<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Travelgeo &#187; Archeo</title>
	<atom:link href="http://www.travelgeo.it/category/archeo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.travelgeo.it</link>
	<description>Avventure, Popoli, Viaggi, Esplorazioni</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 23:27:35 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Egittologia Storia</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2010/06/05/egittologia-storia/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2010/06/05/egittologia-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 14:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo Africa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/?p=2476</guid>
		<description><![CDATA[La prima documentazione certa sull’ antico Egitto fu quella raccolta da Erodoto nel 445 a.C. che ne descrisse i siti che già alla sua epoca erano antichi di millenni, altri viaggiatori ammirati cercarono di definire quell’ antica civiltà che tanta influenza ebbe sulle culture del Mediterraneo, la Grecia e Roma, poi secoli di oblio.Indubbiamente l’ italiano Donati fu tra i primi &#8220;viaggiatori studiosi&#8221; che riuscì a dare un senso scientifico alle sue ricerche e alla costruzione di ipotesi che si astenevano dalle fantasiose deduzioni dei suoi predecessori, come quelle di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima documentazione certa sull’ antico Egitto fu quella raccolta da <a href="http://www.travelgeo.it/2007/02/01/erodoto/">Erodoto</a> nel 445 a.C. che ne descrisse i siti che già alla sua epoca erano antichi di millenni, altri viaggiatori ammirati cercarono di definire quell’ antica civiltà che tanta influenza ebbe sulle culture del Mediterraneo, la Grecia e Roma, poi secoli di oblio.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/Egit-arch-Saqqara-int.3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2478" title="Egit arch Saqqara int.3" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/Egit-arch-Saqqara-int.3-150x150.jpg" alt="" width="79" height="79" /></a>Indubbiamente l’ italiano Donati fu tra i primi &#8220;viaggiatori studiosi&#8221; che riuscì a dare un senso scientifico alle sue ricerche e alla costruzione di ipotesi che si astenevano dalle fantasiose deduzioni dei suoi predecessori, come quelle di Van­sleb che considerava i tumuli e cavità diffuse nella regione di Asyout prodotti di antiche pratiche magiche, mentre Panì Lucas li riteneva rifugi degli scampati al diluvio universale e Norden abitazioni di eremiti.Alle più razionali osservazioni di Donati quelle che apparivano cripte portavano a dedurre che fossero stati sepolcri funebri degli antichi egizi, al pari dei più evidenti nei quali era penetrato nella Valle dei Re.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/EgitMix.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2481" title="EgitMix" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/EgitMix-150x150.jpg" alt="" width="91" height="91" /></a>Nei suoi progetti la spedizione doveva continuare in Nubia, in quel periodo travagliata da continue rivolte contro l&#8217; autorità turca che lo costrinsero a tornare, decidendo di cercare le leggendarie miniere di smeraldi delle quali parlarono Strabone, Tolomeo, tutti i testi antichi e successivamente gli arabi nel medioevo, cercate invano nel 1714 da Paul Lucas. Le trovò e ne fece rilevamenti accurati facendone un&#8217; attenta descrizione dal grande geologo che era, l&#8217; unica esistente in epoca moderna, nel 1784 l&#8217; impresa fu tentata da Vol­ney, ma ormai il deserto si era riappropiato del luogo che tornò nelle profondità della leggenda.Tornò a nord per il Sinai procedendo sull&#8217; antica &#8220;Via dei Re&#8221; in Siria continuando la raccolta di dati e reperti archeologici, che contribuirono ad inaugurare  la moderna egittologia,  prima di imbarcarsi per l&#8217; India.Con la sua scomparsa la gran mole di materiale naturalistico, reperti archeologici, disegni e scritti che Donati lasciò ad Alessandria per essere inviati a Torino andò quasi del tutto dispersa e quel poco che giunse nella capitale sabauda costituì il nucleo originale del fututo Museo Egizio.Il vasto resoconto della lunga spedizione, con le sue impeccabili annotazioni naturalistiche, storiche, archeologiche ed etnografiche, fu raccolto da Donati nel suo  <em>Giornale di viaggio</em>, ma il manoscritto autografo ricchissimo di disegni fu distrutto nel 1904 nell&#8217; incendio della Bi­blioteca Reale di Torino e ne rimane solo una copia parziale e priva di illustrazioni.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/Egit-carav-piram1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2479" title="Egit carav piram1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/Egit-carav-piram1-150x150.jpg" alt="" width="82" height="82" /></a>Donati che fu il primo a dare un&#8217; impostazione scientifica al viaggio di ricerca, annotando rigorosamente ciò che andava scoprendo con le relative deduzioni quale metodo per tutti coloro che in seguito penetrarono sempre più nelle &#8220;meraviglie d&#8217; Egitto&#8221;.  L&#8217; epoca non fu degna di lui e venne dimenticato dalla rozza corte sabauda che lo aveva inviato solo ad &#8220;<em>acquistare qualche antichità e Mumia delle più conservate</em>&#8220;Nel 1798 Napoleone sbarcò in Egitto con il suo esercito di invasione, ma assieme allo stato maggiore portò un reggimento di scienziati e studiosi di ogni disciplina che dilagarono lungo il Nilo ad annotare, rilevare, reperire e scavare tutto ciò che trovavano. Mentre il generale Desaix inseguiva il disfatto esercito mamelucco oltre l&#8217; antica Tebe, Dominique Vivant Denon con un drappello di giovani eruditi studiava accuratamente e disegnava ogni tempio e monumento incontrato e nel 1802 la pubblicazione del <em>Voyage dans l&#8217;haute et basse Egypte</em> svelò al mondo la visione di una straordinaria e millenaria civiltà fino all&#8217; epoca relegata ai grevi testi di millantati specialisti e di racconti più o meno fantasiosi di viaggiatori.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/Egit-Nil-Aswan1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2480" title="Egit Nil Aswan1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/Egit-Nil-Aswan1-150x150.jpg" alt="" width="81" height="81" /></a>L&#8217;opera di Denon e degli altri studiosi al seguito di Napoleone fu poi raccolta da François Jomard e pubblicata nel 1828 nella monumentale <em>Description de Egypte</em> che sollevò definitivamente la più antica e monumentale civiltà della storia dalle paludi delle leggende e le incerte cronache di viaggio alla nuova materia storica e scientifica che fu l&#8217;Egittologia. Dopo la sconfitta di Napoleone ad Abukir nel 1801 e i due anni di occupazione del vittorioso esercito britannico, il condottiero albanese Moahammed Alì prese il potere e si impose come reggente <em>Kedhivé</em> dell&#8217; impero ottomano, sbaragliò i corrotti funzionari <em>bey</em> mamelucchi e aprì l&#8217; Egitto agli europei. Ben presto al Cairo furono aperte ambasciate e consolati di tutta Europa, giunsero commercianti, studiosi, archeologi, collezionisti, geografi e avventurieri che facevano riferimento alle rispettive rappresentanze diplomatiche, tra le quali quella francese affidata al pimontese militante delle campagne napoleoniche Bernardino Drovetti che divenne intimo amico e potente consigliere di Mohammed Alì.Con la sua posizione visitò ogni angolo d&#8217; Egitto e si dedicò al reperimento di una enorme collezione assieme all&#8217; avventuriero francese Jean Jaques  Rifaud, mobilitando vere e proprie bande di cercatori. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/EgitMix2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2482" title="EgitMix2" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/EgitMix2-150x150.jpg" alt="" width="85" height="85" /></a>ll suo dominio sulla ricerca archeologica era assoluto e tutto doveva avere la sua approvazione, solo con l&#8217; arrivo del console britannico Sir Henry Salt nel 1816, incaricato di reperire materiale per il<em> British Museum</em> di Londra, ebbe un concorrente nell&#8217; accaparramento del patrimonio archeologico, spesso senza esclusione di colpi.Salt per un breve periodo trovò un prezioso alleato nel grande studioso ed esploratore svizzero Johann Burckhardt, singolare figura di erudito avventuriero che ad Aleppo in Siria per apprese l&#8217; arabo e la teologia coranica in due anni, si convertì divenendo lo sceicco Ibrahim ibn abd Allah e superò il difficile esame che lo consacrò dotto islamista per viaggiare in Medio Oriente studiando e descrivendo popolazioni, città e monumenti. A lui si deve la prima descrizione di Petra in Giordania prima di recarsi al Cairo da dove visitò la Valle del Nilo descrivendo ambienti, popolazioni e siti archeologici. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/Egit arch Ghiza sfing1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb   alignright" title="Egit arch Ghiza sfing1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch Ghiza sfing1.jpg" alt="Egit arch Ghiza sfing1" /></a>Su incarico dell&#8217;<em>African Association </em>di Londra nel 1813 risalì il Nilo fino ad Abu Simbel, dove descrisse le parti emergenti dalla sabbia degli enormi templi scavati nella roccia, proseguì nell&#8217;Alta Nubia per cercare una via verso il lontano bacino del Niger, ma non trovò la rotta e attraversò il Mar Rosso in pellegrinaggio a Medina e La Mecca, lasciando un&#8217;accurata relazione sulla geografia e le popolazioni dell&#8217;Arabia interdetta agli infedeli.Henry Salt riuscì a reperire una vasta collezione per il <em>British Museum</em> e il rivale Drovetti trattò con il regno sabaudo la vendita di gran parte della sua nel 1824, con la quale fu creato il grande<em> </em>Museo Egizi<em>o</em> di Torino e il resto fu venduto al Luvre, gli aveva arricchito enormemente la sua raccolta con reperti di ogni tipo contando sul potere che aveva come consigliere del Khedivé e adoperando tutti i mezzi a disposizione contro chi tentava di rovistare la storia nella Valle del Nilo senza il suo permesso, come si rese conto Giovan Battista Belzoni, il<em> Gigante delle Piramid</em>i.Dopo le guerre napoleoniche la vittoriosa Gran Bretagna si occupò dell’ Egitto e un italiano dalla figura imponente, visitando le piramidi incontrò lo studioso di antiche civiltà Burckhardt e rimase incantato dalle storie di viaggi ed esplorazioni sul Nilo, Belzoni non aveva l’erudizione né l’organizzazione dei primi europei che sondavano le sabbie del Sahara per scoprire monumenti e tesori, era solo un avventuriero affascinato dal Nilo e dal deserto, ma la sua grande tenacia e desiderio di svelare le “Meraviglie d’ Egitto” ne fecero il leggendario “Gigante delle Piramidi”.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/Egit arch piram b1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Egit arch piram b1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch piram b1.jpg" alt="Egit arch piram b1" /></a> Avventuriero di grande intuizione riuscì ad individuare i misteriosi accessi alle piramidi, cercò e trovò templi nascosti e scavò varie tombe liberandole dalle masse di pietre, terra e sabbia accumulate dai millenni, spesso da solo e continuamente ostacolato dai sedicenti egittologi francesi e britannici, perseguitato dai gendarmi egiziani e da sicari prezzolati dai concorrenti. Comprese che la dimenticata Valle dei Re era una necropoli ben più vasta ed importante di quanto si era pensato e vi dovevano essere i sepolcri dei faraoni delle più grandi dinastie. Dopo un’ ultima spedizione all’ oasi El Fayoum e al vicino lago Meride, il primo grande scopritore di siti lungo il Nilo decise di lasciare l’ Egitto, ostacolato dai funzionari corrotti, sabotato e perseguitato dai trafficanti antiquari e dal direttore del Louvre che aveva usurpato le sue scoperte. Belzoni non era tipo da vita sedentaria, lasciati i miti d’ Egitto che tanto aveva contribuito a svelare, si interessò ad un altro grande mistero dell’epoca che attendeva in Africa lungo le rive del Niger nella leggendaria Timboctu, l’ ultima impresa dove trovò la morte e fu sepolto sulla costa a Gato dalla piccola guarnigione inglese.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/Egit arch Saqqara int.1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Egit arch Saqqara int.1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch Saqqara int.1.jpg" alt="Egit arch Saqqara int.1" /></a>Contemporaneo di Belzoni,Girolamo Segato partecipò alla spedizione militare di Mohammad Alì nel Sennar sudanese nel 1820 fino alla seconda cateratta per progettarvi un varco navigabile,tornò ad Aswan e per un mese visitò i siti della regione che disegnò dettagliatamente assieme agli affascinanti ambienti nilotici e i costumi della popolazione fino al deserto nubiano in Sudan. Tornato al Cairo si impegnò nella necropoli di Saqqara e scoprì l&#8217;ingresso della grande piramide a gradoni della quale fece per la prima volta rilevamenti completi,poi organizzò un nuova spedizione nel sud per tracciare le mappe della regione attorno all&#8217;oasi di Siwa,rimpatriato nel 1823 si stabilì a Firenze completando i suoi studi sui papiri e la mummificazione per i successivi tredici anni di vita. Nel frattempo l&#8217;altro eruditissimo italiano Giovan Battista Brocchi,che aveva pubblicato giovanissimo nel 1792 <em>Ricerche sopra la scultura presso gli Egiziani</em>,nel 1822 guidò una spedizione nel deserto a est del Nilo che poi risalì fino a Qena e continuò tra il Mar Rosso e  Aswan.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/Egit arch Del El Bahari1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Egit arch Del El Bahari1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch Del El Bahari1.jpg" alt="Egit arch Del El Bahari1" /></a>Due anni dopo visitò il Sinai e viaggiò in Siria,nel 1825 organizzò una spedizione da Aswan attraverso il deserto nubiano del Sudan fino alla <em>Proboscide d&#8217;Elefante</em> El-Khartum sulla confluenza del Nilo Bianco e il Nilo Azzurro,esplorò la regione e continuò nel Sennar osservando ambiente e popolazioni che descrisse accuratamente,tornato a Khartum nel settembre del 1826 fu stroncato da un&#8217;infezione. La grande opera di ricerche e la descrizione delle spedizioni di Brocchi furono raccolte dal console austriaco Giuseppe Acerbi e solo nel 1840 fu pubblicato <em>Giornale delle osservazioni fatte ne&#8217;viaggi in Egitto,nella Siria e nella Nubia</em> in quattro volumi con una vasta cartografia. Avventurieri,collezionisti ed esploratori che sondarono i resti della civiltà faraonica all&#8217;inizio del secolo scorso,furono gli ultimi protagonisti di una lunghissima storia di viaggi e scoperte anche di straordinaria importanza,ma privi di un&#8217;investitura scientifica che giunse con gli studi  di Jean Francois Champollion,padre e primo vate dell&#8217;Egittologia. