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Samoa e Tonga

18 ottobre 2006

Isole pescate dagli dei
In tempi remoti il dio polinesiano Tangaroa spesso pescava nell’oceano,ma un giorno con la sua lenza tirò enormi rocce che aumentavano sempre di più come un nuovo continente che stava facendo emergere,però la lenza si strappò e il grande territorio rimase sul fondo del mare,ma intanto aveva pescato le isole di Tonga e Samoa.Polinesia Samoa pop cost1Egli poi popolò le isole dell’oceano e i grandi continenti lontani di gente nera e bianca,poi mandò i suoi due figli Tubo e Vaka-Ako-Ouli con le loro mogli ad abitare Tonga,ma mentre il secondo era un gran lavoratore l’altro amava oziare e,invidioso delle cose costruite dal fratello,uccise Vaka-Ako-Ouli provocando la collera del padre Tangaroa che fece partire la famiglia dell’ucciso su grandi piroghe verso oriente dove li avrebbe accolti una grande terra fertile e felice,rese la loro pelle bianca come la purezza della loro anima e inverti il vento che da quel momento soffiò verso Tonga per impedire alle piroghe del malvagio dan di Tubo,dalla pelle nera come la loro anima, di seguirne la rotta.Quando l’olandese Jacob Roggeven arrivò a Samoa nel 1722,e poi Cook, Bouganville e La Pèrouse cinquanta anni dopo,i nativi ancora affrontavano l’oceano con le famiglie e gli animali su grandi piroghe a bilanciere cercando la rotta verso altre isole,molti tornavano con gli usi delle tribù che avevano incontrato,a volte crudeli sacrifici,tradizioni guerriere e antropofagia che impressionarono i “papalagi”venuti dal cielo,come i samoani e i tongani ancora chiamano gli stranieri,dato che il loro mondo non andava oltre le Fiji e chiunque non vi apparteneva non poteva venire che da altri mondi.Polinesia Samoa pop cost4Anche qui la furia evangelizzatrice e le leggi dei bianchi cercarono di sconvolgere antichi equilibri e le divinità “hotoua”che li ispiravano furono trasformate nei demoni malvagi “tèvalo” dai predicatori,mentre l’antico sistema feudale fu cambiato dai coloni in quella che gli indigeni chiamano “konisiensi”,specie di democrazia costituzionale dove la “coscienza”individuale e clanica ancora ha un suo ruolo importante tra Samoa e Tonga.Le famiglie patriarcali sono legate tra loro nei dan dalle antiche origini mitiche che hanno conferito loro il fluido magico vitale “mana” , a Tonga il più potente è quello regale e divino dei “Tui Tonga”al quale appartiene il sovrano dell’isola che esercita il potere,tra le antiche leggi e il sistema anglosassone,con i consiglieri degli altri importanti dan “veachi” , “Hou”,”egui” e “metaboulè”,secondo l’antico sistema feudale la casta più bassa è costituita dai contadini “toua”del dan “ky fonnoua”,mentre al dan “fahè guehè” appartenevano i potenti sacerdoti ai quali rivolgersi per comunicare con spiriti e divinità.Polinesia samoa2Nel 1889 Robert Louis Stevenson sbarcò a Upolu nelle Samoa e,come altri prima e dopo di lui,affondò l’anima nei mari del sud fino agli ultimi baleni di vita che ha lasciato alla brezza dell’oceano cinque anni dopo dalla veranda della sua grande casa di legno Vailima,la “casa dei cinque fiumi” per gli indigeni che lo visitavano sulla “via dei cuori affezionati”per onorario come Tusitala,”il narratore di storie” e quando il suo grande “mana”lo lasciò ne portarono in corteo il corpo sulla vetta più alta da dove il suo spirito ancora protegge i villaggi come un grande antenato.Polinesia Samoa pop cost3Le vecchie storie dei capi famiglia “matai” raccontano di Tusitala,grande amico di re Mataafa e del suo popoìo che protesse dall’avidità dei bianchi,perchè tutto per i samoaini è legato alla tradizione che si tramanda da infinite generazioni nelle”fale”,le grandi capanne aperte sparse nei villaggi tra i monti coperti di foresta e sulla costa che scivola candida e purissima con le su spiagge bordate di palme nelle lagune turchesi e smeraldo.A Samoa gli indigeni sono rimasti padroni della terra che appartiene alle comunità,coltivando tuberi,allevando maiali e pescando nel grande padre oceano creato dal dio Tangalo come tutte le cose del mondo,che insegnò agli antenati a costruire le grandi piroghe e a cercare le rotte per arrivare in queste isole che aveva fatto sorgere da potenti vulcani dove il mare è prodigo di pesce.Le grandi battute di pesca,le controversie tra dan e villaggi e tutto ciò che regola la vita della comunità è deciso nei “fono” ,i consigli dei capi “matai”dove la gerarchia è stabilita per rango,anzianità,saggezza,capacità oratorie e aristocratica cortesia,coloro che non rientrano nel consiglio sono parte dell”’aumagW’ maschile,che organizza la vita collettiva,l’educazione dei giovani,l’agricoltura,l’artigianato e la pesca,mentre le donne che non sono sposate con notabili e le nubili o vedove si riuniscono nell”’aualuma” per le loro attività,in un perfetto e secolare equilibrio.Polinesia Samoa pop int1Nelle riunioni più importanti si celebra la cerimonia della kava,che viene bevuta da tutti i partecipanti passandosi la coppa dopo aver recitato le formule rituali e i titoli di colui che le presiede,la bevanda riservata ai capi è preparata ritualmente da una giovane nobile “taupo”che presiede anche le danze femminili che accolgono le visite di cortesia “malaga”,le stesse osservate dai primi naviganti europei incantati dalla loro grazia.Samoa ha conservato l’incanto di Stevenson ed invita ad essere “Tusitala” nel suo perfetto equilibrio tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda magnifico ed incontaminato ad Upolu,anche la piccola capitale Apia è discreta e cortese tra le case coloniali sul lungomare e i salmi in antichi dialetti dalle chiesette che liberano i samoani con gli abiti della festa dopo la predica della domenica per la spesa nel mercato “Maketi Fou”,tra il pesce fresco e gli ortaggi serviti dagli indigeni imponenti e tatuati.Le case si perdono sulla strada che si inerpica nell’interno montuoso coperto di foresta fiorita che vive di fiumi e torrenti cristalii e spesso sprofonda magnificamente in precipizi di verde dove i rumori dei tropici sono coperti dal fragore delle cascate,i campi si aprono improvvisi attorno ai piccoli villaggi di “fale”,ampie capanne senza mura e i pilastri dipinti dove scorre la vita quotidiana che a Samoa non ha bisogno di pareti.Polinesia samoa6La strada tra i monti si immerge nel cuore di Upolu e sfiora le cascate di Falefa e Fagaloa sacre ed imponenti nella foresta,poi valica il passo di Mafa e scende lungo la gola tropicale,dove precipitano le cascate di Fuipisia che contendono la bellezza selvaggia alle altre,poi si apre la costa che splende di lunghe
spiagge bianche e deserte separando la foresta dalla laguna che degrada dallo smeraldo al turchese verso la barriera corallina dove si frangono le onde dell’oceano perso di blu all’orizzonte.

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