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	<title>Commenti a: Africa</title>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Mostra I Vinti</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/#comment-557</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Mostra I Vinti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 10:40:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] da: Africa nord ovest Africa sud est Medio Oriente Asia centrale India &amp; Himalaya Asia sud est Oceania [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Faccia a faccia</title>
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		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Faccia a faccia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 10:32:26 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Africa Asia ovest Asia est America Oceania  Immagini da: Africa nord Africa sud est Medio Oriente Asia centrale India Himalaya Asia est Oceania [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Boscimani</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/#comment-270</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Boscimani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 15:09:45 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Reportages Africa Botswana Kalahari ©Paolo Del Papa Reportages e bibliografie [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Arte e corpo Africa</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/#comment-258</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Arte e corpo Africa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2006 09:23:40 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Africa Australe Come i pigmei, i Boscimani sono tra i più antichi abitanti del continente, spinti dalle altre popolazioni nelle zone più inospitali tra il Botswana, la Namibia e il deserto del Kakahari. La disparità tra i sessi è un concetto aleatorio tra questa gente, le donne hanno una grande libertà nei rapporti e, nell’ essenzialità dei costumi, ostentano piccoli accorgimenti decorativi sul viso e sul corpo.  Gli Herero popolano il Botswana e la Namibia, possedevano costumi propri e le donne ostentavano fiera nudità, ma nel loro ruolo relativamente libero seguivano concetti di bellezza ornamentale autonomi. Nel XVII secolo entrarono in contatto con i pri­mi coloni olandesi e tedeschi e rimasero affascinati dagli abiti delle donne al seguito dei nuovi arrivati. In breve sostituirono la tradizionale nudità con sottane, gonne, corpetti e copricapi delle colone e da oltre tre secoli esibiscono come co­stume tradizionale i variopinti abiti delle contadine olandesi e tedesche della fine del ‘ 600. In vaste aree dello Zimbabwe, Zimbabwe e Botswana , le donne Sotho, come i vicini Ndebele, in alcune cerimonie divengono protagoniste di riti e danze che radunano vari clan con i simboli totemici degli animali mitici: maschili come il coccodrillo per il clan dei Kwena e l’ elefante per i Kalahari, femminili come l’antilope per i Palong, la gazzella per i Nguato, la scimmia per i Kgathla, simboleggiati con abbigliamenti e decorazioni proprie quali maquillages, collane di perline, bracciali e cavigliere.  ©Paolo Del Papa  reportages e bibliografie  Africa nord ovest  Africa sud est [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Africa Australe Come i pigmei, i Boscimani sono tra i più antichi abitanti del continente, spinti dalle altre popolazioni nelle zone più inospitali tra il Botswana, la Namibia e il deserto del Kakahari. La disparità tra i sessi è un concetto aleatorio tra questa gente, le donne hanno una grande libertà nei rapporti e, nell’ essenzialità dei costumi, ostentano piccoli accorgimenti decorativi sul viso e sul corpo.  Gli Herero popolano il Botswana e la Namibia, possedevano costumi propri e le donne ostentavano fiera nudità, ma nel loro ruolo relativamente libero seguivano concetti di bellezza ornamentale autonomi. Nel XVII secolo entrarono in contatto con i pri­mi coloni olandesi e tedeschi e rimasero affascinati dagli abiti delle donne al seguito dei nuovi arrivati. In breve sostituirono la tradizionale nudità con sottane, gonne, corpetti e copricapi delle colone e da oltre tre secoli esibiscono come co­stume tradizionale i variopinti abiti delle contadine olandesi e tedesche della fine del ‘ 600. In vaste aree dello Zimbabwe, Zimbabwe e Botswana , le donne Sotho, come i vicini Ndebele, in alcune cerimonie divengono protagoniste di riti e danze che radunano vari clan con i simboli totemici degli animali mitici: maschili come il coccodrillo per il clan dei Kwena e l’ elefante per i Kalahari, femminili come l’antilope per i Palong, la gazzella per i Nguato, la scimmia per i Kgathla, simboleggiati con abbigliamenti e decorazioni proprie quali maquillages, collane di perline, bracciali e cavigliere.  ©Paolo Del Papa  reportages e bibliografie  Africa nord ovest  Africa sud est [...]</p>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Italiani in Africa</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/#comment-257</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Italiani in Africa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2006 13:35:16 +0000</pubDate>
