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Oceani rotte

4 febbraio 2007

Dal mito alla storia
Nel 1291 i fratelli veneziani Vivaldi intuirono la necessità di trovare una nuova rotta che portasse alle Indie superando gli stati concorrenti. Tentarono la navigazione lungo le coste dell’Africa occidentale, ma le loro navi naufragarono. L’esito infelice della loro impresa scoraggiò per più di un secolo ogni ulteriore tentativo. I prodromi lontani delle esplorazioni alle regioni polari risalgono al ‘400, quando ripresero le grandi spedizioni commerciali europee. Le cause principali di questo nuovo sviluppo, risalenti ai secoli immediatamente precedenti, risiedono nella espansione dell’Islam, e quindi dell’impero turco, e nelle crociate. La potenza militare ottomana e la pressione sull’Europa modificarono l’equilibrio politico del Mediterraneo, disturbando il commercio con l’oriente, e le crociate resero impraticabili le rotte commerciali terrestri del vicino oriente.Nel ‘400 le repubbliche marinare italiane, impegnate in lotte intestine ed a combattere i Turchi, rimasero escluse dalla ricerca di nuove rotte commerciali. Invece i navigatori portoghesi ripresero le navigazioni verso la Cina e l’India, ritentarono la rotta dei Vivaldi, e doppiarono il capo di Buona Speranza. Attorno al 1460 Paolo dal Pozzo Toscanelli, matematico, astronomo e geografo fiorentino, ideò un piano innovativo ed affascinante. Facendo suo il vecchio concetto greco della sfericità della terra, Toscanelli annunciò la possibilità di raggiungere l’oriente navigando verso ponente. Il suo progetto non ebbe risonanza in Italia, bensì all’estero. Quando Alfonso V, re del Portogallo, venne a conoscenza del progetto, comprese che esso poteva rivelarsi utile all’attuazione del suo programma politico ed economico volto a superare la concorrenza commerciale degli altri stati europei. Toscanelli gli espose la sua idea, dimostrandone la fattibilità.  L’isola di Cipango, cioè il Giappone, distava, secondo Toscanelli, 60 gradi da Lisbona, e la città di Quinsai nel Catai, cioè nella Cina, 130 gradi… Invece il Giappone è a circa 200 gradi, e Quinsai a 220 gradi da Lisbona. Questo grandissimo errore nelle longitudini, non imputabile al Toscanelli ma ai geografi e agli astronomi orientali, delle cui osservazioni si era valso il geografo fiorentino, è la ragione che fece dire a questo che la via per andare da Lisbona al Paese delle Spezie era breve e facile… A questo fortunato e casuale errore del Toscanelli se n’aggiunse un altro del Colombo, … il quale credeva la terra un terzo più piccola del vero .Alfonso V non potè mettere in pratica il piano di Toscanelli a causa delle resistenze dei geografi di corte. Dopo pochi anni, nel 1480, Colombo ne venne a conoscenza e se ne entusiasmò subito. Il navigatore genovese tentò direttamente la via dell’ovest, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni che Toscanelli gli fece pervenire.  Ciò spiega perchè Colombo – e così pure il Vespucci – morissero colla convinzione che le nuove isole e terre da essi scoperte fossero isole o provincie del grande impero del Cutai . Evidentemente Uzielli riteneva che Colombo conoscesse Toscanelli, opinione condivisa anche da Errera, ma confutata da altri storici. La scoperta di Colombo spinse la Spagna e il Portogallo alla contesa dei nuovi mari e dei nuovi territori, tanto che il papa decretò che il campo d’azione dei due stati venisse diviso da un meridiano arbitrario, situato pressappoco a 370 miglia a ponente delle isole del Capo Verde. I due stati rispettarono tale linea di demarcazione fissata nel 1494 dal Trattato di Tordesillas. I portoghesi si dedicarono di conseguenza all’esplorazione dei mari e delle terre che si trovavano ad est del meridiano in questione, e gli spagnoli si volsero a ovest e a sud.Le prime navigazioni polari furono determinate tanto dalla ricerca di nuove vie commerciali quanto dal desiderio di conquista territoriale e coloniale. Infatti:  Più grave ancora apparve il danno prodotto dalla forma del Mondo Nuovo per chi avesse voluto, come volle Colombo, ‘raggiungere il Levante per il Ponente’, o, come diremmo noi, per chi avesse voluto arrivare alle Indie e alla China attraversando l’Atlantico e il Pacifico .Per raggiungere l’oriente sarebbe stato quindi necessario circumnavigare le Americhe o a sud o a nord, ed i maggiori esploratori europei pensarono di tentare direttamente la via del bacino polare artico. Sotto l’influsso della ricchezza che si sarebbe potuta facilmente ottenere nelle nuove terre colonizzate nascevano allora le compagnie commerciali. Le prime si costituirono in Olanda, in Inghilterra, in Norvegia, in Francia e in Spagna. Inizialmente furono esplorati i mari boreali, perché erano più vicini ai centri politici ed economici europei. Le compagnie commerciali oppure gli stati stessi inviavano ogni anno le loro flotte mercantili verso nord-ovest nei mari boreali a pesca di balene ed a caccia di foche. Iniziò così la ricerca, che continuò per tre secoli, della rotta per il Pacifico a nord dell’America settentrionale, nota come il  passaggio di nord-ovest . Vari autori italiani, fra cui Blaserna, Errera, Faustini, Schiarini, Bonacci e Zunino individuarono questo aspetto.L’esplorazione del Pacifico è stata una conseguenza necessaria della scoperta d’America. Quando i successori di Colombo si accorsero che il continente da essi scoperto non era niente affatto da identificarsi con le Indie e colla Cina, quando essi si avvidero che fra queste ultime e l’Europa s’interponeva un grande e lungo continente, quando essi trovarono che per arrivare dall’Europa nelle Indie occorreva fare il lungo giro intorno alla punta dell’America meridionale: sorse allora l’idea di trovare un passaggio nell’America settentrionale, più breve e più comodo, che conducesse nelle Indie e specialmente nel nebuloso e fantastico paese Kathay, che è la Cina moderna .Gli inglesi si dedicarono alle navigazioni polari principalmente in seguito alle intuizioni geografiche di Giovanni Caboto. Nel 1497 Enrico VII decise di seguire le sue indicazioni e lo inviò ad esplorare la rotta del nordovest. Caboto giunse alle coste di Terranova, ma la delusione di non aver raggiunto la Cina fu tanto forte che l’Inghilterra non comprese subito l’importanza della nuova scoperta.
Nel 1528 l’Istriano Pietro Coppo riportò per la prima volta nel suo mappamondo De Toto Orbe l’indicazione mare congelatum nei mari polari. Sebastiano Caboto, figlio di Giovanni, che aveva già servito la corte spagnola, si trasferì in Inghilterra e intraprese invece la ricerca della rotta per il Pacifico a nord della Russia e della Siberia, nota come il  passaggio di nord-est . Nel 1553 Edoardo VI lo nominò governatore a vita della Merchant Adventure’s Company for the Discoveries of Regions, Dominions, Islands and Places Unknown, fondata due anni prima su suggerimento di Caboto stesso. A lui spetta inoltre il merito di aver indotto i mercanti inglesi  … a sciogliersi dai legami imposti dalla Lega Anseatica, la cui politica era di impedire qualsiasi traffico diretto tra l’Europa e il Nord… questi legami e proibizioni causano la poca conoscenza riguardo alle scoperte geografiche scandinave .

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