoli facevano altrettanto, inconsapevoli gli uni degli altri, poi i mondi separati per millenni si incontrarono e fu la fine. Mex archTeotihuac Pal TetitlaLa storia di questa parte del nuovo mondo è molto antica, il popolamento risale a oltre trenta millenni or sono, quando vi arrivarono gruppi di cacciatori nomadi che inseguivano la selvaggina come i loro simili aldilà degli oceani,anche qui cominciarono ad allevare animali e a coltivare piante riunendosi in villaggi e dandosi delle leggi, religione,culti,magia. Dopo millenni le tribù evolute degli Olmechi raffinarono la loro organizzazione e le loro leggi,iniziando a costruire città e nel primo millennio prima di Cristo crearono la prima grande civiltà mesoamericana nelle foreste del Veracruz protese verso l’Atlantico,dove rimangono antiche mura di templi e palazzi,statue di teste colossali dagli strani lineamenti e i ricordi del loro potente dio giaguaro al quale consacravano riti e cerimonie e che ispirava l’ordine e le leggi,governati da sacerdoti e sovrani per oltre cinque secoli.Mex arch Mt.Alban2Mentre dall’altra parte del mondo Alessandro il Grande conquistava l’Asia, la civiltà olmeca era ormai decaduta e si stava imponendo quella di Teotihuacan che dal III° secolo avanti Cristo dominò il Messico controllando i commerci dagli altipiani del nord al Guatemala dei Maya dalla sua splendida capitale che ha lasciato rovine di antica potenza vicino Città del Messico. Teotihuacan affonda nell’orizzonte enorme e geometrica, pura nelle linee disegnate dal sole messicano,decisa nella storia e nella leggenda.La Città degli Dei che sorge attorno alle piramidi del Sole Tohatiua -Itzacacual e della luna Metzli-Itzà, le case dei sacerdoti decorate con i segni del Serpente Piumato Quetzacoatl e del dio Tlalolor ricordano che qui solo gli dei e i loro preti avevano il diritto di abitare e mentre le ombre si allungano nel tardo pomeriggio il vento sibila antichi rantoli delle migliaia di sacrificati,il petto squarciato dal coltello d’ossidania sacro a Quetzacoatl. La divinità inaccesibile al comune mortale voleva grandi piramidi come enormi piedistalli per isolarsi dalla terra impura e le granitiche terrazze dagli alti gradini reppresentavano la gradualità verso il sacrario che attendeva sulla sommità solo pochi eletti, coloro che potevano entrare in contatto con gli dei e il potente Serpente Piumato Quetzacoatl. Mex arch Villaherm La VentaIl suo mito domina tutte le civiltà mesoamericane, fu il condottiero che guidò il popolo nella Terra del Sole e si sacrificò nel fuoco per salire al cielo accompagnato da migliaia di uccelli sacri quetzal diventando il Signore dell’Aurora. All’estremo sud del Messico l’altra grande civiltà dei Maya costruiva città e piramidi nella foresta inseguendo lo stesso mito e i grandi clicli della creazione che si tramandarono per secoli da una civiltà all’ altra fino agli Aztechi e il loro drammatico incontro con gli europei.

