<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Travelgeo &#187; Geo Africa</title>
	<atom:link href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-africa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.travelgeo.it</link>
	<description>Avventure, Popoli, Viaggi, Esplorazioni</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 00:29:13 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Marocco Storia</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2010/05/03/marocco-storia/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2010/05/03/marocco-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 17:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/?p=2103</guid>
		<description><![CDATA[La preistoria spunta in Marocco dai ritrovamenti vicino Rabat, poco si sa di quei primi abitanti del Maghreb raccontati dalle incisioni rupestri, dai resti megalitici cromlech e dol­mien e dalle altre tracce lasciate da quella gente che lavorava la pietra, cacciava e si riuniva in gruppi tra il deserto e i monti dell’ Atlante. I discendenti furono le tribù berbere che popolarono il nord Africa dal neolitico e tradussero le conoscenze in quella cultura che appare a volte nelle iscrizioni egizie ancor prima che i Fenici stendessero il loro dominio ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La preistoria spunta in Marocco dai ritrovamenti vicino Rabat, poco si sa di quei primi abitanti del Maghreb raccontati dalle incisioni rupestri, dai resti megalitici <em>cromlech </em>e<em> dol­mien </em>e dalle altre tracce lasciate da quella gente che lavorava la pietra, cacciava e si riuniva in gruppi tra il deserto e i monti dell’ Atlante. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/Maroc arch Volubilis2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Maroc arch Volubilis2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/Maroc arch Volubilis2.jpg" alt="Maroc arch Volubilis2" /></a>I discendenti furono le tribù berbere che popolarono il nord Africa dal neolitico e tradussero le conoscenze in quella cultura che appare a volte nelle iscrizioni egizie ancor prima che i Fenici stendessero il loro dominio sulla costa mediterranea.  Erano quelle tribù che mediavano i commerci dei Fenici con l’ Africa a sud dell’ immenso deserto da dove giungeva oro, avorio e altre merci che alimentarono la ricchezza dei centri costieri dai quali sorse la grandezza di Cartagine.Il genio marinaro di Annone nel V secolo a.C. cercò la rotta oltre le Colonne d’ Ercole per incrociare la costa atlantica e raggiungere direttamente i popoli neri che producevano tante ricchezze scavalcano il deserto e le tribù berbere, ma la pur leggendaria impresa non riuscì nell’ intento e le civiltà mediterranee ancora per molti secoli dovevano servirsi di esse.I cartaginesi moltiplicarono i loro centri tra la Tunisia e il Marocco e l’ entroterra divenne una delle fasce più fertili del mediterraneo producendo grano, vite, olivo e frutteti, l’ abbondanza agricola e la ricchezza dei commerci  fece ancor più potente la civiltà punica che però di confrontò con Roma. Annientata Cartagine la potenza di Roma fu incontenibile e nel 146  a.C. le legioni dell’ esercito Litico avanzarono in tutto il nord Africa dominandolo dalle coste del Mar Rosso a quelle dell’ Atlantico, fino a farne una immensa provincia un secolo dopo.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/Maroc vlle Draa mosq.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Maroc vlle Draa mosq" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/Maroc vlle Draa mosq.jpg" alt="Maroc vlle Draa mosq" /></a> La regione più occidentale era la  Mauretania Tingitana, dove sorse il centro di Tingis che le dava il nome e che poi divenne Tangeri, a sud le tribù locali erano contenute da mercenari, a nord sorse Volubilis che divenne capitale dell’ intera regione. Tra storia e leggenda anche i romani cercarono le vie per l’ Africa più misteriosa oltre il grande deserto e le cronache raccontano di spedizioni che raggiunsero il Paese dei Neri e il fiume Niger sull’ antica “Via dei Carri” tracciata dal popolo dei Garamanti. Come fu per il fenicio Annone, anche l’ impresa di Cornelio Balbo non riuscì a stabilire il contatto e fu dimenticata, poi il Maghreb venne travolto dall’ invasione dei Vandali mentre Roma imperiale si frantumava dagli attacchi dei barbari. Da oriente arrivarono i Bizantini che scacciarono gli altri conquistatori del nord Africa e stesero il dominio fino a Tingis, poi l’ Islam trionfò incontenibile e dilagò dall’ Egitto verso il Maghreb nel 684 con il condottiero Sidi Okba che giunse al “confine del mondo” affacciato sull’ immenso e misterioso oceano Atlantico. Alla fine di quel secolo anche il Marocco divenne provincia del grande impero Ommiade con la definitiva conquista di Moussa ben No­savr e gli arabi completarono il loro popolamento dell’ Africa settentrionale, spingendo le antiche tribù berbere nelle zone montuose e nel deserto.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/Maroc berb danz nott1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Maroc berb danz nott1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/Maroc berb danz nott1.jpg" alt="Maroc berb danz nott1" /></a> La fierezza berbera ostacolò l’ avanzata araba, ma la conversione all’ Islam fu totale ed era berbero il grande condottiero Tariq che passò lo stretto di Gibilterra e avanzò in Spagna per dilagare nel resto dell’ Europa se non fosse stato fermato dai Franchi di  Carlo Martello nel 732 a Poitiers. Il IX secolo fu l’ apogeo dell’ Impero arabo che si stendeva dall’ Asia centrale al Marocco, illuminato dal grande califfo Arun’ Al Rashid, ma la fierezza berbera nella provincia più occidentale tornò ad imporsi con una serie di rivolte che segnarono a lungo il turbolento Maghreb.Poi venne l’ epopea del condottiero di Baghdad Moulay Idriss, proclamatosi discendente di Maometto che riportò nell’ antica Volubilis la capitale e invò il figlio alla conquista di Fès e il resto del Marocco ponendo termine alle sollevazioni berbere e fondando la dinastia Idrisside.Moulay Idriss, oltre a creare il regno autonomo del Marocco, per la popolazione era un “Inviato di Allah” Rasul e divenne un santo Marabut e fu da allora venerato come tale fino ad oggi. Nel frattempo in Egitto era sorta la dinastia dei Fatmidi che attaccarono il Marocco conquistando Fès, contemporaneamente le armate degli ommiadi di Cordoba passarono lo stretto e invasero il nord, ponendo fine al regno Idrisside.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/1Maroc mekn mura.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="1Maroc mekn mura" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/1Maroc mekn mura.jpg" alt="1Maroc mekn mura" /></a>L’ epoca della Riconquista cristiana della penisola Iberica iniziò alla fine del XI secolo, continuando con le gesta del Cid Campeador in Spagna e di altri condottieri in Portogallo, limitando il califfato di Cordoba alla Spagna meridionale. Privato dell’ appoggio del califfato spagnolo, impegnato a contenere la riconquista cristiana, il Marocco perse la sua unità con vari stati in conflitto tra loro fino all’ avvento di Youssef ben Tachflne che riunificò il regno e fondò la dinastia Almoravide. Conquistò anche la regione meridionale sempre dominata dai berberi e fondò Marrakesh nel 1062, dove pose la capitale, poi estese il regno nell’ Algeria occidentale e attaccò la Spagna cristiana di Alfonso VI, interrompendo la riconquista. Forte dell’ appoggio dei nomadi sahariani giunse alle frontiere mai valicate del sud raggiungendo il fiume Niger per estendere il suo regno dalla Spagna al Mali.Il secolo successivo vide la nascita della dinastia degli Almohadi fondata da Abd-el-Moumen che abbattè gli Almoravidi ed estese il regno a nord e a ovest, lo divise in province, rafforzò l’ esercito con una poderosa  cavalleria e iniziò grandi opere pubbliche creando centri, vie stradali, commerci e tutto ciò che rese il Marocco forte e fiorente.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/Maroc Berb1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Maroc Berb1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/Maroc Berb1.jpg" alt="Maroc Berb1" /></a>Con gli Almohadi nacque la vera civiltà definita Moresca, caratterizzata dall’ incontro culturale tra mondo islamico, cristiano ed ebraico, che vide il fiorire della scienza, arte, poesia e filosofia, ad essa su deve il recupero degli antichi testi greci e la loro rielaborazione nel pensiero medioevale.Anche l’ architettura raggiunse i massimi livelli in Marocco, ma soprattutto nella Spagna araba con le splendide creazioni a Cordoba, Siviglia e il capolavoro dell’ Alhambra di Granata.Un secolo di splendore interrotto dal nuovo attacco cristiano in Spagna e dalle incursioni dei nomadi Qalate e Ben-Me­nin che conquistarono Marrakech e Fès nel 1248, poi l’ astro Almohade lasciò il potere alla dinastia meninide che ricominciò lo scontro con i cristiani in Spagna e armò un poderosa flotta dandosi all pirateria nel Mediterraneo.Iniziò l’ epoca delle terribili incursioni barbaresche sulle coste spagnole, francesi ed italiane e il dominio sul mare degli arabi, contrastato dalle Repubbliche Marinare. Anche questa dinastia vide il suo rapido declino e il regno tornò ad essere sconvolto da rivolte berbere, mentre i regni cristiani minacciavano seriamente il califfato spagnolo e lo stesso Marocco.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/1Maroc Mulay idirss1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="1Maroc Mulay idirss1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/1Maroc Mulay idirss1.jpg" alt="1Maroc Mulay idirss1" /></a>La minaccia culminò con la presa di Ceuta nel 1415  e la conquista di Tangeri nel 1472 da parte del Portogallo, intanto la dinastia merinide era stata sostituita da quella Beni-Wattas che non era in grado di scontrarsi ancora con il potente Portogallo e cercò una pace, disattesa dai Lusitani con la presa delle città di Azemmour, Mazagan e Sali.Nel 1492 la riconquista cristiana si completò con la conquista di Granada e con la definitiva capitolazione del califfato spagnolo e ormai il Marocco da “predatore” divenne “preda” della Spagna divenuta la maggiore potenza del mondo con la scoperta del Nuovo Mondo è lo straordinario flusso di ricchezze provenienti dall’ America.Soprattutto il ruolo della Spagna era ormai dominante suoi commerci e l’ economia mondiale, in gran parte trasferiti sulle rotte marittime del Nuovo Mondo, mentre quelle per l’ Asia dominate dai portoghesi divennero secondarie e quelle terrestri per l’ Africa che fecero la ricchezza del Maghreb ormai poco utili e convenienti. Il regno dei Beni-Wattas fu travolto dalle rivolte delle tribù meridionali che imposero il dominio dei Chorfas Saaditi  con la conquista di Fès, Marrakech e l’ intero sud marocchino, poi scatenarono la guerra contro i portoghesi scacciandoli dai loro insediamenti in Marocco, lasciando la sola imprendibile Ma­zagan.Intanto il XVI secolo vedeva l’ espansione della potenza turca che si volse in Nord Africa ottenendo l’ alleanza dei sultani Saaditi che crearono un forte esercito composto da mercenari, arabi fuggiti dalla Spagna riconquistata, rinnegati cristiani convertiti all’ Islam, disertori turchi e appartenenti a varie tribù arabe. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/1Maroc preghiera.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="1Maroc preghiera" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/1Maroc preghiera.jpg" alt="1Maroc preghiera" /></a>Con il nuovo esercito il Marocco effettuò incursioni oltre il Sahara attaccando il regno del Mali per rifornirsi di schiavi, avorio ed oro, mentre più pacificamente creava grandi piantagioni di canna da zucchero nella regione meridionale dell’ Haouz creando una notevole esportazione in Europa. Giungendo al XVII secolo, la potenza spagnola era appannata da quelle britannica e francese, nel 1629 i francesi tentarono la presa di Mogador e poi stipularono un accordo con il Marocco contro la Spagna, una trentina di anni dopo si impose la dinastia alauita che ancora regna con il sovrano Hassan. Avvolta nella leggenda la figura del sovrano alauita Moulay Ismail che regnò per cinquanta anni deliziato da cinquecento tra mogli e concubine del suo  harem, affermò la sua potenza con la creazione della temibile Guardia Nera composta da liberti neri e feroci pirati graziati, con la quale sbaragliò le tribù del sud e dell’ Atlante. Parte delle fortezze che si ergono lungo la via dei villaggi Casbah furono  edificate sotto il suo regno per controllarne e difenderne ogni regione, così come alcuni quartieri di Tangeri che conquistò dopo un lungo dominio dei portoghesi, spagnoli e infine inglesi.Nella seconda metà del XVIII secolo il suo successore Moham­med ben Abdallah riconquistò l’ ultimo dominio portoghese in Marocco di Mazagan e il regno sopravvisse,anche se dopo la conquista dell’ Algeria da parte della Francia nel 1830, lo ridusse a un dominio economico delle potenze europee.Nel 1906 con il trattato di Algesi­ras Francia e Spagna vantarono i loro diritti sul Marocco con la benevolenza inetta del sultano Abd el Aziz, contro cui vi fu una grande rivolta popolare, mentre occupava militarmente Casablanca e la  Spagna le montagne del Rif , sei anni dopo con il trattato di Fès fu assicurato il protettorato francese dal sultano  Moulay Hafld.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/MarCasbVill2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb   alignright" title="MarCasbVill2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/MarCasbVill2.jpg" alt="MarCasbVill2" /></a>Come per tutta la storia precedente del Marocco, furono le tribù berbere dell’ Atlante a rivoltarsi scatenando un violento conflitto con le truppe francesi che non riuscirono domarle per i successivi ventidue anni.Il protettorato francese favorì lo sviluppo e la modernizzazione dei centri urbani che più interessavano alla sua politica coloniale, mentre le campagne rimanevano arretrate e sempre più povere e masse di contadini emigrarono nelle zone industriali e portuali, soprattutto Casablanca.I movimenti indipendentisti furono repressi duramente dalla Francia e solo dopo il secondo conflitto mondiale si costituì il Partito per l’ Indipendenza Istiqlal che i francesi sospettarono essere ben visto dal sovrano, tentarono di sostituirlo con il  sultano Ben Arafa, boicottato in tutti i modi dalla popolazione.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/MarPeoNight1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="MarPeoNight1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/MarPeoNight1.jpg" alt="MarPeoNight1" /></a> L’ Istiqlal e gli altri movimenti riuscirono ad ottenere il ripristino del reggente legittimo Mohammed ben Youssef nel 1955 e il due marzo dell’ anno successivo il Marocco tornò ad essere pienamente indipendente con il sultano acclamato re Mohammed V.Gli succedette il figlio Moulay Hassan, Hassan II nel 1961 che regnò fino alla sua morte dopo la quale è salito al trono il giovane e moderno sovrano.</p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-africa/" target="_self">geo africa</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/etno/etno-africa/">etno africa</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/africa-le-vie-del-sahara/">Vie Sahara</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/islam/"> islam</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/24/mostra-africa/">mostra Africa</a> <a href="http://www.travelgeoweb.com/">travelgeoweb</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">Editions</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/category/event/">eventi</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">TG magazine</a> <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></strong></p>
<p><strong>Foto Marocco</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="Maroc berb vill1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-marocco/image/thumb/Maroc berb vill1.jpg" alt="Maroc berb vill1" /></a><br />
</strong></p>
Nessun tag per questo post.
