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Emirati Arabi

18 ottobre 2006

Attraverso il deserto Rub ‘Al-Khali
Il Golfo Persico e gli Emirati dell‘ immediato entroterra nella penisola arabica, in occidente vengono generalmente associati all‘ immagine dei pozzi di petrolio che determinano miserie e splendori della nostra politica energetica.Emir des vill mosq2Per la maggiorparte degli occidentali questa zona non ha neanche una collocazione storico-geografica precisa e non è quindi da meravigliarsi se é ancora poco frequentata dai viaggiatori, mentre lo è dal turismo di massa per soggiorni negli splendidi hotel sul mare, ma presenta caratteristiche ambientali, culturali ed etniche ancora tutte da “scoprire”, ancora in parte custodite dal deserto più vasto del mondo e l’antica tradizione araba.Gli Emirati Arabi Uniti sono una federazione di sette piccoli stati, completamente chiusi al mondo esterno e immersi in pieno feudalismo fino alla scoperta del petrolio: Abu Dhabì, Dubai, Sharjah, ‘Aman, Umm Qaiwayn, Ras Khayma e Fujayrah. La costa si stende dalla penisola del Qatar a quella di Musan Dam, confinante con il sultanato di Oman, l’interno é caratterizzato dal più vasto e inospitale deserto del mondo, il Rub ‘Al-Khali confinante con l’Arabia Saudita, dove l’unica possibilità di sopravvivenza é data dalle poche oasi ancora frequentate dai beduini.emir desert oas2 Fin dall’antichità le tribù beduine nomadi si stabilirono in queste oasi dove per secoli controllarono le rotte carovaniere provenienti dal reame di Sabah, l’odierno Yemen e I‘Oman, altre si stabilirono sulla costa dedicandosi alla pesca e alla pirateria e per secoli la zona fu nota come la “Costa dei Pirati”.L ‘antica tradizione e fierezza beduina sopravvisse intatta anche dopo la conquista inglese nel secolo scorso e, solo recentemente, ha subito radicali mutamenti nelle città, dopo la scoperta dell ‘“oro nero” che ha fatto del paese lo stato con il reddito più alto del mondo.Emir desert beduin camp2Cercare la storia, la cultura e le antiche tradizioni nelle oasi più isolate del deserto rappresenta una delle esperienze più interessanti che si possono vivere in Medio Oriente, é sufficiente uscire dalle comode strade asfaltate che collegano i vari centri per ritrovarsi nell ‘immensità del deserto, tra le dune del Rub ‘Al-Khali.Lasciando la modernissima e ben organizzata Dubai, con i suoi edifici progettati dai più noti architetti del mondo, l’animatissimo porto e i souk, che ancora possiedono un loro fascino, si raggiunge facilmente l’oasi di Awir, che fornisce l’acqua alla città.Come molte altre oasi in prossimità delle vie di comunicazione, Awir è cresciuta in fretta e i cammelli pascolano vicino le auto fuoriserie parcheggiate davanti a moderne villette costruite in stile arabo, ma con tutti i confort.Emir Sharjah3 Lasciata la strada si entra subito tra le suggestive dune del deserto, regno delle “quattro ruote motrici”, i soli mezzi, assieme al cammello, capaci di penetrare in questo ambiente grandioso e difficile.Cercando i passaggi tra le alte dune il cui colore va dal bianco al rosso, a seconda della posizione del sole, si raggiunge il jebel Fanja, vero paradiso per il geologo, con i suoi antichissimi fossili che testimoniano la presenza del mare in questa zona milioni di anni fa. Sempre più immersi nel deserto si riprende la strada al villaggio di Dhayd sulla via del Falaj Al Mualla, poco distante vi é il centro agricolo di Umm Al Quwain, coltivazioni in serre faticosamente strappate al deserto con i mezzi economici prodotti dal petrolio.Ancora fuoripista per godere del suggestivo tramonto che conferisce all ‘immensa distesa di dune un colore rosso vivo si raggiunge il villaggio di Digdaga nei cui pressi si pianta il campoe attorno al fuoco del bivacco, sotto un cielo stellato magnifico che accentua la grandiosità dell‘ ambiente circostante, si recupera quella dimensione dello spazio e del tempo, tipica della cultura beduina, completamente scomparsa a pochi chilometri di distanza sradicata dal petrolio e il mondo del business.

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