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/Egit arch Karnak ril1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Egit arch Karnak ril1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch Karnak ril1.jpg" alt="Egit arch Karnak ril1" /></a>Nel 1822 aveva trovato la chiave della misteriosa scrittura geroglifica servendosi della celebre stele di Rosetta trovata durante la campagna napoleonica e due anni dopo pubblicò <em>Précis du Systéme hierogliphique des anciens Egyptiens </em>che aprì il grande capitolo della ricerca archeologica in Egitto.Lo stesso anno cominciò le sue ricerche sui reperti nell&#8217;enorme collezione che Drovetti aveva venduto al Museo Egizio di Torino. Nel 1825 a Firenze conobbe l&#8217;orientalista pisano Ippolito Rossellini con il quale organizzò la prima grande spedizione finanziata dalla Francia e dal granduca di Toscana Leopoldo II.Nell&#8217;Agosto del 1828 Champollion e Rossellini sbarcarono ad Alessandria, visitarono Tanis e gli altri siti del delta, poi  la necropoli di Saqqara e il sito di Beni Hassan dove Rossellini trovò una gran quantità di testi del Medio Regno,proseguirono risalendo il Nilo per Asyut e Dendera,ne fecero rilevamenti,piante,disegni e ne raccolsero le iscrizioni,un&#8217;opera di grande impegno che divenne titanica a Luxor e Karnak.Da Tebe navigarono ad Aswan e il e l&#8217;Alta Nubia arrivando a Wadi Halfa per scovare e rilevare tutti i templi nel deserto, spedizione descritta da  Rosselini nel <em>Giornale della spedizione letteraria toscana in Egitto</em>.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/Egit arch Del El Bahari Inscr1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Egit arch Del El Bahari Inscr1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch Del El Bahari Inscr1.jpg" alt="Egit arch Del El Bahari Inscr1" /></a>Tornati a Luxor continuarono le ricerche nella Valle dei Re,poi al Cairo Champollion si adoperò con il Kedhivé Mohammed Alì per porre freno alle devastazioni dei monumenti operate dalla popolazione per trarne materiali da costruzione e ai sistemi sbrigativi dei collezionisti per accedere ai reperti,stimando la completa distruzione di ben quattordici templi e una gran quantità di monumenti minori. Tornò in Francia nel 1829 e iniziò con Rossellini la sistemazione dell&#8217;enorme mole di reperti e rilevamenti, ma tre anni dopo si spense lasciando la sua grande eredità che inaugurò l&#8217;egittologia. Rossellini curò la monumentale pubblicazione di <em>Monuments de l&#8217;Egypte et de la Nubie</em> in nove volumi e l&#8217;edizione italiana <em>Monumenti dell&#8217;Egitto e della Nubia</em> a cui aggiunse altri tre volumi di carte,topografie e disegni fino al 1843,quando anche lui morì.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/Egit arch Tutankhamen.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Egit arch Tutankhamen" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch Tutankhamen.jpg" alt="Egit arch Tutankhamen" /></a>La grande opera di Champollion fu proseguita dalle spedizioni di Nestor L&#8217;Hote che aveva partecipato alla sua storica missione,completando i rilevamenti di vari siti lungo il Nilo,i cui dati e classificazioni vennero affidati alla sua morte nel 1842 ad Auguste Mariette che si dedicò alla ricerca per molti anni fino a fondare il grande Museo del Cairo.Nel frattempo la Valle del Nilo divenne meta di collezionisti,avventurieri e viaggiatori che si servivano delle imbarcazioni <em>dahabie</em> da tempo organizzate dall&#8217;intraprendeThomas Cook creando la prima grande impresa turistica in Egitto.Nel 1840 lo stato pontificio inviò la nave <em>Fedeltà</em> al comando di Alessandro Cialdi per una spedizione che risalì il Nilo visitandone tutti i siti archeologici e caricando enormi blocchi di alabastro,da Aswan superò la prima cateratta con un&#8217;imbarcazione a vela e raggiunse l&#8217;isola di Philae,visitata e descritta da Belzoni e poi da Ippolito Rossellini nel 1828 durante la grande spedizione con Champollion.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/Egit arch Saqqara int.2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Egit arch Saqqara int.2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch Saqqara int.2.jpg" alt="Egit arch Saqqara int.2" /></a>Due anni dopo il tedesco Karl Richard Lepsuis viaggiò fino al 1845 lungo la Valle del Nilo e in Nubia raccogliendo una gran quantità di reperti che arricchirono il Museo di Berlino e stese la sua opera che pubblicò in dodici volumi nella gigantesca <em>Denkmaler </em>nel 1849.In quel periodo le avventurose esplorazioni si trasformarono in grandi spedizioni archeologiche sempre più specializzate,i britannici incrementarono i reperti del British Museum con le missioni di Vyse e Perring che svelarono i misteri delle piramidi di Gizah e le spedizioni di Mariette e Maspero permisero la creazione del grande Museo del Cairo.L&#8217;ultimo ventennio del secolo vide le grandi ricerche di William Matthew Flinders Petrie e l&#8217;invenzione delle tecniche stratigrafiche negli scavi del paleontologo Flaxman Spurrel,più recentemente Theodore Davis,Hebert Winlock,lord Carnavon e e Howard Carter violarono i grandi sepolcri nella Valle dei Re e gli ultimi lembi di avventura ed esplorazione si persero nell&#8217;archeologia moderna.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/Egit arch piram bedu2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Egit arch piram bedu2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch piram bedu2.jpg" alt="Egit arch piram bedu2" /></a> La Valle del Nilo sembra non aver più misteri per le orde di turisti dilagano dappertutto inseguiti da ossessionanti bande di venditori di souvenir,mentre le guide raccontano rapidamente millenni di storia e illustrano monumenti scoperti,descritti ed amati da personaggi noti e meno noti che li hanno cercati tra le sabbie del deserto con l&#8217;umiltà della conoscenza e la saggezza dell&#8217;avventura.</p>
<p>© <a href="http://www.travelgeo.it/2010/05/20/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a></p>
<p>foto reportage:</p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="Egit arch Ghiza sfing1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-egitto/image/thumb/Egit arch Ghiza sfing1.jpg" alt="Egit arch Ghiza sfing1" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/category/archeo/" target="_self">archeo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-africa/">geo africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/category/viaggi-esplorazioni/" target="_self">vie esplorazioni</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/01/meraviglie-degitto/">Meraviglie d’Egitto</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/">i reportages</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">TG magazine<br />
</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a> <a href="eventi">eventi</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></p>
Nessun tag per questo post.
	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li>Non ci sono post correlati.</li>
	</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2010/06/05/egittologia-storia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Antico Sahara</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2010/06/04/antico-sahara/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2010/06/04/antico-sahara/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 12:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/?p=2466</guid>
		<description><![CDATA[Le origini della più antica rotta carovaniera del Sahara furono scoperte dall&#8217; archeologo francese Heri Lhote mentre cercava di interpretare lo straordinario archivio rupestre lasciato dagli antichi abitatori del deserto con i loro fantastici graffiti e dipinti che per secoli ne hanno raccontato l&#8217;ambiente, la vita, le leggende e le tradizioni fin dal neolitico.Tra le rocce di Adjefou in Algeria Lothe scoprì una grande parete dipinta con strane figure in ocra rossa, semplici e stilizzate simili alle tante altre sparse nel Sahara, ma rappresentavano l&#8217; arrivo di popolazioni straniere diverse ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le origini della più antica rotta carovaniera del <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/">Sahara </a>furono scoperte dall&#8217; archeologo francese Heri Lhote mentre cercava di interpretare lo straordinario archivio rupestre lasciato dagli antichi abitatori del deserto con i loro fantastici graffiti e dipinti che per secoli ne hanno raccontato l&#8217;ambiente, la vita, le leggende e le tradizioni fin dal neolitico.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/SaharaTassiliPitt2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2470" title="SaharaTassiliPitt2" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/SaharaTassiliPitt2-150x150.jpg" alt="" width="74" height="74" /></a>Tra le rocce di <em>Adjefou</em> in <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/algeria/">Algeria</a> Lothe scoprì una grande parete dipinta con strane figure in ocra rossa, semplici e stilizzate simili alle tante altre sparse nel <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/africa-le-vie-del-sahara/">Sahara</a>, ma rappresentavano l&#8217; arrivo di popolazioni straniere diverse e, con la scoperta di dipinti che raffiguravano carri e cavalli stilizzati anche nei siti di <em>Ala-n-Edoument,Tiror,Tin Abou Teka</em> e<em> I-n-Itinen</em>, ricordarono un antico scritto di <a href="http://www.travelgeo.it/2007/02/01/erodoto/">Erodoto</a> che citava il popolo dei <em>Garamanti.</em>Essi usavano carri tirati da cavalli per le incursioni dalla <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/libia/">Libia</a> nel paese dei<em> Trogloditi</em> che vivevano tra le rocce di montagne più a sud, le vicende raccontate dallo storico greco gli erano contemporanee e risalivano al V secolo a.C., ma lo stile di quei cavalli ricordava quello dei dipinti micenei di Creta di ben sette secoli precedenti.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/SaharaGergDun3.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2467" title="SaharaGergDun3" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/SaharaGergDun3-150x150.jpg" alt="" width="86" height="86" /></a>I cretesi attaccarono le colonie egiziane in Africa settentrionale assieme a quei <em>Popoli del Mare</em> descritti dai geroglifici egizi di quel periodo e si allearono con gli antenati dei <em>Garamanti </em>libici penetrando nel Sahara, poi Lhote scoprì un graffito vicino ai pozzi di <em>Arli </em>tra l&#8217; <em>Hoggar</em> e <em>Es Souck, </em>l&#8217; antico centro berbero di <em>Tademekka</em> nel Sahara meridionale, che faceva credere ad una <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/africa-le-vie-del-sahara/">traversata del Sahar</a>a di quelle antiche popolazioni con i loro carri, confermata da un ritrovamento vicino ai pozzi di <em>Ti-m-Missao </em>sull&#8217; antica pista tra l&#8217;<em>Hoggar</em> e l&#8217;<em>Adrar des Iforhas</em> in <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/africa-nord-ovest/mali/">Mali</a>. Le ricerche di Lhote continuarono per molti anni dal 1935 al 1950, quando scoprì nell&#8217;Hoggar altre raffigurazioni di carri e confermò definitivamente la scoperta della più antica rotta carovaniera del Sahara che lo attraversava completamente dalla costa libica della Sirte fino al Niger nel primo millennio avanti Cristo, parecchi secoli precedente ai primi insediamenti dei berberi Libici conosciuti. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/SaharaTassiliPitt1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2469" title="SaharaTassiliPitt1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/SaharaTassiliPitt1-150x150.jpg" alt="" width="78" height="78" /></a>Questa antica via doveva essere nota alle gurnigioni romane insediate a<em> Ghadames</em> in Libia che conquistarono il centro berbero di <em>Rapsa </em>dove sorse <em>Ghat </em>a soli ottanta chilometri a nord di Djanet, sicuramente lo fu dalla spedizione di Cornelio Balbo nel 19 a.C. che si spinse a sud dell&#8217;oasi di <em>Biskra</em> nel Sahara meridionale e le successive di Settimio Flacco nel 70 d.C. e di Giulio Materno sedici anni più tardi, che penetrarono nelle profondità del deserto, ma senza far capire dove arrivarono. Le ricerche di Lhote scoprirono che essi seguirono l&#8217; antica pista carovaniera attraverso il Sahara fino al Niger, anche Plinio elencando i luoghi della spedizione di Balbo cita <em>Alasi</em>, l&#8217; antica <em>Abalessa </em>dell&#8217; Hoggar dove sono stati rinvenuti stampi di monete raffiguranti Costantino in una fortificazione. Cita anche <em>Balsa</em>, trascrizione del nome in lingua <em>tamachek</em> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/29/tuareg/">tuareg</a> di <em>Ilezy</em>, i rinvenimenti romani a Abalessa sono molto posteriori all&#8217;epoca di Balbo, ma le rovine sono simili ad una fortificazione romana precedente.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/SaharaGergDun7.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2468" title="SaharaGergDun7" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/06/SaharaGergDun7-150x150.jpg" alt="" width="77" height="77" /></a> Plinio racconta che Balbo superò molti fiumi,tra i quali uno più grande chiamato <em>Dasibari</em> e l&#8217;unico resto fossile di un grande fiume è quello di <em>Tilemsi </em>nell&#8217;<em>Adrar des Iforha</em>s al termine della pista del <em>Tanezeruft</em>. I <em>Songhai </em>del Mali chiamavano <em>Isabari </em>&#8220;Grande Fiume&#8221; il Niger e, secondo antiche leggende i padroni ne erano i <em>Da</em>, <em>Da Isa Bari </em>&#8220;Padroni del Grande Fiume&#8221;, la spedizione di Cornelio Balbo nel 19 a.C. aveva raggiunto il Niger attraversando l&#8217;intero Sahara sull&#8217; antica pista carovaniera aperta mille anni prima. Essa partiva dal Golfo della Sirte nella Libia mediterranea, passava per l&#8217; oasi di Ghadames ed entrava nel Sahara centrale fino all&#8217; oasi di Ilezy, proseguiva attraverso l&#8217; Hoggar per il centro di Abalessa da dove attraversava il Tanezeruft verso l&#8217; Adrar des Iforhas ai margini del quale vi era il centro carovaniero di Tabemekka e infine giungeva sul Niger a Gao. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/Sah-pop-nig-rifug-camp.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1761" title="Sah pop nig rifug camp" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/Sah-pop-nig-rifug-camp-150x150.jpg" alt="" width="70" height="70" /></a>Da questa rotta tracciata nel primo millennio avanti Cristo nella leggendaria avanzata dei Popoli del Mare con i loro alleati Cretesi e Libici e i loro carri, si sono aperte durante i secoli tutte le altre piste carovaniere nel Sahara che hanno collegato il mondo Mediterraneo all&#8217; <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/">Africa Nera</a> e che continuano ad essere le vie di un affascinante viaggio nel deserto, nella storia e la leggenda.</p>
<p>© <a href="http://www.travelgeo.it/2010/05/20/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a></p>
<p>foto reportages:</p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="Sahara Ksar1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/image/thumb/Sahara Ksar1.jpg" alt="Sahara Ksar1" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/"><strong> Sahara</strong></a> <strong><a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-africa/" target="_self">geo africa</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/etno/etno-africa/">etno africa</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/23/2006/08/28/africa-le-vie-del-sahara/">Vie Sahara</a> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/2008/10/08/2006/10/24/mostra-africa/">mostra Africa</a> <a href="http://www.travelgeoweb.com/">travelgeoweb</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">Editions</a></strong></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/"><strong> travelguide</strong></a><strong> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">TG magazine</a> <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></strong></p>
Nessun tag per questo post.