	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li>Non ci sono post correlati.</li>
	</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2010/05/03/marocco-storia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tuareg</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2010/04/29/tuareg/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2010/04/29/tuareg/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etno Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/?p=2067</guid>
		<description><![CDATA[I signori del deserto
Il popolo che domina i territori più inospitali del Sahara tra l&#8217; Algeria meridionale, il Niger e il Mali, ha una storia che si confonde con la leggenda , le origini incerte sono avvolte nel mistero di antichi miti sfumati dal tempo, ma la memoria delle tradizioni, che sempre si legano alla storia, risale alle sponde del Mediterraneo o forse dal vicino Oriente ,quando grandi tribù di guerrieri nomadi bianchi arrivarono in epoche remote e migrarono verso il Sahara settentrionale. Erano della grande stirpe berbera dei Sanhagia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I signori del deserto</strong></p>
<p>Il popolo che domina i territori più inospitali del Sahara tra l&#8217; Algeria meridionale, il Niger e il Mali, ha una storia che si confonde con la leggenda , le origini incerte sono avvolte nel mistero di antichi miti sfumati dal tempo, ma la memoria delle tradizioni, che sempre si legano alla storia, risale alle sponde del Mediterraneo o forse dal vicino Oriente ,quando grandi tribù di guerrieri nomadi bianchi arrivarono in epoche remote e migrarono verso il Sahara settentrionale.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/Tuareg imacheck5.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Tuareg imacheck5" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/image/thumb/Tuareg imacheck5.jpg" alt="Tuareg imacheck5" /></a> Erano della grande stirpe berbera dei <em>Sanhagia</em> che popolò il nord Africa e ne divise il dominio con i Garamanti libici, assieme a loro e ai &#8220;Popoli del Mare&#8221;, che invasero le colonie egizie nel Fezzan, forse parteciparono alle spedizioni nel Sahara verso il Niger sull &#8216;antica &#8220;Pista dei Carri&#8221; fin dal primo millennio a.C., raccontate dai graffiti e dipinti rupestri del deserto.  Mentre le altre tribù berbere Sanhagia erano diventate sedentarie popolando il nord dalla Tunisia al Marocco, essi continuarono il loro nomadismo guerriero e nel primo secolo della nostra era si spostarono più a sud occupando diverse regioni abitate da altre popolazioni che travolsero e sottomisero. Nel settimo raggiunsero il sahel e spinsero le popolazioni nere verso il bacino del Niger, imponendo il loro bellicoso dominio nel vastissimo territorio tra il Sahara e il grande fiume africano, scontrandosi per secoli con le altre popolazioni nomadi, una  storia di guerre, razzie e leggendarie incursioni nel &#8220;Paese dei Neri&#8221;.Gli invasori arabi del nord Africa li conobbero come &#8220;Sanhagia velati&#8221; <em>Mulethleimin</em> che dominarono l&#8217; antico regno di Ghana tra il Niger e il Senegal con il potente re Tankamamin e le leggende delle popolazioni nere sul Niger lo confermano con miti di guerrieri bianchi venuti dal nord che fondarono le prime dinastie dei loro regni. Tra storia e leggenda gli antenati dei Tuareg dominarono l&#8217;immensa regione tra il Sahara e El-Sudan e ne divennero i temibili predoni attaccando le carovane o organizzandone di proprie per il commercio di sale dal Maghreb meridionale al Niger, trattando oro e schiavi neri con le tribù berbere e gli arabi del nord.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/Sah pop alg tuareg4.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Sah pop alg tuareg4" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/image/thumb/Sah pop alg tuareg4.jpg" alt="Sah pop alg tuareg4" /></a>Lo spirito guerriero non era esercitato solo per conquiste e saccheggi, ma è parte di una cultura profondamente radicata in questo popolo che doveva dimostrare a tutti gli altri la temibile bellicosità che sfidava ogni ostacolo o minaccia, come avvenne con i tradizionali nemici Tebu con i quali si contesero il dominio di vaste zone del Sahara, una storia di epici scontri, razzie e violenza ,ma anche un nobile spirito di onore guerriero che, come cavalieri erranti nelle immensità del deserto, rese leggendarie le gesta dei Tuareg nelle tradizioni sahariane e del Niger.Quando l&#8217; arroganza dei bianchi pretese di sottometterli come le altre popolazioni, le confederazioni si riunirono e contrastarono i francesi in decenni di furiosi scontri che insanguinarono il Sahara fino alla loro inevitabile capitolazione, ma mai avversario fu più tenace nell&#8217;ostacolare l&#8217; avanzata coloniale in Africa. Ne sono rimasti circa quattrocentomila tra varie zone dell&#8217;antico territorio dalle quale prendono il nome come confederazioni tribali, <em>Hoggar, Ajjer, Air, Iforhas </em>e altre minori, divise in tribù nobili &#8220;<em>Imacheck</em>&#8220;che si distinguono tradizionalmente per il turbante tinto di indaco nero e quelle vassalle &#8220;<em>Imgad</em>&#8221; dal turbante bianco o celeste, entrambe dirette dal&#8217;&#8221;<em>Amenokal&#8221;</em> eletto dai capi clan.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/Sah pop tuareg4.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Sah pop tuareg4" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/image/thumb/Sah pop tuareg4.jpg" alt="Sah pop tuareg4" /></a></p>
<p>La società è regolata da antiche leggi tradizionali che la divide in cinque caste al cui vertice c&#8217;è quella dei guerrieri nobili che disprezzano ogni forma di lavoro, poi quella di coloro che curano il bestiame sempre usi alle armi, quindi i mercanti e gli abili carovanieri, gli artigiani e infine i discendenti degli schiavi neri razziati nel sud che continuano ad essere i servi e a volte appaiono come scudieri degli antichi &#8220;meharisti &#8220;nobili che vagano nel deserto con la tradizionale spada &#8220;katuba&#8221; in cerca di avventure ed onore dimenticati dalla storia.Terminata l&#8217;epoca delle razzie e le incursioni nei centri carovanieri e i villaggi neri del sud, gli interminabili conflitti con i Tebu e le altre tribù, i Tuareg divennero i protagonisti del traffico carovaniero nel Sahara del quale da secoli conoscevano ogni segreto, gli unici a saper seguire tutte le antiche piste che lo attraversavano e a cercarne quelle secondarie, le deviazioni, le scorciatoie i passaggi tra le dune degli immensi &#8220;erg&#8221;che nessuno sapeva sfidare.I mercanti arabi del nord, che a lungo ne avevano subiti gli attacchi e le incursioni, affidarono agli esperti Tuareg la guida delle loro carovane che erano anche preservate dall&#8217; attacco dei loro confratelli predoni.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/Sah pop alg Tuareg2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Sah pop alg Tuareg2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/image/thumb/Sah pop alg Tuareg2.jpg" alt="Sah pop alg Tuareg2" /></a>Le carovane tuareg<em> azalai</em> divennero leggenda, alcune procedevano lentamente con migliaia di dromedari sulle piste del Teneré e del Tanezeruft, sulla rotta che partiva dai margini dell&#8217; Atlante e le saline di Sijilmassa con gli enormi carichi di sale per i mercati sul Niger di Gao, Timboctu e Djennè, prezioso come l&#8217; oro per i neri di El-Sudan e scambiato con le merci africane più richieste dai mercati arabi.Secoli di contatti con berberi sedentari ed arabi non hanno mutato l&#8217;antica tradizione, sopravvissuta con le sue regole che l&#8217; islamizzazione non è riuscita a scalfire, rimane il misterioso mondo degli spiriti e la magia è più importante delle leggi coraniche che la rifiutano, così come la vita è scandita da codici ben più antichi di quelli islamici,le donne ostentano fieramente i volti scoperti che non hanno mai conosciuto veli né sottomissioni, una grazia superba e maliziosa nella grande libertà della donna Tuareg che si sceglie gli uomini che vuole e quanti ne vuole.Anche dopo il matrimonio continua ad essere libera e indipendente, amministra i beni della famiglia, alleva i figli e cura anche le attività più pesanti, ma se vuole accompagnarsi ad altri nessuno lo troverebbe strano.Tradizioni,miti,leggende e magia sono il vero fondamento della società Tuareg che né l&#8217; Islam né nessuna altra influenza religiosa o sociale ha potuto intaccare, antiche superstizioni impongono di portare amuleti nei piccoli astuccio di cuoio appesi al collo, particolari atteggiamenti quoditiani hanno il loro significato magico, tabù nei comportamenti e nel cibo, come quello di aborrire il pesce, preservano da influenze maligne, esorcismi solitari allontanano gli spiriti malvagi che attentano l&#8217; esistenza nel deserto.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/Tuareg imacheck2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Tuareg imacheck2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/image/thumb/Tuareg imacheck2.jpg" alt="Tuareg imacheck2" /></a>Gli uomini avvolgono il volto tutta la vita con il turbante per impedire ai flussi malefici di penetrare in loro dalla bocca o farsi rapire l&#8217;anima dalle pratiche magiche dei malvagi, lo scoprono solo ai compagni più intimi, mai in presenza di altri o della stessa moglie e guardano il resto del mondo con gli occhi scoperti dai veli d&#8217; indaco, come a filtrare ciò che non comprendono ed è lontano dagli immutabili cicli del deserto e la tradizione.Dopo l&#8217; epoca delle guerre e le razzie finì anche quella delle carovane e i Tuareg che non si sono piegati alla disprezzabile sedentarietà si sono isolati nel silenzio degli antichi territori, odiati e perseguitati dalle popolazioni che per secoli ne subirono il dominio e che hanno preso il potere negli stati che si sono divisi il Sahara e il Sahel dopo il periodo coloniale. Vendette di antiche sopraffazioni con nuovi soprusi che hanno risvegliato lo spirito guerriero dei Tuareg più indomabili che hanno cominciato una guerra lontana e dimenticata contro tutti tra il Mali e il Niger, forse finirà per annientarli, ma con l&#8217; onore dei nobili Imachek.Onore, sortilegi ed esorcismi tramandati per generazioni di fieri nomadi del deserto, non hanno arginato una storia che ha travolto i discendenti dei mitici bianchi del nord che penetrarono l&#8217;immenso vuoto del Sahara e ne divennero i signori, attendono la loro fine e i volti coperti degli antichi Mulethleimin non impediranno il rapimento delle loro anime.Vagano come fantasmi senza tempo sulle antiche piste abbandonate dalle carovane e si spengono come i ricordi delle antiche leggende, nel silenzio rotto solo dai venti del deserto verso il Sahel dove languono di orgogliosa miseria nella tristezza di un mondo arcaico perso nella storia.</p>
<p>© <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="sah pop tuareg8" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara/image/thumb/sah pop tuareg8.jpg" alt="sah pop tuareg8" /></a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/category/etno/etno-africa/">etno africa</a><a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-africa/"> geo africa</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/">Sahara</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/">Sahel</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/africa-le-vie-del-sahara/">Vie del Sahara</a> <a href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/popoli-vinti/africa/">popoli africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/geophoto/">geophoto</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/ ">i reportages</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/24/mostra-africa/">mostraAfrica</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">tgmagazine </a><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></p>
Nessun tag per questo post.
