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	<title>Commenti a: Le vie dell&#8217; Asia</title>
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	<description>Avventure, Popoli, Viaggi, Esplorazioni</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Gli Arabi</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/#comment-391</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Gli Arabi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 16:11:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] vie storia Vie Africa La via dell&#8217; incenso Le vie dell&#8217; Asia La via della Persia La via delle spezie La via dell&#8217;India [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Gli europei</title>
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		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Gli europei</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 16:02:18 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Mostre</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/#comment-389</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Mostre</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2007 13:48:39 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Le ultime mostre di Paolo Del Papa hanno registrato grandi successi di critica e di pubblico che confermano l’ autore come uno tra i più quotati e originali reporter a livello internazionale.Gli eventi più recenti che hanno avuto l’autore come protagonista sono le mostre fotografiche sulle popolazioni dell’ Africa , cultura e popoli dell’ Asia e le ormai celebri due sulla condizione dei bambini e delle donne nel mondo,  tenute in varie città lo scorso anno, oltre a nuovi grandi temi in elaborazione. L’ ultimo grande evento dell’ anno si è tenuto a Reggio Emilia nel prestigioso  Palazzo Caffari con il patrocinio del Circolo Artisti Reggio Emilia , un suggestivo percorso sulle Vie dell&#8217; Asia con immagini esclusive di popoli e regioni dell’ Asia centrale, Iran, Afghanistan , Pakistan,  India, Himalaya  e Cina . Una mostra che solo nei primi tre giorni ha avuto seicento visitatori e che sarò riproposta in altre sedi, mentre nella stessa città sono in programma altre tre mostre ed eventi di grande prestigio nei prossimi mesi. Altri importanti esposizioni saranno realizzate nel corso dell’ anno in Italia e in Francia su popoli e culture nel mondo, di particolare rilievo il grande progetto Le Vie della Fede, articolato in più mostre ed eventi sulle grandi religioni, storia, tradizioni e le culture che hanno generato.Oltre l’elevato livello artistico delle immagini,i critici sono concordi con il fatto che egli riesce a cogliere gli aspetti più intimi dell&#8217;umanità che fotografa,in questo modo vuole comunicare l&#8217;esistenza,la quotidianità e le speranze dei suoi soggetti. Non è solo un artista dell&#8217;immagine,ma soprattutto un testimone del mondo,ha realizzato i suoi reportages fotografici con una visione del mondo che esalta il senso della vita e della bellezza,riuscendo così a trasmettere speranza. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Le ultime mostre di Paolo Del Papa hanno registrato grandi successi di critica e di pubblico che confermano l’ autore come uno tra i più quotati e originali reporter a livello internazionale.Gli eventi più recenti che hanno avuto l’autore come protagonista sono le mostre fotografiche sulle popolazioni dell’ Africa , cultura e popoli dell’ Asia e le ormai celebri due sulla condizione dei bambini e delle donne nel mondo,  tenute in varie città lo scorso anno, oltre a nuovi grandi temi in elaborazione. L’ ultimo grande evento dell’ anno si è tenuto a Reggio Emilia nel prestigioso  Palazzo Caffari con il patrocinio del Circolo Artisti Reggio Emilia , un suggestivo percorso sulle Vie dell&#8217; Asia con immagini esclusive di popoli e regioni dell’ Asia centrale, Iran, Afghanistan , Pakistan,  India, Himalaya  e Cina . Una mostra che solo nei primi tre giorni ha avuto seicento visitatori e che sarò riproposta in altre sedi, mentre nella stessa città sono in programma altre tre mostre ed eventi di grande prestigio nei prossimi mesi. Altri importanti esposizioni saranno realizzate nel corso dell’ anno in Italia e in Francia su popoli e culture nel mondo, di particolare rilievo il grande progetto Le Vie della Fede, articolato in più mostre ed eventi sulle grandi religioni, storia, tradizioni e le culture che hanno generato.Oltre l’elevato livello artistico delle immagini,i critici sono concordi con il fatto che egli riesce a cogliere gli aspetti più intimi dell&#8217;umanità che fotografa,in questo modo vuole comunicare l&#8217;esistenza,la quotidianità e le speranze dei suoi soggetti. Non è solo un artista dell&#8217;immagine,ma soprattutto un testimone del mondo,ha realizzato i suoi reportages fotografici con una visione del mondo che esalta il senso della vita e della bellezza,riuscendo così a trasmettere speranza. [...]</p>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Carovane d&#8217; Oriente</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/#comment-388</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Carovane d&#8217; Oriente</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2006 19:49:32 +0000</pubDate>