	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li>Non ci sono post correlati.</li>
	</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2010/06/04/antico-sahara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Etruschi</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2010/05/04/etruschi/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2010/05/04/etruschi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 11:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/?p=2159</guid>
		<description><![CDATA[Le fonti storiche sulla civiltà etrusca sono basate su testi greci e romani, che  rimasero  per secoli, fino alle ricerche archeologiche moderne che ne hanno ristretto l’ attendibilità, pervasa di miti e leggende. Le interpretazioni classiche raccontano di un popolo arrivato in Italia dalla regione turca della Lidia fuggendo da una terribile carestia ,  guidata dal grande condottiero Tirreno, fatta coincidere con la sconfitta di Troia. Fu la tesi elaborata e diffusa da Erodoto, mentre Dionigi Alicarnasso  affermava invece che gli Etruschi erano un popolo italico e Livio ne individuò ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le fonti storiche sulla civiltà etrusca sono basate su testi greci e romani, che  rimasero  per secoli, fino alle ricerche archeologiche moderne che ne hanno ristretto l’ attendibilità, pervasa di miti e leggende. Le interpretazioni classiche raccontano di un popolo arrivato in Italia dalla regione turca della Lidia fuggendo da una terribile carestia ,  guidata dal grande condottiero <em>Tirreno</em>, fatta coincidere con la sconfitta di Troia. Fu la tesi elaborata e diffusa da <a href="http://www.travelgeo.it/2007/02/01/erodoto/">Erodoto</a>, mentre Dionigi Alicarnasso  affermava invece che gli Etruschi erano un popolo italico e Livio ne individuò le origini nordiche, testimoniate dai Reti e altre popolazioni delle Alpi che discendevano dalla prima migrazione. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtruschiDipTomb1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2164" title="EtruschiDipTomb1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtruschiDipTomb1-150x150.jpg" alt="EtruschiDipTomb1" width="125" height="125" /></a>Gli studi moderni hanno datato all’ VII secolo a.C.il consolidamento in primo nucleo di civiltà italica di questa popolazione venuta dall’ Asia Minore, che si era sovrapposta alla cultura autocna  detta &#8220;<em>Villanoviana</em>&#8221; dai numerosi resti rinvenuti nel territorio di Villanova vicino a Bologna. Del resto nel Libro X, cap. XXXIII Livio affermò la fondazione etrusca  di Bologna o  Felsinea  e altre città tra Emilia e Lombardia come Modena, Piacenza, Ravenna, Spina e Mantova. La ricerca archeologica e storiografica moderna ha rivelato poi che invece  tali centri erano preesistenti e fiorivano già nel I millennio a.C. , formando un vasto bacino culturale basato su commercio, metallurgia, artigianato evoluto , scambi con le popolazioni vicine e rapporti con altre settentrionali oltre le Alpi e  mediterranee con i centri costieri adriatici di Spina e Adria. Tale bacino di civiltà fu più verosimilmente sviluppato dagli insediamenti delle popolazioni che vivevano in grandi villaggi su palafitte nella regione costiera e palustre del Veneto fin dal XIII secolo a.C. Solo novecento anni più tardi i celtici  Galli Boi, affermarono di aver fondato la già antica città di Bologna che ribattezzarono Bonomia, da cui deriva il nome attuale, così fecero i Romani addirittura oltre un millennio più tardi della fondazione villanoviana, mentre non vi avevano che stabilito una colonia  nel 189 a. C. Di particolare interesse divulgativo appare la precisazione storica, in tempi di rozze pretese di una “Padania Celtica”Circa la più verosimile origina degli Etruschi si può affermare che entrambe le e versioni orientale e italica, dal punto di vista culturale se non antropologico, possono accordarsi con il fatto che tale civiltà sia stata un’ evoluzione della Villanoviana con elementi dal vicino oriente giunti dai contatti esistenti nei secoli precedenti, ma il dibattito è ancora aperto.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtruschiDipTomb2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2165 alignright" title="EtruschiDipTomb2" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtruschiDipTomb2-150x150.jpg" alt="EtruschiDipTomb2" width="116" height="116" /></a>E’ stato invece a lungo un mistero la rapida affermazione nella regione alpina e nella Padania  della popolazione palafitticole tra il XVII e il XV secolo a.C. e la repentina scomparsa attorono al XIII secolo a.C. Era ritenuta erroneamente  originaria dell’ Europa Centrale, mentre lo era invece della regione danubiana tra Jugoslavia e Bulgaria, probabilmente la arrivata precedentemente dall’ Asia Minore attraverso la Tracia almeno due millenni prima del sorgere della civiltà etrusca. Era la cosiddetta popolazione dei &#8220;Campi di urne&#8221;, per i propri usi cerimoniali e funebri, che giunse nella regione delle Alpi insediandosi nelle valli e poi nella pianura padana, da dove continuò la discesa in Italia Centrale insediandosi anche in Toscana, Umbria e Lazio tra l’ XI e il X secolo a.C. Proprio nella zona del Palatino a Roma sono stati ritrovati resti di sepolture di corpi inceneriti e elementi di pratiche funebri tipiche di quel popolo e ignote agli italici Latini della regione, databili tra l’ XI e il XV secolo a.C., queste ultime sposterebbe addirittura di cinquecento anni addietro l’ arrivo della cultura dei “Campi di Urne” nel Lazio. Gli Etruschi sarebbero dunque il risultato di popoli migrati dal vicino oriente  con popolazioni italiche, confermato anche da molti elementi delle culture Tracia e  Micenea che a est si erano sviluppati in quella Pre Ellenica fiorita tra il X e l’ VIII sec.a.C.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/10/Tusciacquedottorom.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1983" title="Tusciacquedottorom" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/10/Tusciacquedottorom-150x150.jpg" alt="Tusciacquedottorom" width="115" height="115" /></a> Gli Etruschi dunque erano quei Tirreni originari della regione mediterranea dell’ Egeo , come testimonierebbe anche un’ iscrizione in lingua pre ellenica di ceppo  Fenicio arcaico, molto simile alla lingua etrusca,  rinvenuta a Lemno, isola della regione greca Tracia. Qui si era sviluppata una delle più antiche civiltà della storia, precedente alla Sumerica , testimoniato anche dal recente rinvenimento di tavolette iscritte, sigilli di varia origine Egizia, Babilonese e Sumera, e probabilmente la scrittura sumera ebbe origine proprio in questa regione. Continuando con le ipotesi da qui poi i Fenici trassero l’ invenzione dell’ alfabeto quale evoluzione della scrittura tracia-sumera, esempio ne sarebbe la lettera N tracia, uguale in tutte le scritture dell’ antichità: sumera, egiziana, greca, etrusca e latina. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtrRoselle1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2162" title="EtrRoselle1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtrRoselle1-150x150.jpg" alt="EtrRoselle1" width="123" height="123" /></a>Il ritrovamento di queste tavolette iscritte rivoluzionerebbe la teoria dell’ origine esclusivamente sumera della scrittura. Dunque la Tracia greca sarebbe la vera culla della civiltà mediterranea e antecedente alla sumera, la sua popolazione fondò la civiltà cretese che fiorì un millennio prima di quella greca micenea, fondò Troia e tutto ciò che precede la civiltà greca. Il culto del toro e i riti della tauromachia cretesi avevano origine tracia, così come le divinità elleniche a cominciare da Zeus che in lingua tracia significa Dio, Dioniso Nysos significa Giovane, Apollo, la dea della fertilità Cibele, rappresentata due millenni prima che in grecia dalle statuette tracce dai seni enormi. Poi il culto di Orfeo, l’ Olimpo residenza divina, gran parte della religione e mitologia greca aveva origine nell’ antica civiltà della Tracia. Omero, racconta del leggendario sovrano di Tracia Reso dal prezioso cocchio e la splendida armatura d’ oro che montava il “cavallo più bello del mondo”, memoria poetica di quell’ antica civiltà ancora presente nella tradizione e miti greci ai tempi di Omero. L’ <em>Età dell’ Oro</em> tracia cantata da Omero del resto è testimoniata dai ritrovamenti a Varna di numerosi oggetti in oro massiccio, compresi monili e maschere funebri simili a quelle rinvenute a Micene e Troia, ma risalenti a un millennio prima di quelli. Anche in epoca romana l’ oro della Tracia era leggendario e ancora si scavava nelle sue ormai millenarie miniere. Nonostante l’ oblio greco, Erodoto nel 470  a.C. tentò di ricostruire quell’ antica civiltà scomparsa parlando di un’ elevata organizzazione sociale, stato florido, grandi villaggi con belle case abitate da un ricco popolo che chiama <em>Antichi Peoni</em>, abitante la regione del lago Prasia, l’ attuale Takiros, in Tracia.Dei grandi villaggi traci raccontati da <a href="http://www.travelgeo.it/2007/02/01/erodoto/">Erodoto</a> ne sono stati scoperti trecento cinquanta, tutti risalenti al IV millennio a.C. e identici ai villaggi palafitticoli delle valli alpine, il Veneto e la Padania, la cultura Villanoviana originata da quella dei Campi delle Urne che, a sua volta, discendeva dall’ antichissima civiltà Tracia.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/SarcofagoLouvre.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2168" title="SarcofagoLouvre" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/SarcofagoLouvre-150x150.jpg" alt="SarcofagoLouvre" width="117" height="117" /></a>Dalle popolazioni villanoviane discendono le basi della civiltà etrusca, superiore a tutte le altre culture italiche che ad esse si impose agevolmente sia militarmente che culturalmente dal VII al II secolo a.C., con la massima fioritura nel VI secolo anche attraverso un patto di alleanza con la potentissima Cartagine che assicurò agli Etruschi il dominio del Tirreno. Estesero il dominio anche su Roma con la dinastia dei Tarquini, dominando l’ intero territorio dei Latini in italia centrale e più a sud fino a Capua, a nord in tutta la valle padana fondando città e centri commerciali. Il dominio di Roma era fondamentale, infatti con la cacciata dei Tarquini nel 509  a.C. cominciò la decadenza provocata anche dall’ antagonismo con la crescente potenza di Roma repubblicana .Anche la supremazia marittima nel Tirreno subì un irreversibile colpo con la sconfita e la distruzione della flotta etrusca ad opera di quella di Siracusa nel 474 a.C. Trenta anni più tardi il centro etrusco più meridionale di Capua venne conquistato dai Sanniti e da quel  423 a.C, la decadenza fu sempre più rapida e definitiva con l’ invasione dei Galli dai quali li etruschi non furono in gradi di difendere i territori settentrionali con la mancanza di un vero potere centrale e di un esercito organizzato, dovuto anche alla tradizionale società chiusa e decentrata.Il colpo decisivo giunse da Roma che ricacciò l’ invasione dei Galli e approfittò dalla decadenza etrusca conquistandone i territori con la guerra iniziata nel 358 e terminata vittoriosamente  nel 351, continuando l’ incontenibile conquista Roma sbaragliò le armate etrusche ad Arezzo, Cortona e Perugina nel 310. Trenta anni più tardi i romani si allearono con le città etrusche di Volsini, Arezzo, Perugia, Vulci, Rusellae, Vetulonia e Populonia e segnò la fine dell’ Etruria che fu interamente conquistata da Roma. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtruriaSarcTarquinia.JPG"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2167" title="EtruriaSarcTarquinia" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtruriaSarcTarquinia-150x150.jpg" alt="EtruriaSarcTarquinia" width="120" height="120" /></a>Tuttavia la sua cultura superiore sopravvisse e influenzò notevolmente i conquistatori, ma una società pragmatica come quella romana prendeva ciò che gli era più utile dalle culture degli sconfitti, in questo caso la lingua non lo era e se ne perse rapidamente l’ uso, il significato, le origini. Era una lingua diversa da tutte le altre dell’ epoca, ancor più dal greco e il latino, pertanto se ne persero anche riferimenti traducibili, assieme alla mancanza di testi letterari, epici o anche solo amministrativi, divenne e rimase misteriosa. Non vi è stata una Tavola di Rosetta, come per l’ egiziano che, attraverso la traduzione greca permise di decifrare i geroglifici o come per altre lingue delle quali si sono trovati i riferimenti traducibili da altri idiomi noti. Della lingua etrusca rimangono circa diecimila testi in gran parte brevi ed epigrafici, troppo semplici per tentare di ricostruirne significati attraverso riferimenti correnti, il vocabolario che se ne ricava è appena di duecento parole dalle quali è impossibile dedurre le basi sintattiche e grammaticali. Solo qualcosa di simile alla tavola di Rosetta per l’ egiziano, con un testo in lingua nota e uno in etrusco uguale potrebbe permettere di svelare il mistero di qusta lingua. Gli Etruschi si ostinarono sempre ad usare l’ antico alfabeto Fenicio 1 arcaico di origine tracia portato dalla Lidia Egea conosciuto solo da loro, ma anche da quelle parti era stato definitivamente sostituito dal Fenicio 2, rivelatosi infinitamente più adatto alla letteratura e quanto la scrittura poteva esprimere e d evoluto  nel greco poi giunto in Italia con le colonie della Magna Grecia. Dal 280 a.C. poi, con la definitiva dominazione romana l’ etrusco cominciò ad essere dimenticato dagli stessi etruschi per il latino e Rona stessa ne decretò definitivamente la fine impedendo anche ogni traduzione in latino. Come per la lingua, la pur splendida e affascinate civiltà etrusca, si rivelò poco pratica anche con il calendario, continuando ad adoperare quello ormai arcaico e dimenticato lunare di origine mesopotamica, usato nell’ originaria Lidia ormai un millennio prima. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtrRoselle2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2163" title="EtrRoselle2" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2010/05/EtrRoselle2-150x150.jpg" alt="EtrRoselle2" width="117" height="117" /></a>Ovviamente in Italia centrale la durata del giorno, i cicli e le stagioni erano diverse da quelli della Mesopotamia e ciò creava una gran confusione soprattutto nell’ agricoltura, oltre che nella vita quotidiana. Parte dei grossolani errori dovuti all’ uso del calendario mesopotamico furono ripresi anche da quello romano antico di Numa e solo sette secoli dopo nel 49 a.C. Giulio Cesare, nella summa della praticità romana, introdusse il calendario solare sostuendo definivamente quello lunare. Due secoli dopo arrivò il calcolo dell&#8217; Anno Giuliano, perfezionato poi nel 1582 da Papa Gregorio.</p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/category/archeo/">archeo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/geo-italia/" target="_self">geo italia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/geophoto/">geophoto</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/ ">i reportages </a><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">TG magazine</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeoweb.com/">travelgeoweb</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">travelEditions</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></strong></p>
Nessun tag per questo post.
