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islam

20 maggio 2008

“E non c’è nessuna cosa nascosta nel cielo e sulla terra che non sia registrata in un libro molto chiaro”(Corano,XXVII,75)

Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere recita un passo del Tractatus Logicus Philosophicus di Wigtstein, il più razionalistico dei moderni filosofi occidentali e il più saggio. Mai come ora torna utile ricordare quanto sia deleterio intervenire su temi complessi che richiedono studi, saggezza interpretativa e conoscenza, ancor più quando si interviene su Religione, storia, cultura di un universo poco conosciuto se non ignoto non solo alla massa, ma anche a chi si arroga il diritto di pontificare e sentenziare su esso.In questo momento tragico molti hanno iniziato a stabilire l’ assurdo collegamento tra violenza e terrorismo e Islam, alcuni si sono spinti ad invocare crociate e ancora una volta soffiano venti di guerra nel tragico vortice dell’ ignoranza. Islam significa sottomissione ad Allah, è una religione monoteista rivelata dal­l’arcangelo Gabriele al Profeta Muhammad, i cui Principi sono rac­colti nel Corano in centoquattordici capitoli o sure, pervenuti a noi nella stesura voluta dal terzo Califfo Othman.Con quasi un miliardo di fedeli, dopo il cristianesimo l’ Islam è la seconda religione al mondo per numero di seguaci, definiti con il termine persiano muslim “Devoto a Dio” .Della comunità islamica gli Arabi costituiscono solo il venti per cento, il resto è distribuito tra centosessantadue Paesi nel mondo dal Marocco all’ Indonesia, il paese dove i musulmani sono più numerosi.In Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi, Paesi Nordafricani, Sudan, Siria, Iraq, Turchia, Iran, Afghanistan, Malesia e Maldive l’ Islam è religione di Stato, in alcuni di essi viene rigidamente applicata la Legge Islamica Sharia. Sono un infedele Khafir che ha avuto l’ umiltà di studiare e capire l’ Islam, visitandone anche tutti i Paesi al mondo ove è presente come religione e come modo di vita. Vi ho incontrato da semplici popolani ad Imam, da mercanti ad intellettuali, da poveri a ricchi e raramente, non molto di più che in altri paesi diversi, mi sono sentito avvolto in quel clima di intolleranza o addirittura di violenza di cui molti parlano a sproposito.Odio l’ integralismo in ogni sua forma, religiosa, politica o culturale che sia e laddove ne ho avuto conoscenza in alcuni ridotti settori della popolazione di pochi paesi dove l’ Islam è presente ho cercato di divulgarne il pericolo intrinseco.Lo feci quando avventurosamente visitai i campi profughi afghani in Pakistan ed entrando poi in quel paese sconvolto dalla guerra nel lontano 1986. Mentre il mondo occidentale magnificava e finanziava i Mujaeddin afghani contro l’ invasione sovietica non era difficile capire che da essi sarebbero sorti quei dèmoni che hanno realizzato l’ odioso regime dei Talebani in Afghanistan. Anni dopo in Iran mi resi conto che questo paese, condannato dall’ ignoranza dell’ occidente, era l’ unico baluardo nel mondo islamico dell’ Asia centrale contro il rozzo e sanguinario integralismo dei sedicenti studenti islamici e dal traffico di droga che ne veniva. Questi ed altri orrori sono stati giustificati dai loro autori in nome dell’ Islam e, l’ ignoranza occidentale ha cominciato ad accomunare le due cose, fino ai tragici avvenimenti recenti che hanno scatenato la tendenza.Ebbene, nonostante le contraddizioni culturali e di costume con il nostro mondo, l’ Islam non è tutto ciò ed è insopportabile quanto e come se ne parli senza alcun fondamento di conoscenza, pertanto in tutta umiltà vorrei solo darne un minuscolo sunto sulle sue basi dottrinarie e culturali per contribuire a conoscere ciò di cui tutti parlano e nessuno sa.Forse si capirà che l’ Islam era originariamente diverso da ciò di cui si parla, fu sorgente di conflitti e di civiltà allo stesso tempo come lo furono tutti i grandi eventi che hanno mutato il corso della storia e, come essi, nei secoli si è avvolto in sé stesso in un vortice che ha generato una moltitudine di interpretazioni e pratiche. Ma la su natura non ha nulla in comune con la barbarie e la violenza di canaglie che delinquono in suo nome o di molti ignoranti che credono di avicinarsi a Dio esercitando intolleranza e sopraffazione.Tra i buoni musulmani ci si saluta sempre augurandosi la pace reciproca. As saalam aleikum.

