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Polonia

14 marzo 2012

Viaggiando per l’Europa a seguire le vie della storia s’attraversano paesi ove i secoli hanno lasciato tanta ricchezza di cultura che ci si perde a descriverne interamente territori e città, così se ne cercano i percorsi che ben legano quelle vie tra loro come lungo ed affascinante racconto scandito dai tanti capitoli della nostra storia.La si chiama Cultura della ceramica cordata quella che dal tardo neolitico all’ ètà del bronzo accomunava molti popoli settentrionali nell’ Europa antica e di essa fu parte la preistoria in Polonia, poi ne discese la pomeranica incuneata tra i Germani ad ovest e i Balti a settentrione, nel territorio  oltre il limes danubiano delle province romane,vi transitava la più importante delle antiche  Vie dell’Ambra che a seguirla si scopre la più affascinante storia della Polonia.Tra i miti Slavici si racconta che i tre fratelli Lech, Čech e Rus decisero di lasciare la foresta ove vivevano in cerca di nuove terre in diverse direzioni, uno ad est per la  Rutenia, altro ad ovest in Boemia e il terzo in Polonia, a seguire la storia si sa che gli antichi Slavi ebbero la maggiore espansione dopo il crollo del romano Impero d’occidente e le invasioni così gli slavi furono anche in Polonia.Giungendo dal territorio del Dnepr qui andarono popolando quello della Vistola limitato a settentrione dalle terre dei Balti, dai loro villaggi fortificati gród poi sorsero città e se ne menziona la più antica sul colle di Wawel e su tutto dominò la dinastia dei Piast prima del mille a cominciare da BoleslaoI e dopo sorse il Ducato di Polonia.Attraversando la Slesia dalla Germania o dalla Repubblica Ceca per i monti Sudeti si entra nel voivodato Dolnoslaskie che nella mappa della BassaSlesia sta sotto le regioni  della Grande Polonia e del Lubusz e a settentrione del Voivodato Opole. Un percorso attraverso la storia della Slesia dal medievale territorio della dinastia Piast a provincia di Boemia nel Sacro Impero e la presenza dei germanici,dal dominio degli  Asburgo e poi di FedericoII di Prussia con capitale Breslavia fino all’annessione nel Protettorato di Boemia e Moravia per la “questione” dei tedeschi Sudeti, l’occupazione della Germania nazista e gli orrori dell’olocausto.Dalle pianure di Slaski s’erge massiccio il monte Sleza sacro alle tribù di slavi che da nome alla Slesia che si stende tra le regioni di Lubuskie, Wielkopolskie e Opolskie a settentrione dei Sudeti allungati per i monti dei Giganti con il parco Karkonosze e la riserva Gory Stolowe.Tra quei territori si trova Il magnifico castello Ksiaz, le rocche ZamekCzocha e Grodno, la fortezza Twierdza Klodzka, il borgo trecentesco di Srebnagora, l’affascinante percorso sulle vie circestensi con i suggestivi monasteri Lekno e di Przmet, l’ abbazia Podhale e gli altri tesori medievali della poluszlak cysterski. Il cuore della Slesia è l’antica  Breslavia dall’affascinante storia e cultura e la si chiama ora Wroclaw adagiata sull’Oder, sorta sull’ isola della cattedrale Ostrow Tumsk.Nel mille la cronaca Thietmari Merseburgensis Episcopi di Thietmar di Merseburgo la cita come Wrotizlawa riconfermandone l’attribuzione nel Congresso di Gniezno alla dinastia Piastowie, nome forse ispirato a VratislaoII diBoemia, certo è che ebbe Sigillum civitatis Wratislavie e che dall’ annessione al Sacro Impero divenne Preßlau Breslavia. Oltre che dai Polacy era abitata da slavi boemi, un’attiva  comunità ebraica e da molti germanici che poi furono i Tedeschi dei Sudeti,fiorendo di commerci che vi transitavano sulle antiche vie dell’Ambra e l’ imperiale germanica Hohe Strasse Via Regia .Da quel fulgido medioevo la storia di Wrocaw è passata per il Regno di Polonia, l’ epopea di CasimiroIII, i conflitti tra Riforma protestante e Controriforma, la dominazione asburgica Erzhaus e la successione polacca, Il controverso novecento fino all’occupazione nazista e il resto della