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Polinesia

14 settembre 2006

Moana-nui-o-Kiva
Entro il cerchio del mare c’è un pesce molto importante. C’è un pesce sopra il quale si incurva l’arcobaleno che abbraccia l’immensità dell’oceano:è il mio paesePolinesia isol Cook atollCosì un antico canto dell’isola di Aiutaki racconta che l’oceano intero è il mondo dell’uomo polinesiano, tutte le isole che si perdono nell’ immensità del Pacifico sono figlie del grande pesce mitico. La vicina Rarotonga era l’isola fluttuante “Nuku-tere”che andò alla deriva fino a quando la dea Ari non la legò al fondo del mare con una liana, dalla grande isola di Raiatea si staccò un pezzo che diventò “Thaiti-nui”che poi si divise nelle altre isole “Orohena”, “Tahiti-iti” e Moorea, ma gli antenati ebbero timore che il Grande Pesce fosse tornato a nuotare ed immergersi nell’ oceano e allora gli tagliarono i nervi con un ascia magica così la polinesia rimase legata al fondo del mare.Polinesia fr bora bora Tram2Dalle Hawaii alla lontanissima Nuova Zelanda le isole sperdute nel Grande Oceano del Cielo Azzurro “Moana-nui-o-Kiva” sono state popolate da tribù asiatiche di abili navigatori che affrontarono l’ ignoto nel Pacifico e trovarono isole sparse fino alle coste americane una leggendaria migrazione cantata negli antichi miti polinesiani Altre leggende raccontano di un popolo bianco che viveva nell’altipiano andino del Titicaca e stendeva il suo dominio fino alla costa da dove affrontò l’oceano su leggere barche di balsa.Così tra scienza ed avventura nel 1947 Thor Heyerdahl costruì il suo “Kon-Tiki”con balsa e liane e partì dalla costa peruviana cercando un’antica rotta tra le correnti del Pacifico,navigò per seimila chilometri fino alle Tuamoutu per dimostrare che gli antichi polinesiani provenienti dall’ Asia attraverso lo stretto di Bering, prima popolarono l’ America e poi attraversarono l’ oceano spargendosi tra le isole. Polinesia fr bora boraDall’ Asia o dall’ America, la grande avventura sulle rotte del Pacifico inizia in epoche remote avvolte nel mito e la leggenda,affrontate da antichi navigatori esperti che cercarono le correnti ed i venti nell’ immensità dell’ oceano guidati dal sole, la luna e le stelle per spingersi nell’ignoto sulle agili barche a bilanciere che ancora incrociano tra le isole scivolando leggere sulle onde.“una massa di sfumate tonalità di verde, che salgono dalla spiaggia alla cima delle montagne; una varietà infinita di vallate ,creste, forre e cascate. polinesia fr tahitiLe acque cadendo si dissolvono alla luce del sole in mille riflessi filtrando attraverso le volte verticali della vegetazione.sembra un mondo magico, intatto e sempre in fiore”.Le descrizioni di Melville delle isole polinesiane sono come pennellate di Paul Gauguin e le visioni di tanti altri che si sono persi nel mito dei “mari del sud” incrociando le antiche rotte nel Moana-nui-o-Kiva,il “grande oceano del cielo azzurro”che gli antenati attraversarono guidati dal mitico eroe Tane seguendo le indicazioni del dio Sole Ra e la dea Luna Hina, fino a raggiungere le isole pescate dal mitico Maui con il suo amo magico. Lì Il dio della Guerra Oro li rese forti e il dio dei Tatuaggi Tane insegnò loro a decorare il corpo e l’ anima, gli spiriti Atua vegliavano sulle attività degli uomini e sopra tutti vi erano il grande spirito femminile della Terra Papa e il supremo Taaroa che generò l’ Universo, la Luce e il Movimento. Polinesia tonga1I grandi navigatori che affrontarono l’oceano divennero gli eroi mitici dai quali discendono i capi clan, i soli che conoscono le genealogie della stirpe e la lunga storia dei polinesiani, risalgono le generazioni fino agli eroi mitici e poi gli dei che li precedettero e ancora più indietro nella notte dei tempi ai fenomeni naturali che generarono gli dei stessi: la Luce, l’ Alba, la Notte, l’ Abisso, il Vuoto al principio di tutto. Polinesia da scoprire Per mille anni al centro dell’universo mitico dell’immensa polinesia