La Dottrina e la Legge

Il fondamento dottrinale dell’ Islam è espresso nella venunesima sura Non c’è altro Dio fuori di Me alla quale fu aggiunto il dogma Maometto è l’ invia­to di Allah, l’ ultimo e il più grande dei profeti. Egli è il sigillo dei Profeti biblici. Allah è l’unico Dio, trascendente e on­nipotente, clemente e misericordioso, un monoteismo assoluto che non può concepire né alcuna forma di politeismo né la concezione della Trinità cristiana. L’Islam proibì la rappresentazione di Dio e il suo Profeta, le cui sembianze non possono essere percepite dall’ Umanità, anche le sembianze di Allah costituiscono uno dei suoi attributi eterni come Visione, Volontà e Sapienza , emanati dall’ Essenza Divina, concepibili ma indistinti. Dio è il Creatore e Unica Causa dell’ Universo i cui atomi sono distrutti e creati in continuazione dalla sua Volontà Divina e anche l’ Umanità rientra in tale disegno che può salvare o dannare l’ individuo in base ai suoi atti, anche se nel Corano è presente un concetto di libero arbitrio degli esseri umani, sul quale si fonda la concezione del Giudizio Finale alla fine del Tempo e dell’ Universo che sarà sconvolto da cataclismi.Parte dell’ Umanità sarà condannata al Fuoco An-nar dell’ Inferno, parte al Giardino Alganna del Paradiso in base agli atti compiuti in vita.L’ Inferno è diviso in diversi livelli, nel più alto Gehenna vanno i musulmani peccatori, negli altri gli infedeli peccatori, il Paradiso è rappresentato nella sura cinquantadue come ciò che potevano sognare i beduini del deserto nel VII secolo: distesa di giardini con gran quantità di corsi d’ acqua , ruscelli di latte e miele, donne dall’ eterna bellezza, luogo di riposo e di piaceri infiniti , ma soprattutto l’ eterna visione di Dio. Al Paradiso si accede solo con i meriti in vita dei buoni credenti, che tuttavia dovranno attendere nei sepolcri terreni il Giudizio Finale, solo coloro che sono morti nelle Guerre Sante Jihad sono condotti direttamente ad esso, al cui vertice stanno gli angeli senza sesso che siedono accanto ad Allah, Spiriti quali Gabriele Iabrà, che rivelò al Profeta l’ Islam, Michele Mikal designato a guida dell’ Umanità, Raffaele Israfil a cui è assegnato il compito di far squillare le trombe della Resurrezione e l’ Angelo della Morte Izra’ il.Nella gerarchia divina seguono esseri metà angeli e metà umani, gli spiriti Ginn che hanno sesso, si nutrono e sono dotati di libero arbitrio per cui possono essere fedeli o infedeli, buoni o cattivi e ogni essere umano per tutta la vita ne avrà accanto uno buono e uno cattivo, infine vi sono i diavoli sudditi di Satana Saytan o Iblis, l’ angelo che, come afferma la sura trentotto, si ribellò a Dio rifiutandosi di prostarsi al primo uomo Adamo e responsabile della seduzione di Eva, pertanto cacciato dal Paradiso e sprofondato nel Regno del Male del quale è signore.Saytan si adoperò per portare l’ Umanità al male e Dio nei secoli ha inviato ben centoventiquattromila Profeti in aiuto, trecentotredici sono Grandi Messaggeri Rasul, dei quali il Corano ne nomina ventotto, primo tra tutti Adamo, poi Abramo, Mosè e infine il Messia al-masih Gesù, considerato uno dei più importanti, ma un sosia fu crocefisso mentre Egli salì direttamente in Paradiso. L’ ultimo, chiamato nella sura tentatrè Sigillo dei Profeti è Maometto, con il quale terminò il lungo ciclo per la Rivelazione per cui ha il duplice titolo di Nabi strumento finale della Rivelazione e Rasul Messaggero definitivo del volere di Dio e creatore della comunità islamica Ummah. Il fondamento è la Legge shari’a, termine derivato da sha­n’a o “via dell’ abbeveratoio del bestiame”, essa stabilisce le regole religiose, etiche, morali, giuridiche e sociali dell’ Islam, basate sui Cinque Pilastri Arka, precetti da seguire per la Vita Eterna. Primo tra tutti la Professione di Fede Shahada: “Non esiste altro Dio al­l’infuori di Allah e Maometto è il suo profeta”, quindi la preghiera Salat, da praticare quotidianamente cinque volte verso la Mec­ca, il terzo è la carità anche attraverso l’ elemosina personale e quella legale Zakat, necessaria alla purifica­zione. Il quarto è Il digiuno Sawan da praticare dall’ alba al tramonto durante il mese del Ramadan, durante cui tutti i fedeli adulti e in buona salute si devono astenere dal cibo, bevande e sesso. Originariamente il digiuno era limitato ad un solo giorno, secondo le prescrizioni ebraiche, ma nel secondo anno dalla Fuga dalla Mecca Egira, il Profeta lo estese per l’ intero nono mese del calendario islamico Ramadan , il cui culmine è la “Notte della Decisione”, tra il ventiseiesimo e il ventisettesimo giorno, che celebra l’ invio del Corano da parte di Dio. Al termine si celebra la festa bayram, settanta giorni, il decimo del mese dhu-’ I higga quella del Sacrificio o Grande bayram, durante la quale deve essere sacrificato un animale. Il quinto Pilastro è Il pellegrinaggio alla Mecca Hagg che deve essere effettuato almeno una volta nella vita nell’ ultimo mese del ciclo lunare, quale coronamento dell’ attività religiosa che assegna la qualifica di Pellegrino Haggi e contribuisce al grande spirito della comunità islamica, trovandosi nel pellegrinaggio fedeli di ogni razza, popolo e nazione. La dottrina degli Sciiti introdusse poi essenziale anche seguire i depositari della Fede Imam, mentre le sette Kharijita e Ismailita stabilirono la guerra santa Jihad, sesto precetto fondamentale, mentre nel Corano essa viene indicata solo come dovere nei confronti di coloro che minacciano l’ Islam.

