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Brasile Transamazzonia

11 maggio 2010

Gran parte dell’area amazzonica é compresa nel territorio brasiliano di cui ne occupa ben 3.579.991 Km.2 suddivisi tra gli stati di Roraima, Parà, Amazonas, Acre e Rondonia, oltre il 40% dell’intero Paese..pochissimo popolata nell’interno, la maggiorparte degli abitanti si concentra nelle città come Belem, Brasilia, Boa Vista, Porto Velho, Manaus e nei centri di colonizzazione sui fiumi navigabi­li o lungo la pista “Transamazzonica”. Brasile amazz Rio Branco CablocosQuesta titanica opera di collegamento stradale, conferma L’ Amazzonia come “terra di primati”; venne iniziata solo nel 1970 e portata avanti nei tempi di record tra difficoltà incredibili, una strada taglia in due la foresta da Recife, sull’Atlantico, al confine con il Perù.Negli ultimi tempi sono stati costruiti anche tronconi trasversali che collegano tra loro zone prima completamente isolate, destinate ad accogliere centri di colonizzazione e di sfruttamento della jungla La “perimetrale norte”, che unisce il Venezuela al Brasile, rende possibile un sogno preseguito per anni: passare per via terra dal grande bacino dell’Orinoco a quello dell’Amazonas fino a Manaus e, da qui, con il troncone meridionale, fino alla Bolivia e le Ande. Un itinerario del genere presenta ancora aspetti da “grande tra­versata”, possiede quel fascino dell’”avventura”,  piena di difficoltà ed incognite, che molti vanno cercando nelle zone più “difficili” del mondo,  ma soprattutto dà un’idea globale su cosa rappresenti la colonizzazione dell’ Amazzonia, di questa ultima “frontiera” dove si sta ripetendo un’epopea paragonabile a quella del­la “conquista del west”, forse superiore date le maggiori difficoltà.Brasile amazz pop vill1Gli elementi ci sono tutti: piccoli centri frequentati da mercan­ti, avventurieri, immigrati, meticci, esploratori, una natura ancora selvaggia ed ostile, indios che cercano disperatamente di difen­dersi dall’ avanzata drammatica e violenta della cosiddetta “civiltà”. Sono stato tra i primi dei pochi che hanno  percorso intera­mente le piste “Transamazzoniche”, da nord a sud, da est ad ovest, e non posso che confermare questa idea di una nuova “grande epopea”. Tuttavia posso anche confermare che tale vasto progetto ha avuto i suoi spaventosi costi di vite umane, il mostruoso sterminio degli indios della foresta, le vittime di un progetto tanto grandioso quanto spietato e violento. La popolazione originaria dell’Amazzonia brasiliana é rappresentata da cinque grandi gruppi linguistici, ognuno dei quali costituito da varie tribù: i Pano, i Caribi, i Ges, i Tupi e gli Arawak, in buona parte sterminati dai colonizzatori bianchi.Amazz Brasile solimoes navig1Fin dalle prime esplorazioni e per tutto il periodo di colonizzazione ancora in atto, gli indios hanno imparato a temere la ferocia dei bianchi, molti sono stati sterminati o rinchiusi in “riserve”, altri si sono assoggettati, altri ancora si sono rifugiati nelle zone più inaccessibili ed é molto più pericoloso oggi che un tempo attraversare alcune di queste zone, i sopravvissuti hanno il terrore degli stranieri e si difendono come possono. Nel 1669 Francisco Falco, un’intraprendente esploratore portoghese, raggiunse la confluenza del Rio Negro con il Rio Solimoes, dove le acque scure del primo corrono parallelamente con quelle giallastre del secondo, che gli spagnoli avevano battezzato Amazonas, per oltre ottanta chilometri senza mescolarsi tra loro. Rimase talmente impressionato da questo spettacolo, lo stesso che qualsiasi visitatore a Manaus può godere oggi, che decise di stabilirsi sul posto e fondò un avamposto che chiamò Forte Sào José nel quale vivacchiarono per anni pochi coloni che ne cambiarono il nome in Bara e poi in Manaus.Amazz Brasile Manaus portPer circa due secoli la capitale dell’Amazonas fu Belem, il porto sull’immenso estuario del fiume, nel 1850 Manaus contava circa seimila abitanti completamente al di fuori della vita economica e commerciale del Brasile che si svolgeva tutta sulla costa a ben 1250 Km. di distanza.Verso la fine del XVIII0 secolo il naturalista francese La Condomine, portò in Europa una sostanza densissima e lattiginosa ricavata dall’ Havea Brasilensis, un albero diffusissimo nella jungla amaz­zonica, le cui proprietà vennero studiate a lungo dagli scienzia­ti europei prima di interessare la nascente industria moderna, era il cauccìu.Nel 1854 due importantissimi eventi determinarono l’inizio del boom industriale ed economico del caucciù: lo sviluppo della navigazione a vapore che rendeva trasporti fluviali e marittimi più rapidi e le idee di impiego del caucciù di due industriali.Brasile amazz pop vill2 L’inglese Mac Kintosh pensò di utilizzare la gomma ricavata dal caucciù per far ne impermeabili, l’americano Goodyear per fabbricare scarpe a buon mercato e resistenti. Tuttavia la gomma risultava troppo pesante, maleodorante e poco elastica, ma fu ancora Goodyear, il vero “padre” della gomma, che ebbe l’idea generale di mescolare il caucciù allo zolfo per far diventare la gomma più leggera ed elasticissima. Goodyear aveva inventato il procedimento