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		<description>[...] d&#8217; Oriente    Articoli: Carovane d&#039; OrienteMostra AfricaLe vie dell&#039; AsiaOcchi di bambiniDonne nelmondo [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Le Vie della Fede</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/#comment-387</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Le Vie della Fede</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2006 16:24:12 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Fin dall&#8217; antichita&#8217; un articolato sistema di vie di comunicazione carovaniere e marittime ha collegato le civiltà che si sono succedute nell&#8217; occidente mediterraneo con quelle dell&#8217;Asia e poi tra gli altri continenti con un flusso di merci ed idee, ma soprattutto la diffusione delle religioni che ha influenzato l&#8217;intero complesso culturale e civile fino all&#8217;era moderna.Su tali vie si diffusero le religioni e sorsero civiltà le cui testimonianze culturali, archeologiche, artistiche ed etniche celebrano la storia del mondo, dei suoi popoli e degli incontri tra essi. Anni di approfondita ricerca storica e culturale, la conoscenza diretta delle zone interessate e una vastissima documentazione fotografica, permettono di offrire una sintesi divulgativa storica ed etnografica di aree geografiche, culture e popolazioni oggetto della grande diffusione delle principali religioni praticate nel mondo.Un grande progetto culturale e di comunicazione articolato in più settori legati tra loro nella prospettiva di documentare in modo divulgativo ma efficace storia, cultura e spiritualità delle principali religioni, attraverso percorsi culturali e fotografici su paesi e popoli protagonisti della loro diffusione, interventi ed incontri tra esperti di storia, etnografia e soprattutto rappresentanti di quelle religioni nella prospettiva di un confronto e conoscenza reciproca, base per un vero e costruttivo dialogo interreligioso e interculturale che deve essere il fondamento per rispetto e convivenza pacifica. Sono i criteri che ispirano l’ opera e gli eventi relativi alle varie religioni in oggetto sotto il profilo storico, culturale e documentario, ai quali i rappresentanti di esse daranno un insostituibile contributo didattico sui fondamenti spirituali e culturali specifici. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Fin dall&#8217; antichita&#8217; un articolato sistema di vie di comunicazione carovaniere e marittime ha collegato le civiltà che si sono succedute nell&#8217; occidente mediterraneo con quelle dell&#8217;Asia e poi tra gli altri continenti con un flusso di merci ed idee, ma soprattutto la diffusione delle religioni che ha influenzato l&#8217;intero complesso culturale e civile fino all&#8217;era moderna.Su tali vie si diffusero le religioni e sorsero civiltà le cui testimonianze culturali, archeologiche, artistiche ed etniche celebrano la storia del mondo, dei suoi popoli e degli incontri tra essi. Anni di approfondita ricerca storica e culturale, la conoscenza diretta delle zone interessate e una vastissima documentazione fotografica, permettono di offrire una sintesi divulgativa storica ed etnografica di aree geografiche, culture e popolazioni oggetto della grande diffusione delle principali religioni praticate nel mondo.Un grande progetto culturale e di comunicazione articolato in più settori legati tra loro nella prospettiva di documentare in modo divulgativo ma efficace storia, cultura e spiritualità delle principali religioni, attraverso percorsi culturali e fotografici su paesi e popoli protagonisti della loro diffusione, interventi ed incontri tra esperti di storia, etnografia e soprattutto rappresentanti di quelle religioni nella prospettiva di un confronto e conoscenza reciproca, base per un vero e costruttivo dialogo interreligioso e interculturale che deve essere il fondamento per rispetto e convivenza pacifica. Sono i criteri che ispirano l’ opera e gli eventi relativi alle varie religioni in oggetto sotto il profilo storico, culturale e documentario, ai quali i rappresentanti di esse daranno un insostituibile contributo didattico sui fondamenti spirituali e culturali specifici. [...]</p>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Vie dell&#8217;Indonesia</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/#comment-386</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Vie dell&#8217;Indonesia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2006 12:27:42 +0000</pubDate>