	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li>Non ci sono post correlati.</li>
	</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2010/04/29/tuareg/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Senegal</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/12/13/senegal/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/12/13/senegal/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 15:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/12/13/senegal/</guid>
		<description><![CDATA[Il paese della negritudine


Il territorio senegalese, più di ogni altro in Africa occidentale,contiene tutti gli ambienti caratteristici del continente nero che si stende a sud dell&#8217;immensità sahariana,uno scrigno naturale dalle culture e tradizioni più diverse che ha ispirato il primo presidente poeta Leopold Senghor e tutti gli intellettuali africani legati allla cultura della &#8220;negritudine&#8221; per la riappropiazione di un universo travolto dal periodo coloniale.Fu sempre terra di migrazioni,conquiste e commerci,antiche vie aperte dalle popolazioni che sfuggivano l&#8217;avanzata del deserto furono adoperate dalle carovane che venivano dal Niger,dai mercanti e condottieri ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il paese della <em>negritudine</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="17pop Mandinga trib1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal/image/thumb/17pop Mandinga trib1.jpg" alt="17pop Mandinga trib1" /></a><br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: left;">Il territorio senegalese, più di ogni altro in Africa occidentale,contiene tutti gli ambienti caratteristici del continente nero che si stende a sud dell&#8217;immensità sahariana,uno scrigno naturale dalle culture e tradizioni più diverse che ha ispirato il primo presidente poeta Leopold Senghor e tutti gli intellettuali africani legati allla cultura della &#8220;negritudine&#8221; per la riappropiazione di un universo travolto dal periodo coloniale.Fu sempre terra di migrazioni,conquiste e commerci,antiche vie aperte dalle popolazioni che sfuggivano l&#8217;avanzata del deserto furono adoperate dalle carovane che venivano dal Niger,dai mercanti e condottieri musulmani che portarono l&#8217;Islam a sud del Sahel, dai trafficanti di schiavi,dagli avventurieri ed esploratori europei fino alla colonizzazione francese. Seguire le vecchie vie attraverso il Senegal è come attraversare l&#8217;intero continente,il Sahel del nord popolato da antiche tribù di allevatori nomadi,poco a sud della regione del Ferlo e la vecchia capitale St.Louis si trasforma nellla savana abitata dalle popolazioni di agricoltori sedentari,lungo la costa atlantica si susseguono gli antichi villaggi di pescatori e a sud si stende la foresta tropicale abitata da tribù di agricoltori e cacciatori animisti.Le carovaniere provenienti dalla Mauritania e dal Mali arrivavano sul delta del fiume Senegal dove sorgeva un villaggio di pescatori su un&#8217;isolotto, i francesi vi crearono la prima capitale della colonia St.Louis collegandola alla terraferma dal lungo ponte di Faidhorbe,la cittadina prosperò con il suo porto e il centro amministrativo,poi il trasferimentio della capitale a Dakar portò la decadenza e il vecchio mercato di N&#8217;Dar tornò ad essere frequentato da nomadi e mercanti Pehul,Toucoleurs e Mauri. A pochi isolati dal vecchio mercato saheliano,il quartiere e il porto di Guet N&#8217;Dar è un mondo completamente diverso,sempre animatissimo al ritorno serale delle grandi piroghe cariche di pesce donato generosamente da secoli alle tribù di pescatori dal &#8220;Padre Oceano&#8221; e che contituano ad onorare costruendo le loro tombe decorate dalle reti da pesca sulla spiaggia.Lasciando la costa,una vecchia via adoperata dai razziatori di schiavi porta a Touba,dove il santo Amadou Bamba M&#8217;Backé alla fine del secolo scorso fondò la setta islamica del &#8220;Mudrismo&#8221; regolata da una rigida struttura gerarchica sotto l&#8217;autorità di un califfo e dei &#8220;marabout&#8221; e alla quale i fedeli devono offerte e lavoro gratuito,facendo divenire il santuario ricchissimo e potente,ogni anno si tiene la grande celebrazione religiosa del &#8220;Gran Magal&#8221; che richiama oltre duecentomila fedeli da ogni angolo del paese con il loro obolo &#8220;adiya&#8221; per la gloria e ricchezza della confraternita,divenuta anche una rilevante forza politica in Senegal.Ogni venerdì migliaia di fedeli si concentrano nella grande moschea controllati dai guardiani della confraternita &#8220;Baye Fall&#8221;,dopo la preghiera si recano alla tomba di Amadu Bamba M&#8217;Bake al centro del santuario per rendere omaggio al santo fondatore in un grande fervore che anima il cortile dominato dal minareto di ottantasei metri,il più alto dell&#8217;Islam.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Dakar</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="1senegal Dakar" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal/image/thumb/1senegal Dakar.jpg" alt="1senegal Dakar" /></a> </strong>La storia di Dakar è intensa e recente,nel 1902 il governo coloniale francese decise di  trasferire la capitale da St.Louis nel piccolo centro sull&#8217;Atlantico per la posizione del suo porto protetto dalla penisola di Capo Verde e sulle rotte tra l&#8217;Europa,l&#8217;Africa e l&#8217;America,da tempo ben note ai vascelli negrieri.Lo sviluppo fu rapido e disordinato nel consueto contrasto tra i quartieri residenziali più moderni e quelli popolari della città vecchia,tra i grandi edifici pubblici del palazzo presidenziale,l&#8217;Assemblea nazionale,l&#8217;ospedale municipale e altri,il Museo Ifan è l&#8217;unico che in qualche modo si ricollega all&#8217;Africa con con la sua grande raccolta di arte tradizionale,sussulto di &#8220;negritudine&#8221; rinchiuso tra anonime mura europee a ricordare che esistevano culture complesse molto prima dell&#8217;arrivo dei &#8220;civilizzatori bianchi&#8221;.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-senegal&amp;image=1senegal%20Dakar.jpg"></a> Nella città vecchia,la popolazione rappresenta tutte le etnie del paese emigrate nella capitale e che si sono raggruppate in quartieri distinti come grandi villagi urbani e degradati dove cercano di mantenere un tenue legame con le antiche tradizioni originali celebrando qualche festa o cerimonia tribale tra le strade fatiscenti,ma ormai patrimonio solo dei più anziani.La Medina fu creata dopo un&#8217;epidemia di peste nel 1914 e ha atirato la grande migrazione dalle campagne nel suo dedalo di stradine, botteghe e mercati animato da una popolazione eterogenea di Wolof, Lebou, Diola,Serere, Mandingo, Toucoleurs e altre comunità provenienti da tutto il paese,alla periferia di Soubedioune la spiaggia accoglie tutte le sere le grandi piroghe dei Lebou e Serere attese da una folla colorata e vociante che acquista il pesce appena sbarcato nel magnifico spettacolo del tramonto sull&#8217;Atlantico.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-senegal&amp;image=11pop%20lebu%20pesc1.jpg"></a>Tutti poi si perdono nel dedalo dei vecchi quartieri sul lungomare e tra i souq dove si nasconde la &#8220;Corte dei Mauri&#8221;dove gli artigiani dalla Mauritania vendono monili e gioielli ai neri di Dakar,dal minareto della Grande Moschea si spande preciso il richiamo del muezzin alla preghiera serale e la vita si interrompe per rapide orazioni prima di riprendere le attività fino a tardi.La domenica e i giorni di festa il traghetto per Gorèe è sempre carico di famiglie che si concedono una breve gita sulla spiaggia o sui prati ombreggiati dell&#8217;isola davanti Dakar ed è picevole passeggiare tra gli antichi palazzi,le mura e le case del vecchio centro coloniale,ma c&#8217;è un angolo dove tutti si fermano e anche i sorrisi dei bambini si spengono nell&#8217;orrore che trasuda dalle mura della &#8220;Casa degli Schiavi&#8221;.I nonni e i genitori leggono piano ai più piccoli le scritte sui cartelli che indicano le funzioni dell&#8217;edificio:la &#8220;stanza dell&#8217;ingrasso&#8221;,dove i neri razziati nei villaggi venivano ingozzati come oche per aumentarne peso e valore,la &#8220;cella delle punizioni&#8221;dove venivano spellati a frustate i ribelli,le stanze cupe ed umide dove stavano ammucchiati come animali prima di imbarcarsi su un varco che affaccia sull&#8217;Atlantico verso le piantagioni d&#8217;America.Ne morivano come mosche incatenati nelle stive durante la traversata,ma quelli che arrivavano erano i più forti e terminavano la loro esistenza tra gli stenti della schiavitù mentre venivano dichiarate varie &#8220;costuzioni democratiche&#8221; e &#8220;Diritti dell&#8217;Uomo&#8221; dai loro padroni oltre oceano. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-senegal&amp;image=15Gambia%20Mark.jpg"></a>Per qualche famigliola di Dakar la passeggiata domenicale continua su un promontorio dove rimangono le rovine di una vecchia fortezza del seicento che dominava il porto con le navi negriere in rada e i vecchi raccontano che vi risiede l&#8217;antico spirito protettore &#8220;Mame Cumba&#8221; il cui ricordo varcava l&#8217;oceano con gli antenati in catene che lo invocavano.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Casamance</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="11pop lebu pesc1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal/image/thumb/11pop lebu pesc1.jpg" alt="11pop lebu pesc1" /></a> </strong>A sud di Dakar la costa si solleva in rocce ocra che dominano grandi spiagge bianche affacciate sul profondo blu dell&#8217;oceano dove si susseguono i villaggi di pescatori Lebou e Serere,a Popenguine il cattolicesimo contende all&#8217;Islam le anime degli africani con il santuario della Vergine Nera,anche religiosamente questa costa è tutta&#8221;europea&#8221; con i suoi centri turistici che,assieme a santuari,moschee,città e tutto il resto,dopo il colonialismo hanno completato l&#8217;&#8221;esproprio&#8221;di un territorio un tempo dominato dagli antichi equilibri dei villaggi e le comunità che si è perso anche nella memoria degli anziani da queste parti.Dopo il villaggio di Joal,dove è nato il presidente poeta Senghor,dal mare emerge l&#8217;enorme giacimento di conchiglie che forma l&#8217;isola di Fadiouth,poi la costa si nell delta  Saloum dove pellicani, ibis, starne, cicogne, marabout, fenicotteri e aquile pescatrici convivono da sempre con i villaggi dei pescatori Niominka, poco distante le isole Batanti sono abitate dai Mandingo Soce e accampamenti provvisori dei Diola che vengono dalla Casamance per raccogliere il vino di palma.Separata dal resto del Senegal dal piccolo stato del Gambia, la Casamance prende il nome dal fiume che l&#8217;attraversa e che si getta nell&#8217;Atlantico con un delta coperto da foresta tropicale e habitat di una grande varietà di fauna lagunare,la popolazione è costituita da varie popolazioni originarie dalla vicina Guinea: Balante, Baniouck, Mandjack, Mandingo e Diola, che hanno conservato antichi costumi e tradizioni tribali. I villaggi sono sparsi nella foresta dove gli abitanti si sono aperti i loro spazi per i campi di miglio e di riso,i più numerosi sono quelli Diola costituiti dalle &#8220;hank&#8221;,enormi capanne ad &#8220;impluvuim&#8221;che contengono intere comunità di famiglie legate tra loro,le cui abitazioni sono disposte in circolo e affacciano su un ampio cortile interno con al centro un pozzo che raccoglie le acque piovane.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Diola</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="26pop Diola re2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal/image/thumb/26pop Diola re2.jpg" alt="26pop Diola re2" /></a> </strong>Le tradizioni Diola sono legate ai cicli agricoli e al culto degli antenati e i defunti,la cui espressione più singolare è la cerimonia funebre del &#8220;Nyukul&#8221; preceduta da canti,danze e libagioni collettive,poi si interroga il defunto sui motivi del trapasso,che è sempre creduto opera di uno spirito o un individuo malvagio,a seconda dei movimenti provocati da coloro che sostengono la portantina della salma,gli anziani interpretano le risposte.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-senegal&amp;image=23pop%20Diola%20danz1.jpg"></a> Le altre cerimonie collettive legate all&#8217;agricoltura e agli spiriti della natura avvengono alla fine dei raccolti di novembre,animando i villaggi con canti e danze per gran parte della notte che culminano nel cosumo collettivo del vino di palma,durante cui gli anziani ripetono le antiche leggende ai giovani,gli uomini discutono dei raccolti e le donne delle loro faccende.Nei pressi del villaggio di Ossuye si trova la &#8220;Foresta Sacra&#8221;dove risiede il sovrano di tutti i Diola isolato in una capanna con le mogli e un consigliere,egli è la massima autorità e grande depositario della tradizione orale al quale i capi villaggio si rivolgono per ogni controversia o decisione in pittoresche udienze sotto l&#8217;albero sacro al termine delle quali il re,con la sua tunica rossa cerimoniale,emette il suo giudizio imparziale e definitivo ai sudditi.Tradizionalmente la giustizia e la saggezza degli antenati era esercitata dai re,ma il potere dalle regine di Floups &#8220;Sabetho&#8221;che governavano dalla loro residenza nei pressi del di Ayoum,l&#8217;ultima delle quali fu protagonista della lotta contro l&#8217;esercito coloniale francese,le cui gesta furono descritte da André Malraux.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-senegal&amp;image=22pop%20Diola%20danz3.jpg"></a> A simboleggiare il ruolo preponderante delle donne nella società tradizionale Diola,nell&#8217;antico villaggio delle regine alla fine dell&#8217;inverno si  celebra la festa dell&#8217;&#8221;Homobeul&#8221;,che culmina nelle gare cerimoniali di lotta femminile dove le ragazze più giovani e forti dei vari villaggi si affrontano seminude accompagnate dalle acclamazioni di un pubblico pittoresco e variopinto accorso da ogni angolo della Casamance.Tra le isolette e i minuscoli villaggi di pescatori del delta Casamance,i portoghesi costruirono una base per l&#8217;esplorazione e le razzie nell&#8217;interno a Karabane,vecchie rovine fatiscenti coperte di vegetazione tra le quali spiccano le solide mura della &#8220;Casa degli Schiavi&#8221;,per secoli il primo grande centro di raccolta dei neri strappati ai villaggi prima di essere mandati a Gorée e imbarcato oltre l&#8217;Atlantico.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-senegal&amp;image=25pop%20Diola%20re1.jpg"></a>E&#8217; l&#8217;ultimo lembo di Senegal verso la  Guinea e tra le rovine è sorto un piccolo villaggio di pescatori e una missione,p co fuori il pittore e filosofo Malang Badji si è costruito la sua capanna per vivere di caccia e di pesca,depositario di antiche tradizioni e storie di antenati che a volte racconta vendendo le sue tele ai visitatori,ma solo se gli sono simpatici.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="7pop  ferlo  fulbe" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal/image/thumb/7pop  ferlo  fulbe.jpg" alt="7pop  ferlo  fulbe" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="../contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/">Reportages e bibliografie</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/">Sahel</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/la-via-degli-schiavi/">La via degli schiavi</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/24/mostra-africa/">Mostra Africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-africa/" target="_self">geo africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/vie-delafrica/">Vie dell’Africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/category/etno/etno-africa/">etno africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/religioni-africane/">religioni africane</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeoweb.com/"> travelgeoweb</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">Editions</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/ "> i reportages</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/event/">eventi</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/"> Paolo Del Papa</a> <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/bambini/" title="bambini" rel="tag">bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/colonialismo/" title="colonialismo" rel="tag">colonialismo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-africa/" title="Geo Africa" rel="tag">Geo Africa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/" title="Sahel (settembre 5, 2006)">Sahel</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/myanmar/" title="Myanmar (novembre 12, 2006)">Myanmar</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/via-del-congo/" title="Via del Congo (agosto 28, 2006)">Via del Congo</a> (5)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/pakistan/" title="Pakistan (agosto 27, 2006)">Pakistan</a> (4)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/oman/" title="Oman (agosto 30, 2006)">Oman</a> (5)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/12/13/senegal/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Africa Nilocamiti</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/14/africa-nilocamiti/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/14/africa-nilocamiti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2006 14:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etno Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[africa est]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[conquista]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazioni africa]]></category>
