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La conquista dei poli

4 febbraio 2007

La conquista polare
Nel 1820 un vasclello baleniere statunitense comandato da Nathaniel B. Pahller raggiunse l’isola Deception, nelle Shetland australi, e avvistò la Penisola Antartica, denominata terra di Palmer negli Stati Uniti. Nel viaggio del 1830 era accompagnato da Jeremy N. Reynolds, che ricopriva il ruolo non meglio specificato di scienziato, sostenitore della teoria secondo la quale la terra fosse cava e quindi abitabile all’interno. Per anni Reynolds tenne conferenze negli Stati Uniti convertendo alla sua idea anche l’amico Edgar Allan Poe, e presentando una ventina di interrogazioni al Congresso affinchè si finanziasse una spedizione per verificare la sua teoria.In oltre un secolo dopo i viaggi di Cook solamente quattro spedizioni nazionali antartiche con scopi geografici e scientifici, ma anche strategici, furono patrocinate direttamente dai governi.La prima fu la spedizione russa di Thaddeus von Bellingshausen, che salpò nel 1819 e fece ritorno in patria nel 1821; durante due estati la spedizione circumnavigò il continente ed esplorò il settore della Penisola Antartica, dove si trovano gli arcipelaghi già battuti dai cacciatori di foche. Bellingshausen toccò quasi il continente: infatti scoprì l’isola di Pietro I ed avvistò alcune terre incerte fra cui la Terra di Alessandro I, che più tardi si rivelò anch’essa un’isola. La spedizione russa rappresentò quasi un’eccezione, poichè furono essenzialmente le navi dei balenieri e dei cacciatori di foche a navigare nei mari australi. Tra questi, William Smith scoprì nel 1819 le Shetland australi, e James Weddell avvistò nel 1823 le Orcadi australi e penetrò nel mare che prese il suo nome fino oltre il 74¡ parallelo, superando il limite raggiunto cinquant’anni prima da Cook.Il francese Jules Cèsar S. Dumont d’Urville, il celebre scopritore della Venere di Milo, esplorò l’oceano Australe dal 1835 al 1840. Suo principale compito scientifico era il tentativo di raggiungere il polo magnetico sud: allora si credeva che esistessero due distinti poli magnetici australi, ma d’Urville non condivideva questa opinione. Durante i primi due anni di navigazione esplorò gli arcipelaghi e i mari della Penisola, mentre tra il 1838 e il 1839 cercò di raggiungere il continente nel settore prospiciente all’Australia. Furono così scoperte la costa Clairie e le terre di Luigi Filippo e Adèlie, nella quale fu individuata la posizione approssimativa del polo magnetico. La spedizione dello statunitense Charles Wilkes, dal 1838 al 1840, raggiunse la banchisa a sud dell’Australia e la seguì verso ovest, giungendo ad una costa che chiamò Termination Land. Il capitano avvistò diversi tratti di terra, che indicò come coste del continente australe sulle carte che inviò a James Clark Ross, affinchè nel viaggio successivo ne verificasse l’esattezza. Ross però dichiarò di non aver individuato quei tratti di costa, così che Wilkes, al ritorno in patria, fu accusato di voler screditare le scoperte di d’Urville, e sue relazioni furono giudicate inattendibili dai suoi stessi ufficiali. Ma le esplorazioni successive dimostrarono l’esattezza dei suoi rilievi. Il britannico James C. Ross, figlio di John Ross, l’esploratore che raggiunse il polo magnetico nord, fu inviato ad esplorare il settore pacifico occidentale dell’oceano Australe a sud dell’Australia e della Nuova Zelanda. Con le carte di Wilkes, egli salpò nel 1839 sulle navi Erebus e Terror e fece ritorno due anni dopo. Navigando a sud della Nuova Zelanda, Ross si addentrò per primo nei ghiacci marini e nel 1840 riuscì a spingersi molto più a sud di ogni altro, perchè si era imbattuto nel grande golfo che oggi porta il suo nome. Si spinse a sud fino a toccare 78° di latitudine sud nell’isola di Ross, formata da due vulcani che chiamò Erebus e Terror. La costa orientale dell’Antartide intravista da Ross fu battezzata terra Vittoria e la catena montuosa che la percorreva prese il nome Catena dell’Ammiragliato. Navigò lungo la invalicabile Grande Barriera di ghiaccio, che oggi porta il suo nome e che egli seguì da ovest verso est per quasi seicento chilometri. L’anno successivo Ross esplorò il settore atlantico dell’oceano Australe a sud della Terra del Fuoco e una parte del mare di Weddell. A Ross era stato affidato anche il compito di svolgere osservazioni magnetiche simultanee a quelle che si sarebbero fatte in altri punti del globo; in base a queste egli potè confermare l’esistenza di un solo polo magnetico australe. Dopo queste navigazioni