	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li>Non ci sono post correlati.</li>
	</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2010/05/04/etruschi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Antica Giordania</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2010/04/29/antica-giordania/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2010/04/29/antica-giordania/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Asia M.O.]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/?p=2062</guid>
		<description><![CDATA[La posizione geografica dell&#8217;Arabia settentrionale contrariamente a aIla più isolata del rneridione della penisola, favori enornìernente lo sviluppo delle popolazioni che vi erano insediate. oti esse furono Fin dai tempi più remoti in contatto con tutte le grandi civiltà . Mesopotamia e che si svilupparono in sul Mediterraneo le cui vie commerciali ne attraversavano i territori a cominciare dalla più antica che collegava l&#8217;Asia Minore all&#8217;Egitto faraonico.Con la crescita di nuovi mercati e l&#8217;intensificarsi dei commerci vennero aperte altre vie carovaniere per convogliare le merci provenienti dall&#8217;India lungo l&#8217;Eufrate fino ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La posizione geografica dell&#8217;Arabia settentrionale contrariamente a aIla più isolata del rneridione della penisola, favori enornìernente lo sviluppo delle popolazioni che vi erano insediate. oti esse furono Fin dai tempi più remoti in contatto con tutte le grandi civiltà .<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Giord arch Petra4" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/Giord arch Petra4.jpg" alt="Giord arch Petra4" /></a> Mesopotamia e che si svilupparono in sul Mediterraneo le cui vie commerciali ne attraversavano i territori a cominciare dalla più antica che collegava l&#8217;Asia Minore all&#8217;Egitto faraonico.Con la crescita di nuovi mercati e l&#8217;intensificarsi dei commerci vennero aperte altre vie carovaniere per convogliare le merci provenienti dall&#8217;India lungo l&#8217;Eufrate fino alla Siria e sul Mediterraneo; inoltre, con l&#8217;inizio della produzione dei richiestissimi incenso e rnirra, si apri la via dell&#8217;incenso che era controllata dalle popolazioni sud-arabiche fino alle oasi centrali e l&#8217;Higiaz.Da qui le carovane procedevano attraversando la Transgiordania e la Palestina fino in Siria, sotto il controllo delle popolazioni nord-arabiche, molte delle quali avevano abbandonato il nornadismo insediandosi nelle oasi più importanti dove si incrociavano le vie carovanicre provenienti dall&#8217;est con quella proveniente dal sud.In questi punti nevralgici sulle vie delle carovane si svilupparono i primi regni dell&#8217;Arabia settentrionale, prima nell&#8217;oasi di EI-Grod alla fine dell&#8217;Vlll secolo a.C., poi in quella di Tainìà nel IV secolo.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/Jord arch Petra Siq El Khazneh.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Jord arch Petra Siq El Khazneh" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/Jord arch Petra Siq El Khazneh.jpg" alt="Jord arch Petra Siq El Khazneh" /></a>Assieme a queste popolazioni arabe, gli Ararnei e gli Ebrei, la Transgiordania era abitata da un altro gruppo di origine sen-ìita, i Nabatei, dedito al banditisrno, probabilmente proveniente dalle zone costiere sul rnar Morto e il rnar Rosso dove praticava la pirateria tra il IX e I&#8217;Vlll secolo a,C.Per un certo ten&#8217;ìPO i Nabatei si organizzarono in grosse bande che depredavano le carovane e minacciavano i centri urbani sorti attorno alle oasi, ma poi trasformarono la semplice attività di predoni in quella di &#8220;protettori&#8221; delle carovane garantendo la traversata dei territori che controllavano in cambio di altissime tangenti.Quando nel 590 a.C. i babilonesi di Nabucodonosor Il invasero la Palestina e minacciarono la Transgiordania, i Nabatei scoprirono nel deserto una ampia valle nascosta dai rilievi rocciosi e praticamente imprendibile dove si insediarono edificandovi la città di Petra.La posizione del centro nabateo era proprio all&#8217;incrocio delle più importanti rotte carovanicre dell&#8217;antichità tra l&#8217;oriente e il Mediterraneo, una zona nevralgica della quale assunsero il completo controllo.  Con questo sistema della &#8220;protezione&#8221; Petra si arricchì enormemente, la città si ingrandì e fu organizzata perfettamente anche dal punto di vista urbanistico e architettonico con l&#8217;edificazione di palazzi, templi, strade, grandi magazzini e mercati.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/Giord arch Petra2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Giord arch Petra2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/Giord arch Petra2.jpg" alt="Giord arch Petra2" /></a>L&#8217;economia dei nabatei si convertì anche in un commercio legittimo che produsse nuove grandi ricchezze, soprattutto con l&#8217;affitto dei propri depositi alle carovane che transitavano o si smistavano nella città.  Ciò fu dovuto soprattutto alla sua assoluta inespugnabilità, che indusse i mercanti a d adoperare la città come centro del traffico carovaniero, nei cui ampi magazzini costantemente vigilati si controllava l&#8217;enorme afflusso di merci.L&#8217; unico accesso alla città era costituito dal &#8220;Siq&#8221;, una gola strettissima facilmente difendibile da qualsiasi attacco e i suoi circa trentamila abitanti erano completamente autosufficienti,Per tale motivo a Petra esiste una &#8220;città dei morti” le cui residenze sono scavate lungo tutte le pareti che circondano la &#8220;città dei vivi&#8221; che doveva riprodurre perfettamente: dai semplici sepolcri dei più poveri come lo erano le loro abitazioni in vita, a quelli più sontuosi dei mercanti e funzionari, fino alle tombe reali.Tutto ciò doveva rappresentare la continua e costante presenza protettrice e benefica dei defunti nella vita cittadina, dai ceti più umili fino alla dinastia reale, in un&#8217;armonia tra vita e morte che rappresenta uno degli elementi spirituali più caratteristici della cultura nabatea.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/Giord arch Petra1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Giord arch Petra1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/Giord arch Petra1.jpg" alt="Giord arch Petra1" /></a>Gli altri elementi religiosi erano simili a quelli delle popolazioni arabe vicine, con culti astrali tra i quali emergeva quello della &#8220;dea-Sole&#8221; Dushara che rappresentava anche la fertilità; questa figura centrale del pantheon nabateo era probabilmente di origine egiziana mentre altre divinità introdotte successivamente avevano origini assire, siriache, fenice, greche e infine romane, che confermano il carattere estremamente sincretico della cultura nabatea.Il grande sviluppo di Petra iniziò dopo la caduta dell&#8217;itnpero persiano nel 330 a.C., che le permise di estendeire il suo dominio nel territorio cornpreso tra il mar Morto e il golfo di Aqaba, intensificando il controllo carovaniero e gli scambi commerciali che si rivolsero essenzialmente al mondo mediterraneo.L &#8216;approvvigionamento d&#8217;acqua proveniva dal &#8220;wadi Musa&#8221;, o &#8220;fiume di Mosé&#8221;, ora asciutto, avvalendosi di un perfezionato sistema idrico che raggiungeva le abitazioni e i campi coltivati su terrazze artificiali che provvedevano ampiamente al fabbisogno cittadino.La potenza e la ricchezza raggiunta da Petra è testimoniata dall&#8217;elevato livello architettonico e decorativo delle varie costruzioni armonicamente inserite nell&#8217;ambiente con un avanzato piano urbanistico di cui rimangono grandiose rovine.Subito dopo la strettissima gola del &#8220;Siq&#8221; appare la facciata ellenistica scavata nell&#8217;arenaria rossa dell&#8221;&#8216;EI-Khazneh&#8221;, &#8220;il tesoro&#8221;, che fu probabilmente un tempo di iside al quale sostavano coloro che arrivavano o partivano per ringraziare gli dei.  Oltre il tempio la gola si restringe nuovamente per poi riaprirsi nella splendida vallata sulle cui pareti rocciose sono scavate centinaia di abitazioni, tombe e templi, spesso dalle facciate decorate che risentono l&#8217;influenza di diversi stili.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/Giord arch Petra5.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Giord arch Petra5" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/Giord arch Petra5.jpg" alt="Giord arch Petra5" /></a> Le più antiche possiedono elementi egizi e persiani, la maggior parte rivelano evidenti influenze ellenistiche mentre nelle costruzioni relativamente più recenti sono distinguibili elementi romani e, in qualche zona, arabi.  Nell&#8217;armonioso e suggestivo insieme urbanistico e architettonico di Petra, l&#8217;aspetto più singolare è rappresentato dalla grande quantità di tombe costruite nelle zone abitative, dovuto al particolare culto funebre dei Nabatei: secondo un&#8217;antichissima concezione araba ogni essere umano possiede più anime, delle quali una rimane vicino ai vivi per proteggerli e pertanto il corpo deve venire conservato in sepolcri che riproducono l&#8217;abitazione in vita.Tuttavia Petra, a differenza di tutte le altre potenze dell&#8217;antichità, non volle mai espandersi molto territorialmente a causa delle caratteristiche essenzialrnente commerciali della società nabatea, tese all&#8217;accumulazione e alla riconversione delle ricchezze, che non permetteva di investire in spedizioni militari, in alleanze con altre città e in colonie.Nel 111 secolo a.C. la  Transgiordania fu conquistata dalla dinastia Tolemaica egiziana che, tuttavia non riuscì a sottomettere i Nabatei; all&#8217;inizio del il secolo fu la volta dei Selcucidi che introdussero l&#8217;ellenismo influenzando moltissimo Petra, senza tuttavia conquistarla.  Gli invasori ingrandirono l&#8217;antica Philadclphia, l&#8217;attuale Amman, e fondarono Jerash, destinata a sostituire poi Petra come importante centro carovaniero e commerciale.  Sia il dominio Tolomeo che quello Seleucide in Transgiordania decaddero e di ciò approfittò Petra che ebbe il suo apogeo tra il Il secolo a.C. e il I d.C., un periodo di cui rimangono i nomi e le gesta dei sovrani della più importante dinastia nabatea.Sotto AI-Harit 1, che i greci chiamavano Aretas, Petra estese maggiormente i suoi traffici, con il suo successore AI-Harit 111, detto &#8220;filohelenio&#8221; per la sua propensione alla cultura ellenistica, ì Nabatei estesero il loro dominio su tutta la Transgiordania e Damasco, sconfiggendo il sovrano seleucide Antiochio Xll.Con AI-Harit IV Petra era ormai diventata una delle grandi potenze del mondo antico mediorientale, ma già iniziava il suo lento declino che doveva portare alla sua conquista da parte dei romani nel 106, dopo di che divenne la provincia imperiale dell&#8217;Arabia Petrea&#8221;.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/Jord arch Petra Roman teatr1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Jord arch Petra Roman teatr1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/Jord arch Petra Roman teatr1.jpg" alt="Jord arch Petra Roman teatr1" /></a>Nel primo periodo della dominazione romana Petra riuscì a conservare parte della propria organizzazione e cultura, ma l&#8217;instabilità politica e @ìilitare in Medio Oriente provocarono la deviazione delle tradizionali rotte carovaniere verso altri centri, contemporaneamente all&#8217;affermazione di Jerash prima e Palmyra poi come grandi empori commerciali.Nel 111 sec. d.C. le legioni romane si ritirarono dalla Transgiordania e la regione perse l&#8217;ultima possibilità commerciale data &#8216;dalla presenza militare decadendo rapidamente, mentre Jerash e Palmyra diventarono i più importanti centri carovanieri del Medio Oriente.Seguì un progressivo spopolamento di Petra fino al suo completo abbandono nel VI sec. d.C. e i tradizionali territori controllati dai nabatei entrarono sotto il dominio delle tribù beduine che poi divennero vassalle di Bisanzio.</p>
<p><strong>L&#8217;Arabia ellenistica</strong></p>
<p>Dopo la decadenza del dominio dell&#8217;Egitto Tolemaico in Transgiordania nel Il secolo a.C., la tribù selcucide dei Geraseni si insediò in una zona attraversata dall&#8217;importante rotta carovaniera che collegava Persia e Mesopotamia con l&#8217;Egitto e i porti fenici fondando il centro di Jerash.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/2Giord arch Jerash map.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="2Giord arch Jerash map" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/2Giord arch Jerash map.jpg" alt="2Giord arch Jerash map" /></a>Favoriti dalla ripresa dell&#8217;egemonia selcucide su parte della regione, i Geraseni presero ben presto il completo controllo del traffico carovaniero proteggendolo a smistandolo tra la  Siria e la  Palestina, si resero relativamente autonomi e Jerash diventò uno dei maggiori centri commerciali e culturali dell&#8217;ellenismo mediorientale.Nel 78 a.C., durante la repressione di una violenta rivolta ebraica nella vicina Palestina, la città fu distrutta dai Parti Arsadici di Alessando Jareo che minacciarono l&#8217;egemonia selcucide sulla regione; il conflitto che ne seguì rese impraticabile la via carovaniera dell&#8217;Eufrate che tù deviata verso quella controllata da Petra, e Jerash perse per qualche tempo il suo ruolo.Poco più tardi, nel 64 a.C., i romani di Pompeo sottomisero la  Palestina e in Transgiordania vollero creare un grande centro di irradiazione culturale e religioso ellenistico protetto dalle legioni, che si tradusse nella creazione della &#8220;decapoli&#8221; costituito da dieci città collegate tra loro.  Secondo Plinio esse furono Rafana, Pella, Canata, Cadora, Dium, Ippo, Scitopoli, Philadelphia, Damasco e la risorta Jerash, la quale riprese il suo ruolo commerciale sulla via carovaniera riaperta dalla pax romana imposta in Medio Oriente. La città si sviluppò urbanisticamente e ben presto diventò il più importante centro culturale e religioso romano ellenistico oltre che commerciale, contro le ideologie e i movimenti religiosi mediorientali che, a volte, potevano alimentare focolai di rivolta come l&#8217;ebraismo in Palestina. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/Palest pop1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Palest pop1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/Palest pop1.jpg" alt="Palest pop1" /></a> L&#8217;impronta romana e la crescente importanza commerciale, ne fecero una grande città cosmopolita nella quale convergevano    intellettuali e artisti e, soprattutto, mercanti provenienti dalle varie      province dell&#8217;Impero, dallaPersia e dalla lontana India.Jerash rappresentava il punto di incontro economico e culturale del mondo mediterraneo-ellenistico con quello orientale, un centro di scambi commerciali e culturali tra civiltà molto distanti tra loro che contribuì notevolmente all&#8217;apertura del Mediterraneo a idee, tecniche e merci nuove.Tuttavia il vero apogeo fu raggiunto nel Il secolo d.C. sotto Traiano, quando i romani conquistarono Petra togliendo ai Nabatei il controllo del traffico carovaniero nell&#8221;&#8216;Arabia Petrea&#8221;-, questo fu interamente deviato verso Jerash che, dal 160 d.C. fece parte della provincia d&#8217;Arabia trasformata poi in &#8220;Palestina Seconda&#8221;. Fu in questo periodo che Jerash, da centro carovaniero verso il Mediterraneo si rivolse verso il deserto e la Penisola Ai-abica, aprendo nuove rotte commerciali che intensificarono il traffico con il Golfo Persico e 1&#8243;&#8216;Arabia Felix&#8221; i cui proventi servirono a finanziat-e un ulteriore sviluppo urbano e architettonico.La città si estese lungo le rive del fiume Grysorroe con abitazioni, templi, teatri e strade che si diramavano dal suo asse principale costituito da un lungo corso lastricato e fiancheggiato da cinquecento colonne corinzie a cui si accedeva dal grande arco decorato della &#8220;porta di Gerusalemme&#8221;, dominata da una collina sulla quale vi era il tempio di Zeus e, vicino, un grande teatro che poteva contenere 4500 visitatori.  La struttura della città rientrava in quella concezione urbanistica e architettonica del mondo antico definibile &#8220;arte del potere&#8221; che, attraverso la grandiosità e ricchezza acquisita,un complesso sacro trasformato dai cristiani nella chiesa di San Procopio. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/jord pop bed1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="jord pop bed1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/jord pop bed1.jpg" alt="jord pop bed1" /></a> Proseguendo si passava sotto una grande porta monumentale su un&#8217;ampia scalinata che conduceva alla sommità di un colle, attraversando una suggestiva scenografia a terrazze, dove vi era il grande santuario di Artemide, originariamente forse dedicato all&#8217;antico culto arabico della dea-Sole.  Intorno si stendeva una vasta necropoli dove sorgeva anche una piazza colonnata e un piccolo teatro e, dalla sommità del colle del santuario, si poteva osservare il panorama dell&#8217;intera città, che si stendeva su una vasta arca.Dopo il suo apogeo, alla fine del 111 sec.  Jerash vide un notevole declino a causa della diminuzione del traffico carovaniero dovuta alla instabilità politíco-militare del Medio Oriente che rendeva poco praticabili le tradizion,xli rotte commerciali.  Con la penetrazione cristiana molti templi furono trasformati in chiese, ma i mutamenti della struttura urbanistica e architettonica della città furono dovuti soprattutto alla forte diminuzione delle entrate necessarie al finanziamento di nuove costruzioni e alla manutenzione delle vecchie.Jerash era sempre meno frequentata, i mercati si svuotarono delle merci più commerciabili e diminuì notevolmente anche il suo carattere cosmopolita, coincidendo con la crisi dell&#8217;ellenismo che si stava verificando in tutto il mondo antico.Con il consolidamento della potenza di Bisanzio, il traffico carovaniero ebbe una buona ripresa e la vecchia città ellenistica vide una certa rinascita, diventò sede di un vescovado e il mercato si rianimò, tuttavia aveva ormai perso il suo precedente ruolo commerciale e culturale; il cristianesimo e la ripresa dei culti pagani arabici del dio Majumas ne svuotarono completamente la sua caratterizzazione come centro di irradiazione culturale.La fine definitiva si ebbe con l&#8217;invasione islamica e con la distruzione di tutti i suoi edifici sacri da parte di omar &#8220;l&#8217;iconociasta&#8221;, nel Vlll secolo, che coincise con l&#8217;apertura di nuove vie carovanicre e Jerash fu dimenticlita per secoli, come testimonia il geografo arabo Yaqut che la visitò nel Xlll sec. trovandovi solo un piccolo villaggio arabo.</p>
<p>©  <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="Jord arch Petra El Khazneh" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-giordania/image/thumb/Jord arch Petra El Khazneh.jpg" alt="Jord arch Petra El Khazneh" /></a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-arabia"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="Arab desert bedu camp1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-arabia/image/thumb/Arab desert bedu camp1.jpg" alt="Arab desert bedu camp1" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/2010/04/23/vie-della-storia/ ">vie della storia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/2010/04/23/2006/08/24/la-via-dell-incenso/">Via Incenso</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/archeo/archeo-asia/">archeo asia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-asia-mo/">asia m.o</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/2010/04/23/2006/10/15/le-vie-della-fede/">Vie della Fede</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/ebraismo/">ebraismo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/cristianesimo/">cristianesimo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/islam/">islam</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/geophoto/">geophoto</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/ ">i reportages</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">tg magazine</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></p>
Nessun tag per questo post.