Scismi e Correnti

Poco dopo la morte del Profeta nella comunità Ummah si ebbero i primi contrasti per guidare l’ Islam che provocarono la prima scissione tra Sunniti e Sciiti, per i primi il titolo di guida Califfo doveva essere assegnato al discendente maschio di Maometto appartenente alla tribù Qurays o, comunque, eletto all’ interno della famiglia.I Sunniti costituiscono la maggioranza assoluta dell’ Islam con oltre l’ ottanta per cento di seguaci, il termine deriva dalla loro fedeltà alla tradizione Sunnah che contiene tutto ciò che ha praticato e detto il Profeta, raccolto negli scritti Hadit, quale fondamento della Legge e di ogni norma di vita religiosa e sociale dei fedeli assieme al Corano.La Sunnah è l’ ortodossia islamica che ritiene ogni modifica alla tradizione come innovazioni Bid’ , quindi errori e deviazioni della dottrina, al suo interno si svilupparono le quattro scuole giuridiche, non molto differenti tra loro e conservatrici dell’ ortodossia, degli Hanbaliti, Imalikiti, Hanifiti e Sciafiiti.Gli Alidi o Sciiti sono i seguaci del Partito di Ali Shi’a, che si opposero nel VII secolo a ogni altra discendenza oltre a quella del genero e cugino del Profeta Ali che visse tra il 602 e il 661, nominato Califfo nel 656, la cui unione con Fatima aveva generato la stirpe dalla quale si dovevano nominare tutti i successori Califfi alla guida della comunità Ummah.Per gli Sciiti il Profeta svelò i segreti della Rivelazione e di ogni altra Conoscenza ad Alì che poi li rivelò ai familiari e il diritto di successione è dovuto in quanto tutti i discendenti della famiglia di Alì sono depositari della Sapienza Imam trasmessa direttamente da Maometto.Tale ruolo dell’ Imam, non previsto dall’ ortodossia sunnita, costituisce per gli Sciiti il sesto Pilastro dell’ Islam, oltre i cinque canonici Professione di Fede Shahada:, preghiera Salat, carità Zakat , Il digiuno Sawan durante il Ramadan e il pellegrinaggio alla Mecca Hagg. In seguito, all’ intemo steso dello Sciismo si crearono alcune correnti dottrinarie quali quelle degli Ismaeliti, Imamiti e Zaiditi, oltre a veri e propri movimenti scismatici tra i quali il più importante e quello di “Coloro che vanno in Guerra” Kharijti.I Kharjiti considerano tutti gli altri musulmani “Coloro che rimangono a casa” Ga’ idun e si fondano su un codice etico e morale estremamente rigoroso, da applicare ancor più alle guide spirituali e politiche della comunità, soprattutto Califfi e Imam i quali devono essere nominati esclusivamente i base a tali criteri indipendentemente alle discendenze dal Profeta, per essi anche uno schiavo, se di alta moralità, può divenire guida dell’ Islam.Dall’ integralismo etico dei Karjiti, assieme al rigore dei Wahhabiti, dominanti in Arabia Saudita