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		<description>[...] ©Paolo Del Papa reportages e bibliografie Africa nord ovest Africa sud est [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Mostra Africa</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/#comment-268</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Mostra Africa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2006 13:20:31 +0000</pubDate>
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		<description>[...] L’ Africa è il primo capitolo del lungo percorso sulla via dei “vinti” dimenticati dalla storia che continuano la loro esistenza ai margini di un mondo che li ha travolti. Un continente sprofondato nell’ isolamento e povertà per la fine degli interessi delle grandi potenze e dell’ Europa che lo ha dominato con lo sfruttamento coloniale lasciandolo poi a sanguinari dittatori o governi corrotti mentre le popolazioni scivolavano nella miseria, fame, conflitti e violenze. La mostra fotografica propone le varie realtà del continente, particolarmente l’ esistenza delle popolazioni tradizionali che più di ogni altra soffrono l’ emarginazione, i mutamenti ambientali e sociali portati da una falsa idea di modernizzazione, splendide immagini sostenute da profonda ricerca antropologica e riflessione culturale, ma in un contesto per migliorare le scarse conoscenze di modi di vivere e culture diverse, contributo all’integrazione e alla comprensione fra i popoli. Il percorso espositivo procede attraverso immagini e descrizioni delle aree geografiche e culturali del continente dal nord Africa arabo e berbero al Sahara, dalle popolazioni del Sahel e Africa Occidentale e Centrale, protagoniste di antiche culture tradizionali, a quelle dell’ Africa Orientale e Meridionale, vasti territori dalle straordinarie varietà ambientali, culturali ed etniche patrimonio della storia e cultura del mondo e che rischiano di estinguersi o subire profondi mutamenti. Come in tutte le sue mostre, oltre l’ elevato livello artistico delle immagini, critici sono stati concordi con il fatto che Paolo Del Papa riesce a cogliere gli aspetti più intimi dell&#8217; umanità che fotografa, in questo modo vuole comunicare l&#8217;esistenza, la quotidianità e le speranze dei suoi soggetti. Non è solo un artista dell&#8217; immagine, ma soprattutto un testimone del mondo. Del Papa ha realizzato i suoi servizi fotografici con una visione del mondo che esalta il senso della vita e della bellezza, riuscendo così a trasmettere speranza. Ha rifiutato i facili effetti emotivi di immagini di sofferenza e disperazione che comunicano solo impotenza. “Paolo Del Papa si inserisce a pieno titolo nei modelli in cui si riconosce il viaggiatore”, ha scritto la critica d’ arte Giovanna M. Carli, “esprimendosi attraverso una narrazione per immagini di luoghi che ha battuto palmo a palmo, spingendosi tra tribù e popolazioni ancora isolate, raggiunte da pochissimi occidentali, per raccontare realtà sconosciute, attraverso reportages che hanno fatto il giro del mondo”.La mostra non si ferma all’occasione dell’ evento culturale ed artistico, ma va oltre coinvolgendo un pubblico che non si arresta alla superficie dell’emozione, all’incanto dei soggetti magistralmente catturati ai quattro angoli del mondo dall’ obiettivo dell’ autore. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] L’ Africa è il primo capitolo del lungo percorso sulla via dei “vinti” dimenticati dalla storia che continuano la loro esistenza ai margini di un mondo che li ha travolti. Un continente sprofondato nell’ isolamento e povertà per la fine degli interessi delle grandi potenze e dell’ Europa che lo ha dominato con lo sfruttamento coloniale lasciandolo poi a sanguinari dittatori o governi corrotti mentre le popolazioni scivolavano nella miseria, fame, conflitti e violenze. La mostra fotografica propone le varie realtà del continente, particolarmente l’ esistenza delle popolazioni tradizionali che più di ogni altra soffrono l’ emarginazione, i mutamenti ambientali e sociali portati da una falsa idea di modernizzazione, splendide immagini sostenute da profonda ricerca antropologica e riflessione culturale, ma in un contesto per migliorare le scarse conoscenze di modi di vivere e culture diverse, contributo all’integrazione e alla comprensione fra i popoli. Il percorso espositivo procede attraverso immagini e descrizioni delle aree geografiche e culturali del continente dal nord Africa arabo e berbero al Sahara, dalle popolazioni del Sahel e Africa Occidentale e Centrale, protagoniste di antiche culture tradizionali, a quelle dell’ Africa Orientale e Meridionale, vasti territori dalle straordinarie varietà ambientali, culturali ed etniche patrimonio della storia e cultura del mondo e che rischiano di estinguersi o subire profondi mutamenti. Come in tutte le sue mostre, oltre l’ elevato livello artistico delle immagini, critici sono stati concordi con il fatto che Paolo Del Papa riesce a cogliere gli aspetti più intimi dell&#8217; umanità che fotografa, in questo modo vuole comunicare l&#8217;esistenza, la quotidianità e le speranze dei suoi soggetti. Non è solo un artista dell&#8217; immagine, ma soprattutto un testimone del mondo. Del Papa ha realizzato i suoi servizi fotografici con una visione del mondo che esalta il senso della vita e della bellezza, riuscendo così a trasmettere speranza. Ha rifiutato i facili effetti emotivi di immagini di sofferenza e disperazione che comunicano solo impotenza. “Paolo Del Papa si inserisce a pieno titolo nei modelli in cui si riconosce il viaggiatore”, ha scritto la critica d’ arte Giovanna M. Carli, “esprimendosi attraverso una narrazione per immagini di luoghi che ha battuto palmo a palmo, spingendosi tra tribù e popolazioni ancora isolate, raggiunte da pochissimi occidentali, per raccontare realtà sconosciute, attraverso reportages che hanno fatto il giro del mondo”.La mostra non si ferma all’occasione dell’ evento culturale ed artistico, ma va oltre coinvolgendo un pubblico che non si arresta alla superficie dell’emozione, all’incanto dei soggetti magistralmente catturati ai quattro angoli del mondo dall’ obiettivo dell’ autore. [...]</p>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Africa Nilocamiti</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/#comment-267</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Africa Nilocamiti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2006 14:58:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Reportages Africa Vie dell&#8217;Africa Africa esplorazioni Arte del corpo ©Paolo Del Papa Reportages e bibliografia Mostra Africa ambienti e natura Parchi Kenya Parchi Tanzania [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Botswana Kalahari</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/#comment-266</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Botswana Kalahari</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2006 14:52:02 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Reportages Africa Botswana  ©Paolo Del Papa Reportages e bibliografie [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Botswana</title>
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		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Botswana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2006 14:33:50 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Occhi di bambini</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/#comment-264</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Occhi di bambini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2006 19:48:19 +0000</pubDate>
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		<description>[...] In Africa settentrionale la popolazione soffre delle frange estreme dell’ integralismo islamico, fino alle e folli stragi compiute dagli estremisti della Jihad in Algeria, dove la furia sanguinaria si è scatenata sui più deboli donne e bambini. Dal Marocco all’ Egitto sono oggetto di mariti e padri padroni che sottomettono e costringono a duri lavori anche i più piccoli. Al contrario le popolazioni berbere e del Sahara non hanno rigidità nella gerarchia famigliare e comunitaria, così come i Tuareg e le popolazioni nomadi del Sahel più sensibili a libertà e solidarietà nell’ ambito tribale. Popoli ormai emarginati da condizioni sociali ed ambientali dei paesi che li accolgono, tra conflitti e calamità naturali. Il deserto che avanza e la siccità hanno sconvolto l’ esistenza dei nomadi del sahel, malattie e carestie li hanno decimati a cominciare dai più deboli