	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li>Non ci sono post correlati.</li>
	</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2010/04/29/antica-giordania/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Antica Corsica</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/10/19/antica-corsica/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/10/19/antica-corsica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 20:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo Europa]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[conquista]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[greci]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[romani]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/10/19/antica-corsica/</guid>
		<description><![CDATA[Dal Quaternario in poi  Corsica e Sardegna probabilmente erano collegate tra loro da bassi fondali e  periodiche terre emerse e forse anche con le coste italiane nel lungo periodo tra il cinquantesimo e il decimo millennio a.C., che ha visto la presenza umana in Corsica.I resti di ossa rinvenuti ad Araguina Sennola, vicino a Bonifacio, sono databili al 6570 a.C., nel pieno del neolitico dell’ isola popolata da comunità di cacciatori e agricoltori alle quali seguirono verso l’ inizio del VI millennio gruppi più organizzati  che ben ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Dal Quaternario in poi  Corsica e Sardegna probabilmente erano collegate tra loro da bassi fondali e  periodiche terre emerse e forse anche con le coste italiane nel lungo periodo tra il cinquantesimo e il decimo millennio a.C., che ha visto la presenza umana in Corsica.I resti di ossa rinvenuti ad Araguina Sennola, vicino a Bonifacio, sono databili al 6570 a.C., nel pieno del neolitico dell’ isola popolata da comunità di cacciatori e agricoltori alle quali seguirono verso l’ inizio del VI millennio gruppi più organizzati  che ben presto si trasformarono in allevatori e agricoltori sedentari. Essi furono i protagonisti del neolitico antico o &#8221; cardiale &#8220;, a causa delle loro ceramiche che decoravano con la conchiglia  &#8211; cardium. Resti di questa cultura neolitica sono stati rinvenuti a Filitosa, Vizzavona , Levie, Aleria, Bonifacio e St.Florent, Dalla metà del V millennio a.C.oltre all’ evoluzione degli insediamenti interni vennero popolate le coste da pescatori e allevatori  el’ , pur  essendo nota, rimane un&#8217;attività marginale. Per fabbricare utensili e ceramiche erano utilizzate anche alcune tecniche provenienti dal continente, il che rivela I&#8217;inizio della navigazione.II neolitico calcolitico ,dal greco  <em>khalkos</em> rame, si sviluppò in Corsica tra il  2800 e il  1800 a.C., si assiste ad un maggiore sviluppo della coltivazione dei cereali, come dimostrano numerose macine risalenti a quel periodo, trovate durante alcuni scavi. I defunti erano posti in celle funerarie e successivamente in dolmen. Su tutta I&#8217;isola compaiono i megaliti. Nei pressi di Aleria, sono state trovate tracce di metallurgia del rame, risalenti al 2600 a.C., una delle testimonianze piu antiche del bacino mediterraneo.La civiltà megalitica che in  Corsica fiorì tra il IV e il I millennio  a.C. al 1000 a.C. , fu studiata per la prima volta nel 1840 da Prosper Mérimée, con la descrizione di numerosi monumenti megalitici rinvenuti nell’ isola. Al suo inizio la cultura megalitica aveva caratteri di una civiltà di allevatori e agricoltori con particolari usi, come  la  sepoltura dei defunti i in celle funerarie e successivamente in dolmen. Contemporaneamente si assiste alla comparsa di blocchi monolitici verticali, alti talvolta 4 m: si tratta dei menhir, monumenti funerari a volte isolati, a volte raggruppati in cerchio o allineati. Da questo punto di vista, la ricchezza della Corsica rappresenta un patrimonio veramente eccezionale nel bacino mediterraneo. I menhir sono stati ritrovati a centinaia nell’isola e, sicuramente, ne esistono ancora molti altri non ancora portati alla luce dagli scavi archeologici. Nell’età del bronzo tra il 1800 e ’800 a.C, comparvero le statue &#8220;menhir&#8221;, contemporanee ai &#8220;castelli&#8221; fortificati ed alle &#8220;torre&#8221;. Di questi monumenti ne sono stati rinvenuti un’ ottantina con caratteri antropomorfi  e su quelli ritrovati nel Nord dell’isola è possibile rilevare alcuni dettagli anatomici e tracce più incerte, forse riferibili ai particolari delle vesti, mentre le statue del Sud sono spesso decorate con armi.Per alcuni archeologi, i popoli della civiltà megalitica avrebbero voluto rappresentare in questo modo il nemico ucciso in combattimento per appropriarsi della sua potenza, come troviamo in Aristotele che scrisse &#8220;Gli iberi, popolo bellicoso, innalzavano intorno alle loro tombe un numero di obelischi pari a quello dei nemici uccisi dal defunto durante la sua esistenza&#8221;. Tuttavia in Corsica  questo tipo di menhir dovevano rappresentare solo personalità defunte o divinità, come testimoniano i resti nella zona di Sartene e nella valle Taravo, il dolmen di Fontanaccia, gli allineamenti di Cauria, Palaggiu e Stantari. I resti megalitici  nelle zone di Niolo, Nebbio e i Balagna sono parte del paesaggio da sempre e  gli abitanti chiamano i dolmen <em>stazzone</em> e i menhir <em>stantare</em>. Verso il 1600 a.C. si sviluppò la “civiltà torreana”, dai numerosi monumenti a forma di &#8220;torre&#8221; eretti in quell’epoca, simili ai nuraghi sardi. Queste costruzioni, non fortificate e talvolta molto semplici, hanno un diametro di circa dieci metri, con al centro un piccolo spazio circolare di 2  m. di diametro. Altre, molto più ampie, prevedono, oltre ad un monumento centrale, anche una zona abitativa costituita solo da qualche capanna o persino da un vero e proprio villaggio. In genere sono dotate diuna cinta fortificata. Quando, nel 1954, questi resti torreani furono sottoposti per la prima volta a seri studi, si credette di poterli attribuire ad un popolo di invasori ,poteticamente mediorientale,sbarcati nei dintorni di Porto Vecchio, respingendo le popolazioni verso il Nord dell’isola. In ogni caso comunque le costruzioni erette da questo popolo bellicoso avrebbero avuto una funzione di culto. L’ipotesi più attendibile sostiene che la civiltà torreana sia stata determinata da un’evoluzione meno violenta della popolazione insulare megalitica, a cui abbiano contribuito anche contatti con popolazioni straniere dovuti a normali scambi commerciali, peraltro comuni all’interno del bacino mediterraneo. In questo quadro, i monumenti torreani sembrano aver assolto piuttosto un ruolo utilitario, destinato a rispondere alle necessità di una società rurale in cui era già presente l&#8217;attività artigianale. I resti più rilevanti di questa civiltà sono indubbiamente quelli rinvenuti nelle zone  di Levie e Porto Vecchio. Particolarmente i cosiddetti “castelli”castello di Cucuruzzu,Arraggio e Torre, oltre il vasto sito megalitico di  Filitosa.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.stonepages.com/corsica/images.html">foto immagini</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquista/" title="conquista" rel="tag">conquista</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/continente/" title="continente" rel="tag">continente</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cristianesimo/" title="cristianesimo" rel="tag">cristianesimo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/foto/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/greci/" title="greci" rel="tag">greci</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/romani/" title="romani" rel="tag">romani</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/egitto/" title="Egitto (dicembre 5, 2006)">Egitto</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/tunisia/" title="Tunisia (dicembre 7, 2006)">Tunisia</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/30/puglia-itinerari/" title="Puglia itinerari (settembre 30, 2006)">Puglia itinerari</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/america/peru/" title="Perù (novembre 14, 2006)">Perù</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/marocco/" title="Marocco (dicembre 7, 2006)">Marocco</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/10/19/antica-corsica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Peru precolombiano</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/29/peru-precolombiano/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/29/peru-precolombiano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2006 08:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo America]]></category>
		<category><![CDATA[Geo America]]></category>
		<category><![CDATA[amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[conquista]]></category>
		<category><![CDATA[conquistadores]]></category>
		<category><![CDATA[conquustadores]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[eldorado]]></category>
		<category><![CDATA[Event]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[incas]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[indios]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[peru]]></category>
		<category><![CDATA[popoli vinti]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>
		<category><![CDATA[vie delle ande]]></category>
		<category><![CDATA[vie eldorado]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/29/peru-precolombiano/</guid>
		<description><![CDATA[L’ombelico del mondo
 Osqo in lingua «Quechua» significa «Ombelico del Mondo» era la capitale del Tahuantisu,l’enorme organizzazione sociale e politica incaica che si estendeva da Cali, in Colombia, fino a Valdivia, in Cile, comprendendo il desertico litorale del Pacifico, la Cordigliera delle Ande, fino ai limiti dell’enorme foresta Amazzonica. Questa antica città era di fatto «l’ombelico», il «cuore» dell’immenso territorio dove coinvivevano milioni di abitanti organizzati in migliaia di comunità socio-economiche, gli «Ayllus». Al centro della capitale stava il Korikancha, il Gran Tempio del Sole, da dove partivano le quattro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black"><strong>L’ombelico del mondo</strong><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/peru/Peru%20Cuzco%20arch%20Koricancha.jpg"><img title="Peru Cuzco arch Koricancha" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/peru/image/thumb/Peru%20Cuzco%20arch%20Koricancha.jpg" alt="Peru Cuzco arch Koricancha" align="left" /></a> Osqo in lingua «Quechua» significa «Ombelico del Mondo» era la capitale del Tahuantisu,l’enorme organizzazione sociale e politica incaica che si estendeva da Cali, in Colombia, fino a Valdivia, in Cile, comprendendo il desertico litorale del Pacifico, la Cordigliera delle Ande, fino ai limiti dell’enorme foresta Amazzonica. Questa antica città era di fatto «l’ombelico», il «cuore» dell’immenso territorio dove coinvivevano milioni di abitanti organizzati in migliaia di comunità socio-economiche, gli «Ayllus». Al centro della capitale stava il Korikancha, il Gran Tempio del Sole, da dove partivano le quattro vie orientate nei quattro punti cardinali, verso le regioni del mondo incaico «Suyus»: <em>Chinchasuyu, Contisuyu, Collasuyu</em> e <em>Antisuyu</em>. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/peru/Peru%20Cuzco%20tram1.jpg"><img title="Peru Cuzco tram1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/peru/image/thumb/Peru%20Cuzco%20tram1.jpg" alt="Peru Cuzco tram1" align="right" /></a>Un’ organizzazione teocratica della quale Cuzco non era solo la capitale amministrativa, ma anche e soprattutto la più importante città sacra nella quale dimorava l’ Inca assieme ai sommi sacerdoti e i saggi di tutto lo scibile incaico e tutto, attorno alla capitale, apparteneva alla somma sacralità, anche la natura. Lo stesso fiume che scorre poco distante prende il suo nome Vilcanota da tale dimensione, infatti «Vilca» in Quechua significa appunto «sacro» e denomina tutta La Valle Sacra degli Incas. Il fiume nasce nella Abra La Raya a 4300 mt. di altitudine, riceve le acque da tutti i torrenti dei dintorni e forma la splendida e fertile valle a nord della capitale incaica, poco più avanti muta il nome in Urubamba e scende verso la selva amazzonica fino ad unirsi con il Tambo formando l’ Ucayali che a sua volta, confluendo con il Maranon, da origine al grandioso Rio delle Amazzoni. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/peru/Peru%20arch%20inca%20Sacsayuamann.jpg"><img title="Peru arch inca Sacsayuamann" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/peru/image/thumb/Peru%20arch%20inca%20Sacsayuamann.jpg" alt="Peru arch inca Sacsayuamann" align="left" /></a>Il Vilcanota-Urubamba, dunque, costituisce l’ unione diretta tra i mondi dell’altipiano andino e quello della foresta amazzonica; la Valle Sacra sta al centro dei due grandiosi ambienti naturali. Essa inizia a circa 30 chilometri da Cuzco, a Pisac, antico centro dove è ben visibile l’abile lavoro degli Incas che canalizzarono il corso del fiume chiudendolo tra argini artificiali per evitare inondazioni e per renderne le acque funzionali ad una delle pianificazioni agricole più sorprendenti della storia.</span></p>
<p class="MsoNormal">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/amazzonia/" title="amazzonia" rel="tag">amazzonia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquista/" title="conquista" rel="tag">conquista</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquistadores/" title="conquistadores" rel="tag">conquistadores</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquustadores/" title="conquustadores" rel="tag">conquustadores</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eldorado/" title="eldorado" rel="tag">eldorado</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/event/" title="Event" rel="tag">Event</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eventi/" title="eventi" rel="tag">eventi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/faccia-a-faccia/" title="faccia a faccia" rel="tag">faccia a faccia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-america/" title="Geo America" rel="tag">Geo America</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/incas/" title="incas" rel="tag">incas</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/india/" title="india" rel="tag">india</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/indios/" title="indios" rel="tag">indios</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/peru/" title="peru" rel="tag">peru</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli-vinti/" title="popoli vinti" rel="tag">popoli vinti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/scuola/" title="scuola" rel="tag">scuola</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/sport/" title="sport" rel="tag">sport</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie-delle-ande/" title="vie delle ande" rel="tag">vie delle ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie-eldorado/" title="vie eldorado" rel="tag">vie eldorado</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2007/02/08/la-scoperta-del-paradiso/" title="La scoperta del Paradiso (febbraio 8, 2007)">La scoperta del Paradiso</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/america/bolivia/" title="Bolivia (novembre 16, 2006)">Bolivia</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/20/america-scoperta/" title="America &#8220;scoperta&#8221; (ottobre 20, 2006)">America &#8220;scoperta&#8221;</a> (1)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/29/via-delle-ande/" title="Via delle Ande (agosto 29, 2006)">Via delle Ande</a> (4)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/29/peru-precolombiano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Antica Normandia</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/27/antica-normandia/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/27/antica-normandia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2006 09:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo Europa]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[conquista]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[noormandia]]></category>