e nemici di ogni innovazione seguita alla morte del Profeta, deriva la corrente Ibadita i cui seguaci perseguitati si rifugiarono in Nord Africa all’ epoca degli scismi.Dal califfo Yazid ,che si scontrò nel 680 con Husayn figlio di Alì e Sommo Martire degli Sciiti, derivò la corrente degli Yazidi definiti “Timorosi di Satana” per l’ esorcistica proibizione nel nominare il Re del Male e qualsiasi termine che lo ricorda, la cui dottrina islamica contiene molti riferimenti cristiani, zoroastriani e alcune antiche ritualità asiatiche.Dal saggio turco Muhamrnad Darazi , che visse in Egitto all’ inizio del XI secolo e proclamò il califfo egiziano della dinastia Fatmide al-Hakim incarnazione di Allah, deriva l’ altra corrente scismatica dei Drusi che pratica profondamente la Professione di Fede e la totale sottomissione a Dio, ma non il digiuno e il pellegrinaggio alla Mecca. I Drusi attualmente sono presenti nella maggioranza in Siria, sono guidati da un Emiro e hanno l’ obbligo di non mentire mai in nessuna circostanza e si dividono tra coloro che sono stati inizati e quelli che non lo sono.La corrente scismatica Ahmadiva fondata Pakistan a Rabwah da Mirza Ghulam Ahmad nel 1879, è una delle più recenti, con influenze hindu e cristiane propone la traduzione del Corano anche nelle lingue dei vari paesi islamici al contrario dell’ unicità dell’ arabo, afferma la diffusione pacifica dell’ Islam e il rifiuto della Guerra Santa Jihad.Un’ altra corrente importante che più delle altre si allontanò dall’ ortodossia sunnita, è quella Sufista, da Suf il mantello dei saggi asceti , grande movimento teologico dell ‘ Islam, che si diffuse nel IX secolo in Egitto, Iraq e Iran. Originariamente teso all’ intimismo religioso e alla mistica ascetica, aperto all’ amore quale strumento fondamentale per raggiungere Dio. Più che all’ obbedienza alla Legge. Il Sufismo ebbe come grande teologo Husayn ibn Mansur al Hallag vissuto tra l’ 858 e il 922, che sostenne l’ unione con Dio anche attraverso il dolore oltre l’ amore e l’ ascesi, indipendentemente dalla Legge, pertanto messo a morte dall’ ortodossia sunnita. I dissidi tra il Sufismo e l’ Islam Sunnita furono ricomposti in parte tra il 1058 e il 1111, dallo scienziato filosofo Abu Hamid al Ghazali . Il secolo successivo vide l’ affermazione degli ordini Sufisti dei Dervisci che riaffermavano l’ unicità di Allah e l’ affidamento totale a Dio, anche con la venerazione dei saggi e santi uomini quali intercessori, cercando ogni interpretazione allegorica nel Corano e gli altri testi sacri. Di particolare importanza nelle confraternite Dervisce è l’ ascesi e le pratiche per giungere all’ estasi, quali preghiere, liturgie, esercizi spirituali anche collettivi, musica e danze estatiche.