		<category><![CDATA[etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[Etno]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[geografica]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[kenya]]></category>
		<category><![CDATA[nilocamiti]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[popoli vinti]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[turkana]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/14/africa-nilocamiti/</guid>
		<description><![CDATA[La vasta regione geografica africana detta regione Somalo-Tan­zaniana, si stende da nord a sud dall&#8217; estremità meridionale dell&#8217; Etiopia all&#8217; intera Tanzania e da ovest ad est  dalla regione dei Grandi Laghi all’Oceano Indiano, carat­terizzata da un insieme di altipiani dai quali emergono giganteschi mas­sicci di origine vulcanica come il Kilimanja­ro, Kenya, Meru, Mawensi. Percorsa interamente dalla Great Rift Valley, la grande spaccatura geolo­gica che corre per oltre 6500 km dalla Palestina al Mozambico, costellata dai grandi laghi, tra i quali il Vittoria Nyanza é il più importante.L’alter­narsi di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12.75pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La vasta regione geografica africana detta regione Somalo-Tan­zaniana, si stende da nord a sud dall&#8217; estremità meridionale dell&#8217; Etiopia all&#8217; intera Tanzania e da ovest ad est  dalla regione dei Grandi Laghi all’Oceano Indiano, carat­terizzata da un insieme di altipiani dai quali emergono giganteschi mas­sicci di origine vulcanica come il Kilimanja­ro, Kenya, Meru, Mawensi. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/Kenya%20N.savana1.jpg"><img title="Kenya N.savana1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/image/thumb/Kenya%20N.savana1.jpg" alt="Kenya N.savana1" align="left" /></a>Percorsa interamente dalla Great Rift Valley, la grande spaccatura geolo­gica che corre per oltre 6500 km dalla Palestina al Mozambico, costellata dai grandi laghi, tra i quali il Vittoria Nyanza é il più importante.L’alter­narsi di alte vette, altipiani, laghi e ampie vallate con savane o boscaglie, ha prodotto particolari forme di in­sediamenti umani individuabili in gruppi di ceppo bantù nelle zone più prossime ai massicci montuosi e in quelle collinari tra Kenya e Tanzania, più favorevoli ad una certa economia agricola, in gruppi Camito-Nilotici nelle pianure e sugli altipiani, con un economia basata esclusivamente sull’allevamento.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/kenya%20pop%20turkana2.jpg"><img title="kenya pop turkana2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/image/thumb/kenya%20pop%20turkana2.jpg" alt="kenya pop turkana2" align="right" /></a>I gruppi negroidi bantù in Kenya e Tanzania hanno subito l’influenza di quelli ca­mito-nilotici, pur conservando carat­teristiche generali proprie; in essi si fanno rientrare i <em>Kikuvu, Kamba, Meru, Luo, Kisii, Nzijikenda, Kipsigi, Pokot </em>ed altri minori.Altri gruppi compren­dono diverse poplazioni di allevatori nomadi,seminomadi o divenuti se­dentari, tra le quali le più importanti sono i <em>Suk,Turkana, Masai, Nandi </em>e una gran varietà di sottogruppi distribuiti tra l&#8217; Etiopia meridionale e il Kenya.Sebbene la varietà antropica e lin­guistica di tutte queste popolazioni sia notevole, sono individuabili es­senziali e determinanti elementi co­muni che inducono a considerarli come appartenenti ad un unico gran­de orizzonte culturale,  il primo e fondamentale é rappresentato in­dubbiamente da quello che é stato definito «complesso del bestiame». <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/kenya%20pop%20Turkana%201.jpg"><img title="kenya pop Turkana 1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/image/thumb/kenya%20pop%20Turkana%201.jpg" alt="kenya pop Turkana 1" align="left" /></a>Un particolare atteggiamento nel rappor­to con le mandrie che porta le popo­lazioni di allevatori a disprezzare quelle sedentarie ed agricole e tale rapporto con il bestiame tenuto dagli allevatori orientali assume forme di vera e propria morbosità affettiva.Il   territorio compreso tra i monti Kenya e Kilimanjaro, caratterizzato da. ottimi pascoli e da un habitat na­turale nel quale si concentra un ab­bondante selvaggina, rappresentò il motivo principale delle successive migrazioni delle tribù di pastori-guerrieri di ceppo Camito-Nilotico provenienti dal nord. Antropologica­mente questo gruppo si caratterizzò in passato da una fusione di caratteri etiopico-camiti e nilotici e ben presto si impose come gruppo culturale, ol­tre che fisico, diffondendosi in una vasta area tra Etiopia, Kenya e Tanzania.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/kenya%20pop%20Turkana3.jpg"><img title="kenya pop Turkana3" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/image/thumb/kenya%20pop%20Turkana3.jpg" alt="kenya pop Turkana3" align="right" /></a> pastori-guerrieri, constantemente alla ricerca di buoni pascoli ove insediarsi si imposero con la forza delle armi alle popolazioni originarie, incuneandosi in una vasta regione abitata da gruppi Bantù, contro i quali si sono scontrati a lungo, ma con i quali hanno  pro­fondi scambi culturali.Indubbiamente quello <em>Masai </em>é il gruppo di gran lunga più rap­presentativo dei Camito-Nilotici, avendo conservato intatti tutti i ca­ratteri fisici e culturali dell’antico gruppo, originario presenta come un incontro tra i caratteri della famiglia linguistica nilotica e quella camitica Galla-somala.I gruppi Nilo camitici, attraverso gli altipiani etiopici, penetrarono prima nell’area sudane­se-ugandese e si organizzarono in un’insieme di tribù ben coordinate tra loro imponendosi a tutte le altre po­polazioni, differentemente da altri gruppi immigrati che, invece, si fra­zionarono in una miriade di tribù in­dipendenti e quindi facilmente assi­milabili.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/kenya%20pop%20Masai1.jpg"><img title="kenya pop Masai1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/image/thumb/kenya%20pop%20Masai1.jpg" alt="kenya pop Masai1" align="left" /></a>Il grande gruppo che si spinse più a sud sotto la pres­sione dei <em>Galla </em>e <em>Bari, </em>organizzati in potenti complessi tribali, furono i Masai che raggiunsero l&#8217; attuale area, ma non ripeterono l’esperienza di sedentarietà completa avuta prece­dentemente e si organizzarono in seminomadismo funzionale alla ricerca e allo sfruttamento ciclico di pascoli, nonché alla razzia, pratica nella quale i Masai divennero ben noti a tutte le altre tribù della regione.Nella secon­da metà del XIX secolo la potente organizzazione dei pastori-guerrieri Masai dominava una vastissima area che andava dal Kenya settentrionale alla Tanzania e addirittura giunsero a minacciare le colonie commerciali europee.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Tanzania/pop%20Tramonto.jpg"><img title="pop Tramonto" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Tanzania/image/thumb/pop%20Tramonto.jpg" alt="pop Tramonto" align="right" /></a>La grande area dominata dai Masai fino alla fine del secolo scorso si restrinse notevolmente in seguito alla colonizzazione europea e all’ espan­sione agricola dei tradizionali nemici <em>Kikuyu</em> su gran parte delle aree di pascolo, fino ad acquistare le dimensioni attuali, tuttavia ciò non  li condi­zionò culturalmente e con­tinuarono la loro vita di pastori-guer­rieri seminomadi rifiutando qualsiasi mescolanza etnica e culturale.Solo alcune tribù furono costrette alla sedentarietà e all’agricoltura, at­tività disprezzata dalle altre, in segui­to ad epidemie e sconfitte belliche, come gli <em>Oikop del </em>Lago Natron e  i <em>Njemps </em>del Baringo che hanno conser­vato però tutti gli altri aspetti di cul­tura Masai tradizionale, mentre i <em>Taveta </em>sono stati quasi interamente assimilati dai vicini gruppi bantù.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/kenya%20pop%20Elmolo1.jpg"><img title="kenya pop Elmolo1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/image/thumb/kenya%20pop%20Elmolo1.jpg" alt="kenya pop Elmolo1" align="left" /></a>La mitologia dei gruppi nilo-camiti  sembra avere oringine comune e le differenze spesso sono limitate solo dai nomi dati alle divinità e antenati mitici, quella Masai fa risalire a Maasinda, mitico figlio del dio Noiterokop, , l’antenato che originò la stirpe, egli ebbe sei figli, ognuno dei quali fondò un clan e gli dettò le leggi.Uno dei principali eroi leggendari della ricca mitologia di tutti i grandi gruppi nilo-camiti é Menelik, figlio della regina di Saba e Salomone, palese riferimento alle antiche origine camite di questo po­polo, che guidò la grande migrazione e conquista del territorio meridionale, poi salì sul Kilimanjaro e scomparve nel cratere Kibo portando con se tutte le ricchezze conquistate. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/Kenya%20pop%20Samburu1.jpg"><img title="Kenya pop Samburu1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya/image/thumb/Kenya%20pop%20Samburu1.jpg" alt="Kenya pop Samburu1" align="right" /></a>Da quel momento il Kilimanjaro fu sacro ed ogni ricchezza, oltre il bestiame, andò perduta; solo<br />
quando sulla terra ricoparirà un di­scendente dell’ eroe mitico tutti i te­sori torneranno ai discendenti di Menelik, compreso il sacro scettro del re Salomone, e sara ripristinato il dominio su tutto l’antico territorio.Il     bestiame rappresenta l’unico bene di tutte le  popolazioni di allevatori nilo-camite, per le quali non é solo l’unico riferimento economico, ma é anche lo strumento della tradizione, l’elemento cioé at­traverso il quale tutta la cultura e la saggezza degli antenati rimane viva, perché essa si basa sul modo di trat­tare, scambiare, curare, organizzare il bestiame e tutta la vita di un masai ruota attorno a questa idea essenzia­le.La religione é basata sul culto del dio-creatore, che i Masai chiamano Ngai, letteralmente «pioggia» nella loro lingua, perchè come la pioggia può abbandonare temporaneamente la sua residenza in cielo per aiutare i suoi figli sulla terra. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-etiopia-sud/6Waito%20trib1.jpg"><img title="6Waito trib1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-etiopia-sud/image/thumb/6Waito%20trib1.jpg" alt="6Waito trib1" align="left" /></a>Egli é sceso più volte sulla terra per intervenire sulle cose del mondo, una delle sue prime venute fu in una re­mota età mitica dominata dal disor­dine: condusse con se il suo bestiame e ne fece dono ai Masai che diventa­rono allevatori, mentre l’altro popolo che abitava il mondo, i <em>Dorobo </em>di­ventarono cacciatori.Per tale mito la razzia non solo non é delitto, ma é obbligo, dato che non fa che riappropriarsi del bestiame che Ngai aveva dato solo a loro e a nessun altra razza.La religiosità, più che alla ritualità vera e propria, si accompa­gna alla magia gestita dagli stregoni che, pertanto, possiedono grande prestigio e autorità.Molti elementi naturali, come ser­penti, animali vari, alberi, erba, sono cosiderati sacri perché veicoli con i quali si può comunicare con la divi­nità, così come alcune semplici azio­ni, come sputare che é anche un se­gno di rispetto e saluto.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-etiopia-sud/15pop%20galeb%20mkt.jpg"><img title="15pop galeb mkt" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-etiopia-sud/image/thumb/15pop%20galeb%20mkt.jpg" alt="15pop galeb mkt" align="right" /></a>L’alto rango assegnato agli stregoni é confermato anche dal fatto che solo essi, assieme ai capi tribù, hanno il diritto di essere sepolti, mentre tutti gli altr defunti vengono abbandonati nella boscaglia, com’é d’uso per gran parte delle popolazioni dell’Africa Orientale. L’organizzazione sociale è fondata sulla famiglia patriarcale, la struttura clanica é presente come elemento aggregante della parentela e dei vincoli di sangue, tuttavia il clan non é esogamo e tantomeno totemico</span></p>
<p class="TxBrp1" style="text-indent: 0cm; line-height: 12.75pt;"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span></em><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><em>Sintesi degli studi e pubblicazioni realizzati da <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a> nel corso di  spedizioni tra l&#8217; Etiopia meridionale, il Kenya e la regione dei Grandi Laghi.</em><br />
L’Istituto Geografico IGM</span></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157626920373241/">Vie  Africa</a> <a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157627039065294/">Tribu’ Africa</a> <a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157626690139736/"> Sudan</a> <a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157626568681743/">Ethiopia</a> <a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157626693056994/">Kenya Tanzania</a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">altre foto :</span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-etiopia-sud"> Etiopia sud</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya">Kenya</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Tanzania">Tanzania</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.travelgeo.it/category/africa/">Reportages Africa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/vie-delafrica">Vie dell&#8217;Africa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/01/le-montagne-della-luna/">Africa esplorazioni</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/03/arte-e-corpo-africa/">Arte del corpo</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/">Reportages e bibliografia</a><br />
</span><a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/24/mostra-africa/">Mostra  Africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-africa/" target="_self">geo africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/category/etno/etno-africa/">etno  africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/religioni-africane/">religioni  africane</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeoweb.com/"> travelgeoweb</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">Editions</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/ "> i  reportages</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/event/">eventi</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/"> Paolo Del  Papa</a> <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></p>
<p class="TxBrp1" style="text-indent: 0cm; line-height: 12.75pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12.75pt;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/africa-est/" title="africa est" rel="tag">africa est</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte-del-corpo/" title="arte del corpo" rel="tag">arte del corpo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquista/" title="conquista" rel="tag">conquista</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/esplorazioni/" title="esplorazioni" rel="tag">esplorazioni</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/esplorazioni-africa/" title="esplorazioni africa" rel="tag">esplorazioni africa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/etiopia/" title="etiopia" rel="tag">etiopia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/etno/" title="Etno" rel="tag">Etno</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/faccia-a-faccia/" title="faccia a faccia" rel="tag">faccia a faccia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-africa/" title="Geo Africa" rel="tag">Geo Africa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geografica/" title="geografica" rel="tag">geografica</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/india/" title="india" rel="tag">india</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/kenya/" title="kenya" rel="tag">kenya</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nilocamiti/" title="nilocamiti" rel="tag">nilocamiti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nomadi/" title="nomadi" rel="tag">nomadi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli-vinti/" title="popoli vinti" rel="tag">popoli vinti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/religione/" title="religione" rel="tag">religione</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/turkana/" title="turkana" rel="tag">turkana</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/viaggi/" title="viaggi" rel="tag">viaggi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/13/kenya-turkana/" title="Kenya Turkana (settembre 13, 2006)">Kenya Turkana</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa/etiopia/" title="Etiopia (dicembre 4, 2006)">Etiopia</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa/kenya/" title="Kenya (dicembre 3, 2006)">Kenya</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2007/02/04/eslorazioni-e-colonie/" title="Esplorazioni e colonie (febbraio 4, 2007)">Esplorazioni e colonie</a> (1)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/14/africa-nilocamiti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Botswana</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/13/botswana/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/13/botswana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2006 14:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adventure]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[boscimani]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[popoli vinti]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/13/botswana/</guid>
		<description><![CDATA[ “..Se guardo dal fondo dell’abisso dal lato della sponda destra, non si distingue che una nube fitta la cui massa bianca, nel  momento in cui la guardo, è circondata da brillanti arcobaleni..”