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		<description>[...] CaraibiLe vie dell&#039;EldoradoVia delle AndeLe vie dell&#039;AmazzoniaLa rotte del PacificoLa via del MekongVie dell&#039;IndonesiaVie del&#039;AfricaVia del CongoLa via degli schiaviLa via del NiloLe vie del SaharaLe rotte deiVikinghiLa via della PersiaLa via delle spezieLa via dell&#039;IndiaVie HimalayaLa via dell&#039; incensoLe vie dell&#039; Asia [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] CaraibiLe vie dell&#8217;EldoradoVia delle AndeLe vie dell&#8217;AmazzoniaLa rotte del PacificoLa via del MekongVie dell&#8217;IndonesiaVie del&#8217;AfricaVia del CongoLa via degli schiaviLa via del NiloLe vie del SaharaLe rotte deiVikinghiLa via della PersiaLa via delle spezieLa via dell&#8217;IndiaVie HimalayaLa via dell&#8217; incensoLe vie dell&#8217; Asia [...]</p>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Asia centrale</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/#comment-385</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Asia centrale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 16:41:12 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Reportages: Asia occidentale Vie dell’ Asia Via della Persia Via dell&#8217;India [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Pakistan</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/#comment-384</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Pakistan</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2006 16:11:06 +0000</pubDate>
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		<description>[...]    Articoli: PakistanLa via della PersiaLa via dell&#039; incensoLe vie dell&#039; AsiaTurchia orientaleTurchiaAnatolia [...]</description>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Civiltà dell&#8217; Indo</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/#comment-383</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; Civiltà dell&#8217; Indo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2006 15:34:50 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Quando gli archeologi britannici cominciarono a rinvenire i resti di due antichissime città nel Punjab occidentale, il Pakistan non esisteva e faceva parte della grande India. Era il 1853 e, mentre Kipling raccontava il fascino della più grande colonia di Sua Maestà, gli scavi continuarono per decenni fino al 1921, quando fu chiaro che da quelle parti era fiorita una delle più antiche civiltà asiatiche.La scoperta delle città di Harappa e Mohenjo-daro rivelarono la culla della Civiltà dell’ Indo che, tra il 2300 e il 1750 a.C., fu in grado di edificare centri urbani così avanzati da paragonarsi a quelli egiziani e mesopotamici dello stesso periodo.Se il periodo delle due città pakistane coincidevano con quello dell’ apogeo della Civiltà dell’ Indo, questa doveva essere nata molto prima e si stese poi dal Sind e Panjab lungo l’ attuale Rajastan indiano a est, verso i contrafforti dell’ Hindo Kush, attraversato poi dalle antiche vie carovaniere dell&#8217; Asia centrale e Himalaya a nord e sul Baluchistan, tra Afghanistan e Iran.Alcuni sigilli risalenti all’ epoca del regno Akkadico di Sargon testimoniano che nel XXIV sec.a.C. la Civiltà dell’ Indo trafficava regolarmente con i Sumeri di Ur e una delle più antiche vie commerciali della storia era aperta da tempo tra la regione dell’ Indo e la Mesopotamia, sulla quale giungevano legno pregiato, spezie e tessuti prodotti in quelle terre floride dove sorgevano le due grandi città che ancora ergono i loro resti corrosi dalla storia in Pakistan.La ricchezza proveniva da una agricoltura molto fiorente che impiegava tecniche di irrigazione avanzate sfruttando le acque delle periodiche e controllate inondazioni del fiume Indo, producendo grano, orzo, riso, ortaggi e spezie, mentre nei palmeti si producevano datteri. Con l’ agricoltura fu intensificato l’ allevamento di suini, bovini, ovini, pollame e i più “esotici” bufali, elefanti, zebù, oltre che tra le più antiche testimonianze di addomesticamento consolidato di cani, gatti e scimmie.L’ abbondanza nell’ agricoltura e allevamento permisero la produzione di tessuti, bigiotteria, oggetti in legno, ceramiche e quanto poteva creare un’ ampia gamma di merci assieme a pregiate piume di pavone, pietre dure, animali esotici, semi e spezie, per i commerci regolari con la Mesopotamia.Ad un’ economia così avanzata per l’ epoca, corrispondeva un notevole sviluppo culturale, in gran parte fondato sulla religione che anticipava quella Hindu portata dagli ariani, particolarmente il culto di una divinità maschile protettore dell’ agricoltura e dell’ allevamento, del tutto simile a Shiva, assieme a quello della Dea Madre Yoni, rappresentata da pietre scolpite in forma di vagina, che ricorda la fertilità femminile costituita