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Lucca

21 febbraio 2012

A Luni giungevano vie dalla Gallia anticamente percorse d’una delle Vie dello Stagno provenienti dalla Normandia, Il Camino Francès e la Via Tolosana poi transitate dai pellegrini per il  Camino di Santiago, lungo le coste di Liguria e Provenza venivano le vie da Barcelona e quella che fu la Spagna Moresca. Transitando in Pontremoli giungevano  traffici con la valle padana e i pellegrinaggi sulla Via degli Abati,da est s’arrivava da Florentia e da sud veniva l’Aurelia da Pisa, di qui ripartiva la Francigena Toscana.Così incrociata sorse simmetrica la Lucca romana e tale rimase nel medioevo arricchendosi di elegante edilizia mentre fioriva l’ economia, lavorando tessuti e il commercio della seta. Poi s’estesero le vecchie mura e si rincorsero i secoli dal quattrocento all’ ottocento a fare della mappa di Lucca uno scrigno che s’apre a qualsiasi intinerario ma d’ ogni parte si arrivi a Lucca se ne trovavano le Mura che dal cinquecento divennero di elegante imponenza a racchiuderne la storia che si percorre nel centro dall’antica via del Fosso per le piazze,dalla romana  piazza dell’Anfiteatro fin nell’animata piazza Napoleone. Dapperutto affacciano gli antichi palazzi, di dove s’esercitava il potere nel Palazzo Pretorio e nel pubblico Palazzo Ducale, ai suoi simboli con la torre Guinigi e la torre dell’Orologio, l’autorità ecclesiale del Palazzo Arcivescovile,le residenze dei nobili Diodati Orsetti, i signori Bernardini e la ricchezza del palazzo Moriconi Pfanner e poi fuori le splendide  Le Ville esterne. La città dalle cento chiese a partire dallo splendido  Duomo San Martino alla Basilica San Frediano ,la  Chiesa San Michele, dei Santi Giovanni e Reparata e di Paolino e Donato, dappertutto si trova l’antica religiosità lucchese, da Santa Maria Foris Portam per le altre di Sant’ Agostino e San Francesco, quasi che tutti i santi dovevano avere le loro chiese si trovano Sant’ Alessandro e San Cristoforo, e molte delle chiese che affacciano nei quartieri medievali a San Leonardo in Borghi e i Santi Simone e Giuda, poi l’Oratorio San Pierino, le chiese del Crocifisso dei Bianchi e Santissima Trinità, continuando a Santa Maria Corteorlandini, le altre suggestioni della Santissima Annunziata dei Servi e San Benedetto in Gottella.Si ritrova tutto il nobile passato che emana dalle immagini di Lucca e laddove ne sono conservate le preziose memorie,le religiose nel museo della Cattedrale,tutte le altre in  Palazzo Mansi, Villa Guinigi e i musei Vari, cercando a sua storia per ogni parte nella mappa della città. Dalle porte d’ingresso delle mura tutto ricorda la storia millenaria e dall’ anfiteatro romano paralisium è sorta la suggestione dell’ Anfiteatro che si chiamò Parlascio con la piazza medievale ove sulle antiche case si svolge lo sguardo attorno la piazza. Ne diramano le vie del centro storico di Lucca che racconta la sua storia da capitale dei Longobardi in Toscana alla Marca di Tuscia del Regnum Italiae Carolingio, fiorente e splendido medioevo dalla signoria trecentesca di Castruccio Castracani ai quattro secoli della Repubblica di Lucca. D’uno dei bastioni la vista vista spazia sulle mura che dall’ inizio del cinquecento racchiudono i tesori dell’antica città, dai tre portali della Porta San Pietro un tempo s’accedeva per un ponte levatoio come lo ricordano i due leoni ai lati di dove scorrevano le catene entrando nelle Mura di Lucca.Da Porta San Pietro si va per Corso Garibaldi fino alla chiesa Santa Maria della Rosa sulla via omonima, proseguendo per la facciata cesellata di Santa Maria Foris Portam del dodicesimo secolo. Per viaS.Croce s’arriva a piazza Bernardini ove, per suggerimento diabolico, nel cinquecento fu edificato palazzo Bernardini distruggendo un’immagine della Madonna, così che una finestra a destra s’incurvò per miracolo e non vi fu verso di raddrizzarla, anche a sostituirla s’è sempre incurvata e la si chiama pietra indiavolata. Sul vicino vicolo Altopascio stava la residenza lucchese dei Cavalieri Tau di Altopascio che presidiavano i pellegrinaggi  sulla Francigena Toscana,di qui per via Sant’Andrea s’arriva al trecentesco Palazzo Guinigi e sulla città è magnifica la vista dalla torre Guinigi.Più oltre si trova la chiesa di S. Pietro Somaldi fondata dal  longobardo Sumuald e ricostruita nel duecento, con gli interni risalenti al secolo successivo, ove spicca La consegna delle chiavi a Pietro di Guido Bigarelli, traversando la suggestione della piazza