		<category><![CDATA[normandia]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[romani]]></category>
		<category><![CDATA[scandinavia]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/27/antica-normandia/</guid>
		<description><![CDATA[
La popolazione normanna ebbe i suoi primi insediamenti in epoca preistorica, testimoniati da ritrovamenti di industria litica soprattutto nell’ Eure e nel Calvados . La grotta di Gouym presso Rouen conserva incisioni parietali ed è la grotta decorata più settentrionale d’Europa e nel territorio sono stati rinvenuti numerosi monumenti megalitici. La storia successiva in epoca celtica è ben definita dalle fonti archeologiche fin dal XIX secolo con l’ abate Cochet che aveva iniziato a studiare i resti archeologici, nell’ Alta Normandia, tra cui si possono citare alcune scoperte notevoli, come ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black" /></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black">La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Normanni">popolazione normanna</a> ebbe i suoi primi insediamenti in epoca preistorica, testimoniati da ritrovamenti di industria litica soprattutto nell’ Eure e nel Calvados . La grotta di Gouym presso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rouen">Rouen </a>conserva incisioni parietali ed è la grotta decorata più settentrionale d’Europa e nel territorio sono stati rinvenuti numerosi monumenti megalitici. La storia successiva in epoca celtica è ben definita dalle fonti archeologiche fin dal XIX secolo con l’ abate Cochet che aveva iniziato a studiare i resti archeologici, nell’ <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alta_Normandia">Alta Normandia</a>, tra cui si possono citare alcune scoperte notevoli, come quella dell’ elmo gallico dorato di Amfreville-la-mi-voie del IV sec.a.C. e quello in ferro conservato nel museo Louviers, oltre a siti come la grande necropoli di Pîtres nell’ Eure, dove sono state rinvenute numerose urne funerarie, tombe e sepolcri con carri da guerra e armi.Una necropoli rinvenuta a Ifs nel Calvados testimonia la presenza della <a href="http://hls-dhs-dss.ch/textes/i/I8014.php">Cultura di Hallstatt</a>, dal nome di una località nei pressi di Salisburgo, dove fu scoperta una necropoli molto estesa con tombe databili dall’ del <a href="http://xoomer.alice.it/bxpoma/mesopotamy/bronzeage.htm">Bronzo</a> a quella del <a href="http://www.pithecusae.it/ferro.htm">Ferro</a>. La Cultura di Hallstatt è suddivisa in Hallstatt A ,dal XII all’ XI sec.a.C., Hallstatt B,dal X all’VIII sec.a.C., Hallstatt C con cui inizia l’<a href="http://www.pithecusae.it/ferro.htm">Età del Ferro</a> nel VII sec. a.C. I defunti sono inumati, posti a giacere su un carro a quattro ruote o sepolti accanto ad esso, entro una casa sepolcro sotto un tumulo. Durante l’Hallstatt D, nel VI sec.a.C., le culture più progredite si trovano in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borgogna">Borgogna</a>, in Svizzera e in Renania. Il periodo della necropoli normanna è identificabile anche con l’inizio dell <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_di_La_T%C3%A8ne">Cultura di La Tène</a>, da una località svizzera sul lago di Neuchatel, in cui è stato trovato un grande deposito votivo dell’Età del Ferro, con oggetti sono ornati da motivi curvilinei, caratteristici dell’arte di La Tène, ovunque, dall’Europa centrale all’Irlanda e ai Pirenei. La  Tène ha dato il suo nome all’Hallstatt D nella maggior parte del continente europeo dal V sec. a.C. a quando i <a href="http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Celti/Celti-indice.html">Celti </a>furono sottomessi definitivamente dai Romani. Tra il IV e il III sec.a.C., popoli Celti si stanziarono nella regione in ondate successive e la testimonianza del De bello gallico di Cesare ci permette di identificare i differenti popoli e i loro “oppida”, come chiamò gli insediamenti che trovò in Gallia controllati dalle diverse tribù di Galli.Spesso costruiti attorno a fortezze su rilievi, il termine indica anche i primi insediamenti a nord del Mediterraneo e tutte le grandi città pre-romane dell’ Europa occidentale e centrale, usate poi dai romani centri amministrativi per i territori conquistati, e molti divennero poi città. Tra questi Lillebonne o Juliobona, i Veliocassi o Rotomagus a Rouen , i Diablinti, i Baiocassi o Augustodurum a <a href="http://www.mairie-bayeux.fr/index2.htm">Bayeux</a> i Lexoviani o Noviomagus a Lisieux, gli Aulerci Ebroeti o Mediolanum a Eyreux, Breviodurum a Brionne, Caracotinum a Hartfleur e August a Eu Nel 56 a.C. le popolazioni si riunirono nella resistenza alle regioni romane, che continuò per qualche tempo anche dopo la sconfitta gallica ad <a href="http://www.arsbellica.it/pagine/antica/Alesia/alesia.html">Alesia</a>, cinque anni dopo la regione divenne parte della Gallia comata sottomessa a Roma fino alla caduta dell’ Impero.</span></p>
<p class="MsoNormal">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquista/" title="conquista" rel="tag">conquista</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/continente/" title="continente" rel="tag">continente</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/francia/" title="francia" rel="tag">francia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/irlanda/" title="irlanda" rel="tag">irlanda</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/noormandia/" title="noormandia" rel="tag">noormandia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/normandia/" title="normandia" rel="tag">normandia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/romani/" title="romani" rel="tag">romani</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/scandinavia/" title="scandinavia" rel="tag">scandinavia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/sport/" title="sport" rel="tag">sport</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/viaggi/" title="viaggi" rel="tag">viaggi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/vie-della-fede/percorsi-della-mostra/" title="vie fede percorsi mostra (maggio 11, 2008)">vie fede percorsi mostra</a> (1)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/tunisia/" title="Tunisia (dicembre 7, 2006)">Tunisia</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/europa/portogallo/" title="Portogallo (ottobre 21, 2006)">Portogallo</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/marocco/" title="Marocco (dicembre 7, 2006)">Marocco</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/cristianesimo/" title="cristianesimo (maggio 20, 2008)">cristianesimo</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/27/antica-normandia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Civiltà dell&#8217; Indo</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2006 15:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo Asia]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[Himalaya]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[induismo]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>
		<category><![CDATA[vie dell' asia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/</guid>
		<description><![CDATA[Quando gli archeologi britannici cominciarono a rinvenire i resti di due antichissime città nel Punjab occidentale, il Pakistan non esisteva e faceva parte della grande India. Era il 1853 e, mentre Kipling raccontava il fascino della più grande colonia di Sua Maestà, gli scavi continuarono per decenni fino al 1921, quando fu chiaro che da quelle parti era fiorita una delle più antiche civiltà asiatiche.La scoperta delle città di Harappa e Mohenjo-daro rivelarono la culla della Civiltà dell’ Indo che, tra il 2300 e il 1750 a.C., fu in grado ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt">Quando gli archeologi britannici cominciarono a rinvenire i resti di due antichissime città nel Punjab occidentale, il </span><a title="Pakistan" href="../travelguide/travelguide/asia-occidentale/pakistan/">Pakistan </a><span style="font-size: 10pt">non esisteva e faceva parte della grande India. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/pakistan/Pakistan%20Hunza%20Valley1.jpg"><img title="Pakistan Hunza Valley1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/pakistan/image/thumb/Pakistan%20Hunza%20Valley1.jpg" alt="Pakistan Hunza Valley1" align="right" /></a>Era il 1853 e, mentre Kipling raccontava il fascino della più grande colonia di Sua Maestà, gli scavi continuarono per decenni fino al 1921, quando fu chiaro che da quelle parti era fiorita una delle più antiche civiltà asiatiche.La scoperta delle città di Harappa e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mohenjo-daro">Mohenjo-daro</a> rivelarono la culla della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_della_valle_dell%27Indo">Civiltà dell’ Indo</a> che, tra il 2300 e il 1750 a.C., fu in grado di edificare centri urbani così avanzati da paragonarsi a quelli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Egitto_antico">egiziani</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Mesopotamia">mesopotamici</a> dello stesso periodo.Se il periodo delle due città pakistane coincidevano con quello dell’ apogeo della Civiltà dell’ Indo, questa doveva essere nata molto prima e si stese poi dal Sind e Panjab lungo l’ attuale Rajastan indiano a est, verso i contrafforti dell’ Hindo Kush, attraversato poi dalle antiche </span><a href="../2006/10/23/le-vie-dell-asia/">vie dell’ Asia </a><span style="font-size: 10pt">e <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/vie-himalaya/">Himalaya</a> a nord e sul Baluchistan, tra Afghanistan e Iran.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/pakistan/Pak-Xinjang%20Pamir%20carov2.jpg"><img title="Pak-Xinjang Pamir carov2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/pakistan/image/thumb/Pak-Xinjang%20Pamir%20carov2.jpg" alt="Pak-Xinjang Pamir carov2" align="left" /></a>Alcuni sigilli risalenti all’ epoca del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sargon">regno Akkadico</a> di Sargon testimoniano che nel XXIV sec.a.C. la Civiltà dell’ Indo trafficava regolarmente con i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sumeri">Sumeri</a> di Ur e una delle più antiche vie commerciali  della storia era aperta da tempo tra la regione dell’ Indo e la Mesopotamia, sulla quale giungevano legno pregiato, <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/26/la-via-delle-spezie/">spezie</a> e tessuti prodotti in quelle terre floride dove sorgevano le due grandi città che ancora ergono i loro resti corrosi dalla storia in Pakistan.La ricchezza proveniva da una agricoltura molto fiorente che impiegava tecniche di irrigazione avanzate sfruttando le acque delle periodiche e controllate inondazioni del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indo">fiume Indo</a>, producendo grano, orzo, riso, ortaggi e spezie, mentre nei palmeti si producevano datteri.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/pakistan/Pakistan%20Karakorum1.jpg"><img title="Pakistan Karakorum1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/pakistan/image/thumb/Pakistan%20Karakorum1.jpg" alt="Pakistan Karakorum1" align="right" /></a> Con l’ agricoltura fu intensificato l’ allevamento di suini, bovini, ovini, pollame e i più “esotici” bufali, elefanti, zebù, oltre che tra le più antiche testimonianze di addomesticamento consolidato di cani, gatti e scimmie.L’ abbondanza nell’ agricoltura e allevamento permisero la produzione di tessuti, bigiotteria, oggetti in legno, ceramiche e quanto poteva creare un’ ampia gamma di merci assieme a pregiate piume di pavone, pietre dure, animali esotici, semi e spezie, per i commerci regolari con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mesopotamia">Mesopotamia</a>.Ad un’ economia così avanzata per l’ epoca, corrispondeva un notevole sviluppo culturale, in gran parte fondato sulla religione che anticipava quella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Induismo">Hindu</a> portata dagli ariani, particolarmente il culto di una divinità maschile protettore dell’ agricoltura e dell’ allevamento, del tutto simile a Shiva, assieme a quello della Dea Madre Yoni, rappresentata da pietre scolpite in forma di vagina, che ricorda la fertilità femminile costituita dalla concezione Sakti hindu.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/afghanistan/Afgh%20%20carov%20hindokush.jpg"><img class="alignleft" title="Afgh  carov hindokush" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/afghanistan/image/thumb/Afgh%20%20carov%20hindokush.jpg" alt="Afgh  carov hindokush" align="right" /></a>Anche il tremendo uso funebre Hindu della “Sati” , che prevedeva il sacrificio della moglie del marito defunto, era praticato dalla civiltà dell’ Indo, la differenza che veniva uccisa invece che arsa al rogo assieme al congiunto, no essendo praticata la cremazione. Come in ogni antica civiltà florida, la forza lavoro era impiegata in opere pubbliche che testimoniano una notevole evoluzione tecnica ed architettonica per l’ epoca, prime tra tutte le poderose mura difensive in mattoni che, ad Harappa,  erano spesse dodici metri e circondavano la città per oltre cinque chilometri. L’ idiozia coloniale fece si che le mura dell’ antica città fossero smantellate e adoperate per costruire la ferrovia che collega Multan con Lahore nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punjab">Punjab</a>.Mohenjo-daro sorgeva a circa quattrocento chilometri dalla costa sulla sponda est del fiume Indo e si può stabilire che almeno dieci differenti centri urbani si sono sovrapposti nella lunga storia di questa città. Circondata da mura poderose, l’ ultima stratificazione urbana rivela grandi costruzioni, le maggiori poste in una sorta di cittadella probabilmente destinata a dignitari e sacerdoti, sotto la quale si stendevano i quartieri popolari costituiti da edifici più semplici. Dalla pianta si evince che era sviluppato un sistema di quartieri ben definiti relativi all’ estrazione sociale degli abitanti che fanno pensare ad un sistema che anticipava quello delle “caste” hindu importato dagli Ariani. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/afghanistan/Afgh%20carov%20beluch1.jpg"><img title="Afgh carov beluch1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/afghanistan/image/thumb/Afgh%20carov%20beluch1.jpg" alt="Afgh carov beluch1" align="right" /></a>Tuttavia ogni parte della città era servito da canalizzazioni fognarie, pozzi, depositi e granai, esercizi commerciali per la vendita al minuto, con sigilli che indicavano il tipo di merci e spesso pittogrammi che costituiscono la prima forma di scrittura del sub continente indiano.I trentacinquemila abitanti di Harappa costituivano una popolazione enorme per un centro del II millennio a.C., vivevano in case di mattoni e fango servite da un sistema fognario, quelle più grandi e i moltissimo granai possedevano condotti di areazione che preservava granaglie e persone dal caldo torrido della regione.Il potere era gestito da sovrani concepiti come emanazioni delle divinità e quindi assolvevano anche il compito di sommi sacerdoti in quella che era sicuramente una società teocratica, ma molto avanzata per l’ epoca, come testimoniano sigilli e segni che derivano da una scrittura adoperata per archiviare fatti e commerci.Poco prima dell’ invasione degli Arii, Harappa e Mohenjo-daro decaddero a causa di violente alluvioni provocate dal fiume  Indo alle quali seguirono terremoti durante il XVII sec.a.C. L’ agricoltura che si era sviluppata con il beneficio dell’ Indo ne subì danni irreparabili e il territorio fu abbandonato assieme alle città sgretolate dai sismi, la popolazione si rifugiò in centri minori come Jhangar, Jhukare altri lontani dalla furia degli elementi e iniziò la repentina decadenza.La grande civiltà dell’ Indo si dissolse e, mentre quella ariana, si sviluppava e fioriva in India, rimase avvolta per millenni nelle nebbie confuse della storia e della leggenda fino a quando qualcuno pensò che sotto quei cumuli di pietre poteva nascondersi un mondo antico da scoprire.L’ avventura<br />