Non è la descrizione di qualche mondo fanta­stico, ma una delle annotazioni prese da Livingstone nel novembre del 1855 davanti lo spettacolo del Mosi-O-Tunya, il “Fumo che tuona”, meglio noto come cascate Vittoria. Il fiume Zambezi precipita fragorosamente tra immensi spruzzi d’ acqua che provocano una pioggia perenne in una vasta area circostante, rifrangendo la luce e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="TxBrp3" style="text-indent: 0cm; line-height: 14.15pt"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"> “..Se guardo dal fondo dell’abisso dal lato della sponda destra, non si distingue che una nube fitta la cui massa bianca, nel  momento in cui la guardo, è circondata da brillanti arcobaleni..”</span></em></p>
<p class="TxBrp2" style="line-height: 14.15pt"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Non è la descrizione di qualche mondo fanta­stico, ma una delle annotazioni prese da Livingstone nel novembre del 1855 davanti lo spettacolo del <em>Mosi-O-Tunya</em>, il “Fumo che tuona”, meglio noto come cascate Vittoria.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-zimbabwe/Victoria%20falls.jpg"><img title="Victoria falls" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-zimbabwe/image/thumb/Victoria%20falls.jpg" alt="Victoria falls" align="left" /></a> Il fiume Zambezi precipita fragorosamente tra immensi spruzzi d’ acqua che provocano una pioggia perenne in una vasta area circostante, rifrangendo la luce e producendo quei fantastici arcobaleni che continuano ad incantare i visitatori fin dai tempi del celebre esplora­tore britannico. Poco è cambiato in questo luogo considerato uno dei più affascinanti dell’ intera Africa che ho scelto co­me punto di partenza per uno degli itinerari sulle vie dei primi esploratori che ho compiuto nel continente Nero.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana/17SavanaTramCaval.jpg"><img title="17SavanaTramCaval" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana/image/thumb/17SavanaTramCaval.jpg" alt="17SavanaTramCaval" align="right" /></a>Qui corre il confine tra Zambia e Zimbabwe e poco più a sud si stende quello che all‘ epoca di Livingstone era ancora il miste­rioso e selvaggio “territorio degli Tswana’‘ <em>Botswana</em>, con la sua savana, le paludi del nord e il deserto del Kalahari che lo stes­so grande esploratore non osò affrontare, aggirandolo, per raggiungere il lago Ngami.I 600.372 Kmq. di questo territorio rappresentano una delle zone meno popolate del continente, dominio di una Natura grandiosa e sel­vaggia, alla quale si sono adattate popolazioni che hanno vissuto isolate per secoli conservando culture originarie.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana/12Botsw%20pop%20kavango%20vill2.jpg"><img title="12Botsw pop kavango vill2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana/image/thumb/12Botsw%20pop%20kavango%20vill2.jpg" alt="12Botsw pop kavango vill2" align="left" /></a>La più numerosa è quella degli Tswana del gruppo linguistico Sotho e spinti qui dalle tribù <em>Ndebele</em> prima e dai coloni boeri e inglesi poi, tradizionalmente divisi in monarchie indipendenti che sopravvivono con i loro sistemi culturali e sociali dei gruppi <em>Ngwaketae, Bukgatla, Bakgafela, Newato e Bakwena</em>, i cui consigli tribali mantengono i rapporti con l’autorità statale.Dopo la frontiera con lo Zambia a Kazangula , in un villaggio si tiene un grande raduno di tutti i gruppi della regione che culmina in uno spettacolo per ricordare le antiche leggende tribali, le figure mitologiche e gli episodi del la memoria collettiva.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-zimbabwe/Zamb%20danz%20masch1.jpg"><img title="Zamb danz masch1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-zimbabwe/image/thumb/Zamb%20danz%20masch1.jpg" alt="Zamb danz masch1" align="right" /></a>Isolati dagli altri spettatori assistono i capi <em>Kgosi</em> e i discendenti degli antenati fondatori che costituiscono l ‘aristocrazia Tswana.Ogni clan possiede propri simboli totemici che rappresentano l’ animale che nell’ età mitica aiutò l’antenato a creare la sua stirpe: il coccodrillo per il clan dei <em>Kwena</em>, l’ antilope per i <em>Palong</em>, la gazzella per i <em>Nguato</em>, la scimmia per i <em>Kgathla</em> e l’ elefante per i potenti <em>Kalahari</em>.La vita spirituale è fondata su una radice linguistico­ concettuale, <em>Dia</em>, che indica l’ Energia Vitale presente in tutte le cose e per la quale <em>Mo­Dima</em> è l’ Essere Supremo, i <em>No-Dima</em> sono le entità soprannaturali e gli antenati mitici, <em>Mo-Dima</em> gli spiriti malvagi che minacciano la collettività e contro i quali occorre l’esercizio della magia esorcistica, infine vi sono gli spiriti benigni della Natura che hanno sede nelle piante della savana, oggetto di culto e offerte votive.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana/24botsw%20pop%20kalahari1.jpg"><img title="24botsw pop kalahari1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana/image/thumb/24botsw%20pop%20kalahari1.jpg" alt="24botsw pop kalahari1" align="left" /></a>Come nel resto dell’ Africa tradizionale l’ esistenza sociale e spirituale trae essenza dall‘ ambiente in un equilibrio che non deve essere mai turbato, salvaguardandolo con le immutabili leggi della tradizione in tutti i suoi componenti: le piante, gli animali, i fenomeni naturali come le cascate <em>Nosi-O-Tunya </em>e la selvaggia regione del Chobe.Un’ enorme savana popolata da una grande varie­tà di animali nella quale la presenza umana è sporadica, il Chobe è ancora un’ Africa arcaica dove si viaggia su piste impegnative accampandosi con i fuochi accesi per tenere lontano i predatori. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana/3Botsw%20Okavango2.jpg"><img title="3Botsw Okavango2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana/image/thumb/3Botsw%20Okavango2.jpg" alt="3Botsw Okavango2" align="right" /></a>La stagione delle piogge appena terminata ha lasciato piccoli stagni che attirano elefanti, giraffe, bufali, gazzelle e antilopi, mentre il cielo è animato da centinaia di uccelli di specie diverse: la dimensione di  un’ Africa “senza tempo che cresce nei giorni di  traversata de parco fi­no ai margini del Kalahari.All’alba gli animali che si abbe­verano negli stagni provvisori a gruppi, quando il sole è alto e arroventa la terra la vita sembra sospe­sa e cerca riparo dal calore negli angoli più nascosti, per poi riprendere nel tardo pomeriggio in un continuo vaga­re alla ricerca di prede o di pascolo.</span></p>
<p class="TxBrp2" style="line-height: 14.15pt"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"> </span></p>
<p class="TxBrp2" style="line-height: 14.15pt"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Foto:</span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana">Botswana</a></p>
<p class="TxBrp2" style="line-height: 14.15pt"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/"></a></span></p>
<p class="TxBrp2" style="line-height: 14.15pt">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/adventure/" title="Adventure" rel="tag">Adventure</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/boscimani/" title="boscimani" rel="tag">boscimani</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/continente/" title="continente" rel="tag">continente</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/faccia-a-faccia/" title="faccia a faccia" rel="tag">faccia a faccia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-africa/" title="Geo Africa" rel="tag">Geo Africa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/iran/" title="iran" rel="tag">iran</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/itinerari/" title="itinerari" rel="tag">itinerari</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/libri/" title="libri" rel="tag">libri</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli-vinti/" title="popoli vinti" rel="tag">popoli vinti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/viaggi/" title="viaggi" rel="tag">viaggi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-dogon/" title="Mali Dogon (settembre 5, 2006)">Mali Dogon</a> (1)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/03/arte-e-corpo-africa/" title="Arte e corpo Africa (settembre 3, 2006)">Arte e corpo Africa</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/" title="Sahel (settembre 5, 2006)">Sahel</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/myanmar/" title="Myanmar (novembre 12, 2006)">Myanmar</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/13/botswana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Africa Vudù</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/13/africa-vudu/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/13/africa-vudu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2006 14:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etno Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[animismo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[caraibi]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[popoli vinti]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vudu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/13/africa-vudu/</guid>
		<description><![CDATA[Padre della ricchezza. Re che possiede e che vede./Le tue braccia sono piccole, ma tu ricevi doni dai ricchi./Il coccodrillo non ha vestito, ma la sua pelle è un vestito molto caro/ Antenati che celebrate il vodù, noi vi rendiamo omaggio!/Che l’antenato coccodrillo sia lodato./Re misterioso io ti rendo omaggio.