moderna Polonia. Della storia e cultura rimangono i luoghi e passando uno dei ponti sull’ Oder s’ entra in Ostròw Tumiski a ritroso nella storia di  di Wroclaw nell’ isola della cattedrale sorta nel nono secolo ove troneggia la  Cattedrale Archikatedra św Jana Chrzciciela di Giovanni Battista dalla spledida facciata gotica che accede ai fastosi interni con le  cappelle della Resurrezione, di Giovanni Battista e del Santissimo, d’ altro lato Santa Maria, San Giuseppe e del principe elettore.Più oltre la romanica  chiesa consacrata a San Giles del duecento dall’ unica navata, quella della Croce e la gotica consacrata a San Bartolomeo con il Trono dei Grazia, il ricco  altare opera di Stanislao Sauer e il mausoleo di EnricoIV il Fedele. Proseguendo sulla medievale  via Kanonia si trova la Porta Kluszczaną si esce dalla’isola  Ostrow Tumski per Il ponte dell’ amore most tumski verso il centro di Wroclaw trovandone il cuore a Rynek Ratuszum ove si staglia di magnifico gotico il trecentesco palazzo del Municipio nella splendida Rynek che accoglie l’antica piazza del mercato ove affacciano le suggestioni cromatiche dei palazzi  medievali dei  Sette Elettori, del Sole d’Oro, Jas e Malgosia e tutti gli altri  che sembrano emanare luce propria nell’ incanto del rynek glowny. Continuando per quella che sarà capitale europea della cultura si va per l’ Ogròd Botaniczny con il ricco giardino botanico, cercando il suo novecento  sulla  Jana Ewangelisty con il palazzo  Panorama Raclawice e  nella via Wystawowa trovando la Sala del Centenario. Da Wroclaw e la Slesia o dalla Slovacchia si entra nella  Malopolska che  s’allunga verso l’altipiano di Lublino e i Carpazi sulla via per  l’Ucraina ad est, mentre a seguire una delle antiche vie dell’Ambra a nord s’ attraversa la storia della Polonia fino al Baltico. Racconta  il mito che sul fiume Vistola v’era una  grotta del drago ove il leggendario sovrano Krak fondò una città che prese il suo nome  Krakòv, dalla storia si sa che ove sorse l’antica Cracovia sulla Vistola era territorio delle tribù di slavi Wislani e poi per secoli conquistata devastata e ricostruita, ma obliata fino al secolo ottavo quando cronache raccontano che quella gente aveva abbracciato il Cristianesimo. Dal mille  entrò nei domini di Boemia della dinastia Premyslide e sorse la città medievale di Stare Miasto dominata dal castello Wawel, devastata dai Tartari, in una decina d’anni dopo risorse con BoleslaoV Bolesław Wstydliwy sposo della beata Święta Kinga figlia di BelaIV d’Ungheria.Da quella metà del tredicesimo secolo Cracovia fu gran centro di commerci nella Rynek Glowny con la  piazza del mercato e di studi con l’ Università Jagellonica fondata da Casimiro III Kazimierz Wielki, per oltre trecento anni fu uno dei cuori pulsanti del tardo medioevo in Europa fino all’ unione del Granducato di Lituania dalla quale sorse la Rzeczpospolita Obojga Narodów confederazione Polacco Lituana e nel seicento la capitale fu spostata a Varsavia da SigismondoIII. Parte della storia di Polonia, nel settecento entrò nell’ Impero asburgico Erzhaus,poi le vicende della guerra di successione e quindi in una delle spartizioni della Polonia,nell’ ottocento tra annessioni e rivolte fu nel Regno del Congresso vassallo dell’Impero Russo,poi nella Kraj Przywiślański Nazione della Vistola. Funestata dall’ occupazione nazista con i suoi orrori, l’infamia del ghetto di Cracovia e la mostruosità della vicina Auschwitz, dopo la seconda guerra mondiale ha seguito il resto della storia della Polonia. La Wzgòrze Wawelskie s’alza sulla Vistola con la sua leggenda del drago ricordata dal percorso nelle caverne , da questo colle di Wawel si domina Cracovia che fu gran parte della storia di Polonia, s’erge il suo primo castello che si lascia ammirare dai visitatori con il suo museo Niepolomicki. La trecentesca Katedra Wawelska, dagli splendidi interni con le decorati dei  maestri germanici Georg Pencz ed Hermann Vischer e l’italiano