bambini. Per la gran parte delle popolazioni dell’ Africa Occidentale donne e bambini sono al livello più basso della società, la famiglia è patriarcale con mariti e padri padroni indiscussi. Tuttavia, tra le varie etnie, sono sempre i piccoli protagonisti della quotidianità, appesi alle spalle delle madri, tenuti per mano o liberi tra loro. Sono loro a vivacizzare quotidianità, mercati, feste e cerimonie, mentre traggono l’ educazione da tutto ciò che avviene attorno a loro, una grande scuola di vita che tiene le sue lezioni in ogni sua manifestazione. Assistono a cerimonie e danze attenti a cogliere ogni movimento per apprendere storie, miti e leggende, mentre sorridono felici a un’ altro grande gioco che li rende partecipi di tutta la collettività.Non chiedono altro che di vivere da bambini senza essere costretti a crescere in fretta. Qui come dappertutto ne hanno il diritto e spesso gli è negato. L’ Africa orientale è popolata dai grandi gruppi ca­mito-nilotici di allevatori, come i Suk,Turkana, Masai, Nandi e una gran varietà di sottogruppi.L’ esistenza di queste popolazioni è stata travolta da carestie e guerre che si trascinano da decenni in Sudan, Eritrea, Somalia, Etiopia, malattie e miseria in Uganda, Kenya, Tanzania. Tra le popolazioni Bantu del Congo,Rwanda, Burundi, Sierra Leone, Liberia e altrove conflitti tribali, guerre, genocidi si consumano da anni.Un olocausto le cui vittime sacrificali più numerose sono i bambini consumati da fame e malattie, falciati da guerre assurde, mutilati, umiliati nella negazione del loro diritto di esistere.In gran parte dell’ Africa Australe, la popolazione più povera sopravvive nella miseria, violenza e la piaga dell’ Aids. Un flagello in Zambia, Botswana, Namibia, Zimbabwe, Sud Africa che consuma uomini, donne e soprattutto il loro figli. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] In Africa settentrionale la popolazione soffre delle frange estreme dell’ integralismo islamico, fino alle e folli stragi compiute dagli estremisti della Jihad in Algeria, dove la furia sanguinaria si è scatenata sui più deboli donne e bambini. Dal Marocco all’ Egitto sono oggetto di mariti e padri padroni che sottomettono e costringono a duri lavori anche i più piccoli. Al contrario le popolazioni berbere e del Sahara non hanno rigidità nella gerarchia famigliare e comunitaria, così come i Tuareg e le popolazioni nomadi del Sahel più sensibili a libertà e solidarietà nell’ ambito tribale. Popoli ormai emarginati da condizioni sociali ed ambientali dei paesi che li accolgono, tra conflitti e calamità naturali. Il deserto che avanza e la siccità hanno sconvolto l’ esistenza dei nomadi del sahel, malattie e carestie li hanno decimati a cominciare dai più deboli bambini. Per la gran parte delle popolazioni dell’ Africa Occidentale donne e bambini sono al livello più basso della società, la famiglia è patriarcale con mariti e padri padroni indiscussi. Tuttavia, tra le varie etnie, sono sempre i piccoli protagonisti della quotidianità, appesi alle spalle delle madri, tenuti per mano o liberi tra loro. Sono loro a vivacizzare quotidianità, mercati, feste e cerimonie, mentre traggono l’ educazione da tutto ciò che avviene attorno a loro, una grande scuola di vita che tiene le sue lezioni in ogni sua manifestazione. Assistono a cerimonie e danze attenti a cogliere ogni movimento per apprendere storie, miti e leggende, mentre sorridono felici a un’ altro grande gioco che li rende partecipi di tutta la collettività.Non chiedono altro che di vivere da bambini senza essere costretti a crescere in fretta. Qui come dappertutto ne hanno il diritto e spesso gli è negato. L’ Africa orientale è popolata dai grandi gruppi ca­mito-nilotici di allevatori, come i Suk,Turkana, Masai, Nandi e una gran varietà di sottogruppi.L’ esistenza di queste popolazioni è stata travolta da carestie e guerre che si trascinano da decenni in Sudan, Eritrea, Somalia, Etiopia, malattie e miseria in Uganda, Kenya, Tanzania. Tra le popolazioni Bantu del Congo,Rwanda, Burundi, Sierra Leone, Liberia e altrove conflitti tribali, guerre, genocidi si consumano da anni.Un olocausto le cui vittime sacrificali più numerose sono i bambini consumati da fame e malattie, falciati da guerre assurde, mutilati, umiliati nella negazione del loro diritto di esistere.In gran parte dell’ Africa Australe, la popolazione più povera sopravvive nella miseria, violenza e la piaga dell’ Aids. Un flagello in Zambia, Botswana, Namibia, Zimbabwe, Sud Africa che consuma uomini, donne e soprattutto il loro figli. [...]</p>
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