Così recita il poetico canto intonato al potente spirito di Toxosu dalle popolazioni tribali del Togo e del Benin prima dei più importanti riti Vudù, l’ arcaica e complessa religione animista della regione, le cui manifestazioni esoteriche hanno varcato l ‘ ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="TxBrp20" style="text-align: justify; line-height: normal"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Padre della ricchezza. Re che possiede e che vede./Le tue braccia sono piccole, ma tu ricevi doni dai ricchi./Il coccodrillo non ha vestito, ma la sua pelle è un vestito molto caro/ Antenati che celebrate il vodù, noi vi rendiamo omaggio!/Che l’antenato coccodrillo sia lodato./Re misterioso io ti rendo omaggio.</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Così recita il poetico canto intonato al potente spirito di Toxosu dalle popolazioni tribali del Togo e del Benin prima dei più importanti riti Vudù, l’ arcaica e complessa religione animista della regione, le cui manifestazioni esoteriche hanno varcato l ‘ Atlantico con gli schiavi e si sono radicate tra le comunità afroamericane del Nord America, i Caraibi e il Brasile.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo/13Togo%20pop%20%20vudu2.jpg"><img title="13Togo pop  vudu2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo/image/thumb/13Togo%20pop%20%20vudu2.jpg" alt="13Togo pop  vudu2" align="left" /></a>Nell’ antica lingua degli antenati significa <em>Segno del Profondo</em>, chiamato anche Yevhè o <em>Potenza astuta della Buca, </em>perché il Vudù è occulto, nascosto nella Terra e nell’ Universo di cui è l’ essenza, misterioso e potente e si manifesta solo con i suoi effetti agli uomini durante i riti,Esso è la forza segreta dell’ Universo ed ha duplice essenza materiale e spirituale, sembra che si lasci dominare da coloro che hanno il potere di evocarlo durante i riti, ma poi sfugge e si riafferma come il misterioso Ordine dell’ Universo che governa tutte le sue forze, inviato nella notte dei tempi dall’ Essere Supremo Mawu che si isolò dagli uomini perché sciocchi e malvagi .<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo/16Togo%20pop%20vudu4.jpg"><img title="16Togo pop vudu4" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo/image/thumb/16Togo%20pop%20vudu4.jpg" alt="16Togo pop vudu4" align="right" /></a>Egli inviò il Vudù per governare l’ Universo e la terra, per aiutare l’ umanità a non distruggersi con il suo comportamento e riaffermare l’ ordine immutabile delle cose e degli spiriti.Per entrare nella comunità del Vudù si seguono lunghe e complesse regole iniziatiche, la prima è il <em>tudede</em> che si tiene dopo tre anni durante cui  l’ iniziando viene sottoposto ad un esame severo dagli anziani, anche se l’ iniziando fosse defunto per sventura .Il giovane viene sottoposto ad un rito di purificazione lavato con acqua mescolata a particolari erbe magiche, poi asperso dal sangue di un volatile sacrificato che è un gallo o un montone nel più potente rito del <em>Vudù</em> <em>Toxosu, </em>un pulcino<em> </em>in quello del<em> Vudù Heviesso</em>In quest’ ultimo la cerimonia avviene di notte in un luogo sacro dove incrociano due sentieri fuori dal villaggio, nel più potente <em>Toxosu </em>si celebra in un zona di foresta vicino ad un ruscello o un fiume al mattino.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-benin/togo%20ewe%20b.jpg"><img title="togo ewe b" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-benin/image/thumb/togo%20ewe%20b.jpg" alt="togo ewe b" align="left" /></a>Dopo il rito e il sacrificio agli iniziati vengono affidati le vesti, dei campanelli, conchiglie e una striscia di stoffa che cinge la testa, siboli del Vudù, quindi deve trascorrere la prima notte di adepto al culto.Il giorno dopo viene esaminato su ciò che ha appreso durante i tre anni trascorsi come novizio nel recinto sacro e sull’ antica lingua del Vudù, copletamente isolato dalla famiglia e da tutti coloro che non appartengono alla comunità Vudù con i quali non può avere relazioni, rinunciando ad adoperare qualsiasi oggetto e cosa che non sia parte della tradizione e provenga dal mondo moderno e dai bianchi.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-ghana/16ghana%20pop%20Ashanti%20danz1.jpg"><img title="16ghana pop Ashanti danz1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-ghana/image/thumb/16ghana%20pop%20Ashanti%20danz1.jpg" alt="16ghana pop Ashanti danz1" align="right" /></a>Dopo le prime cerimonie egli è pronto a farsi incidere e tatuare sulla schiena, le braccia e la fronte i simboli esoterici del Vudù di appartenenza, una delle varie categorie nelle quali è suddiviso il culto, oltre alle distinzioni universali  tra quelli del Cielo, della Terra, del Mare e dei Fiumi.Il <em>Togbi Vudù</em> è quello più antico e potente inviato dall’ Essere Supremo, mentre il <em>Bo Vudù</em> è quello magico e degli amuleti creato dagli uomini per contrastare la magia nera e la stregoneria praticata dai malvagi che sono riusciti ad impssessarsi di alcuni segreti del rito.Nel Togbi Vudù sono copresi il potente “Vudù del Fulmine” <em>Heviesso</em> , quello femminile <em>Agbui</em> che modera la violenza maschile dell’ Heviesso durante le cerimonie, spesso irridendolo, il collerico e autoritario “ Vudù del Vaiolo” <em>Sakpate, </em> quindi i “Vudù della Comunicazione” <em>Da</em>, il cui simbolo è il serpente<em> </em>ed è necessario a far manifestare tutti gli altri Vudù rendendoli visibili al resto della collettività.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo/10Togo%20pop%20Somba1.jpg"><img title="10Togo pop Somba1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo/image/thumb/10Togo%20pop%20Somba1.jpg" alt="10Togo pop Somba1" align="left" /></a>Gli appartenenti al <em>Toxosu </em>sono riconoscibili dalle vesti scarlatte simbolo regale perché as esso appartenne la dinastia del regno di Abomey , curiosamente possiedono un copricapo di tipo europeo, derivante dai contatti che aveva il potente e sanguinario regno con i trafficanti bianchi con i quali commerciava schiavi.Il vasto ed intrigato mondo del Vudù comprende poi il Vudù delle Nascite che regola la procreazione e si celebra su altari sacrificali con vari riti tra i quali quello dei “Bambini Podalici” <em>Ago </em>e quello dei “Gemelli”<em> Venavi, </em>il potente<em> </em>Vudù dello “Spirito della Foresta<em>” Age, </em>che favorisce le scoperte, le invenzioni e le medicine.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-ghana/39ghana%203.jpg"><img title="39ghana 3" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-ghana/image/thumb/39ghana%203.jpg" alt="39ghana 3" align="right" /></a>Ogni Vudù possiede un suo significato e un compito specifico assegnato dall’ Essere Supremo per governare l’ ordine e l’ equilibrio dell’ Universo e interviene in favore di coloro che lo invocano con i riti, chiunque rienga di essere oggetto di magia nera ricorre al <em>Vudù del Fulmine</em> per protezione, esso opera anche contro le forze malefiche che impediscono la pioggia o danneggiano l’ agricoltura, dai ladri e malfattori vari, mentre qualsiasi Vudù è adatto alla cura e la guarigione di malattie e infermità con i riti appropriatiE’ sufficiente l’ invocazione per ottenere l’ intervento del Vudù, ma essa deve sempre avvenire secondo i riti e cerimonie della tradizione che vengono trasmessi attraverso l’ inziazione ad  esso che è una  libera scelta dell’ individuo, salvo quando non sia il Vodù stesso a scegliere qualcuno indipendentemente dalla sua volontà.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo/12Togo%20pop%20vudu5.jpg"><img title="12Togo pop vudu5" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo/image/thumb/12Togo%20pop%20vudu5.jpg" alt="12Togo pop vudu5" align="left" /></a>L’ iniziazione può essere anche ereditaria quando un individuo la desidera per proteggere tutta la famiglia e quando muore un membro della stessa eredita tale ruolo e si sottopone a tutte le pratiche iniziatiche attraverso la “Corda del Sangue” <em>huka </em>per sostituire il defunto.Per le donne sono previste cerimonie iniziatiche diverse, tra le quali la “ Riunione delle Stuoie” <em>azakplìkpli</em>, la ragazza si stende su una stuoia incrociando la gamba destra con quella sinistra di un bambino e diventa “ Sposata al Vudù” <em>vodussiè, </em>tuttavia libera di tornare alla famiglia e sposarsi rinunciando al Vudù</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Foto reportages:</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-benin">Benin</a></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-ghana">Ghana</a></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo">Togo</a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.travelgeo.it/category/africa/">Reportages Africa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/la-via-degli-schiavi/">Via degli Schiavi</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa-nord-ovest/">reportages e bibliografie</a></span></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/24/mostra-africa/">Mostra  Africa </a><a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-africa/" target="_self">geo africa </a><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/vie-delafrica/">Vie  dell’Africa</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/category/etno/etno-africa/">etno  africa </a><a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/religioni-africane/">religioni  africane</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeoweb.com/"> travelgeoweb</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">Editions</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/ "> i  reportages</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/event/">eventi</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/"> Paolo Del  Papa</a> <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"> </span></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/animismo/" title="animismo" rel="tag">animismo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/bambini/" title="bambini" rel="tag">bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/brasile/" title="brasile" rel="tag">brasile</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/caraibi/" title="caraibi" rel="tag">caraibi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/faccia-a-faccia/" title="faccia a faccia" rel="tag">faccia a faccia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-africa/" title="Geo Africa" rel="tag">Geo Africa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/libri/" title="libri" rel="tag">libri</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/mostre/" title="mostre" rel="tag">mostre</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli-vinti/" title="popoli vinti" rel="tag">popoli vinti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/religione/" title="religione" rel="tag">religione</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/religioni/" title="religioni" rel="tag">religioni</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/viaggi/" title="viaggi" rel="tag">viaggi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/violenza/" title="violenza" rel="tag">violenza</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vudu/" title="vudu" rel="tag">vudu</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/09/ewe/" title="Ewe (settembre 9, 2006)">Ewe</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/08/lobi-e-somba/" title="Lobi e Somba (settembre 8, 2006)">Lobi e Somba</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/06/19/congo-pigmei/" title="Congo Pigmei (giugno 19, 2006)">Congo Pigmei</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/06/19/congo/" title="Congo (giugno 19, 2006)">Congo</a> (9)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/13/africa-vudu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sahel</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 11:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adventure]]></category>
		<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[conquista]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[occhi di bambini]]></category>
		<category><![CDATA[otografia]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[popoli vinti]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[sahara]]></category>
		<category><![CDATA[tuareg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/</guid>
		<description><![CDATA[Terra di confine
Tra il Sahara e le savane africane si stende l&#8217;immenso territorio arido che va dalla Mauritania al Sudan,attraverso il Mali, Niger e Burkina Faso, quattro milioni di chilometri quadrati tra l&#8217; Africa &#8220;bianca&#8221; e quella &#8220;nera&#8221; che gli arabi hanno chiamato Sahel, &#8220;terra di confine&#8221;.La media delle precipitazioni difficilmente supera i trecento millimetri negli anni più piovosi e concentrate in brevi periodi durante i quali la preziosa umidità evapora per il novanta per cento nell&#8217;aria torrida che asciuga il terreno non in grado di trattenerla,scarsa fonte di vita ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Terra di confine</strong><br />
Tra il Sahara e le savane africane si stende l&#8217;immenso territorio arido che va dalla Mauritania al Sudan,attraverso il Mali, Niger e Burkina Faso, quattro milioni di chilometri quadrati tra l&#8217; Africa &#8220;bianca&#8221; e quella &#8220;nera&#8221; che gli arabi hanno chiamato Sahel, &#8220;terra di confine&#8221;.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-senegal"><img class="ZenphotoPress_thumb alignleft" title="6ferlo area" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=africa-senegal&amp;i=6ferlo area.jpg&amp;s=thumb" alt="6ferlo area" /></a>La media delle precipitazioni difficilmente supera i trecento millimetri negli anni più piovosi e concentrate in brevi periodi durante i quali la preziosa umidità evapora per il novanta per cento nell&#8217;aria torrida che asciuga il terreno non in grado di trattenerla,scarsa fonte di vita solo per la steppa e l&#8217;erba gialla markouba, mentre il deserto avanza inesorabilmente sui magri pascoli stagionali dei nomadi che si spingono verso le zone più meridionali.Essi sfruttano al massimo i pascoli periodici senza un ordine preciso e nella brevissima stagione umida le tribù con il bestiame si attestano vicino alle occasionali pozze pluviali fino al loro inaridimento per ricominciare la ricerca di altre zone verso le lontane paludi del Niger,per secoli i hanno cercato di adattare l&#8217;ambiente tracciando piste e scavando pozzi,ma dove riescono a produrre un pascolo occasionale lo sfruttano completamente,perchè il nomade non può che seguire il suo gregge che,a sua volta,cerca l&#8217;acqua e il foraggio,un ciclo arcaico reagolato da bisogni primari senza pianificazione e dettato solo dalle leggi naturali e da convenzioni secolari tra Tuareg, Tebu, Mauri, Pehul, Fulbe, Toucoleurs ed altri,nonchè con le popolazioni di agricoltori neri sedentari del sud. e nella savana,per l&#8217;arcaico scambio dei rispettivi prodotti e che ha permesso la nascita di importanti centri carovanieri.Tra tutti i nomadi i Tuareg riescono a mantenere il difficile e spesso drammatico rapporto con questo ambiente,saldamente legati ad una società regolata da tradizioni antichissime,essi penetrarono nel Sahel dal Sahara raggiungendo il Niger nel settimo secolo,depositari di una cultura originale particolarmente legata all&#8217;ambiente e a tradizioni ancestrali,condividendo con le altre tribù un&#8217; esistenza arcaica dalle regole immutabili,le transumanze,il traffico carovaniero e gli scambi con gli agricoltori, un equilibrio spesso turbato da periodi nefasti di siccità, carestie, violenti conflitti etnici e le razzie periodiche nei centri del sud.Quando i francesi iniziarono la conquista dell&#8217; immenso sud sahariano e il contiguo Sahel, le tribù nomadi cercarono di resistere, ma solo i Tuareg riuscirono a superare gli antichi contrasti tribali e riunire le loro confederazioni opponendosi fieramente agli europei per decenni fino alla capitolazione nel 1917.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-mali"><img class="ZenphotoPress_thumb alignright" title="carov schiav" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=africa-mali&amp;i=carov schiav.jpg&amp;s=thumb" alt="carov schiav" /></a>L&#8217;oleografica &#8220;epopea&#8221; della Legione Straniera continuò per anni sterminanando intere tribù e favorendo le popolazioni di agricoltori neri sedentari  nell&#8217;occupazione di vaste aree tradizionalmente occupate dai pascoli,spingendo i nomadi nelle zone più inospitali,i Tuareg furono i più colpiti,alcune confederazioni si sciolsero e molti clans si disgregarono,le famiglie più potenti persero di autorità e un ordine secolare venne completamente sconvolto.Anche tra gli altri nomadi la tradizionale propietà collettiva del bestiame si trasformò in propietà privata e l&#8217;antica coesione del tribale disgregata, riducendo coloro che non posseggono bestiame a servi, creando una grande differenziazione tra i vari gruppi per la quale solo un decimo di essi possiede allevamenti eccedenti alle esigenze e che può arrivare a seicento bovini e novanta cammelli, i tre decimi non oltre i cinquanta bovini e dieci cammelli, mentre il resto delle popolazioni saheliane possiede solo qualche capo assolutamente insufficiente alla sopravvivenza.Negli ultimi venti anni vi sono stati periodi di siccità che hanno sconvolto ripetutamente i pascoli del Sahel, provocando bibliche migrazioni verso i miserabili campi profughi in Mali e in Niger ad enormi distanze da percorrere a piedi:le tribù, i clan ,le famiglie si divisero in piccoli gruppi lottando con il tempo, la fame, la sete e le malattie ed ognuno pensò alla propria sopravvivenza.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali">Foto reportage Mali </a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara">Foto reportage sahara</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-popolazioni/"><br />