l’esplorazione geografico-strategica dei mari antartici fu interrotta. Faustini scrive che con la spedizione di Ross  … si chiude il periodo classico delle esplorazioni antartiche . Anche le spedizioni baleniere continuarono con minore frequenza. Le spedizioni commerciali dei cacciatori di foche e dei balenieri continuarono ancora nella seconda metà del ‘800 e nel ‘900, ma non rappresentavano più il movente principale delle spedizioni australi.La seconda metà del ‘800 costituisce per l’Antartide la cosiddetta  età dell’interesse distolto . L’eccezione a questo disinteresse fu la circumnavigazione australe del britannico George Nares, che tra 1872 e il 1876 svolse sulla Challenger una serie di crociere oceanografiche e naturalistiche. Nel 1873, durante il suo viaggio nell’occano Australe furono toccate alte latitudini e avvistate alcune delle terre riportate sulle mappe delle esplorazioni precedenti; questa ricognizione verso sud non era stata prevista nel progetto originale della spedizione. In base ai collegamenti che fu possibile stabilire fra i vari tratti di costa, fu dedotto che le terre scoperte nelle precedenti esplorazioni non potevano essere delle isole, bensì il margine di un continente. La spedizione riconobbe inestistente Termination Land, avvistata da Wilkes nel 1840. L’esistenza di un continente australe era del resto difesa in Italia già a metà ‘800 da Marzolla, geografo napoletano che criticava gli atlanti dell’epoca perchè trascuravano i più antichi indizi del continente, che invece figuravano nelle carte del ‘700. Per Marzolla infatti l’esistenza del continente australe era divenuta  un fatto autentico  dopo le esplorazioni di d’Urville, Balleny e Ross.In realtà, in questi anni di mancata attività esplorativa, l’interesse scientifco per le regioni polari australi aumentava, come testimoniano i progetti per spedizioni polari che venivano presentati in tutti gli stati europei. Proprio in quegli anni l’interesse per i poli si sviluppò anche in Italia: furono pubblicati i primi studi e le prime carte geografiche polari; le prime riviste geografiche nazionali svilupparono ampiamente le tematiche polari; i geografi italiani presentarono vari progetti di esplorazione polare; l’interesse dei geografi e dell’opinione pubblica per la regione antartica divenne sistematico, continuativo ed attivo.Tuttavia fu proprio durante questo periodo che l’ufficiale della Regia Marina italiana Giacomo Bove, e Cristoforo Negri, importante personaggio politico della seconda metà del ‘800, progettarono una spedizione denominata Spedizione Antartica Italiana, che venne presentata alle istituzioni politiche, geografiche, scientifiche, e all’opinione pubblica nel 1880. In base al progetto, la nave avrebbe attraversato il continente dalla Penisola Antartica alla terra Vittoria. La spedizione avrebbe svernato tra il 1881 e il 1882 lungo la barriera di Ross, e tra il 1882 e il 1883 tra la terra Sabrina e Termination Land.All’inizio del XX secolo l’interesse per l’Antartide coinvolse molte nazioni. Francesi e svedesi allestirono spedizioni. Nel 1901 la Germania inviò Drigalsky, ma è soprattutto la Gran Bretagna, con Scott, che riportò i successi più prestigiosi. Nel 1907 l’irlandese Shackleton, che sei anni prima aveva aiutato Scott con le slitte nei primi tentativi di penetrazione del continente, tornò con obbiettivo il Polo Sud. Risalendo il ghiacciaio Beardmore, conquistando così l’accesso all’altipiano centrale, si avvicinò molto, ma dovette desistere, nel gennaio 1909, dopo aver superato gli 88° S. E.David raggiunse invece, con un’altra spedizione, il Polo Sud Magnetico. Si noti ch
e i poli geomagnetici, cioè i poli magnetici terrestri, non solo non sono coincidenti con i poli geografici, e neppure esattamente agli antipodi l’uno dell’altro, ma sono anche interessati da una continua migrazione. Dopo esser stato raggiunto da T.David nel 1909 all’interno di Terra Victoria, ad una successiva misurazione nel 1962, si era spostato di 800 km, sulla costa di Terra Adelie. Oggi il polo sud geomagnetico si trova al largo, a circa 2500 km dal polo geografico. Anche il valore del campo magnetico varia col tempo, e può succedere perfino che i poli si invertano, come pare sia capitato di  recente , poche centinaia di migliaia di anni fa.Il 6 Aprile dello stesso anno, all’altro capo del mondo, Robert Peary, statunitense, conquistò il Polo Nord. Primato che gli sarà contestato a lungo, senza risultato, da F.A.Cook.Alla fine del 1911, in piena estate antartica, si compì anche la conquista del Polo Sud, con una gara tragica