Sante Gucci, è la Cattedrale ove furono incoronati i sovrani di Polonia e ne contiene i sepolcri reali, le rinascimentali tomba di Casimiro il Grande e la Cappella di Sigismondo Kaplica Zygmuntowska del toscano Bartolomeo Berrecci ove riposa con gli ultimi sovrani Jagelloni, da una parte le spoglie del vescovo Stanislao difensore dei poveri e dell’umana dignità, divenuto  Santo Stanislao che al fine dell’anno mille BoleslaoII fece assassinare e meta di pellegrini. Si scende per la ulica Kanonicza dai suggestivi scorci medievali proseguendo sulla Grodzka verso  la città vecchia circondata dai giardini Planty per Stare Miasto, delle antiche mura rimane la Porta di San Floriano con il forte Barbacane  un fossato ne circonda le  torri e l’arsenale, oltre la quale inizia la Via Reale Droga Królewska, sulla  ulica Florianska che porta a Rynek Glowny la più vasta piazza del mercato dell’ Europa medievale. Svetta la  torre del Municipio Wieza Ratuszowa sull’antico  Palazzo dei Tessuti Sukiennice con una parte del Museo Nazionale, su un lato di Rynek Glowny nella Plac Mariacki si trova la Kosciol Wojciecha gioiello romanico consacrata a San Adalberto nel mille con i suoi suggestivi interni . Il santuario della Basilica Santa Maria la si chiama Kosciòl Mariacki,distrutta  dai tartari e ricostruita gotica nel trecento obliqua alla piazza tra due alte torri diverse e funestate da tradizioni,dei due fratelli che le costruirono in competizione l’uno uccise l’altro e poi si suicidò con il coltello esposto nel Sukiennice. Dall’alto  di esse  le ore sono scandite dal suono di tromba Hejnal Mariacki a ricordo del sacrificio d’un suonatore che avvisava l’arrivo dei mongoli. Nella basilica dalle vetrate dipinte scivolano le luci sulle tre navate tra le ricche decorazioni di altari e pareti in una magnifica suggestione ove troneggia la splendida pala lignea che raffigura la Dormizione della Vergine del maestro Veit Stoss. Per le vie attraverso il quartiere universitario si giunge all’ Università Jagellonica fondata da Casimiro III come Akademia Krakowska e ampliata da Wladyslaw Jagiello nella Uniwersytet Jagielloński, arricchita nei secoli dalla Biblioteca Jagellona, nelle aule austere del Collegium Maius dal quattrocento hanno insegnato tra le più fervidi menti d’Europa, dal teologo John Cantius e lo storico Jan Dugosz all’ umanista Laurentius Corvinus e l’astronomo Albert Brudzewski, dal genio di Nicolaus Copernico al fisico moderno Henryk Niewodnicza e il futuro papa Giovann Paolo II. In affascinanti itinerari del krakow muzea si continua a percorre la storia e cultura della città, tra i musei si va per l’affascinante museo sotterraneo con la storia della città a continuare nel museo archeologico e quello della cultura popolare polacca museo etnografico. Poi il sistema del museo nazionale di Cracovia diviso in vari palazzi, dall’ edificio principale Gmach Głowny con opere di artisti moderni, Wyspiański e quadri di Witkacy, che si ritrovano nel museo Wyspianski dedicato al maggiore artista del novecento Stanislaw Wyspiaski. Tra tutti il museoCzartoryski Muzeum Czartoryskich dalle prestigiose collezioni archeologiche d’ arte romana, greca, egizia ed etrusca, la pinacoteca dei grandi maestri rinascimentali tra i quali il Ritratto di giovane di Raffaello, due splendidi paesaggi di Rembrandt e la celebre Dama con Ermellino capolavoro di Leonardo, anche le immagini del Czartoryski sono percorsi nella storia e la cultura di Cracovia. Di qui Iniziano anche  i vari pellegrinaggi per i santuari della Polonia, dal più celebre alla Madonna Nera di Częstochowa a quello della  Divina Misericordia a Łagiewniki e il consacrato alla Madonna Addolorata di Licheń.In città v’è il percorso dei santi tra le chiese di San Marco sulla via Sławkowska, quella dei domenicani in piazza Dominikański, la duecentesca dei francescani rifatta nel seicento dagli svedesi,la barocca  San Bernardo e la tecentesca consacrata al Corpus Domini tra