Home » Etno America, Geo America

Tarahumara del Messico

1 marzo 2008

Le origini degli indios Tarahumara che popolano la Sierra Madre Occidentale nel nord del Messico sono ancora controverse,a differenza degli altri gruppi diffusi tra questa regione e il sud ovest degli Stati Uniti,i ritrovamenti archeologici sono molto scarsi e le relazioni dei primi missionari spagnoli nel XVII secolo,fanno pensare che fossero assimilati a quel complesso politico e militare del Messico settentrionale in epoca precolombiana.Esso si fondava su un’articolata forma di solidarietà tribale che integrava le varie popolazioni in un’organizzazione militare la cui espansione fu limitata dallo sviluppo della Civiltà Pueblos,che dominò un vasto territorio dall’Arizona e Nuovo Messico fino agli stati messicani di Sonora e Chiuhuaua. Le numerose guerre intraprese dagli Atzechi contro quel complesso tribale,dal quale si staccarono per fondare la loro formidabile organizzazione statale,spinsero alcuni gruppi come i Tarahumara nelle inaccesibili regioni montuose del nord,dove sono rimasti a lungo isolati conservando gran parte dei costumi e tradizioni originali. Alcuni sono simili a quelli dei loro antichi “parenti” Hopi e Navajo,diretti discendenti della Cultura Pueblos e Anasazi,dei vicini Papago e Huicholes,con i quali i contatti e scambi si sono protratti per secoli, della tribù guerriera Apache la loro tradizione orale ricorda spesso gli scontri e le incursioni che li spinsero ancora più nelle zone meno ospitali della sierra,ogni altra popolazione per i Tarahumara è solo “gente straniera”fuori dalla tradizione e dal loro mondo rimasto isolato per secoli.Gran parte delle comunità Tarahumara sono convertite al cattolicesimo,ma riti e cerimonie religiose continuano ad essere quelli degli antenati,anche se si rivolgono a Cristo,la Madonna e i Santi.Lo sciamano con la sua magia e le antiche arti divinatorie continua ad avere il suo ruolo preminente.Le antiche divinità Ono Rugame “Nostro Gran Padre e Iye Rugame “Nostra Gran Madre”,identificate nel Sole e nella Luna che si manifestano spesso contemporaneamente nella luce dell’alba ,si sono trasformate nel Dio cristiano Kéne Ono Diose “Mio Padre Dio” e la Madonna Kéne Iyé Diose “Mia Madre Dio”,anche la creazione come opera divina è un concetto assimilato dal cristianesimo,ma inserito nell’epoca mitica nella quale la terra non era solidificata e abitata solo da sei uomini creati da Kéne Ono Diose mescolando cenere con argilla.Perseguitati dal sole bruciante,essi ricorsero alla danza sacra Dutuburi davanti tre croci per allontanarlo dalla terra e dopo tre giorni essa si solidificò,reso abitabile il mondo,i sei antenati chiesero a Kéne Ono Diose delle mogli ed egli le creò dalle loro costole,ma uomini e donne non conoscevano il modo per accoppiarsi e moltiplicarsi,perchè erano immortali e non ne avevano bisogno,potevano vivere per l’eternità nella pace e il benessere. Dalle profondità dei malvagi mondi sotterranei,sconosciuto agli antenati,il demonio li indusse a mangiare un frutto proibito e per punizione persero l’immortalità,così dovettero apprendere l’accoppiamento per perpetuare il genere umano,all’inizio regnava l’anarchia,la violenza e i sacrifici di bambini erano ricorrenti,allora Kéne ono Diose intervenne commosso dalla disperazione dei sacrificati e inviò sulla terra San José Su Cristo. Aiutato da Benito Juarez,il patriota fondatore del Messico nel secolo scorso,riuscì a redimere il mondo e a stabilire l’ordine e la pace.Il mito della creazione riesce ad integrare le elementari credenze cristiane senza trasformare la tradizionale ritualità,facendo incontrare la mitologia biblica popolare a quella originale tribale ed è uno degli esempi evidenti della grande capacità assimilatrice delle antiche culture amerinde,tra le quali quella Tarahumara è tra le più particolari.L’”anima”è Iwigala,identificata con l’alito che ha sede nel cuore,quando abbandona l’uomo muore e pertanto anche tutte le altre creature che respirano hanno un’anima,ma di tipo diverso,tra le piante solo il bakanawa e il peyote la possiedono,perchè esse respirano,parlano e hanno tutte le manifestazioni proprie dell’Iwigala che,quando abbandona il corpo con la morte,si trasferisce nel Baisà Wamì wamo dewegatici per il suo cammino celeste.Durante la vita essa percepisce le cose al contrario del corpo e ha freddo quando è caldo o viceversa,quando il corpo è stanco occorre respirare profondamente per non farla staccare,cosa che avviene regolarmente durante il sonno e può essere catturata dai misteriosi “abitanti dell’acqua”dai quali solo lo sciamano può recuperarla,così come quando l’Iwigala dei bambini viene divorata dai serpenti facendoli ammalare. Ogni malattia viene affrontata dallo sciamano “curandero” soffiando nel corpo infermo per rafforzarne l’anima e aiutarla a resistere,a sua volta egli deve rafforzare la propria Iwigala bevendo l’alcolico di mais fermentato Tesguino per recuperare la grande energia profusa nella cura. Tutti i fenomeni naturali sono “personificati”in esseri che possiedono una particolare esistenza,come il “Vento Benefico” Ikaka,che diventa malefico quando appare sotto forma di turbine Dipibirli,gli “Esseri Acquatici” che catturano l’anima, parte del misterioso universo popolato da esseri mitici e entità sovrannaturali benefici o maligni,ma per ogni influenza vi è sempre una pratica sciamanica che può neutralizzarla.