e gloriosa insieme. Protagoniste furono due spedizioni, una inglese, comandata da R.F.Scott, che a lungo si era preparato, l’altra norvegese, guidata dall’esperto R.Amundsen, scopritore del  passaggio a Nord-Ovest , che si era organizzato in segreto dopo aver dovuto rinunciare al Polo Nord. Appena partito, inviò un messaggio al  rivale  inglese ancora in Nuova Zelanda:  Dirigo a sud. Amundsen . Il Polo fu espugnato dal norvegese; utilizzando cani da slitta fu raggiunto rapidamente il 14 dicembre 1911, apparentemente quasi con facilità. La spedizione di Scott, in ritardo, incontrò invece tempo avverso; raggiunse anch’egli il polo, il 18 gennaio 1912, ma in condizioni preoccupanti, e demoralizzato dal veder sventolare la bandiera norvegese alla meta di tutta una vita. Oltre che sui cavallini siberiani per la partenza (che peraltro si rivelarono una scelta infelice), Scott contò per gran parte del viaggio sulla forza e la volontà dell’uomo. Il gruppo del polo, composto da cinque uomini, nel viaggio di ritorno andò incontro alla morte, implacabilmente stretto nell’inverno antartico in arrivo. Le loro sofferenze sono documentate nel diario di viaggio di Scott, rinvenuto otto mesi più tardiRoald Engelbreth Amundsen, uno dei più importanti esploratori polari, fu in Antartide già nel 1897 con una spedizione belga, ma si dedicò anche a lungo all’esplorazione del profondo Nord. Per primo riuscì a trovare un passaggio a nord del Canada, che lo portasse dall’Atlantico settentrionale allo Stretto di Bering. Dopo aver nel 1911 raggiunto il Polo Sud, fu anche il primo uomo ad aver toccato entrambi i poli. Infatti, dopo un tentativo fallito in idrovolante, raggiunse il Polo Nord a bordo di un dirigibile, nel 1926. Morì nel 1928 in Artide, durante le operazioni di soccorso al dirigibile  Italia .
Oggi la base americana al Polo Sud, intitolata a lui e al suo sfortunato e coraggioso antagonista, risponde al nome di  Stazione Amundsen-Scott .La volontà inglese era però incrollabile e nel 1914 Shackleton fu di nuovo in acque antartiche col proposito di attraversare il continente dal Mare di Weddel al Mare di Ross, senza fortuna. Morirà durante un’altra spedizione, nel 1922 in Georgia Australe.Nell’estate 1928-29 gli americani si presentarono in forze con Wilkins. Intanto Byrd compì il primo sorvolo aereo del Polo Sud e introdusse metodi esplorativi integrali. Fu in Antartide nel 1933-35 e nel periodo 1939-41. E poi ancora dopo la guerra nel 1946-47 e nel 1956 con la  Operation Deepfreeze , un anno prima della sua morte.Finita la II Guerra Mondiale, si aprì per l’Antartide una fase nuova. I progressi tecnologici offrirono a molte nazioni gli strumenti per impiantare stazioni metereologiche e basi scientifiche permanenti, gruppi iniziarono a svernare regolarmente sul continente, e si susseguirono le esplorazioni. Si sviluppò un crescente interesse, generato da motivi scientifici ed economici, ma anche strategici e militari. Tutto ciò pose a più riprese il problema delle rivendicazioni territoriali. Con il nuovo assetto politico mondiale l’Antartide rischiava seriamente di trasformarsi in terreno di conquista, per assicurarsi basi strategiche e future imprecisate ricchezze naturali. Il Trattato Antartico disinnescò certamente pericolosi confronti.Il continente oggi è ancora largamente inesplorato. Pur non potendo vantare popolazioni stabili, esistono però varie basi scientifiche, disseminate lungo le coste e più raramente nell’interno, alcune abitate in modo continuativo durante tutto l’anno; i programmi di ricerca proseguono ininterrottamente nella raccolta dei dati, indagando sull’attività vulcanica, sismica e sul magnetismo. Lo studio delle  tempeste solari  accresce le nostre conoscenze sui fenomeni collegati, come le spettacolari  aurore  e i disturbi provocati nelle radiotrasmissioni. Le perforazioni in profondità nel ghiaccio antico, rappresentano per gli studiosi un autentico viaggio nel passato, da cui riaffiorano meteoriti, fossili, polveri di antiche eruzioni vulcaniche, particelle imprigionate da decine e centinaia di migliaia di anni. Luogo ideale per le osservazioni astronomiche, in Antartide sono venuti alla luce anche moltissimi meteoriti, 10.000 negli ultimi 17 anni. Le presenze dei ricercatori, durante l’anno, variano da mille a cinquemila persone, aumentando ovviamente nel periodo estivo. Ma pare che l’Antartide possa contare anche su 10.000  turisti  annuali.

Storia dell’Antartide
Antarctica
Alla scoperta dell’Antartide
Istituto Idrografico della Marina
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