di “vulcanizzazione” che segnò la nascita del grande impiego in­dustriale del caucciù e dell’ ”era della gomma” che venne impiegata per la fabbricazione di una innumerevole serie di prodotti. Comonciò l’ ”età d’oro” di Manaus, vi fu una grande immigrazione di mano d’opera, la città crebbe a dismisura, giunsero imprendi tori da tutto il mondo e nacque la leggenda del “Nuovo Eldorado. Gli imprenditori accumularono in pochissimo tempo fortune colossali sui loro “imperi del caucciù” e, in piena jungla, vollero edificare una città monumento alla ricchezza e opulenza.Amazz Brasile rio negro cablocos2Fecero lastricare le strade, costruirono fognature e serbatoi di acqua potabile, dotarono la città di illuminazione a gas e una rete tranviaria, ingrandirono il porto, costruirono chiese e palazzi principeschi, un teatro con ben 1400 posti, tutto costruito in Europa con i materiali più costosi, “smontato” e’ “rimontato” a Manaus. I più esigenti arrivarono a spendere cifre incredibi per inviare la loro biancheria nelle migliori lavanderie di Londra con un apposito piroscafo dal “servizio celere”! Le bizzarrie dei ricchissimi magnati di Manaus entrarono ben presto nella leggenda, ma il loro sogno fu quello di avere Sara Berhard e Caruso ad esibirsi nel loro teatro, offrirono cifre favolose, ma non furono mai esauditi.Nel frattempo gli inglesi tentavano di strappare all’ Amazzonia primato del caucciù e, dopo alcuni tentativi falliti, un certo Wichkham esportò 70 mila semi di halvea che piantò in Malesia, Indonesia e Ceylon: fu l’inizio della fine. Brasilia1Le piantagioni in Estremo Oriente si moltiplicarono con costi produttivi molto inferiori, Wichkham fu fatto lord e Manaus, dopo l’apogeo del periodo tra il 1900 e il 1911, vide calare vertiginosamente la domanda e la produzione di caucciù. Il declino continuò rapido e progressivo fino a che Manaus non diventò quasi una “città fantasma”, abbandonata dalla fortuna. Vi fu un bre­ve periodo di risollevamento durante l’occupazione giapponese dei possedimenti britanici orientali, ma dopo la seconda guerra mondiale Manaus e i centri di Boa Vista, Porto Velho ed altri sorti lungo le rotte del Rio Branco e Rio Negro, ripiombarono nella crisi. Chi soffrì maggiormente delle vicende del caucciù amazzonico furono i poveri “seringueros” i raccoglitori emigrati nella foresta nella speranza di un avveni­re, i cui discendenti ancora vivono in misere capanne sul Rio Negro, Solimoes e affluenti. Minati dal clima; dalle malattie e, spesso, dall’ostilità degli indios che essi stessi contribuirono a stermi­nare, sono le ultime testimonianze viventi dell’”epopea del caucciù”. Brasile amazz Rio Branco1Nel 1970 il progetto della “transamazzonica” diventò realtà e Manaus ancora una volta, risorse per tornare ad essere il centro commercia­le più importante dell’Amazzonia, collegata dalla nuova strada con tutti gli altri centri della foresta e con la costa, tuttavia tra i nuovi imprenditori non si parla più di caucciù ma di petrolio, minerali, pietre preziose, uranio, commercio.La creazione della “zona franca” nel centro cittadino nel 1967 ha richiamato affaristi e acquirenti da tutto il mondo,  oltre duemila nuovi grandi magazzini che vendono di tutto all’ingrosso e al minuto senza imposte, creazione di nuove fabbri­che, sviluppo del porto fluviale e introduzione sempre maggiore di capitali ed investimenti. Le grandi navi da carico provenienti dall ‘Atlantico sono ricomparse nel porto, ma le merci e i prodotti ora arrivano anche via terra con i grossi camions che percorrono la transamazzonica della frontiera con il Venezuela e Boa Vista a sud per Porto Velho e i confini con la Bolivia che ho percorso per oltre un mese.Brasile amazz Rio Negro pop Siringueros Anche il turismo sta acquistando importanza, sono sorte agenzie di viaggi, ristrutturati i vecchi alberghie creati di nuovi “ per tutte le borse”, sono nati bar, ristoranti, , teatri, cinema, locali notturni con  entraineuses e spettacoli di strip. Tuttavia sono i quartieri popolari, con le loro “favelas”, che offro no gli aspetti più pittoreschi di questa città: non bisogna perde­re assolutamente la visita del quartiere Cachoeririirinha quando gioca la nazionale di calcio, durante il carnevale o qualche festa cittadina, tutte occasioni per “scatenarsi” in festa e danze.Si dice che sulla Transamazzonica tra Boa Vista e Porto Velho vi siano quattro donne per ogni uomo, elemento che con la disnvoltura e libertà fem­minile brasiliane, disorienta piacevolmente gli stranieri, non é infatti raro essere fermati per la strada da bellissime ragazze creole che invitano a ballare o fissano un appuntamento. Molto più che a Rio e altre città brasiliane, ormai troppo turistizzate ed “europeizzate”, a Boa Vista, Manaus, Porto Velho e gli altri centri cresciuti sulla “Transamazzonica”. si riscopre la “vera anima” dei brasialiani, per i quali ritmo, disponibilità e umanità pro rompente, sono una risposta “culturale”, oltre che esistenziale, ad una società problematica e contradditoria. “Risposta” difficile da decifrare e sulla quale si é equivocato troppo spesso

© Paolo Del Papa

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