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India pellegrini

9 maggio 2010

Le vie dei pellegrini

Nel medioevo gran parte delle aree hindu himalayane subirono una profonda trasformazione sociale e culturale con il buddismo e l’islamismo, tuttavia gli antichi centri di pellegrinaggio induisti sopravvissero anche in queste zone costituendo vere e proprie l’isole” di cultura hindu.India gange pell sadu1 Attorno a questi centrí, tutt’ora frequentatissimi da pellegrini provenientì da ogni parte del subcontinente indiano, sorsero piccoli agglomerati per accogliere i fedeli, recinti per il bestiame e mercati provvisori, importanti punti di riferimento che per secoli hanno assicurato i collegamenti tra le varie zone della vastissima regione, l’India e il Tibet. Súi sentieri di queste “Vie dei pellegrini” assieme ai fedeli viaggiavano anche merci e notizie, contrìbuendo al mantenimento dei contatti e gli scambi tra le l’alte valli” himalayane e l’India anche in zone culturalmente e politicamente molto diverse tra loro, in gran parte delle quali l’induismo era definitivamente decàduto. 2Kashmir lago dalNel Kashmir mussulmano da secoli pellegrini di ogni ceto ed età provenienti da ogni parte del subcontinente indiano affrontano i ripidi sentieri tra le montagne verso il campo di Panchtarni dove si accampano davanti alla grotta di Amarnath a tremilaottocento metri di altitudine: uomini e donne, giovani e anziani, assíeme a santoni Sadhu, Guru e maestri di Yoga, si concentrano a migliaia nel plenilunio di agosto per celebrare il culto shivaista del Lingam di Ghiaccio. All’interno della grotta la grande formazione fallica di ghiaccio ricorda che, secondo la tradizione, in questo luogo Shiva rivelò il “Segreto della Salvazione” alla Consorte Parvati, mentre i loro due servi si trasformarono in colombe che ancora sorvolano la grotta durante le cerimonie come vuole la leggenda.6Kashimir mts pop2Attraverso le montagne del Kashmiri la via di Amarnath permetteva l’incontro tra gli Hindu indiani e i mussulmani Kashmiri e prima di Baltal, da dove inizia il “Sentiero Sacro” lungo di essa sorgevano mercati e píccoli empori che assicuravano il commercio “minuto” e scambi culturali tra le differenti popolazioni, per loro altrettanto importanti di quelli ufficiali. Nell’ alta valle del Gange ai piedi dei “colossi” himalayani sorsero importanti centri di pellegrinaggio a Badrinát, Kedarnát, Gangetri e Jamnotri dove gli hindu delle pianure indiane si incontravano con quelli della vasta zona montuosa e del Nepal accomunati dalla fede, ma delle vie da essí aperte approfittarono anche mercanti e artigiani sopratutto nei periodi in cui le condizioni politiche delle varie regioni subhimalayane rendevano difficile l uso delle normali vie commerciali. India rishkesh1Nella zona immediatamente più a sud vennero creati agglomerati che ospita vano templi, scuole di sancrito e centri dí “mediazioni” a Devaprayág,  Rishkesh e Hardawar, questi ultimi vere e proprie cittadine con mercati e bazaar che ancora oggi possiedono un rilevante ruolo economico oltre che religioso. Ancora più importanti, anche dal punto di vista commerciale e politico, furono i centri induisti nepalesi sorti attorno ai templi di Kathamndu e al complesso sacro di Pasupatináh che, assieme a Benares e Rishkesh, uno dei luoghi più importanti per le cerimonie funebri hindù e meta dipellegrini provenienti da ogni parte.Nepal  kathmandu pop1In Nepal le vie di collegamento adoperate dai pellegrini furono anche rotte mercantili del commercio ufficiale, oltre che per quello consueto popolare, si diramavano tutte dall’asse principale che collegava la città santa di Banares al grande mercato di Patna per poi proseguire verso i confini nepalesi a Lumbíni, che dette i natali al Budda, fino alla valle di Kathmandu.Altro importantissimo centro di pellegrinaggio, infine, è costituito dal Monte Kailas e dal vicino lago Manasarovar tra le montagne del Tibet occidentale, uno dei luoghi più sacri anche per il buddismo e per l’antica religione TIbetana del Bon-Po.Tibet mon  XigatzePer gli hindu la montagna sacra costituisce il “Trono di Siva”, una delle divinità della sacra Trimurti, la cosmogomia buddista la identifica con il mitico Monte Sumeru e il sacro lago Manasaraw rappresentatla “Coscienza Trascendente” del buddismo, per la tradizione Bon il Kailas assicura protezione e prosperità al popolo tibetano. La circundeambulazione della montagna sacra costituisce la più importante manifestazione di devozione rituale per i fedeli delle tre religioni e da secoli quotidianamente i pellegrini affrontano l’impegnativo giro attorno al Kailas ad un’altitudine di oltre cinquemila metri nelle rigide condizioni climatiche della ragione, spesso a piedi nudi e coperti da pochi indumenti, sostenuti da un eccezionale misticismo e volontà che forse non ha egualì al mondo.3Kashmir AmarnathPrima della diffusione del buddismo, la regione del Kailas era già un importante centro di pellegrinaggio tibetano Bon-Po e indiano-hindu, collegato sia al Tibet orientale e al Nepal con una pista lungo il fiume Tsangpo o Bhramaputra, sia al Kashmir e l’India nord occidentale con un’altra pista lungo l’alto Indo, che costituirono la struttura originaria del sistema carovaniero himalajano .Sotto il regno indiano di Ashoka il Grande nel III sec. d.C., il buddismo cominciò a diffondersi ad ovest fino all’attuale Afghánistan e nei territori attraversati dalle più importanti vie carovaniere tra Asia centrale Cina e India sorsèro centri religiosi e monasteri. Seguendo la Via della seta e le sue diramazioni dall’Asia centrale, il buddismo penetrò nel Turkestan e da qui nell’ ímpero cinese, mentre la traduzione dei testi originariamente redatti in sascrito favorivano una amalgamazione della base culturale indiana del buddismo con quelle centroasiatiche e cinese.5Kashmir Amarnath pell1Le nuove esigenze religiose e commerciali di questa l’internazionalizzazione del buddismo portarono, tra l’altro, al collegamento dell’antica Via dei pellegrini himalayana con le principali rotte commerciali dell’epoca e già nel VII sec. la pista occidentale del Kailas lungo l’alto Indo si congiungeva alle carovaniere che attraversavano il Ladakh per il Turkestan e il Baltistan, nell’attuale Pakistan settentrionale, e verso l’Afghanistan, entrambe diramazioni della Via della Seta.La pista orientale lungo il Bhramaputra per Tibet occidentale, a Lhasa si collegava con una nuova rotta carovaniera che attraversava le aspece montagne del Qinghai provenendo da Lanzhou, importante centro commerciale del Gánsu nel tratto iniziale della via della seta, un’altra via arrivava da est nella capitale del regno tibetano proveniente dal Sighuan e il bacino dello Yang-Tze. altra regione chiave del commercio cinese.

© Paolo Del Papa

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