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Le montagne della Luna

1 settembre 2006

“…i Monti della Luna,che alimentano con le loro nevi i laghi, sorgenti del Nilo…”
(Tolomeo)

La culla della prima e più longeva civiltà della storia taglia il deserto come una lunga e stretta oasi fino al Mediterraneo,ma la Valle del Nilo è solo l’ultimo tratto dell’infinito corso del fiume che sorge dalle profondità dell’Africa,dove per millenni le legende hanno tracciato mappe fantastiche al cui centro sorgevano le mitiche Montagne della Luna.Gli antichi costruttori di piramidi traevano l’esistenza dal Nilo e lo consideravano un potente dio benevolo che non poteva essere interrogato sulle sue origini celesti,ma le iscrizioni raccontano di spedizioni lungo il grande fiume aldilà della Nubia e dei regni vassalli oltre la quarta cateratta,verso la leggendaria Terra di Punt.Il dio della musica e della danza Bes era raffigurato come un pigmeo e i papiri del faraone Neferkere raccontano di quattro viaggi del nobile Harkhuf lungo il grande fiume riportando molte cose strane e preziose e un piccolo umo nero che danzò a corte per molto tempo,anche la grande regina Hatshepsut attese per anni i suoi inviati che tornarono con schiavi,avorio,piume di struzzo,strani animali e piccoli uomini come nani neri,portati da terre dove nessuno era mai stato.Molto più tardi i Greci seppero da Omero che le gru all’annunciarsi dell’inverno tornanavano alle calde regioni dell’Africa tra i grandi laghi che originavano il Nilo,Eratostene di Alessandria affermò che il grande fiume si alimentava da altri tre,due dei quali sorgevano da laghi ad oriente e il terzo più lungo veniva da altri laghi verso i limiti meridionali del continente.Erodoto si perse tra le leggende a cercare la storia del Nilo e nell’apogeo imperiale Nerone inviò due centurioni oltre le terre di Nubia a seguire il corso del ramo più largo del fiume verso occidente fino a immense paludi malsane ed impenetrabili che nessuno poi raggiunse per oltre un millennio.Nel secondo secolo della nostra era il mercante greco Diogene si spinse lungo la costa orientale verso la Terra di Punt e sbarcò a Rhapta,da dove marciò per venticinque giorni nell’interno fino a due grandi laghi dietro i quali si ergevano imponenti le montagne innevate da dove sorgeva il Nilo,il geografo Marino di Tiro raccontò la storia di Diogene e poi il grande Tolomeo viaggiò lungo il fiume,ascoltò altri racconti e leggende e scrisse che al centro dell’immenso continente vi erano sicuramente quei grandi laghi dai quali usciva il fiume che vi era entrato scendendo da monti imbiancati di neve e di ghiacci,dalle vette pallide come Montagne della Luna.I geografi arabi,che erano attenti alla scienza dei greci,cercarono di immaginare il corso del Nilo proveniente dalla leggendaria regione dei Grandi Laghi e quando furono padroni del fiume fino alla Nubia nel nome del Profeta,cominciarono a risalirlo per cercare avorio e schiavi,ma si arrestarono alle paludi trovate dai centurioni romani,attorno correvano le gazzelle e il Nilo Bianco si chiamò Bhar el-Ghazal.Essi partirono anche dalla costa come fece il greco Diogene e penetrarono la savana ad occidente aprendo le piste dell’avorio e degli schiavi e dalle tribù di neri seppero di quei laghi e delle montagne Messozi Ia Muezi dalle vette pallide come la luna,ma le cronache si confusero con le leggende e per secoli le storie del cuore dell’Africa divennero mirabilie come le tante che incantarono signori e cortigiani tra l’Europa e l’Oriente.

Lungo il Nilo
Attraverso l’ Egitto il Nilo scorre lungo le più grandiose eredità di granito della storia, verso i confini più meridionali dell’ Impero e continua in Sudan a Wadi Halfa per il “Paese dei Neri” Bilad Es Sudan che inizia dalla seconda cataratta., poi torna a stringersi scorrendo da sud ovest in una grande ansa alimentata dall’ Atbara, il “Fiume Nero” Bahr Es Sauda proveniente dagli altipiani etiopici e qui si stende Jaziret El Merwe, dove sorse la civiltà nubiana meroitica. Il Nilo si volge ancora ad occidente fino al proviente da ovest e il Nilo Azzurro Bahr El Azraq che scorre da oriente attraverso la regione del Sennar e gli altipiani etiopici dalla sua sorgente nel lago Tana. A sua volta da sud riceve le acque dal Didessa, tra il Nilo Azzurro, il Didessa,il Sobat e il Nilo Bianco è come una gigantesca isola Jaziret Es Sennar, poi si è apre nell’i mmensa palude del sudd alimentate dal “Fiume delle Gazzelle” Bhar el-Ghazal e il “Fiume delle Giraffe” Bhar Es Siraf che scorrono da est. Più a sud verso Rejaf scende tra strette gole come il “Fiume della Montagna” Bahr el-Gebel giungendo dal lago Alberto in cui si immette dal lago Kyoga, dove entra dalle cascate di Ripon dopo l’ uscita dal lago Vittoria Ukerewe alimentato dal Kagera che scende da ovest vicino al lago Kivu, sgorgando dai monti Messozi Ia Muezi che Tolomeo chiamò Montagne della Luna.Nel XVIII secolo si sapeva che a Khartum, convergevano il Nilo Bianco proveniente da territori ignoti e il Nilo Azzurro che scorreva dall’ Etiopia e nel 1768 lo scozzese James Bruce risalì il corso del Nilo Azzurro fino alle sorgenti nei pressi del lago Tana vicino a Gondar. Tornato a Khartum notò che il Nilo Bianco era più largo ed era il ramo maggiore del fiume, le cui sorgenti si perdevano nei lontani territori inesplorati dell’ Africa centrale. La Royal Geographic Society di Londra per oltre mezzo secolo finanziò le grandi spedizioni alla ricerca delle Sorgenti del Nilo e i suoi inviati penetrarono le profondità dell’ Africa in una delle più tenaci ed avventurose epopee nella storia delle esplorazioni. John Speke, Richard Burton, i conuigi Baker, Livingstone, Stanley e gli altri che seguirono tracciarono i primi itinerari nel cuore ignoto del continente e furono giustamente consegnati alla storia e alla leggenda, ma altri viaggiatori, avventurieri ed esploratori affrontarono quei territori privi di mezzi e clamore, riuscendo ad eguagliare quelle straordinarie imprese. In gran parte furono italiani delusi da quel Risorgimento per il quale avevano combattuto in patria e andarono a cercare “altri risorgimenti” laddove le potenze europee finanziavano costose esplorazioni per la loro espansione coloniale.

©Paolo Del Papa
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