severità gotica e successivo sfarzo barocco.Continuando per la contemporanea di S.Caterinad’Alessandria, la chiesa dedicata al martire vescovo Stanislao, la romanica dei santi Agostino  e Giovanni, la basilica  San Floriano e la collegiata S.Anna, infine diffuso è  il percorso  sulle orme di Giovanni PaoloII. Dall’ unificazione nel decimo secolo con la  dinastia Piast nella sua storia la Polonia è stata uno dei baluardi del cristianesimo in Europa, ma dal medioevo è iniziata la diffusione anche dell’ ebraismo in piccole comunità fin dalle Crociate e le sanguinose contese per la Terrasanta, probabili arrivi o influenze dei Cazari dall’Ucraina e poi con la diaspora degli Aschenaziti, sono sorte colonie ebraiche.Dalla cultura medievale ai secoli della spartizione fino all’ era contemporanea, le comunità della popolazione ebraica hanno seguito la storia della Polonia con il tragico epilogo dell’ olocausto,ma forse più che a Varsavia e il resto della  Polonia ebraica di quella presenza rimangono le memorie in Cracovia,  seguendo la mappa poco fuori dal centro lungo la Vistola. Nel trecento vi sorse il quartiere di Kazimierz cercando l’ itinerario sulle tracce degli ebrei per la via Szeroka ove si svolge il Festiwal Kultury Żydowskie della Cultura Ebraica,trovando la trecentesca Vecchia Sinagoga ricostruita magnificamente nel cinquecento dopo un incendio su progetto dell’italiano Santi Gucci, la tra le più suggestive  sinagoghe europee. Dalla Vecchia si prosegue tra le Sinagoghe di Cracovia, la cinqucentesca Remuh con l’antico cimitero ebraico, la Synagoga Izaaka di Isacco, l’ottocentesca Tempel in stile moresco e le altre assieme alle testimonianze della suggestiva Cracovia ebraica .Proseguendo in Plac Wolnica si torna alla cristianità con la chiesa del  Corpus Domini e quindi per la settecentesca Plac Nowy con il suo mercato si esce da Kazimierz che sopravvisse seicento anni fino alla deportazione nel ghetto di Cracovia a Podgorze. Oltre la Vistola in Plac Bohaterow Getta si trova la memoria di quel ghetto con il suo tragico museo, procedendo nella via Lwowska sono i resti del muro di Podgorze e più oltre si va per la Lipowa ove rimane la fabbrica dell’eroico Oskar Schindler che riuscì a salvare tanti ebrei come celebrato nel museo Schindler.La tragedia dei ghetti come a Varsavia, Tèrezin e Lodz dopo l’ occupazione della Polonia e l’annessione alla Germania nazista, era solo l’inizio della Shoa con i suoi orrori dei campi di sterminio come il vicino Auschwitz e Birkenau. Viaggiando per i territori funestati dall’ occupazione della barbaria Nazista in Europa dappertutto si incontrano le memorie dei ghetti e delle mostruosità dei lager, una lunga lista di campi nazisti dai tedeschi Dachau, Flossenberg e Sachsenhausen all’austriaco  Mauthausen, il ceco Theresienstadt eil bielorusso Maly Trostenets, dai polacchi Treblinka nella regione di Varsavia ,Gross-Rosen in Bassa Slesia, Majdanek, Sobibor, Belzèk nel distretto di Lublino e Chelmno nel Poznan.Passando sotto l’arbeit macht frei d’oscena ironia  se ne sente emanazione del male assoluto che qui ad Auschwitz e Birkenau sconvolge nella sua ordinata  soluzione finale per la mostruosità dello sterminio che solo qui ne ha ammazzati  quasi due milioni dei molti altri nei terrificanti campi di morte. Da Cracovia ed ogni luogo della Polonia s’arriva a Czestochowa per il suo Santuario della  Nostra Signora di Jasna Gora dalle più vicine Wroclaw e KatowiceBiaystok e Lodz, le più lontane VarsaviaDanzica e tutte le altre  città  polacche a venerare l’immagine della Matka Boska Częstochowska Madonna Nera comparsa nel medioevo a Jasna Gora sembra presa a Belz in Ucraina e portata da LadislaoI di Polonia. Nei secoli l’ antica icona era transitata da  Costantinopoli provenendo da Gerusalemme ove leggenda vuole attribuita a Luca che la dipinse su legno del tavolo che fu  della Sacra Famiglia a Nazareth assieme ad un’altra che si trova nel  Santuario bolognese di  San