Maya e Toltechi
I Maya lasciarono improvvisamente le loro splendide città nella foresta verso il X° secolo,mentre l’Europa viveva il suo medioevo e l’Islam conquistava l’Asia, lasciarono templi,piramidi e palazzi alle jungle dello Yucatan e del Guatemala fino a quando non sono stati scoperti molti secoli dopo,ma intanto i loro discendenti erano scomparsi e i popoli vicini sterminati o ridotti in schiavitù aspettando invano il ritorno di Quetzacoatl a liberarli.Guatemala arch Tikal1 Lo Yucatan è lo splendido cuore della civiltà mesoamericana che qui ha lasciato i suoi resti imponenti e raffinati, tra le foreste tropicali che racchuidono antichi segreti e sulle coste di palme e spiagge brillanti sui colori dei Caraibi. Uxmal è “La tre volte ricostruita”,le pietre più antiche furono squadrate dai Maya venuti dalle foreste del Pèten molto prima dell’invasione delle tribù Xiu che poi la popolarono,la “Piramide dell’Indovino” si erge verticale dal vasto spazio strappato alla jungla,il tempio che fu chiamato “Quadrilatero delle Monache” e il Palazzo del Governatore si stendono orizzontali come in un disegno perfetto del centro sacro urbano. La grande piramide dai cinque templi sovrapposti per trenta metri mostra trecento anni di domini diversi,il misterioso quadrilatero che agli spagnoli ricordava un convento di monache ha quattro edifici con corridoi che portano a stanze decorate della funzione ignota.Il “Palazzo del Governatore” è splendido nell’imponenza dei tre edifici sulla piattaforma di pietra che li isola dalla terra corrotta e l’alto fregio di tre metri che corre attorno con centocinquanta teste mostruose del dio della pioggia Chac,più in la’ la “Casa delle Tartarughe” dove si riuniva un antico clan attorno al suo totem anfibio per le cerimonie e riti misteriosi persi nella storia. Mex arch ChichenItza cenote sacrifIl codice “Chilam-Balami” ci parla delle tribù Itza venute dal sud verso il sesto secolo dopo Cristo,scavarono profondi pozzi “cenote”nello Yucatan costruendo la loro città Chichen-Itza,”Vicino al pozzo degli Itza”,dedicandola al culto del dio bianco Kukulcan,antico nome tolteco di Quetzacoatl,il cui sacrario era il Tempio che gli spagnoli chiamarono “El Castillo” e dove Montejo stabilì il suo quartier generale nella prima invasione dello Yucatan. Sorge su una grande piramide di ventiquattro metri dove si arrampicano quattro gradinate di novantuno scalini decorate con teste di serpenti,nove terrazze rappresentano le regioni del mondo sotterraneo e trecentosessantacinque gradini i giorni dell’anno che gli astronomi Maya calcolarono perfettamente.Sulla sommità il piccolo sacrario contiene la figura dell’essere mitico Chacmol e uno splendido giaguaro rosso dagli occhi di giada.Accanto al Castillo si erge imponente il “Tempio dei Guerrieri” circondato da colonne tolteche decorate da minacciosi soldati armati della zagaglia “atlat” che un tempo sostenevano un grande salone di cerimonie,attorno le misteriose costruzioni alzate da quelle fiere dinastie.Il Tempio delle Aquile e dei Giaguari che stringono cuore umani,l’orrore di pietra del “Muro dei Crani” Tzompantili,allucinante piattaforma dove venivano impalate le teste mozzate dei sacrificati,mentre i corpi erano divorati ritualmente dal pubblico.Ma il simbolo dell’antico terrore sacrificale tolteco è il “Cenote dei Sacrifici”,il grande pozzo dove venivano gettati vivi i sacrificati esaltati dal peyote. Mex arch ChichenItza Caracol1Distante dall’orrore tolteco si erge la costruzione circolare a chiocciola “Caracol”,misterioso osservatorio astronomico dove i saggi Maya osservavano il firmamento dalle tre aperture sulla sommità studiando il corso degli astri e interpretando le stelle,mentre la vecchia Europa era immersa nell’oscurità e nel terrore del cielo ignoto dopo la caduta dell’impero romano,popolandolo di demoni ed angeli senza curarsi dei fenomeni che rimanevano ignoti. Venendo da occidente si è aggrediti dalle sagome imponenti del “Palacio” e del “Tempio delle Iscrizioni”che si sollevano dalla foresta di Palenque,ad est i piccoli templi nella jungla della “Croce Fronzuta”,della Croce e del Sole ricchi di bassorilievi che rappresentano croci,lo spazio quadripartito della cosmologia Maya e il mitico uccello Moaer.Il Palacio è un complesso massiccio costruito su una piattaforma trapezioidale con sei pilastri, all’interno un labirinto buio con pertugi a “T”, simbolo della pioggia, quattro cortili dei quali i due ad est hanno scale decorati con figure mitologiche e “glifi” che raccontano storia e leggende del popolo Maya. Il Tempio delle Iscrizioni si erge su una piramide su una piramide dalle nove terrazze come i mondi sotterranei,riccamente decorato con misteriosi personaggi dai piedi di serpenti,all’interno un parete scolpita con seicentoventi glifi racconta storie misteriose e dappertutto dominano gli dei della Morte e della Fecondità,la nascita dell’uomo,il potere con le sue insegne e l’Universo Qudripartito nello Spazio,il Tempo,il Potere e la Fine sinistramente simboleggiata dall’uccello Moaer.

foto reportage:

Mex arch ChichenItza ChacMool3Guatemala arch Tikal1

Mexico

Guatemala

©Paolo Del Papa

reportages e bibliografie

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