dell’ archeologia segnò un’ altro capitolo nella sua lunga ed affascinante storia.</span></p>
<p>reportages:</p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/pakistan/">Pakistan</a></p>
<p><a href="../2006/10/23/le-vie-dell-asia/">Le vie dell’ Asia</a></p>
<p>foto reportages:</p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/pakistan">Pakistan</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-centrale">Asia centrale</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/"> </a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a></span></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/asia-centrale/">reportages e bibliografie</a></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arabi/" title="arabi" rel="tag">arabi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/asia/" title="asia" rel="tag">asia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/continente/" title="continente" rel="tag">continente</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/himalaya/" title="Himalaya" rel="tag">Himalaya</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/india/" title="india" rel="tag">india</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/induismo/" title="induismo" rel="tag">induismo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/iran/" title="iran" rel="tag">iran</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/religione/" title="religione" rel="tag">religione</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie-dell-asia/" title="vie dell&#039; asia" rel="tag">vie dell&#039; asia</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/sri-lanka/" title="Sri Lanka (novembre 8, 2006)">Sri Lanka</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/pakistan/" title="Pakistan (agosto 27, 2006)">Pakistan</a> (4)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/induismo/" title="induismo (maggio 20, 2008)">induismo</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/06/22/sri-lanka/" title="Sri Lanka (giugno 22, 2006)">Sri Lanka</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stonehenge</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/06/28/stonehenge/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/06/28/stonehenge/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2006 13:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Europa]]></category>
		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/06/28/stonehenge/</guid>
		<description><![CDATA[In tempi antichi giganti portarono grandi pietre levigate dall’ Africa in Irlanda e con esse edificarono un circolo sacro sul monte Kilarus come sepolcro funebre dei quattrocentosessanta nobili soldati di Aurelio Ambrosius uccisi dai Sassoni, poi Re Uther Pendragon chiese aiuto al mago Merlino per trasportarlo nei pressi di Amesbury e per tutti fu la “pietra sospesa” Stonehenge. Nella Historia Regum Britanniae,scritta nel 1140, Goffredo di Monmouth riporta l’antica leggenda che conferisce origini magiche il suggestivo anello di pietre edificato nel neolitico sulla pianura che si stende nella regione inglese ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In tempi antichi giganti portarono grandi pietre levigate dall’ Africa in <a href="http://www.travelgeo.it/2006/06/26/irlanda/">Irlanda</a> e con esse edificarono un circolo sacro sul monte Kilarus come sepolcro funebre dei quattrocentosessanta nobili soldati di Aurelio Ambrosius uccisi dai Sassoni, poi Re Uther Pendragon chiese aiuto al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mago_Merlino">mago Merlino</a> per trasportarlo nei pressi di Amesbury e per tutti fu la “pietra sospesa” Stonehenge. Nella Historia Regum Britanniae,scritta nel 1140, Goffredo di Monmouth riporta l’antica leggenda che conferisce origini magiche il suggestivo anello di pietre edificato nel neolitico sulla pianura che si stende nella regione inglese del  Wiltshire ad una diecina di chilometri da Salisbury. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/06/ukStonehenge1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3540" title="ukStonehenge1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/06/ukStonehenge1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Su un terrapieno innalzato attorno al 3.100 a.C., venne edificata un’ ampia composizione circolare di grandi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Megaliti">megaliti</a> databile tra il il 2500 e il 2000 a.C., a lungo misterioso luogo di culto, venne poi abbandonato e gran parte delle pietre crollarono, rimesse in piedi solo nel XIX secolo, pertanto non è sicura la collocazione originaria.  I complessi megalitici sono strutture preistoriche costituite da grandi rocce di vari  tipi,  a pietre verticali isolate sono i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Menhir">menhir</a> , poi a pietre verticali allineate  a pietre disposte a formare una camera sono i  dolmen e  infine pietre disposte a cerchio come a Stonehenge. La maggiorparte di questi complessi diffusi in Europa  risalgono al periodo tra il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neolitico">Neolitico</a> alla prima <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_bronzo">Età del Bronzo</a>, dal IV al I millennio a.C., in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bretagna">Bretagna</a> ed <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27Inghilterra">Inghilterra</a> sono chiamati Cromlech e rivelano l’ utilizzo  dell’ unità di misura comune  &#8220;iarda megalitica&#8221; di 829 centimetri, che testimonierebbe conoscenze  matematiche e geometriche degli antichi costruttori. Simile ad altri siti megalitici nordici, come quello di Anhalt nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassonia">Sassonia</a> tedesca e l’ “Anello di Brodgar” nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scozia">Scozia</a> del nord, è di gran lunga più perfezionato e imponente degli altri, per la sua unicità  Stonehenge è stato dichiarato Patrimonio  dell’ Umanità dall’ <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unesco">Unesco</a> nel 1986. La disposizione dei monoliti rivelano un culto legato ad eventi astrali ben osservati e conosciuti dai costruttori, a giudicare dall’ allineamento con i punti di  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solstizio">Solstizio</a> ed  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equinozio">Equinozio</a>. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/06/ukStonehenge2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3541" title="ukStonehenge2" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/06/ukStonehenge2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In tale disposizione l’ elemento più importante sembra essere la cosiddetta  “pietra dell&#8217;altare ”, costituito da un monolite di cinque metri di arenaria  verde, tutte le altre  pietre principali sono di arenaria silicea, tratta da un’ antichissima cava ad una trentina di chilometri nelle Marlborough Downs. I monoliti interni  &#8220;Bluestone Horseshoe&#8221; sono in maggioranza di dolorite, alcuni di criolite, arenaria e c calcaree vulcaniche, molto più piccoli di  circa quattro   tonnellate in media, provenienti dai monti Preseli nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galles">Galles</a> sud-occidentale.  Le pietre si trovano nel centro di un’area racchiusa da un terrapieno circolare e da un fossato esterno dal diametro di vantatre metri, la via rialzata a nord orientale  collega le pietre dell’area centrale, i cui lati sono delineati da argini e fossati. E’ orientata verso l’alba del solstizio d’estate e conduce ai due fossati costruiti in età neolitica paralleli molto ampi e di due lunghi terrapieni, mentre il centro sacro ha forma di U con l’ asse orientato al sorgere del sole del solstizio d’estate, ottenuto con la disposizione di cinque triliti, o pietre “sarsen”,  poste gradualmente in altezza, in modo che la coppia più grande di pietre verticali forma l’apice della forma a U e le altre coppie opposte l’una di fronte all’altra di uguale lunghezza, infine le più corte costituiscono l’estremità della U.  All’interno sta l’ altare  composto da  una pietra di tre metri perpendicolare all’ asse del sole. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/06/ukStonehenge3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3542 alignleft" title="ukStonehenge3" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/06/ukStonehenge3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La collocazione nel santuario centrale  delle altre pietre “Bluestone”  risale al XIX sec.a.C. mentre altre sessanta  ie formavano un cerchio tra il il santuario e l’anello estremo di pietre sarsen sormontati da architravi. L’anello estremo era formato da trenta  pietre verticali con architravi in un circolo perfetto dalle  altezze costanti. Oltre il terrapieno circolare e del fossato rimane il solo monolite “Hell Stone” alto quattro metri e mezzo. L’ ipotesi più diffusa è che fu luogo consacrato al culto neolitico della Grande Dea, divinità femminile donatrice di fertilità e protezione,con  l&#8217;alba del solstizio di estate la pietra centrale eclissava il sole levatosi all&#8217;orizzonte e la sua ombra penetrava all&#8217;interno del circolo di Stonehenge , rappresentazione  del coito divino e la fecondazione, la pietra principale  era un fallo e i  circoli di pietra la vulva della Dea per la fecondazione nel giorno del solstizio di estate. Nel XVIII secolo, con William Stukeley, si cominciò ad ipotizzare che dopo l’ antico periodo neolitico il sitio divenne un tempio che i sacerdoti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Druido">Druidi </a>interpretavano come  percorso del sole e della luna, osservando  i raggi del soleche  passavano attraverso i tre portali allineati e cadevano sulla pietra principale nel giorno del solstizio d’estate, il 21 giugno, mentre  all’alba del 21 dicembre, i raggi passavano attraverso i due portali alla fine del semicerchio interno, essi erano poi in grado di  prevedere le eclissi spostando opportunamente alcune pietre. Altre ricerche, per la presenza di tombe a tumulo nella zona, delle quali la  più antica di Boscombe risale al 2.500 a.C. , hanno ipotizzato  la sua natura di necropoli attorno al luogo sacro, altre ancora vi hanno individuato un complesso sacro cerimoniale legato anche al culto dei defunti. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/06/ukStonMap1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3543" title="ukStonMap1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/06/ukStonMap1-150x150.jpg" alt="" width="193" height="193" /></a>Alcuni scienziati, come l’ astronomo Norman Lockyer hanno studiato accuratamente il sito datando l’ erezione dei megaliti al 2800 a.C. e una loro ricollocazione al 1560 a.C., probabilmente in seguito i culti che vi si tenevano furono abbandonati e, comunque, la zona decadde portando al crollo delle pietre, opera continuata dai cristiani che consideravano il sito opera diabolica. Dai rilevamenti appare chiaro i i cerchi concentrici sono rivolti verso il Sole e le costellazioni e secondo gli studi di Lockye servivano ad osservare il moto degli astri deducendolo alle ombre proiettate dalle pietre e da determinati  allineamenti tra il Sole e gli archi che compongono i cerchi di pietre concentriche rilevabili in determinati  giorni dell&#8217;anno. Per l’ astronomo americano Gerald Hawkins, Stonehenge sarebbe una sorta di strumento di calcolo basato sui movimenti del sole, della luna e delle eclissi, e  il direttore del museo di Glasgow   Euan Mac Kie, ipotizza l’ esistenza di una vera scuola astrale nella zona di  Durington Walls.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.google.it/search?q=stonehenge+immagini&amp;hl=it&amp;prmd=imvns&amp;tbm=isch&amp;tbo=u&amp;source=univ&amp;sa=X&amp;ei=fE80T8HjHKGp4gTBkb2SAg&amp;ved=0CC4QsAQ&amp;biw=1686&amp;bih=842">Foto immagini </a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wV2-uFnNqJU">video Stonehenge</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.pd.astro.it/eclisse/stonehen.htm">L’ enigma di Stonehenge</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.etanali.it/stonehenge.htm">I megaliti di Stonehenge</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/category/storia/">Storia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/archeo/">Archeo </a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/geo-europa/">Europa</a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/europa/" title="Geo Europa" rel="tag">Geo Europa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/inghilterra/" title="inghilterra" rel="tag">inghilterra</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/storia/" title="storia" rel="tag">storia</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-tourism/" title="TravelTourism (marzo 29, 2006)">TravelTourism</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/" title="TG magazine (aprile 13, 2010)">TG magazine</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/yemen/" title="Yemen (settembre 5, 2006)">Yemen</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/vietnam/" title="Vietnam (novembre 12, 2006)">Vietnam</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/29/via-delle-ande/" title="Via delle Ande (agosto 29, 2006)">Via delle Ande</a> (4)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/06/28/stonehenge/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Messico precolombiano</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/06/22/messico/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/06/22/messico/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2006 18:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeo America]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[animismo]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[caraibi]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[conquista]]></category>
