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Puglia itinerari

30 settembre 2006

Chiese rupestri
A Modugno la chiesa di S. Pietro in Balsignano, deriva da Basilinianum, é il nome di un antico casale che sorgeva sulla via di comunicazione tra Bitritto e Modugno. Si raggiunge, infatti, da Modugno percorrendo Km 3 verso Sud-Est lungo la carrozzabile per Bitritto. Un tempo, soprattutto in epoca medievale, questa strada doveva essere di grande importanza per i collegamenti tra la costa e l’interno. L’esistenza del casale é testimoniata fin dal X secolo, ma la chiesa, che oggi resta come documento della prosperitá dell’abitato, risale al sec. XII.Pur se in gran parte rovinata, la costruzione mostra ancora la sua bellezza. La cupola svettante sull’alto tamburo ottagonale decorato a denti di sega, il parato esterno della muratura a sacco fatto di conci di pietra calcarea tagliati con estrema precisione e cementati con poco materiale legante, la pianta a croce contratta di sapore orientale, ne fanno un esempio di grande perizia tecnica e di elegante fattura. Sul lato sud, decorato con lesene e capitelli pensili, si apre un piccolo portale centinato; l’abside é frutto di successivi rifacimenti; il lato occidentale é quasi interamente crollato.A Km. 2 dal paese, sulla strada che porta a Bari, é possibile vedere sulla destra la chiesa di Ognissanti. E’ quanto resta di un piccolo complesso monastico benedettino fondato da Eustasio, probabilmente un ricco barese ritiratosi dal mondo. Di questo singolarissimo edificio é sconosciuto l’anno di fondazione, anche se risulta compiuto, per gran parte, giá nel 1080. La pianta della chiesa é longitudinale con cupole in asse sormontate da tetti piramidali a chiancarelle frutto, questo, di interventi successivi di restauro. Alla compostezza esterna dell’edificio, un parallelepipedo di pietre perfettamente squadrate con absidi a vista sul lato ovest e portali decorati a grani di rosario, fa riscontro il gioco movimentato che articola lo spazio interno della chiesa: cupole emisferiche raccordate da pennacchi a copertura della navata centrale e volte rampanti che sovrastano le navate laterali secondo una tipologia unica in Puglia.Da Valenzano é possibile improvvisare, abbandonando il percorso delle chiese, due tappe alternative. Proseguendo verso sud troviamo Casamassima, oggi famosa per il suo  Baricentro , interessante complesso commerciale e per  Barialto , un nuovo centro residenziale; in prossimitá di questo si trova un piacevole laghetto artificiale dove si possono pescare le trote. Casamassima ha un caratteristico Borgo Antico con basse costruzioni (sottani e soprani), con finestre e mensole caratteristiche poste a varie altezze. Da qui la Statale 172 porta a Turi dove giganteggia la presenza del tristemente famoso carcere monumentale. Tornando si continua l’ itinerario tra gli antichi edifici di culto e, da Valenzano, passando per Capurso, ci dirigiamo, prendendo la S.S. 634, a Conversano. Su questa stessa strada, circa un chilometro e mezzo prima di giungere al paese, sulla destra troviamo l’ex abbazia medievale di S. Maria dell’Isola. In essa é conservato il grandioso sepolcro di Giulio Antonio Acquaviva, conte di Conversano, morto durante i combattimenti contro i Turchi all’epoca dell’assedio di Otranto.A circa un chilometro da Conversano in direzione Nord-Est, oltre la ferrovia, appare la forma quadrilobata della chiesa di S. Caterina (sec. XI). La costruzione, a pianta centrale con absidi visibili all’esterno, é coperta da una calotta emisferica nascosta esternamente dal tetto piramidale. Alla sommitá un elegante lanternino quadrangolare corona l’edificio.Proseguendo a sud verso Putignano e da qui, per tre chilometri ancora, sulla strada verso Noci. Deviamo a sinistra per visitare la chiesa-grotta di S. Michele. Siamo, qui, sul M. Laureto a m. 354. Alla grotta, che un tempo era dedicata al culto di Apollo, si accede dal cortile del sanatorio