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Pakistan

27 agosto 2006

Fin dall’antichità l’unica via commerciale terrestre tra l’Asia centrale e l’India è stata quella diramazione della Via della Seta che partiva dal regno di Bactriana in Afghanistan proseguendo per Taxila e quindi verso la valle dell’Indo dove era nata una delle prime “culle”della civiltà,la stessa percorsa da Alessandro il Grande e nota come “Via dell’India“. 37Pak-Cina Pamir  carov2Uno degli accessi passava attraverso il Baluchistan pakistano,l’altro costeggiava il Laghman tra le montagne del Kafristan provenendo da Jalalabad in Afghanistan e scendeva verso la pianura del Punjab o attraverso il deserto del Thar e il Rajasthan per poi procedere nel fiorente regno di Mathura nell’India settentrionale,diramandosi ad ovest verso l’antico porto di Barygaza vicino a Bombay dove giungeva la rotta marina della “Via delle Spezie“,ad est verso i regni di Pattaliputra e Tamralipti nel Bengala attraversando l’immensa pianura del Gange che ha visto succedersi potenti stati per secoli.Dopo la decadenza dell’antica civiltà dell’Indo, il Punjab divenne solo transito di carovane e le fiorenti città furono abbandonate, rimasero solo piccoli centri sorti attorno ai caravanserragli tappe del traffico carovaniero, in seguito popolazioni degli stati confinanti cominciarono a colonizzare la regione, i primi turco tartarici e iraniani giunsero dall’Asia centro meridionale, poi arrivarono tribù di Pathani e gruppi indo ariani orientali e dravidici provenienti dalla piana del Gange. 40Mutzaka vallSorsero centri commerciali e città che si svilupparono nei secoli successivi e il territorio pakistano divenne un crogiuolo di razze e culture diverse amalgamate in parte solo con la penetrazione dell’islamismo.La diramazione principale della Via della Seta passava per il Baluchistan, l’altra meno frequentata attraversava il Pakistan settentrionale lungo i contrafforti e i passi dell’Hindo Kush e Karakorum entrando nelle valli chiuse del Kunar e Kafristan procedendo poi per quella dello Swat,u na vasta regione ancora popolata da fiere tribù ariane indipendenti che non si sono mai integrate alle altre popolazioni del paese.Pakistan Karakorum2Tra esse i Dardi e i Guagir nomadi e sedentari possiedono caratteristiche estremamente particolari,conservano un’organizzazione autonoma divisa in distretti “tehsil”diretti da capi tribù “tehsildar” con una discretissima presenza di agenti governativi ammessi quali “osservatori” che cercano di sorvegliare molto limitatamente l’autonomia tribale.Più a nord si stende l’aspro territorio montuoso di Chitral e degli “infedeli” Kafir, in una splendida regione selvaggia di vallate, foreste, torrenti e laghi, dove sono vissuti per secoli completamente isolati e mai islamizzati. Le ipotesi sulle origini dei Kafir sono varie ed affascinanti riferibili solo ad antiche leggende e tradizioni,oltre che particolari costumi e tratti somatici assolutamente unici in Asia centrale:sarebbero i discendenti dei militi greci al seguito di Alessandro il Grande che si fermarono in queste valli unendosi alle popolazioni locali per generare la stirpe dei Kalash,ma meno suggestiva è la più probabile discendenza da tribù emigrate dalle steppe russe che ne spiegherebbe i tratti marcatamente “caucasoidi” e molte tradizioni:in entrambe i casi vengono da molto lontano.32Afgh Balucistan carov1Il resto della popolazione islamizzata del Pakistan definisce il Kafristan “Valle Strana” per il magnifico ambiente naturale dove le tribù Kalash hanno perfettamente integrato i loro villaggi di case rettangolari in pietra arroccate alle montagne per lasciare gli scarsi spazi in piano all’agricoltura,una combinazione della natura con l’intervento umano in sorprendente armonia che ha fatto identificare queste valli con la mitica “Shangri-La” delle antiche leggente diffuse tra la Cina e la Persia.

©Paolo Del Papa

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