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Antico Sahara

4 giugno 2010

Le origini della più antica rotta carovaniera del Sahara furono scoperte dall’ archeologo francese Heri Lhote mentre cercava di interpretare lo straordinario archivio rupestre lasciato dagli antichi abitatori del deserto con i loro fantastici graffiti e dipinti che per secoli ne hanno raccontato l’ambiente, la vita, le leggende e le tradizioni fin dal neolitico.Tra le rocce di Adjefou in Algeria Lothe scoprì una grande parete dipinta con strane figure in ocra rossa, semplici e stilizzate simili alle tante altre sparse nel Sahara, ma rappresentavano l’ arrivo di popolazioni straniere diverse e, con la scoperta di dipinti che raffiguravano carri e cavalli stilizzati anche nei siti di Ala-n-Edoument,Tiror,Tin Abou Teka e I-n-Itinen, ricordarono un antico scritto di Erodoto che citava il popolo dei Garamanti.Essi usavano carri tirati da cavalli per le incursioni dalla Libia nel paese dei Trogloditi che vivevano tra le rocce di montagne più a sud, le vicende raccontate dallo storico greco gli erano contemporanee e risalivano al V secolo a.C., ma lo stile di quei cavalli ricordava quello dei dipinti micenei di Creta di ben sette secoli precedenti.I cretesi attaccarono le colonie egiziane in Africa settentrionale assieme a quei Popoli del Mare descritti dai geroglifici egizi di quel periodo e si allearono con gli antenati dei Garamanti libici penetrando nel Sahara, poi Lhote scoprì un graffito vicino ai pozzi di Arli tra l’ Hoggar e Es Souck, l’ antico centro berbero di Tademekka nel Sahara meridionale, che faceva credere ad una traversata del Sahara di quelle antiche popolazioni con i loro carri, confermata da un ritrovamento vicino ai pozzi di Ti-m-Missao sull’ antica pista tra l’Hoggar e l’Adrar des Iforhas in Mali. Le ricerche di Lhote continuarono per molti anni dal 1935 al 1950, quando scoprì nell’Hoggar altre raffigurazioni di carri e confermò definitivamente la scoperta della più antica rotta carovaniera del Sahara che lo attraversava completamente dalla costa libica della Sirte fino al Niger nel primo millennio avanti Cristo, parecchi secoli precedente ai primi insediamenti dei berberi Libici conosciuti. Questa antica via doveva essere nota alle gurnigioni romane insediate a Ghadames in Libia che conquistarono il centro berbero di Rapsa dove sorse Ghat a soli ottanta chilometri a nord di Djanet, sicuramente lo fu dalla spedizione di Cornelio Balbo nel 19 a.C. che si spinse a sud dell’oasi di Biskra nel Sahara meridionale e le successive di Settimio Flacco nel 70 d.C. e di Giulio Materno sedici anni più tardi, che penetrarono nelle profondità del deserto, ma senza far capire dove arrivarono. Le ricerche di Lhote scoprirono che essi seguirono l’ antica pista carovaniera attraverso il Sahara fino al Niger, anche Plinio elencando i luoghi della spedizione di Balbo cita Alasi, l’ antica Abalessa dell’ Hoggar dove sono stati rinvenuti stampi di monete raffiguranti Costantino in una fortificazione. Cita anche Balsa, trascrizione del nome in lingua tamachek tuareg di Ilezy, i rinvenimenti romani a Abalessa sono molto posteriori all’epoca di Balbo, ma le rovine sono simili ad una fortificazione romana precedente. Plinio racconta che Balbo superò molti fiumi,tra i quali uno più grande chiamato Dasibari e l’unico resto fossile di un grande fiume è quello di Tilemsi nell’Adrar des Iforhas al termine della pista del Tanezeruft. I Songhai del Mali chiamavano Isabari “Grande Fiume” il Niger e, secondo antiche leggende i padroni ne erano i Da, Da Isa Bari “Padroni del Grande Fiume”, la spedizione di Cornelio Balbo nel 19 a.C. aveva raggiunto il Niger attraversando l’intero Sahara sull’ antica pista carovaniera aperta mille anni prima. Essa partiva dal Golfo della Sirte nella Libia mediterranea, passava per l’ oasi di Ghadames ed entrava nel Sahara centrale fino all’ oasi di Ilezy, proseguiva attraverso l’ Hoggar per il centro di Abalessa da dove attraversava il Tanezeruft verso l’ Adrar des Iforhas ai margini del quale vi era il centro carovaniero di Tabemekka e infine giungeva sul Niger a Gao. Da questa rotta tracciata nel primo millennio avanti Cristo nella leggendaria avanzata dei Popoli del Mare con i loro alleati Cretesi e Libici e i loro carri, si sono aperte durante i secoli tutte le altre piste carovaniere nel Sahara che hanno collegato il mondo Mediterraneo all’ Africa Nera e che continuano ad essere le vie di un affascinante viaggio nel deserto, nella storia e la leggenda.

© Paolo Del Papa

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