Vie dell’ Islam

L’Islam appartiene alle gradi religioni monoteistiche “rivelate” e possiede il suo testo sacro nel Corano, fondamento della religione, etica, morale e società in generale della comunità dei credenti Ummah.Con le altre due religioni rivelate ebraismo e cristianesimo condivide gran parte dell’ Antico Testamento, in particolare il riferimento alla comune origine in Abramo i cui figli Isacco e Ismaele furono rispettivamente i capostipiti dei popoli ebreo e arabo.Tutti i profeti della Bibbia sono riconosciuti come tali dall’ Islam, compreso Gesù considerato tra i più importanti e predecessore del Suggello dei Profeti, Maometto che ha definitivamente chiuso il ciclo e rivelato completamente il volere di Dio al mondo attraverso il Corano. Fin dalla sua nascita l’ Islam ha operato per la propria affermazione mutando completamente il corso della storia e fondando una grande civiltà, poi frazionata nei secoli in vari regni, stati e comunità,comunque sempre appartenenti alla fede comune. Alla morte del Profeta la comunità islamica ha vissuto conflitti storici e teologici che hanno portato alla grande divisione tra sunniti e sciiti, oltre a varie correnti derivate dalle due diverse concezioni, ma comunque tutte ispirate alla condivisione della “rivelazione” definitiva di Dio contenuta nel Corano.Come le altre grandi religioni, anche l’ Islam ha avuto i suoi percorsi storici e geografici nella sua diffusione nel mondo, a cominciare dall’ Arabia,territorio che vide la sua nascita.Nell’antichità vi fu un enorme consumo di incenso per usi rituali prodotto esclusivamente nell’ Arabia meridionale che i romani chiamarono poi Arabia Felix. Si creò un’importantissima rotta carovaniera attraverso le oasi del deserto Rub’ al Khali per il nord dell’ Arabia e da qui per il Mediterraneo e il medio oriente. Assieme all’ incenso le carovane trasportavano altri prodotti, tecniche, modelli artistici e culturali, ma soprattutto concezioni spirituali e religiose delle quali l’ Islam fu l’ ultimo grande protagonista.L’ altro grande sistema carovaniero collegava il Mediterraneo alla Cina noto come la Via della Seta, comprendeva un’ area vastissima dal medio oriente al Turkestan cinese dove una via si diramava per India e quella principale proseguiva in Cina.Fu la via principale dell’ espansione islamica in Asia centrale e India, che ha lasciato splendide testimonianze storiche, architettoniche e culturali che contribuiscono alla conoscenza di questa religione che ha mutato il corso della storia.Contrariamente a quanto si pensa, la diffusione dell’ islam nel mondo non ha seguito solo percorsi bellici, ma in gran parte commerciali e culturali raggiungendo gli angoli più remoti del mondo conosciuto nel medioevo.La leggendaria Via delle Spezie fin dall’antichità ha collegato le civiltà mesopotamiche, Mediterranee e l’Egitto all’ India, gran produttrice di spezie delle quali i popoli dell’ovest hanno fatto grande uso per millenni.La Rotta dei permetteva di attraversare l’ Oceano Indiano rapidamente dai porti arabi verso l’ India, Indocina, Cina e Indonesia, dove i mercanti portarono il Corano e l’ Islam si diffuse fino all’ Asia orientale.

©Paolo Del Papa


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