</a><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa/mali/"></a></span></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arabi/" title="arabi" rel="tag">arabi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/bambini/" title="bambini" rel="tag">bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquista/" title="conquista" rel="tag">conquista</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne-nel-mondo/" title="donne nel mondo" rel="tag">donne nel mondo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/faccia-a-faccia/" title="faccia a faccia" rel="tag">faccia a faccia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-africa/" title="Geo Africa" rel="tag">Geo Africa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/libri/" title="libri" rel="tag">libri</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nomadi/" title="nomadi" rel="tag">nomadi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/occhi-di-bambini/" title="occhi di bambini" rel="tag">occhi di bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/otografia/" title="otografia" rel="tag">otografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli-vinti/" title="popoli vinti" rel="tag">popoli vinti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/sahara/" title="sahara" rel="tag">sahara</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/tuareg/" title="tuareg" rel="tag">tuareg</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-dogon/" title="Mali Dogon (settembre 5, 2006)">Mali Dogon</a> (1)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/03/arte-e-corpo-africa/" title="Arte e corpo Africa (settembre 3, 2006)">Arte e corpo Africa</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/13/laos/" title="Laos (settembre 13, 2006)">Laos</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/algeria/" title="Algeria (dicembre 7, 2006)">Algeria</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mali Dogon</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-dogon/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-dogon/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 10:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etno Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[Event]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[occhi di bambini]]></category>
		<category><![CDATA[otografia]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[pigmei]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[popoli vinti]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-dogon/</guid>
		<description><![CDATA[La falesia di Bandiagara
Sangha é uno sperduto villaggio nella savana del Mali al confine con il Burkina Faso dal quale si accede alla falaise di Bandiagara, un&#8217; alta parete rocciosa sotto la quale sono arroccati i villaggi dei Dogon , una delle popolazioni più affascinanti dell&#8217; Africa occidentale che ancora conserva il &#8220;mistero&#8221; di antiche cerimonie che si perdono nella storia di un continente tanto violentato quanto  poco conosciuto.La &#8220;falaise&#8221; si apre improvvisamente e rocce &#8220;lunari&#8221;  precipitano come una scogliera in una savana nascosta dove per secoli, Irelit ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La falesia di Bandiagara</strong><br />
Sangha é uno sperduto villaggio nella savana del Mali al confine con il Burkina Faso dal quale si accede alla falaise di Bandiagara, un&#8217; alta parete rocciosa sotto la quale sono arroccati i villaggi dei Dogon , una delle popolazioni più affascinanti dell&#8217; Africa occidentale che ancora conserva il &#8220;mistero&#8221; di antiche cerimonie che si perdono nella storia di un continente tanto violentato quanto  poco conosciuto.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/Mali%20dogon%20vill2.jpg"><img title="Mali dogon vill2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/image/thumb/Mali%20dogon%20vill2.jpg" alt="Mali dogon vill2" align="left" /></a>La &#8220;falaise&#8221; si apre improvvisamente e rocce &#8220;lunari&#8221;  precipitano come una scogliera in una savana nascosta dove per secoli, Irelit è il primo villaggio che si incontra appena scesi dalla parete rocciosa attraverso antichi passaggi.Le capanne cilindriche dalle mura di fango e il tetto conico di rami sono aggruppate come case di fate uscite da un mondo di favola.Antiche leggende raccontano che i Dogon arrivarono nella zona forse provenendo dal Golfo di Guinea otto secoli fa divisi in quattro grandi tribù,le &#8220;Ono&#8221; e &#8220;Donno&#8221; si stabilirono nella savana di Sangah, quella &#8220;Dyon&#8221; sull &#8216;altipiano di Bandiagara e la &#8220;Aru&#8221; si avventurò nella falaise all&#8217; epoca abitata dai Tellem, cacciatori dalle origini misteriose che praticavano strani riti magici.I più evoluti agricoltori Dogon scacciarono i cacciatori Tellem dalla storia e ne rimangono solo le abitazioni troglodite scavate nella parete rocciosa, i nuovi riti si mescolarono con alcune delle misteriose pratiche magiche dei Tellem che a loro volta avevano appreso dalla più antica popolazione dei pigmei Andaouboulu persa nella notte dei tempi e ricordata dalla tradizione orale.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/Mali%20dogon%20vil.jpg"><img title="Mali dogon vil" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/image/thumb/Mali%20dogon%20vil.jpg" alt="Mali dogon vil" align="right" /></a>L&#8217;economia dei Dogon è rimasta la stessa degli antenati che si stabilirono nella falaise, una povera agricoltura affidata ai clan, ognuno dei quali lavora a rotazione un terreno coltivato a miglio e cipolle, mentre le famiglie possiedono orticelli per il proprio fabbisogno, anche l&#8217;agricoltura è intimamente connessa con la mitologia ed ogni ciclo agricolo possiede una sua simbologia, sempre oggetto di riti e cerimonie propiziatorie che &#8220;attivano&#8221; l&#8217; energia vitale latente della terra e delle piante.</p>
<p><strong>Tra mito, storia e filosofia</strong><br />
Nel villaggio di Tirelit stanno gli anziani più sapienti depositari della tradizione orale che si tramandano da sempre e dove risiede il più saggio di tutti, difficilmente disponibile a spiegare cose che nessun straniero potrebbe capire e infastidito dai bianchi che scendono nella falaise per &#8220;guardare&#8221;, senza la capacità di &#8220;ascoltare&#8221;.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/Mali%20dogon%20vill1.jpg"><img title="Mali dogon vill1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/image/thumb/Mali%20dogon%20vill1.jpg" alt="Mali dogon vill1" align="right" /></a>Sono stato a lungo ad ascoltarlo, come un rito che racconta in cantilena il succedersi degli eventi naturali e sovrannaturali perchè il mondo dei &#8220;viventi&#8221; non è separato da quello dei morti e degli spiriti e tutto rientra in un&#8217; unica grande armonia universale, così fece l’ Ogon cieco Ogotommeli all’ antropologo francese  Marcel Griaule cinquanta anni prima.Secondo la mitologia &#8220;Amma&#8221; è l&#8217;energia vitale cosmica, Essere Supremo e Creazione Continua che generò la terra come femmina e si unì ad essa spargendovi il suo seme ,il &#8220;Nommo&#8221;, l&#8217;energia vitale di tutte le cose che divenne acqua, sangue, fuoco e &#8220;parola&#8221;che ridesta tutte le energie latenti.Prima tra tutte quella degli &#8220;Esistenti&#8221; vivi e defunti che sono superiori ai viventi perchè capaci di alimentarne l&#8217;energia vitale e proteggerla, attraverso la discendenza si perpetua il &#8220;Nommo&#8221; degli uomini e la più grande sciagura è non procreare interrompendo il flusso e limitando l&#8217;esistenza alla sola vita del corpo.</p>
<p><strong>L’ energia vitale</strong><br />
Ai neonati si impone il nome dei defunti che vegliano sulla discendenza e ne accrescono l&#8217; energia vitale, ma che si trova allo &#8220;stato puro&#8221; solo nei morti, perciò gli anziani partecipano alla natura degli antenati perchè sono più prossimi al momento del trapasso dopo aver superato tutte le fasi della conoscenza.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/MaliDogon4.jpg"><img title="MaliDogon4" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/image/thumb/MaliDogon4.jpg" alt="MaliDogon4" align="left" /></a> I vivi devono rafforzare l&#8217;energia vitale &#8220;Nommo&#8221; dei defunti con riti e sacrifici operati dal discendente più anziano del capostipite e tutta la cosmologia Dogon è una perfetta gerarchia di equilibri universali nella quale il &#8220;Nommo&#8221; si attiva con la &#8220;Parola&#8221;, solo ciò che non si può &#8220;nominare&#8221; è considerato irreale, tutto ciò che si può evocare con la parola produce sempre un effetto nell&#8217; Universo ed ogni trasformazione nella natura e nelle cose è un fluire di forze. Anche la struttura delle abitazioni per i Dogon non è mai casuale, l&#8217; ingresso è il punto attraverso cui l &#8216;interno comunica con l&#8217; esterno e la porta che lo protegge è simbolo di prestigio da decorare con con decorazioni eseguite dal maestro intagliatore che stabilisce un equilibrio tra le superfici lavorate e quelle rimaste intatte, così come l&#8217;universo è equilibrio tra ciò che è &#8220;attivato&#8221; e ciò che è latente. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/Mali%20Dogon%20cer%20masch.jpg"><img title="Mali Dogon cer masch" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/image/thumb/Mali%20Dogon%20cer%20masch.jpg" alt="Mali Dogon cer masch" align="right" /></a>Il maestro intagliatore è considerato una specie di mago che riesce ad esprimere &#8220;ciò che deve essere&#8221; per il bene della collettività attraverso le sue statue e le maschere che solo attraverso l&#8217;energia trasmessa dalla Parola si trasformano da semplici pezzi di legno intagliati in ricettacoli di entità sovrannaturali, soprattutto le maschere che si esprimeono nella danza &#8220;M&#8217;nango&#8221;.</p>
<p><strong>I misteri del M’ nango</strong><br />
L&#8217;origine della danza mascherata M&#8217; nango risale al primo clan Dogon degli Anibeon che introdussero la ritualità animista &#8220;Ommolo-Bulone&#8221; sostituendo gli antichi culti magici dei Tellem ,ad essa possono partecipare solo i migliori iniziati della società segreta delle maschere che hanno superato il rito misterioso dell&#8217; &#8220;Ounosie-Mon&#8221;. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/Mali%20Dogon%20%20Mask.jpg"><img title="Mali Dogon  Mask" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/image/thumb/Mali%20Dogon%20%20Mask.jpg" alt="Mali Dogon  Mask" align="left" /></a>I tamburi rullano tra le rocce della falesia dallo spiazzo sacro davanti alla &#8220;Casa degli Uomini&#8221; Toguna e gli anziani maestri dell&#8217;&#8221;Ounosie-Mon&#8221; chiamano il villaggio per assistere alla cerimonia. La prima maschera che si proietta improvvisamente nell&#8217;area sacra è una &#8220;Kanaga&#8221; sormontata da una doppia croce che simboleggia l&#8217;equilibrio tra il cielo e la terra, suprema rappresentazione dell&#8217; ordine universale . Altri iniziati mascherati irrompono nello spiazzo al ritmo dei tamburi che aiuta gli spiriti degli antenati ad entrare in quei corpi e &#8220;possederli&#8221; per manifestarsi alla comunità.  Le maschere &#8220;Samo&#8221; ricordano il popolo di razziatori contro i quali gli antenati combatterono con la forza delle entità protettrici, mentre il solitario &#8220;Satimbe&#8221; dalla figuretta femminile isopra la maschera entra nella rappresentazione del &#8220;Circuito Cosmico&#8221; muovendosi estraneato al ritmo selvaggio degli altri danzatori.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/Mali%20dogon%20masch1.jpg"><img title="Mali dogon masch1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali/image/thumb/Mali%20dogon%20masch1.jpg" alt="Mali dogon masch1" align="right" /></a> La statuetta rappresenta la capacità creativa dei viventi che raffigura le cose attraverso la scultura. Si aggiungono le maschere &#8220;M&#8217;nakele-Ekanega&#8221; e le &#8220;M&#8217;ngionde&#8221;che rappresentano antilopi e lepri, inseguite da quelle che simboleggiano gli antenati cacciatori. Tutti i danzatori eseguono i movimenti propri della maschera e dello spirito che li possiede, diretti dagli anziani depositari del misterioso &#8220;Ounousie-Mon&#8221; appreso durante la celebrazione del &#8220;Sigi&#8221; che si tiene ogni sessanta anni per rinnovare l&#8217; energia vitale della tribù,  che solo essi sanno interpretare avvicinandosi agli antenati e le entità sovrannaturali che si manifestano periodicamente nel M&#8217;nango. Danzando su alti trampoli compaiono le &#8220;M&#8217;naia&#8221;, fantastiche maschere che rappresentano fanciulle Fulbe dai seni finti di legno e ricche di decorazioni, rappresentando un&#8217; antica leggenda che vide gli antenati Dogon attirati dalle donne Fulbe nell&#8217; equilibrio della forza e della bellezza. Quando tutte le maschere sono entrate nel &#8220;circuito cosmico&#8221;del M&#8217;nango il ritmo e la danza diventano sempre più frenetici e gli iniziati entrano nella loro trance &#8220;posseduti&#8221; dagli spiriti e le entità che rappresentano nel culmine della cerimonia durante cui gli antenati comunicano con la collettività in un crescendo di esaltazione che coinvolge tutti e anche lo straniero che assiste sente la presenza fluida delle forze sovrannaturali che svelano il mistero dei Dogon.</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-popolazioni/">Popoli del Mali</a></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa/mali/">Viaggio in Mali </a></p>
<p class="MsoNormal">Foto :<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali">Mali</a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa-nord-ovest/"> reportages e bibliografie</a></span></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/category/africa/">Reportages Africa</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/la-via-degli-schiavi/">Via  degli Schiavi</a></p>
<p><a href="../2006/10/24/mostra-africa/">Mostra  Africa </a><a href="../category/geo/geo-africa/" target="_self">geo africa </a><a href="../2006/08/28/vie-delafrica/">Vie   dell’Africa</a></p>
<p><a href="../category/etno/etno-africa/">etno  africa </a><a href="../2008/05/20/religioni-africane/">religioni   africane</a></p>
<p><a href="http://www.travelgeoweb.com/"> travelgeoweb</a> <a href="../travelgeo-services/">Editions</a> <a href="../travelguide/">travelguide</a></p>