Provinciale scendendo attraverso una scalinata di 30 gradini. A sette chilometri da Putignano, lungo la carrozzabile a Sud-Ovest in direzione Gioia del Colle, il Santuario della Madonna delle Grazie da lunghissimo tempo meta di pellegrinaggi, sorto presso una grotta sacra.Verso Noci e poi sulla strada per Alberobello. Dopo 8 Km. in direzione Nord-Est ci troveremo davanti ad un bivio presso la Masseria Angiulli. Prendendo la strada a sinistra saliremo lungo il pendio di una collina in cui é situata la Masseria del Barsento a 420 m. di altitudine. Il complesso include una interessante chiesetta del VI sec., fondata dai monaci di S. Equizio. La bella costruzione a pareti lisce e imbiancate é un quadrilatero con tre absidi che concludono le rispettive navate. Il letto a due spioventi su cui dispongono le chiancarelle di pietra calcarea conclude le linee semplici della facciata. In corrispondenza dell’ingresso il piccolo campanile a vela .Provenendo da Alberobello, nei pressi del cimitero di Monopoli, si puó ammirare la chiesa-grotta dello Spirito Santo, una vera e propria chiesa ipogea costruita con incredibile abilitá tecnica. I frammenti decorativi sono di epoca tarda ed hanno interamente sostituito l’originale decorazione. Notevoli i capitelli. Nel paese si trova la cripta di S. Maria Amalfitana, una grotta basiliana su cui é sorta la chiesa dell’XI sec. per volere della comunitá degli Amalfitani.La chiesa-grotta, tra le piú vaste dell’area monopolitana, é stata oggetto di numerosi rimaneggiamenti. Le colonne sono certamente piú tarde e la decorazione parietale, che un tempo doveva estendersi su tutti i lati della cripta, oggi si é ridotta ad alcuni frammenti di un’icona di S. Nicola che doveva far parte di un  ciclo  dedicato alla vita del santo. Si tratta di affreschi del XII sec., dunque una delle prime testimonianze di  storie  del santi in Puglia.La grotta di S. Maria Amalfitana fa parte di quell’insieme di luoghi di culto rupestri scavati in prossimitá del mare e che oggi sono rintracciabili nel tessuto della cittá vecchia. Tra queste ricordiamo, non lontana dalla cattedrale, la chiesetta di Cala di Porta vecchia. Un’antica grotta affrescata, ricavata in una cavitá naturale della roccia. Al numero 73 di via S. Domenico é invece l’accesso ad un’altra cripta dedicata alla Madonna del Soccorso. Nell’agro di Monopoli sono moltissime di testimonianze rupestri dedicate al culto religioso. Possiamo, grosso modo, dividerle in due gruppi, uno che si snoda lungo la costa tra la piana di Egnazia e la cittá di Monopoli, l’altro che ha occupato gli avvallamenti dell’interno. Tutti insieme, peró, sono disposti intorno al tracciato dell’antica via Traiana.Alla chiesa-grotta di Staveta, che si trova sul versante piú interno, si giunge imboccando un viottolo laterale che si diparte dall’ Adriatica  e percorrendo circa mt. 100. E’ una piccola grotta isolata a pianta irregolare sfigurata da successivi interventi. Di notevole interesse é il bel dittico, ottimamente conservato, della Vergine Odegitria e Precursore dell’XI sec.Una strada di origine medievale doveva connettere la chiesa di Staveta col Santuario rupestre di S. Cecilia, sicuramente il piú importante tra i luoghi di culto rurali dell’area di Monopoli, nonché uno tra i piú antichi. La decorazione parietale un tempo doveva essere ricchissima, oggi é purtroppo in pessimo stato di conservazione. Per finire il bel tempietto di S. Bartolomeo di Padula nella campagna che si stende tra Monopoli e Castellana. il fondo che ospita al chiesetta rurale si trova in contrada Borgo Scorzone a Km. 6 da Castellana.S. Bartolomeo ha pianta quadrata con due absidi rivolte ad est in posizione opposta alla facciata ed é sormontata dalla cupola di cui resta solo l’intradosso. La costruzione voluta dai Monaci Basiliani, risale al se. X e sorge su una delle vie percorse dai pellegrini diretti verso l’Oriente.

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