fu Raiatea, l’ Ombelico della Civiltà dove si elevava il grande altare Maraè consacrato al dio della guerra Oro e a migliaia giungevano le grandi piroghe a bilancere per le cerimonie salpando da Thaiti, Moorea, Bora Bora, Marchesi, Cook, Samoa, dai lontanissimi confini orientali del “Moana-nui-o-Kiva” delle Hawaii e da quelli occidentali della Nuova Zelanda sulle antiche rotte degli antenati, secoli prima che i bianchi le scoprissero.Polinesia isol cook2 Nelle grandiose cerimonie di Raiatea il popolo polinesiano sparso nel Pacifico si ricongiungeva agli dei e il più alto tra tutti i capi veniva misurato con la “pietra dei capi” di due metri e ottanta per diventare il “Re dei Re” destinato a regnare sul popolo del mare, la stirpe regale i cui resti giganteschi sono affiorati dalle tombe dei capi guernen.Il cuore della Polinesia è il vasto gruppo di isole della Società. quelle “del Vento” di Moorea, Tahiti-nui e Tahiti-iti unite dall’ istimo di Taravao e quelle ”Sottovento” di Raiatea, Bora Bora, Huahine,Tahaa e Maupiti. All’arrivo di Cook gli abitanti erano oltre 200.000 e in cento anni furono ridotti a 10.000 uccisi, deportati, decimati dalle malattie e dall’ alcool in uno dei tanti capitoli di quella storia che in un paio di secoli spazzò popoli e culture dalla faccia del globo, la storia della “civilizzazione”dei bianchi. Polinesia samoaTram1Tahiti è inanellata in una strada che le gira attorno partendo da Papeete lungo il litorale occidentale con i villaggi tra le palme che si affacciano sulla laguna, dall’ altra parte la costa si alza bordata di verde tropicale sulle onde che si frangono sugli scogli, l’ interno montuoso e selvaggio è dominio della foresta penetrabile risalendo faticosamente la valle di Papenoo verso le rocce di Fare Ape e il picco di Urufa che domina l’ isola in una cascata di verde, interrotta dalle acque brillanti del solitario lago di Vaihiria,fino al blu dell’oceano che si perde all’orizzonte.Dall’altra parte del colle di Urufa si scende nella valle di Mataeia dove serpeggiano impetuosi i torrenti fino alla costa e la penisola di Taiarapu protesa nel mare con i suoi villaggi di Taravao, Tautira, Pueu, Nutaè e Matili i cui antichi altari di pietra “marae” sono sparsi nella foresta e ricordano cerimonie dimenticate.Polinesia Tonga5Davanti Tahiti dall’immenso oceano si stacca Moorea con i monti Rotui e Tohivea che dominano le splendide baie di Papetoai e Pao Pao,alla quale Cook diede il suo nome come molte altre sparse per il Pacifico, i vecchi villaggi sono sparsi tra la costa affacciata sulla laguna corallina che brilla di colori cangianti con il sole e l’interno denso di foresta dove si aprono i campi di manioca tra le piante di ananas e vaniglia.Tra le isole della Società Bora Bora è stata a lungo evitata dalle rotte dei polinesiani, i tahitiani vi esiliavano gli individui più pericolosi che formarono una comunità di guerrieri razziatori delle isole vicine,una fama sinistra che contrasta con lo splendore dei suoi picchi verdi di foresta tropicale che si stagliano magnifici nel cielo e precipitano nella laguna turchese, proseguendo sotto l’ acqua cristallina a formare i fondali arcobaleno dove guizzano i pesci tra i coralli e scivolano le ombre delle piroghe silenziose inseguendo i piccoli squali innocui presi per la coda dai bambini.Polinesia1Dalle vette solenni di Otemanu e Paihia è una vertigine di colori che contrastano violenti tra le variazioni verdi della terra e l’ abbacinante bianco delle spiagge ornate di palme sulle variazioni di smeraldo dell’atollo chiuso dalla barriera che lo protegge dalle onde di cobalto perse all’ orizzonte, al tramonto il cielo e il mare si confondono infuocati e i picchi si trasformano in sagome irreali mentre le piroghe tornano con la brezza leggera e ricordano le storie antiche degli antenati arrivati dal profondo del “Moana-nui-o-Kiva

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© Paolo Del Papa
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