<p><a href="../2010/04/15/i-reportages/"> i  reportages</a> <a href="../2008/10/08/mostre-2/">mostre</a> <a href="../category/event/">eventi </a><a href="../contatti/paolo-del-papa/"> </a><a href="../contatti/">contatti</a></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/bambini/" title="bambini" rel="tag">bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/continente/" title="continente" rel="tag">continente</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne-nel-mondo/" title="donne nel mondo" rel="tag">donne nel mondo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/event/" title="Event" rel="tag">Event</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eventi/" title="eventi" rel="tag">eventi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/faccia-a-faccia/" title="faccia a faccia" rel="tag">faccia a faccia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/libri/" title="libri" rel="tag">libri</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/occhi-di-bambini/" title="occhi di bambini" rel="tag">occhi di bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/otografia/" title="otografia" rel="tag">otografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/pigmei/" title="pigmei" rel="tag">pigmei</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli-vinti/" title="popoli vinti" rel="tag">popoli vinti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/viaggi/" title="viaggi" rel="tag">viaggi</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/" title="Sahel (settembre 5, 2006)">Sahel</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/13/botswana/" title="Botswana (settembre 13, 2006)">Botswana</a> (2)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/thailandia/" title="Thailandia (novembre 12, 2006)">Thailandia</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/popoli-vinti/" title="Popoli &#8220;vinti&#8221; (gennaio 17, 2007)">Popoli &#8220;vinti&#8221;</a> (1)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-dogon/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sahara</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2006 11:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adventure]]></category>
		<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[eportages]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[sahara]]></category>
		<category><![CDATA[tuareg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/</guid>
		<description><![CDATA[La leggenda ce l&#8217; ha consegnato come una sterminata distesa di sabbia disseminata da oasi e attraversata da lunghe carovane che procedono lente tra le dune, ma il più vasto deserto del mondo lungo il tropico del Cancro dall&#8217; Atlantico al Mar Rosso, è molto più vario e spettacolare e non vi è termine per definirlo se non quello arabo di Sahara, uno sterminato e indescrivibile &#8220;Vuoto&#8221;.Le vaste regioni sabbiose erg si stendono come mari di dune ondulate incessantemente modellate dai venti, ma coprono solo un quinto del deserto, il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1127" title="1sahara-dune1_595" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/1sahara-dune1_595-150x150.jpg" alt="1sahara-dune1_595" width="150" height="150" />La leggenda ce l&#8217; ha consegnato come una sterminata distesa di sabbia disseminata da oasi e attraversata da lunghe carovane che procedono lente tra le dune, ma il più vasto deserto del mondo lungo il tropico del Cancro dall&#8217; Atlantico al Mar Rosso, è molto più vario e spettacolare e non vi è termine per definirlo se non quello arabo di <em>Sahara</em>, uno sterminato e indescrivibile &#8220;Vuoto&#8221;.Le vaste regioni sabbiose <em>erg</em> si stendono come mari di dune ondulate incessantemente modellate dai venti, ma coprono solo un quinto del deserto, il resto è </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara"><img class="ZenPress_thumb" title="1Sahar dune2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=1Sahar%20dune2.jpg&amp;s=thumb" alt="1Sahar dune2" align="left" /></a><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">occupato dalle sconfinate pianure pietrose dei <em>regs</em>, le lunghe depressioni degli <em>chotts</em> e <em>sebkhas </em>che a volte ricevono le acque delle scarse piogge dagli antichi letti fluviali degli <em>ouadi</em> e si trasformano in torrenti che si estinguono rapidamente come miraggi, così come appaiono improvvisi e imponenti i massicci montuosi degli <em>adrar.</em></span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Sahara%20Tassili2.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Sahara Tassili2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Sahara%20Tassili2.jpg&amp;s=thumb" alt="Sahara Tassili2" align="right" /></a><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Un tempo il più vasto deserto della terra era solcato da fiumi che alimentavano foreste popolate da animali, vallate fertili dove migrarono popoli dalle origini misteriose che fondarono l&#8217;antica civiltà neolitica sahariana e la descrissero nei loro graffiti e dipinti disseminati tra le rocce rose dal vento come libri di pietra che raccontano vita, miti e leggende di un territorio scomparso nelle profondità della storia. Per millenni migrazioni, invasioni e commerci hanno seguito vie che attraversano ogni parte del Sahara fino a penetrare l&#8217; immenso continente che si stende con le sue savane e foreste popolate da gruppi umani che, solo attraverso le antiche piste carovaniere, mantenevano un tenue contatto con il resto del mondo con il quale si sono reciprocamente ignorati fino ai primi viaggi di avventurieri e mercanti arabi ed europei. </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Sahara%20Ksar1.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Sahara Ksar1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Sahara%20Ksar1.jpg&amp;s=thumb" alt="Sahara Ksar1" align="left" /></a><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Dopo di loro i misteri del Sahara si svelarono lentamente e le traversate non furono più quei temuti viaggi nell&#8217; ignoto, le antiche piste cominciarono ad essere segnalate sulle mappe e le oasi non furono più segreto  custodito dai nomadi, poi irruppero rombanti motori che accorciarono i tempi dei lenti dromedari, così che chiunque può avere la sua parte di avventura nel deserto, ma nella sua immensità conserva ampie zone inviolabili se non se ne seguono le piste che, a lasciarle, ci si perde e non c&#8217; è ritorno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Sahara%20spediz%20erg1.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Sahara spediz erg1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Sahara%20spediz%20erg1.jpg&amp;s=thumb" alt="Sahara spediz erg1" /></a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Sahara%20ksar%20Adr.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Sahara ksar Adr" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Sahara%20ksar%20Adr.jpg&amp;s=thumb" alt="Sahara ksar Adr" /></a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Libia%20Tuareg1.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Libia Tuareg1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Libia%20Tuareg1.jpg&amp;s=thumb" alt="Libia Tuareg1" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arabi/" title="arabi" rel="tag">arabi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eportages/" title="eportages" rel="tag">eportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-africa/" title="Geo Africa" rel="tag">Geo Africa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nomadi/" title="nomadi" rel="tag">nomadi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/sahara/" title="sahara" rel="tag">sahara</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/tuareg/" title="tuareg" rel="tag">tuareg</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/" title="Sahel (settembre 5, 2006)">Sahel</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/africa-le-vie-del-sahara/" title="Le vie del Sahara (agosto 28, 2006)">Le vie del Sahara</a> (2)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/algeria/" title="Algeria (dicembre 7, 2006)">Algeria</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/yemen/" title="Yemen (settembre 5, 2006)">Yemen</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/06/20/turchia-anatolia/" title="Turchia Anatolia (giugno 20, 2006)">Turchia Anatolia</a> (4)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uganda</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/27/uganda/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/08/27/uganda/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2006 12:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[bantu]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[congo]]></category>
		<category><![CDATA[continente]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[kenya]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[nilocamiti]]></category>
		<category><![CDATA[pigmei]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/08/27/uganda/</guid>
		<description><![CDATA[Una storia violenta
L&#8217; Uganda si estende nella regione dei Grandi Laghi in  Africa orientale, posto tra il Sudan a nord, il Kenya a est, il Congo a ovest,  il Ruanda e la Tanzania a sud.Il territorio è attraversato dal Nilo  Vittoria alimentato dall’ immenso lago omonimo, ma in gran parte è un altipiano  di vaste savane popolate dalla tipica fauna africana , limitato a est dai  massicci del Ruwenzori e del Monte Elgon , dove si stendono riserve e parchi  naturali, tra i quali ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Una storia violenta</p>
<p align="left">L&#8217; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uganda">Uganda</a> si estende nella regione dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grandi_Laghi_%28Africa%29">Grandi Laghi</a> in  Africa orientale, posto tra il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sudan">Sudan</a> a nord, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kenya">Kenya</a> a est, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Democratica_del_Congo">Congo</a> a ovest,  il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ruanda">Ruanda</a> e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tanzania">Tanzania</a> a sud.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/Elefanti1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1767" title="Elefanti1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/Elefanti1-150x150.jpg" alt="Elefanti1" width="111" height="111" /></a>Il territorio è attraversato dal Nilo  Vittoria alimentato dall’ immenso lago omonimo, ma in gran parte è un altipiano  di vaste savane popolate dalla tipica fauna africana , limitato a est dai  massicci del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catena_del_Ruwenzori">Ruwenzori</a> e del Monte Elgon , dove si stendono riserve e parchi  naturali, tra i quali il Kibale con notevole varietà di animali e un alto  concentramento di scimmie delle varie specie e il Bwindi , dove sopravvivono i  gorilla di montagna.Più degli altri paesi nella regione dei Grandi Laghi,  la popolazione dell’ Uganda è caratterizzata da una grande varietà etnica, i  gruppi Bantu sono diffusi a sud del lago Kyoga, ad essi appartiene l’ etnia  Buganda dominante per secoli. I gruppi Nilocamitici popolano la regione  settentrionale con le etnie Acholi e Lango, e quella orientale con i Karamojong,  mentre i più antichi pigmei sopravvivono nella foresta occidentale.Oltre alle  condizioni ambientali, alla bassa densità di popolazione è dovuta anche ai  genocidi durante la dittatura di Amin e i conflitti etnici che hanno  insanguinato il paese.Nel XIV secolo l’ Uganda era dominato da potenti  gruppi etnici che crearono i regni di Bunyoro ,Toro, Busoga, Ankole, e Buganda,  il quale successivamente prese il controllo su tutti e si consolidò come grande  stato indigeno a lungo isolato, fino all’ arrivo degli europei nel XIX secolo.  Dopo decenni di rapporti per il commercio di avorio e schiavi con arabi e  europei insediati sulla costa orientale africana, nel 1890 sorse il protettorato  britannico a seguito della Conferenza di Berlino che spartì l’ Africa tra le  potenze europee assegnando al Regno Unito gran parte dell’ Africa  Orientale.La nuova colonia fu essenzialmente agricola e commerciale con la  creazione grandi piantagioni di cotone e caffè, mentre il governo mantenne gli  antichi equilibri etnici lasciando parte dell’ amministrazione all’  organizzazione del regno di Buganda, mentre le altre grandi tribù ne furono  escluse, maturando quella che poi fu la tragedia dei conflitti etnici. Dopo l’  indipendenza proclamata nel 1962 dal presidente Milton Obote, l’ Uganda fu<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/Savana-Tram.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail  wp-image-1765" title="Savana Tram" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/Savana-Tram-150x150.jpg" alt="Savana Tram" width="107" height="107" /></a> invaso da centinaia di migliaia di profughi giunti dai confinanti Sudan, Rwanda  e Congo, sconvolti da guerre civili, mentre Obote prese il potere con un colpo  di stato che annientò la dinastia e il potere dei sovrani “kabaka” del Buganda,  servendosi dell’ ufficiale Idi Amin.Obote espropriò tutti i possedimenti e  le aziende straniere in Uganda e dominò il paese fino al 1969, quando subì un  colpo di stato del suo luogotenente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Idi_Amin">Idi Amin</a> che inaugurò una feroce e  sanguinaria dittatura e il genocidio delle popolazioni Acholi e Lango. Nel 1972  ordinò l’ immediata espulsione degli oltre settantamila asiatici che vivevano in  Uganda dall ‘inizio del secolo e cacciò tutti i bianchi, mentre il paese  sprofondava nel terrore con un regime che in pochi anni sterminò ameno  trecentomila persone. Mentre continuavano i massacri, l’ economia precipitava  riducendo la popolazione in miseria, ma la follia criminale di Amin non trovò  altro di meglio che iniziare un conflitto con la vicina Tanzania, dal quale fu  travolto in pochi giorni e costretto alla fuga in Libia. L’ esercito tanzaniano  invasore dominò il paese fino al 1980, quando vennero tenute elezioni farsa e  richiamato alla presidenza Obote favorito dalla Tanzania dove era  esiliato.Le etnie meridionali dominanti durante il regime di Amin, furono  esautorate e favorite quelle settentrionali precedentemente emarginate e  perseguitate che, a loro volta si dimostrarono altrettanto feroci contro i  vecchi nemici. Il sanguinoso conflitto etnico continuò assieme alla guerriglia  National Resistance Army guidati Yoweri Museveni, fino al colpo di sato di Tito  Ocello nel 1985, ma anche il nuovo regime fu ben presto travolto dal potente  esercito guerrigliero e Museveni prese il potere.Si mostrò diverso dai  dittatori che lo avevano preceduto richiamando in patria oltre trecentomila  profughi fuggiti in Sudan dalle stragi etniche, contrastando i gruppi ribelli,  come quello “cristiano” del Lord&#8217;s Resistance Army , in realtà finanziato dal  governo islamico del Sudan, e il West Nile Bank Front, ispirato dalla politica  del dittatore Amin .Ha risollevato la disastrata economia e venne eletto con  libere elezioni nel 1994, poi riconfermato due anni dopo e nelle ultime tenute  nel 2001Dopo decenni di dittature, genocidi, condizioni indicibili, l  &#8216;Uganda soffre del flagello dell’ Aids che ha contagiato un quarto della  popolazione, tragedia che si aggiunge a miseria e conflitti locali ancora in  atto nella regione confinante con il<a href="http://www.travelgeo.it/2006/06/19/congo/"> Congo</a>.</p>
<p align="left">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arabi/" title="arabi" rel="tag">arabi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/asia/" title="asia" rel="tag">asia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/bantu/" title="bantu" rel="tag">bantu</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/congo/" title="congo" rel="tag">congo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/continente/" title="continente" rel="tag">continente</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/kenya/" title="kenya" rel="tag">kenya</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/libri/" title="libri" rel="tag">libri</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/medio-oriente/" title="medio oriente" rel="tag">medio oriente</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/music/" title="Music" rel="tag">Music</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nilocamiti/" title="nilocamiti" rel="tag">nilocamiti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/pigmei/" title="pigmei" rel="tag">pigmei</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/viaggi/" title="viaggi" rel="tag">viaggi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa/uganda/" title="Uganda (dicembre 4, 2006)">Uganda</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa/tanzania/" title="Tanzania (dicembre 1, 2006)">Tanzania</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2007/02/04/eslorazioni-e-colonie/" title="Esplorazioni e colonie (febbraio 4, 2007)">Esplorazioni e colonie</a> (1)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa/mozambico/" title="Mozambico (novembre 29, 2006)">Mozambico</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/08/27/uganda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