L’ insegnamento
Lo sciamano è il depositario della tradizione degli antenati,le cui pratiche in questa regione sono state descritte dallo scrittore Carlos Castaneda, è investito della capacità di conoscenza del mondo naturale e spirituale e delle pratiche per proteggere la collettività da tutte le influenze negative,sa individuare le propietà delle piante e somministrare le pozioni che ne ricava,interpreta i sogni e le visioni prodotte dagli allucinogeni,ma tutto deve essere sempre accompagnato dai riti e pratiche cerimoniali tramandate nella tradizione.Esiste una gerarchia sciamanica data dal grado di conoscenza,alla classe superiore Hikuli appartengono gli sciamani del peyote,seguono i curanderos che conoscono le pratiche e le pozioni per ogni malattia,succhiano dal corpo le influenze maligne e recuperano le anime rapite,poi vi sono coloro che conoscono solo alcune pratiche e assistono i veri sciamani,infine gli yerberos che conoscono le propietà curative delle piante,ma non le pratiche per somministrarle.
Le capacità dello sciamano sono innate,ma occorre sempre un lungo studio ed esercizi con la guida di un anziano esperto Oorugame che trasmette le proprie conoscenze segrete agli allievi predestinati che a lungo ne sono gli assistenti,ma a volte accade che il sapere venga venduto anche a coloro che non sono discepoli. Si impara a controllare il sonno e interpretare i sogni dove deve saper “viaggiare”per recuperare le anime disperse o profetizzare gli avvenimenti,poi acquisisce la capacità di “succhiare”le malattie dal corpo degli infermi con le tre canne bakaka e il seppellimento degli umori malefici estratti sotto la cenere dopo aver compiuto tre giri esorcistici attorno al fuoco.

Il Peyote
Il peyote è un piccolo cactus carnoso senza spine che cresce nei deserti rocciosi e tra i monti del Messico settentrionale,le cui potenti propietà allucinogene erano note agli Atzechi che ne facevano largo uso in molte cerimonie,la descrizione botanica risale al 1845 classificandolo come Echinocactus Williamisii e in seguito Anhoalonium Lewini,appartenente al genere Lophaphora della famiglia delle cactacee.Per i Tarahumara è una pianta prodigiosa che possiede un’anima Iwigla,parla e canta durante la crescita e si fa riconoscere dai cercatori peyoteros,alcuni giurano di averci conversato durante il trasporto dopo la raccolta che è sempre preceduta da astinenze e riti di purificazione per entrare nelle zone sacre dove cresce e che solo i grandi sciamani conoscono.Durante la conservazione al peyote vengono offerti cibo,bevande e tabacco,mentre acquista le sue propietà allucinogene e magichei,quando è pronto si celebra una festa con libagioni e bevute di tesguino che precedono le cerimonie dutuburi con i danzatori sacri iniziati Matachines. Appena giorno lo sciamano compie alcuni movimenti magici con il bastone rivolto al sole che si alza per tre volte e tutti si lavano volto e mani per purificarsi,poi la luce si spande sulle montagne e ne penetra gli anfratti e le gole,la Barranca del Cobre si apre magnificamente al giorno assieme agli altri canyon e la Sierra Madre si sveglia mentre gli spiriti dei Tarahumara proteggono il loro popolo in lotta per la loro identità e si dissolvono nei loro eterei rifugi.

© Paolo Del Papa

“Gli Sciamani della Sierra Madre”,Firenze, 1984

I Tarahumara del Messico” Tg, 2003

Foto immagini

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Post correlati