dell’Anfiteatro si va in piazzaS.Frediano e la Basilica consacrata al beato Frediano, santo patrono di Lucca.S’ accostano e si sovrappongono i secoli tra le piazze e i palazzi, numerose le chiese, secolare transito e meta di pellegrini con ciò che furono hospitalis e  ricoveri, di quella che per FilippoII di Francia era per Luchek civi tetem episcopalem e nell’Itinerario diSigerico sulla Francigena Toscana la Luca XXVI, tra le più importanti soste del suo viaggio. Molto prima, come San Colombano dalla cui abbazia partiva la Via degli Abati, era tra i monaci irlandesi Il venerabile pellegrino Frediano consacrato dal beato Martino di Tours, si fece eremita sul  Monte Pisano negli italici territori Longobardi e la fama giunse al pontefice Giovanni III che nel 560 lo volle Vescovo di Lucca. Mentre faceva edificare chiese in tutto il territorio, tradizione vuole che qui costruì il primo Duomo nell’austero ordine monastico di rigida esistenza dedita alla preghiera, accogliendo pellegrini di tante parti d’Europa, così che divenne Frediano Uomo di Dio come racconta Gregorio di Tours.Tra gli altri prodigi del beato Frediano,racconta la leggenda fece mutare il corso  al fiume Serchio che a scendere dalle Alpi Apuane attraverso la Garfagnana inondava le terre di Lucchesia verso la foce prossima all’ Arno. Dopo quella del sesto secolo che la tradizione attribuisce a San Frediano, le cronache citano una  ricostruzione del Duomo di Lucca nel 1060 nelle forme del Romanico Pisano perfezionate  nel tredicesimo secolo così come appare. Meraviglie che sempre hanno affascinato viaggiatori e pellegrini dalla Via degli Abati e sulla Francigena Toscana che entravano ferventi in città per il Duomo passando inginocchiati sul portico decorato da Guidetto con martirio di san Regolo e le storie di San Martino,ove poi Nicola Pisano ha lasciato la superba Deposizione.S’entrava a venerare il crocifisso ligneo raffigurante il Volto_Santo che la leggenda di Leobino vuole scolpito dal discepolo  Nicodemo dopo la resurrezione, posto poi  nel Tempietto del Volto marmoreo di Matteo_Civitali difronte al quarto altare della navata in San Martino, descritto nelle tappe di tanti pellegrini, così come fece nell’ itinerario Leiðarvísir in antica lingua islandese il pio abate Nikulás partito dal suo monastero in Munkaþverá nella remota Islanda.Il rango del luogo di devozione e pellegrinaggi per il Volto Santo si manifesta negli arredi e  opere che artigiani ed artisti hanno arricchito nei secoli, come s’ammirano nel museo della cattedrale. Poi le preziose forme di Jacopo della Quercia nel sepolcro di  Ilaria delCarretto sposa del signore di Lucca Paolo Guinigi che volle ricordarne la prematura scomparsa, conservando però il corpo nella cappella di Villa Guinigi. Quando Paolo fu scacciato da Lucca nel 1430 , le decorazioni ai lati del sarcofago furono trafugate e lo stesso accantonato da una parte, ingiuria riparata molto tempo dopo riportando i decori e ponendo Ilaria in sagrestia ove la giovane di marmo riposa nelle mirabili fattezze scolpite dal maestro Jacopo e racconta l’estetica della scultura quattrocentesca che passava dal medioevale Gotico, attraverso il realismo del cagnolino che la veglia di simbolica fedeltà famigliare, a quell’ Umanesimo che annunciava il Rinascimento. Da secoli meta di pellegrini e sosta verso Roma, nel suo Itinerario, ne annota diffusamente Sigerico di Canterbury descrivendo la Francigena Toscana che poi dalle Mura diLucca passava dalle porte di San Gervasio e San Donato per sortire ad est dalla Porta Elisa tra le antiche corti e le_ville verso i borghi lucchesi,attraversando la storia nell’ arte e architettura del vicino territorio di Capannori. All’ottavo secolo risale la menzione vescovile di Lucca in finibus Lucensis loco dicto Capannol, ove era già un hospitalis per pellegrini, nel nono secolo  attorno San Gennaro sorse il borgo omonimo e del millecento è  San Leonardo Treponzio, dello stesso secolo  consacrata ai Santi Quirico e Giuditta la Pieve di Capannori e il suo hospitalis.Attorno Capannori rimangono la Pieve di Lunata e il santuario della  Madonnina, quella di Lammari con le chiese di San Cristoforo e Ponte Posta. Poco distante la Pieve San Paolo e quella di Compito con le chiese di Sant’Andrea e Santa Lucia, la chiesa San Bartolomeo di  Badia Cantignano, le pievi di Vorno e Marlia, San Lorenzo a  Segromigno in Monte,  assieme alle altre chiese del territorio a seguire nella Francigena Toscana.

Paolo del Papa

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