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Sahel

5 settembre 2006

Terra di confine
Tra il Sahara e le savane africane si stende l’immenso territorio arido che va dalla Mauritania al Sudan,attraverso il Mali, Niger e Burkina Faso, quattro milioni di chilometri quadrati tra l’ Africa “bianca” e quella “nera” che gli arabi hanno chiamato Sahel, “terra di confine”.6ferlo areaLa media delle precipitazioni difficilmente supera i trecento millimetri negli anni più piovosi e concentrate in brevi periodi durante i quali la preziosa umidità evapora per il novanta per cento nell’aria torrida che asciuga il terreno non in grado di trattenerla,scarsa fonte di vita solo per la steppa e l’erba gialla markouba, mentre il deserto avanza inesorabilmente sui magri pascoli stagionali dei nomadi che si spingono verso le zone più meridionali.Essi sfruttano al massimo i pascoli periodici senza un ordine preciso e nella brevissima stagione umida le tribù con il bestiame si attestano vicino alle occasionali pozze pluviali fino al loro inaridimento per ricominciare la ricerca di altre zone verso le lontane paludi del Niger,per secoli i hanno cercato di adattare l’ambiente tracciando piste e scavando pozzi,ma dove riescono a produrre un pascolo occasionale lo sfruttano completamente,perchè il nomade non può che seguire il suo gregge che,a sua volta,cerca l’acqua e il foraggio,un ciclo arcaico reagolato da bisogni primari senza pianificazione e dettato solo dalle leggi naturali e da convenzioni secolari tra Tuareg, Tebu, Mauri, Pehul, Fulbe, Toucoleurs ed altri,nonchè con le popolazioni di agricoltori neri sedentari del sud. e nella savana,per l’arcaico scambio dei rispettivi prodotti e che ha permesso la nascita di importanti centri carovanieri.Tra tutti i nomadi i Tuareg riescono a mantenere il difficile e spesso drammatico rapporto con questo ambiente,saldamente legati ad una società regolata da tradizioni antichissime,essi penetrarono nel Sahel dal Sahara raggiungendo il Niger nel settimo secolo,depositari di una cultura originale particolarmente legata all’ambiente e a tradizioni ancestrali,condividendo con le altre tribù un’ esistenza arcaica dalle regole immutabili,le transumanze,il traffico carovaniero e gli scambi con gli agricoltori, un equilibrio spesso turbato da periodi nefasti di siccità, carestie, violenti conflitti etnici e le razzie periodiche nei centri del sud.Quando i francesi iniziarono la conquista dell’ immenso sud sahariano e il contiguo Sahel, le tribù nomadi cercarono di resistere, ma solo i Tuareg riuscirono a superare gli antichi contrasti tribali e riunire le loro confederazioni opponendosi fieramente agli europei per decenni fino alla capitolazione nel 1917.carov schiavL’oleografica “epopea” della Legione Straniera continuò per anni sterminanando intere tribù e favorendo le popolazioni di agricoltori neri sedentari nell’occupazione di vaste aree tradizionalmente occupate dai pascoli,spingendo i nomadi nelle zone più inospitali,i Tuareg furono i più colpiti,alcune confederazioni si sciolsero e molti clans si disgregarono,le famiglie più potenti persero di autorità e un ordine secolare venne completamente sconvolto.Anche tra gli altri nomadi la tradizionale propietà collettiva del bestiame si trasformò in propietà privata e l’antica coesione del tribale disgregata, riducendo coloro che non posseggono bestiame a servi, creando una grande differenziazione tra i vari gruppi per la quale solo un decimo di essi possiede allevamenti eccedenti alle esigenze e che può arrivare a seicento bovini e novanta cammelli, i tre decimi non oltre i cinquanta bovini e dieci cammelli, mentre il resto delle popolazioni saheliane possiede solo qualche capo assolutamente insufficiente alla sopravvivenza.Negli ultimi venti anni vi sono stati periodi di siccità che hanno sconvolto ripetutamente i pascoli del Sahel, provocando bibliche migrazioni verso i miserabili campi profughi in Mali e in Niger ad enormi distanze da percorrere a piedi:le tribù, i clan ,le famiglie si divisero in piccoli gruppi lottando con il tempo, la fame, la sete e le malattie ed ognuno pensò alla propria sopravvivenza.

©Paolo Del Papa
Foto reportage Mali Foto reportage sahara

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