Luca. Subito considerata fonte di miracoli e meta di pellegrinaggi, la Madonna Nera fu molto danneggiata nella devastazione del Santuario durante le guerre ussite in Boemia del quattrocento, due secolo dopo nell’assedio svedese della città alla preghiera dei militi polacchi per miracolo i nemici se ne andarono e così Giovanni Casimiro di Polonia decretò Czestochowa centro spirituale del Paese. Il Santuario appare imponente da lontano e attorno alla Basilica si trovano quattordici scene della  Via Crucis che la si vede spesso percorsa in ginocchio con le statue bronzee realizzate all’ inizio del novecento da Pius Weloski. Dominato dall’alta torre, il tempo è scandito da quattro orologi e trentasei campane che suonano accompagnando i pellegrini nell’entrare mentre si susseguono funzioni religiose nelle varie lingue, in un atmosfere di intensa suggestione s’accede alla cappella gotica dai cinque altari a destra di quello quattrocentesco del Crocifisso sta la Sacra Icona . Al lato della sua cappella la barocca  Chiesa di Santa Croce e della Natività ricostruita nel seicento  dalle tre navate e soffitti ridondandi di ex-voto, al centro il settecentesco altare maggiore dell’ italiano Buzzini, mentre  nella Cripta si conserva il Tesoro del Santuario con le offerte che accumulate nei secoli dal trecento.Da Częstochowa si va verso la Grande Polonia Vielkoposlka traversata dal fiume Warta proventiente da Zawiercie nel Voivodato di Slesia giungendo a Gorzów Wielkopolski dove e confluisce nell’ Oder ne’ presi di Kostrzyn. Era parte dei territori attraversati dalle antiche Vie dell’Ambra ove nel medioevo s’erano stanziati popoli slavi e nel nono secolo I Polani sottomisero le altre tribù slave dando nome a quella che fu la Polonia. La dominanarono con le fortezze Gród di Giecz che fu primo centro della dinastia dinastia Piast poi trasferito a Gniezno ove sorse la Cattedrale, l’antica Ostrow Lednicki fortificata da  MiecislaoI e Poznan dalla nobile storia che ha lasciato fortificazioni,quartieri e chiese dalle suggestive immagini.Verso nord nel Voivodato di Lodzsi va per la sua capitale che  non è d’antica origine come le altre, ma la cosmopolita Lòdz ha la sua storia che si trova  visitando i quartieri, verso il centro sulla  via Piotrkowska s’ergono  cupole dell’ottocentesca  cattedrale ortodossa  Alexander Nevsky dal sontuoso stile neobizantino che conserva magnifiche icone, procedendo nell’ animata Jana Karskiego si va per l’Archikatedra Łódź dell’ Arcidiocesi cattolica dalla facciata neogotica che accede a tre navate decorate, il transetto, lo splendido coro e la cappella della Vergine.Sulla via  Gdanska affaccia il palazzo Poznanski e il museo d’arte, continuando nella Jana Karskiego si trova l’ imponente complesso novecentesco della Manufaktura e nella Strona Glowna si trovano I vari musei tra i quali dell’Indipendenza e tradizioni e quello archeologico ed etnografico. La moderna Lodz è una metropoli ove l’architettura industriale s’alterna  ad edifici del ventesimo secolo,uffici e sale di produzione, città di tecnologie, cultura e grandi eventi ed  anche capitale del cinema polacco con la sua scuola e l’ opera dei registi Wajda,  Polanski, Zanussi e Kieslowski. Pare lontano dalla sua animazione nella Pomorska Il cimitero ebraico più vasto d’Europa con piccoli capolavori architettonici nei vari sepolcri, ma tra le immagini di questa città attiva e cosmopolita non va dimenticata la memoria tragica del  ghetto di Lodz nella Litzmannstad. Poco ad est s’ entra nel voivodato di Varsavia per giungere ove una leggenda racconta del  pescatore Wars che sulla Vistola trovò la sirena Sawa e pare se ne invaghisse, fatto sta che d’allora tutti chiamarono quel luogo Warsawa. La storia racconta che nel borgo di Brodno su quella Vistola nel decimo secolo v’erano fortificazioni dei Polani governati dalla prima dinastia Piast ed entrato nel Ducato di Masovia con  BolesawII, al fine del duecento ne sorse il Castello