		<category><![CDATA[conquistadores]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[Event]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[Geo America]]></category>
		<category><![CDATA[guatemala]]></category>
		<category><![CDATA[indios]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/06/22/messico/</guid>
		<description><![CDATA[Alla ricerca del Serpente Piumato

Aztechi
&#8220;..Arrivammo lentamente, senza pensare, O Tlaxaltechi-Cantate amici miei! Li ho visti e ne sono ammirato:Con scudi e con spade i Tlaxcaltechi Vogliono seguire i castigliani Nell&#8217; acqua venimmo ad assediarli e li abbiamo sconfitti..&#8221;

Il canto atzeco di vittoria che celebrava la sconfitta degli spagnoli di Cortez, la noche triste di Tenochititlan, fu l&#8217;ultimo nella storia di questo popolo guerriero dalla raffinata cultura prima di essere travolto dai conquistadores come tutti gli altri popoli del Nuovo Mondo. Gli Atzechi furono gli ultimi a dominare il Messico dalle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alla ricerca del Serpente Piumato</em></p>
<div><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="Mex arch ChichenItza Castillo1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/image/thumb/Mex arch ChichenItza Castillo1.jpg" alt="Mex arch ChichenItza Castillo1" /></a></div>
<p>Aztechi<em><br />
&#8220;..Arrivammo lentamente, senza pensare, O Tlaxaltechi-Cantate amici miei! Li ho visti e ne sono ammirato:Con scudi e con spade i Tlaxcaltechi Vogliono seguire i castigliani Nell&#8217; acqua venimmo ad assediarli e li abbiamo sconfitti..&#8221;<br />
</em></p>
<p>Il canto atzeco di vittoria che celebrava la sconfitta degli spagnoli di Cortez, la <em>noche triste</em> di Tenochititlan, fu l&#8217;ultimo nella storia di questo popolo guerriero dalla raffinata cultura prima di essere travolto dai conquistadores come tutti gli altri popoli del Nuovo Mondo. Gli Atzechi furono gli ultimi a dominare il Messico dalle montagne e i deserti del nord alle foreste tropicali dello Yucatan, prima di loro altre civiltà avevano edificato le loro città, i templi e i palazzi le cui rovine ricordano una lunga storia che sgranava i suoi eventi mentre aldilà degli oceani altri popoli facevano altrettanto, inconsapevoli gli uni degli altri, poi i mondi separati per millenni si incontrarono e fu la fine. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/Mex%20archTeotihuac%20Pal%20Tetitla.jpg"><img class="alignleft" title="Mex archTeotihuac Pal Tetitla" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/image/thumb/Mex%20archTeotihuac%20Pal%20Tetitla.jpg" alt="Mex archTeotihuac Pal Tetitla" align="right" /></a>La storia di questa parte del nuovo mondo è molto antica, il popolamento risale a oltre trenta millenni or sono, quando vi arrivarono gruppi di cacciatori nomadi che inseguivano la selvaggina come i loro simili aldilà degli oceani,anche qui cominciarono ad allevare animali e a coltivare piante riunendosi in villaggi e dandosi delle leggi, religione,culti,magia. Dopo millenni le tribù evolute degli Olmechi raffinarono la loro organizzazione e le loro leggi,iniziando a costruire città e nel primo millennio prima di Cristo crearono la prima grande civiltà mesoamericana nelle foreste del Veracruz protese verso l&#8217;Atlantico,dove rimangono antiche mura di templi e palazzi,statue di teste colossali dagli strani lineamenti e i ricordi del loro potente dio giaguaro al quale consacravano riti e cerimonie e che ispirava l&#8217;ordine e le leggi,governati da sacerdoti e sovrani per oltre cinque secoli.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/Mex%20arch%20Mt.Alban2.jpg"><img title="Mex arch Mt.Alban2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/image/thumb/Mex%20arch%20Mt.Alban2.jpg" alt="Mex arch Mt.Alban2" align="right" /></a>Mentre dall&#8217;altra parte del mondo Alessandro il Grande conquistava l&#8217;Asia, la civiltà olmeca era ormai decaduta e si stava imponendo quella di Teotihuacan che dal III° secolo avanti Cristo dominò il Messico controllando i commerci dagli altipiani del nord al Guatemala dei Maya dalla sua splendida capitale che ha lasciato rovine di antica potenza vicino Città del Messico. Teotihuacan affonda nell&#8217;orizzonte enorme e geometrica, pura nelle linee disegnate dal sole messicano,decisa nella storia e nella leggenda.La Città degli Dei che sorge attorno alle piramidi del Sole Tohatiua -Itzacacual e della luna Metzli-Itzà, le case dei sacerdoti decorate con i segni del Serpente Piumato Quetzacoatl e del dio Tlalolor ricordano che qui solo gli dei e i loro preti avevano il diritto di abitare e mentre le ombre si allungano nel tardo pomeriggio il vento sibila antichi rantoli delle migliaia di sacrificati,il petto squarciato dal coltello d&#8217;ossidania sacro a Quetzacoatl. La divinità inaccesibile al comune mortale voleva grandi piramidi come enormi piedistalli per isolarsi dalla terra impura e le granitiche terrazze dagli alti gradini reppresentavano la gradualità verso il sacrario che attendeva sulla sommità solo pochi eletti, coloro che potevano entrare in contatto con gli dei e il potente Serpente Piumato Quetzacoatl. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/Mex%20arch%20Villaherm%20La%20Venta.jpg"><img class="alignleft" title="Mex arch Villaherm La Venta" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/image/thumb/Mex%20arch%20Villaherm%20La%20Venta.jpg" alt="Mex arch Villaherm La Venta" align="right" /></a>Il suo mito domina tutte le civiltà mesoamericane, fu  il condottiero che guidò il popolo nella Terra del Sole e si sacrificò nel fuoco per salire al cielo accompagnato da migliaia di uccelli sacri quetzal diventando il Signore dell&#8217;Aurora. All&#8217;estremo sud del Messico l&#8217;altra grande civiltà dei Maya costruiva città e piramidi nella foresta inseguendo lo stesso mito e i grandi clicli della creazione che si tramandarono per secoli da una civiltà all&#8217; altra fino agli Aztechi e il loro drammatico incontro con gli europei.</p>
<p>Maya e Toltechi<br />
I Maya lasciarono improvvisamente le loro splendide città nella foresta verso il X° secolo,mentre l&#8217;Europa viveva il suo medioevo e l&#8217;Islam conquistava l&#8217;Asia, lasciarono templi,piramidi e palazzi alle jungle dello Yucatan e del Guatemala fino a quando non sono stati scoperti molti secoli dopo,ma intanto i loro discendenti erano scomparsi e i popoli vicini sterminati o ridotti in schiavitù aspettando invano il ritorno di Quetzacoatl a liberarli.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Guatemala"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Guatemala arch Tikal1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Guatemala/image/thumb/Guatemala arch Tikal1.jpg" alt="Guatemala arch Tikal1" /></a> Lo Yucatan è lo splendido cuore della civiltà mesoamericana che qui ha lasciato i suoi resti imponenti e raffinati, tra le foreste tropicali che racchuidono antichi segreti e sulle coste di palme e spiagge brillanti sui colori dei Caraibi. Uxmal è &#8220;La tre volte ricostruita&#8221;,le pietre più antiche furono squadrate dai Maya venuti dalle foreste del Pèten molto prima dell&#8217;invasione delle tribù Xiu che poi la popolarono,la “Piramide dell’Indovino” si erge verticale dal vasto spazio strappato alla jungla,il tempio che fu chiamato &#8220;Quadrilatero delle Monache&#8221; e il Palazzo del Governatore si stendono orizzontali come in un disegno perfetto del centro sacro urbano. La grande piramide dai cinque templi sovrapposti per trenta metri mostra trecento anni di domini diversi,il misterioso quadrilatero che agli spagnoli ricordava un convento di monache ha quattro edifici con corridoi che portano a stanze decorate della funzione ignota.Il “Palazzo del Governatore” è splendido nell&#8217;imponenza dei tre edifici sulla piattaforma di pietra che li isola dalla terra corrotta e l&#8217;alto fregio di tre metri che corre attorno con centocinquanta teste mostruose del dio della pioggia Chac,più in la&#8217; la “Casa delle Tartarughe” dove si riuniva un antico clan attorno al suo totem anfibio  per le cerimonie e riti misteriosi persi nella storia. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/Mex%20arch%20ChichenItza%20cenote%20sacrif.jpg"><img class="alignleft" title="Mex arch ChichenItza cenote sacrif" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/image/thumb/Mex%20arch%20ChichenItza%20cenote%20sacrif.jpg" alt="Mex arch ChichenItza cenote sacrif" align="right" /></a>Il codice &#8220;Chilam-Balami&#8221; ci parla delle tribù Itza venute dal sud verso il sesto secolo dopo Cristo,scavarono profondi pozzi &#8220;cenote&#8221;nello Yucatan costruendo la loro città Chichen-Itza,&#8221;Vicino al pozzo degli Itza&#8221;,dedicandola al culto del dio bianco Kukulcan,antico nome tolteco di Quetzacoatl,il cui sacrario era il Tempio che gli spagnoli chiamarono &#8220;El Castillo&#8221; e dove Montejo stabilì il suo quartier generale nella prima invasione dello Yucatan. Sorge su una grande piramide di ventiquattro metri dove si arrampicano quattro gradinate di novantuno scalini decorate con teste di serpenti,nove terrazze rappresentano le regioni del mondo sotterraneo e trecentosessantacinque gradini i giorni dell&#8217;anno che gli astronomi Maya calcolarono perfettamente.Sulla sommità il piccolo sacrario contiene la figura dell&#8217;essere mitico Chacmol e uno splendido giaguaro rosso dagli occhi di giada.Accanto al Castillo si erge imponente il &#8220;Tempio dei Guerrieri&#8221; circondato da colonne tolteche decorate da minacciosi soldati armati della zagaglia &#8220;atlat&#8221; che un tempo sostenevano un grande salone di cerimonie,attorno le misteriose costruzioni alzate da quelle fiere dinastie.Il Tempio delle Aquile e dei Giaguari che stringono cuore umani,l&#8217;orrore di pietra del &#8220;Muro dei Crani&#8221; Tzompantili,allucinante piattaforma dove venivano impalate le teste mozzate dei sacrificati,mentre i corpi erano divorati ritualmente dal pubblico.Ma il simbolo dell&#8217;antico terrore sacrificale tolteco è il &#8220;Cenote dei Sacrifici&#8221;,il grande pozzo dove venivano gettati vivi i sacrificati esaltati dal peyote. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/Mex%20arch%20ChichenItza%20Caracol1.jpg"><img title="Mex arch ChichenItza Caracol1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/image/thumb/Mex%20arch%20ChichenItza%20Caracol1.jpg" alt="Mex arch ChichenItza Caracol1" align="right" /></a>Distante dall&#8217;orrore tolteco si erge la costruzione circolare a chiocciola &#8220;Caracol&#8221;,misterioso osservatorio astronomico dove i saggi Maya osservavano il firmamento dalle tre aperture sulla sommità studiando il corso degli astri e interpretando le stelle,mentre la vecchia Europa era immersa nell&#8217;oscurità e nel terrore del cielo ignoto dopo la caduta dell&#8217;impero romano,popolandolo di demoni ed angeli senza curarsi dei fenomeni che rimanevano ignoti. Venendo da occidente si è aggrediti dalle sagome imponenti del &#8220;Palacio&#8221; e del &#8220;Tempio delle Iscrizioni&#8221;che si sollevano dalla foresta di Palenque,ad est i piccoli templi nella jungla della &#8220;Croce Fronzuta&#8221;,della Croce e del Sole ricchi di bassorilievi che rappresentano croci,lo spazio quadripartito della cosmologia Maya e il mitico uccello Moaer.Il Palacio è un complesso massiccio costruito su una piattaforma trapezioidale con sei pilastri, all&#8217;interno un labirinto buio con pertugi a &#8220;T&#8221;, simbolo della pioggia, quattro cortili dei quali i due ad est hanno scale decorati con figure mitologiche e &#8220;glifi&#8221; che raccontano storia e leggende del popolo Maya. Il Tempio delle Iscrizioni si erge su una piramide su una piramide dalle nove terrazze come i mondi sotterranei,riccamente decorato con misteriosi personaggi dai piedi di serpenti,all&#8217;interno un parete scolpita con seicentoventi glifi racconta storie misteriose e dappertutto dominano gli dei della Morte e della Fecondità,la nascita dell&#8217;uomo,il potere con le sue insegne e l&#8217;Universo Qudripartito nello Spazio,il Tempo,il Potere e la Fine sinistramente simboleggiata dall&#8217;uccello Moaer.</p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/"></a>foto reportage:</p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="Mex arch ChichenItza ChacMool3" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico/image/thumb/Mex arch ChichenItza ChacMool3.jpg" alt="Mex arch ChichenItza ChacMool3" /></a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Guatemala"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="Guatemala arch Tikal1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Guatemala/image/thumb/Guatemala arch Tikal1.jpg" alt="Guatemala arch Tikal1" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico">Mexico</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Guatemala">Guatemala</a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a></span></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/america/">reportages e bibliografie</a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black"><span style="font-size: 10pt"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 200%"><span style="font-size: 11pt; line-height: 200%; font-family: Verdana; color: black"><span style="font-size: 11pt; line-height: 200%; font-family: Verdana"> </span></span></p>
<p><em> </em></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/animismo/" title="animismo" rel="tag">animismo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/asia/" title="asia" rel="tag">asia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/caraibi/" title="caraibi" rel="tag">caraibi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquista/" title="conquista" rel="tag">conquista</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquistadores/" title="conquistadores" rel="tag">conquistadores</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cristianesimo/" title="cristianesimo" rel="tag">cristianesimo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/event/" title="Event" rel="tag">Event</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eventi/" title="eventi" rel="tag">eventi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-america/" title="Geo America" rel="tag">Geo America</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/guatemala/" title="guatemala" rel="tag">guatemala</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/indios/" title="indios" rel="tag">indios</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/messico/" title="messico" rel="tag">messico</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nomadi/" title="nomadi" rel="tag">nomadi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/religione/" title="religione" rel="tag">religione</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/spagna/" title="spagna" rel="tag">spagna</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/06/23/guatemala/" title="Guatemala (giugno 23, 2006)">Guatemala</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/america-centro-nord/messico/" title="Messico (novembre 19, 2006)">Messico</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/america-centro-nord/belize/" title="Belize (novembre 18, 2006)">Belize</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/myanmar/" title="Myanmar (novembre 12, 2006)">Myanmar</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/06/22/messico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