dalla concezione Sakti hindu.Anche il tremendo uso funebre Hindu della “Sati” , che prevedeva il sacrificio della moglie del marito defunto, era praticato dalla civiltà dell’ Indo, la differenza che veniva uccisa invece che arsa al rogo assieme al congiunto, no essendo praticata la cremazione. Come in ogni antica civiltà florida, la forza lavoro era impiegata in opere pubbliche che testimoniano una notevole evoluzione tecnica ed architettonica per l’ epoca, prime tra tutte le poderose mura difensive in mattoni che, ad Harappa, erano spesse dodici metri e circondavano la città per oltre cinque chilometri. L’ idiozia coloniale fece si che le mura dell’ antica città fossero smantellate e adoperate per costruire la ferrovia che collega Multan con Lahore nel Punjab.Mohenjo-daro sorgeva a circa quattrocento chilometri dalla costa sulla sponda est del fiume Indo e si può stabilire che almeno dieci differenti centri urbani si sono sovrapposti nella lunga storia di questa città. Circondata da mura poderose, l’ ultima stratificazione urbana rivela grandi costruzioni, le maggiori poste in una sorta di cittadella probabilmente destinata a dignitari e sacerdoti, sotto la quale si stendevano i quartieri popolari costituiti da edifici più semplici. Dalla pianta si evince che era sviluppato un sistema di quartieri ben definiti relativi all’ estrazione sociale degli abitanti che fanno pensare ad un sistema che anticipava quello delle “caste” hindu importato dagli Ariani. Tuttavia ogni parte della città era servito da canalizzazioni fognarie, pozzi, depositi e granai, esercizi commerciali per la vendita al minuto, con sigilli che indicavano il tipo di merci e spesso pittogrammi che costituiscono la prima forma di scrittura del sub continente indiano.I trentacinquemila abitanti di Harappa costituivano una popolazione enorme per un centro del II millennio a.C., vivevano in case di mattoni e fango servite da un sistema fognario, quelle più grandi e i moltissimo granai possedevano condotti di areazione che preservava granaglie e persone dal caldo torrido della regione.Il potere era gestito da sovrani concepiti come emanazioni delle divinità e quindi assolvevano anche il compito di sommi sacerdoti in quella che era sicuramente una società teocratica, ma molto avanzata per l’ epoca, come testimoniano sigilli e segni che derivano da una scrittura adoperata per archiviare fatti e commerci.Poco prima dell’ invasione degli Arii, Harappa e Mohenjo-daro decaddero a causa di violente alluvioni provocate dal fiume Indo alle quali seguirono terremoti durante il XVII sec.a.C. L’ agricoltura che si era sviluppata con il beneficio dell’ Indo ne subì danni irreparabili e il territorio fu abbandonato assieme alle città sgretolate dai sismi, la popolazione si rifugiò in centri minori come Jhangar, Jhukare altri lontani dalla furia degli elementi e iniziò la repentina decadenza.La grande civiltà dell’ Indo si dissolse e, mentre quella ariana, si sviluppava e fioriva in India, rimase avvolta per millenni nelle nebbie confuse della storia e della leggenda fino a quando qualcuno pensò che sotto quei cumuli di pietre poteva nascondersi un mondo antico da scoprire.L’ avventura dell’ archeologia segnò un’ altro capitolo nella sua lunga ed affascinante storia. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Quando gli archeologi britannici cominciarono a rinvenire i resti di due antichissime città nel Punjab occidentale, il Pakistan non esisteva e faceva parte della grande India. Era il 1853 e, mentre Kipling raccontava il fascino della più grande colonia di Sua Maestà, gli scavi continuarono per decenni fino al 1921, quando fu chiaro che da quelle parti era fiorita una delle più antiche civiltà asiatiche.La scoperta delle città di Harappa e Mohenjo-daro rivelarono la culla della Civiltà dell’ Indo che, tra il 2300 e il 1750 a.C., fu in grado di edificare centri urbani così avanzati da paragonarsi a quelli egiziani e mesopotamici dello stesso periodo.Se il periodo delle due città pakistane coincidevano con quello dell’ apogeo della Civiltà dell’ Indo, questa doveva essere nata molto prima e si stese poi dal Sind e Panjab lungo l’ attuale Rajastan indiano a est, verso i contrafforti dell’ Hindo Kush, attraversato poi dalle antiche vie carovaniere dell&#8217; Asia centrale e Himalaya a nord e sul Baluchistan, tra Afghanistan e Iran.Alcuni sigilli risalenti all’ epoca del regno Akkadico di Sargon testimoniano che nel XXIV sec.a.C. la Civiltà dell’ Indo trafficava regolarmente con i Sumeri di Ur e una delle più antiche vie commerciali della storia era aperta da tempo tra la regione dell’ Indo e la Mesopotamia, sulla quale giungevano legno pregiato, spezie e tessuti prodotti in quelle terre floride dove sorgevano le due grandi città che ancora ergono i loro resti corrosi dalla storia in Pakistan.La ricchezza proveniva da una agricoltura molto