Reale Zamek Ujazdowski e poi la Bazylika archikatedralna San Giovanni Battista che ancora si fa ammirare nel suo stile gotico baltico .Attorno in breve venne edificata la Città Vecchia di Varsavia che dirama nella mappa di Stare Miasto racchiusa nelle mura e dal quel primo centro storico alla fine del trecento s’ingrandì con la Città Nuova Nowe Miasto che fiorì tra le grandi città dell’ Europa medioevale,così che al fine del cinquecento il sovrano  SigismondoIII della dinastia dei Vasa ne fece nuova capitale del regno di Polonia trasferendola da Cracovia.A metà del seicento la Confederazione polacco lituana fu invasa dallo Zarato russo e dall’Impero svedese originando il lungo conflitto Potop Diluvio che ne vide l’ occupazione e devastazione  svedese, poi ricostruita e rifiorita con  re Giovanni III Sobieski, quindi entrata nei domini dei principi di Sassonia. Dopo i regni di Augusto II e Augusto III nel diciottesimo secolo con Stanislao Poniatowski divenne protettorato russo e poi con le sue  spartizioni lo divise con la Prussia e l’impero asburgico, quindi il breve periodo napoleonico con il ducato di Varsavia e la successiva annessione all’Impero russo fino alla sua caduta e l’acquisizione dell’ indipendenza. Funestata dall’ occupazione e annessa alla Germania nazista, ne subì gli orrori con ghetto di Varsavia e Il suo campo di concentramento , l’eroica rivolta e il massacro che ne seguì, mentre iniziava la resistenza polacca fino alla liberazione, seguendo poi la successiva storia della Polonia. Il suo passato rimane nella metropoli che si attraversa, questa Varsavia che conserva i suggestivi monumenti ed edifici storici alle animate piazze e quartieri,dagli elegani i parchi e giardini ai ricchi musei e pinacoteche.Dalla metropoli le immagini riportano alla storia in plac Zamkowy che accede alla Città Vecchia per il castello Reale che sorse nel trecento e sede di governo ampliato dal sovrano Sigismondo Vasa, patrimonio e vanto della città protetto dalla trecentesca Torre Grodzke e la rinascimentale Torre di Ladislao in questo Zamek Kròlewski s’entra per la porta ove svetta la colonna Sigismondo percorrendo la sua storia. Di lì la  Città Vecchia sorta nel duecento che deve la ricostruzione dopo la devastazione  nazista in parte alle vedute ritratte nel settecento da Bernardo Bellotto e come tesoro si schiude nella Rynek Starego Miasta.Tra le suggestive immagini di questo Stare Miasto, si va per il il Rynek dell’ animata piazza del mercato proseguendo sulla ulica Piwna ove affacciano di elegante barocco gli antichi palazzi e la chiesa di San Martino e passando dalla porta del Barbican s’esce dalla Vecchia Varsavia sulla Swietojanska per la Città Nuova sorta alla fine del trecento, ove si trova la trecentesca chiesa della Natività della Vergine Maria ricostruita dopo la guerra ma con il suo in seguito alla campanile originale e  la  barocca chiesa di San Kazimierz voluta dalla  regina  Maria Carolina Sobieska dopo la vittoria sui turchi nella battaglia di Vienna.Proseguendo sulla Swetojanska si trova la gotica  Katedra consacrata a San Giovanni Battista anch’essa ricostruita dopo la guerra, dagli interni barocchi con  la cripta che ospita i sepolcri dei Duchi di Masovia, gli arcivescovi di Varsavia, l’ultimo re StanislaoII, il nobel per la letteratura Sienkiewicz, il musicista  Paderewski e il  cardinale Wyszynski.Poco fuori la Città Nuova verso nord si trova il quartiere di Zoliborz dove durante la dominazione zarista di NicolaI sorse la Cytadela contro le rivolte che ospita il Museum x Pavilion.Tornando a Plac Zamkowy si prende la Strada Reale passando per la cinquecentesca chiesa  Sant’Anna verso il Palazzo Presidenziale e l’ Università di Varsavia, nella chiesa di Santa Crocecome reliquie della cultura polacca nella sono  le urne con i cuori di Chopin e Reymont.Incrociando Plac Trzechkrzy con la novecentesca  chiesa di  Sant’Alessandro, si va per l’ imponente castello Ujazdow di  Sigismondo III, ricostruito dopo un’assurda demolizione ospita il Centro d’Arte Conemporanea. Il magnifico  Lazienki Krolewskie e il suo Parco Reale è sorto nel seicento con i palazzi barocchi  progettatti dall’italiano  Domenico Merlini, la  residenza del re era la Casa Bianca, della famiglia reale lo splendido Palazzo sull’Acqua e quello del Belvedere riservato ai capi di stato in visita a Varsavia.Dello stesso periodo è il  Palazzo Wilanòw di re Giovanni III Sobieski capolavoro del barocco polacco sontuosamente arredato e splendido parco.Si torna nella caotica metropoli per il centro moderno di Srodmiescie dove in plac Defilad la ridondante monumentalità del socialismo realistico del palazzo della Cultura e Scienza, dagli anni cinquanta è simbolo ed  immagine della città con l’ ingombrante memoria dei decenni sovietici, ma nel suo estetico grigiore questo Patac Kultury i Nauki offre una vista unica sulla città. Nel voivodato di Mazowieckie verso  ovest sulla Vistola ,nel mille sorse Plock poi fiorente centro del Ducato Masovia tanto che i duchi  Ladislao Ermanno e il figlio Boleslao Boccatorta vi trasferirono la residenza da Cracovia, devastata in incursioni dall’ Ucraina e nel quattrocento occupata da Giovanni di Boemia,poco dopo ripresa da Casimiro il Grande rifiorì fino al seicento quando decadde per la vicinanza di Varsavia.Molto rimane di quella città voluta da Casimiro il Grande dominata dallefortificazioni di  Wazgòrze Tumskie che proteggono la medievale Stare Miasto, la romanica katedra dell’Assunzione del secolo dodicesimo poi arricchita di gotico e rinascimentale, l’ Abbazia benedettina e gli antichi quartieri sulla Vistola.Tra splendidi Laghi si attraversa la  regione di Poznan passando per  il suo Voivodato che fu provincia del Regno di Prussia con il  Granducato di Poznan, seguendo il fiume  Warta se ne sfiora la  capitale anch’essa con la sua storia che in Poznan è dominata dal Castello Imperiale e dirama per l’antica città dalla piazza Stary Rynek con il rinascimentale  Municipio, poco oltre nell’ isola Ostrow Tumski si trova la medievale Basilica di Pietro e Paolo.La baia di Danzica Zatoka Gdańska, si stende sulla costa della Pomerania orientale per la  penisola Hel verso quella di Sambia nell’enclave russo di Kaliningrad,  da est della  Laguna della Vistola che accede al Mar Baltico attraverso lo Stretto  Baltijsk,vi sorse che poi fu Puck fin dal settimo secolo, Baltijsk dal vecchio villaggio di pesatori prussiani, Sopot,la moderna Gdynia, la russa Kaliningrad e la città sul fiume Gdańsk di Danzica .Fiorita come Libera Città della  medievale  Lega Anseatica che s’ estese nella mappa delle sue città da quella che a lungo ne fu il cuore in Lubecca fondata da Enrico il Leone.Da ovest Anversa,Brugge,Gent e Amsterdam nelle Fiandre per le altre  germaniche, di Amburgo, Brema, Colonia, Rostock , dai porti di Scandinavia e Visby al Baltico orientale con Riga e Tallinn , la potente Lega anseatica dominò per secoli i commerci e Danzica ne fu gran centro.La città seguì la sua storia con il resto della Polonia,poi fu porta della tragica  occupazione della  Polonia e il resto dell’Europa orientale con gli orrori dell’ Olocausto e dello sterminio. Anche qui il passato di questa Gdansk e i suoi luoghi si ritrova percorrendone le strade dalla centrale Ulica Dluga oltre la  Zlota Brama che ne è la Porta d’Oro per la  Strada Reale ove affacciano  di gotico e rinascimentale gli antichi palazzi, passando  per il Municipio ,la decoratissima Dom Uphagena con il suo museo, la  Dom Ferber e Il castello del leone Lwi Zamek. Nella vecchia Danzica si precede sulla ulicaDluga per il medievale Dlugi Targ, il mercato lungo con la splendida  panoramica sulle facciate multicolori degli antichi palazzi ove spicca il seicentesco Zlota Kamienica. Da Danzica s’allunga la costa baltica per l’ enclave russo di Kaliningrad e poi a continuare sulle antiche Vie dell’Ambra.

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