fiorente che impiegava tecniche di irrigazione avanzate sfruttando le acque delle periodiche e controllate inondazioni del fiume Indo, producendo grano, orzo, riso, ortaggi e spezie, mentre nei palmeti si producevano datteri. Con l’ agricoltura fu intensificato l’ allevamento di suini, bovini, ovini, pollame e i più “esotici” bufali, elefanti, zebù, oltre che tra le più antiche testimonianze di addomesticamento consolidato di cani, gatti e scimmie.L’ abbondanza nell’ agricoltura e allevamento permisero la produzione di tessuti, bigiotteria, oggetti in legno, ceramiche e quanto poteva creare un’ ampia gamma di merci assieme a pregiate piume di pavone, pietre dure, animali esotici, semi e spezie, per i commerci regolari con la Mesopotamia.Ad un’ economia così avanzata per l’ epoca, corrispondeva un notevole sviluppo culturale, in gran parte fondato sulla religione che anticipava quella Hindu portata dagli ariani, particolarmente il culto di una divinità maschile protettore dell’ agricoltura e dell’ allevamento, del tutto simile a Shiva, assieme a quello della Dea Madre Yoni, rappresentata da pietre scolpite in forma di vagina, che ricorda la fertilità femminile costituita dalla concezione Sakti hindu.Anche il tremendo uso funebre Hindu della “Sati” , che prevedeva il sacrificio della moglie del marito defunto, era praticato dalla civiltà dell’ Indo, la differenza che veniva uccisa invece che arsa al rogo assieme al congiunto, no essendo praticata la cremazione. Come in ogni antica civiltà florida, la forza lavoro era impiegata in opere pubbliche che testimoniano una notevole evoluzione tecnica ed architettonica per l’ epoca, prime tra tutte le poderose mura difensive in mattoni che, ad Harappa, erano spesse dodici metri e circondavano la città per oltre cinque chilometri. L’ idiozia coloniale fece si che le mura dell’ antica città fossero smantellate e adoperate per costruire la ferrovia che collega Multan con Lahore nel Punjab.Mohenjo-daro sorgeva a circa quattrocento chilometri dalla costa sulla sponda est del fiume Indo e si può stabilire che almeno dieci differenti centri urbani si sono sovrapposti nella lunga storia di questa città. Circondata da mura poderose, l’ ultima stratificazione urbana rivela grandi costruzioni, le maggiori poste in una sorta di cittadella probabilmente destinata a dignitari e sacerdoti, sotto la quale si stendevano i quartieri popolari costituiti da edifici più semplici. Dalla pianta si evince che era sviluppato un sistema di quartieri ben definiti relativi all’ estrazione sociale degli abitanti che fanno pensare ad un sistema che anticipava quello delle “caste” hindu importato dagli Ariani. Tuttavia ogni parte della città era servito da canalizzazioni fognarie, pozzi, depositi e granai, esercizi commerciali per la vendita al minuto, con sigilli che indicavano il tipo di merci e spesso pittogrammi che costituiscono la prima forma di scrittura del sub continente indiano.I trentacinquemila abitanti di Harappa costituivano una popolazione enorme per un centro del II millennio a.C., vivevano in case di mattoni e fango servite da un sistema fognario, quelle più grandi e i moltissimo granai possedevano condotti di areazione che preservava granaglie e persone dal caldo torrido della regione.Il potere era gestito da sovrani concepiti come emanazioni delle divinità e quindi assolvevano anche il compito di sommi sacerdoti in quella che era sicuramente una società teocratica, ma molto avanzata per l’ epoca, come testimoniano sigilli e segni che derivano da una scrittura adoperata per archiviare fatti e commerci.Poco prima dell’ invasione degli Arii, Harappa e Mohenjo-daro decaddero a causa di violente alluvioni provocate dal fiume Indo alle quali seguirono terremoti durante il XVII sec.a.C. L’ agricoltura che si era sviluppata con il beneficio dell’ Indo ne subì danni irreparabili e il territorio fu abbandonato assieme alle città sgretolate dai sismi, la popolazione si rifugiò in centri minori come Jhangar, Jhukare altri lontani dalla furia degli elementi e iniziò la repentina decadenza.La grande civiltà dell’ Indo si dissolse e, mentre quella ariana, si sviluppava e fioriva in India, rimase avvolta per millenni nelle nebbie confuse della storia e della leggenda fino a quando qualcuno pensò che sotto quei cumuli di pietre poteva nascondersi un mondo antico da scoprire.L’ avventura dell’ archeologia segnò un’ altro capitolo nella sua lunga ed affascinante storia. [...]</p>
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		<title>Di: Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; La via della Persia</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/#comment-382</link>
		<dc:creator>Travelgeo &#187; Blog Archive &#187; La via della Persia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2006 13:33:45 +0000</pubDate>
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