<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Travelgeo &#187; G.Reportages</title>
	<atom:link href="http://www.travelgeo.it/category/greportages/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.travelgeo.it</link>
	<description>Avventure, Popoli, Viaggi, Esplorazioni</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 00:13:45 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Vie della Seta</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2010/05/10/vie-della-seta/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2010/05/10/vie-della-seta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 13:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Asia M.O.]]></category>
		<category><![CDATA[Vie Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Vie Storia]]></category>
		<category><![CDATA[le mostre]]></category>
		<category><![CDATA[buddismo]]></category>
		<category><![CDATA[induismo]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[vie della fede]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/?p=2221</guid>
		<description><![CDATA[Fin dall’antichità l’unica via commerciale terrestre tra l’Asia centrale e l’India è stata quella diramazione della Via della Seta che partiva dal regno di Bactriana in Afghanistan proseguendo per Taxila e la valle dell’Indo dove era nata una delle prime “culle”della civiltà, la stessa percorsa da Alessandro il Grande. Uno degli accessi passava attraverso il Baluchistan pakistano, l’altro costeggiava il Laghman tra le montagne del Kafristan provenendo dall’  Afghanistan e scendeva verso la pianura del Punjab per procedere nell’India settentrionale, diramandosi ad ovest verso l’antico porto di Barygaza vicino a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fin dall’antichità l’unica via commerciale terrestre tra l’<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/asia-centrale/">Asia centrale</a> e l’<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/la-via-dellindia/">India</a> è stata quella diramazione della Via della Seta che partiva dal regno di Bactriana in <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/afghanistan/">Afghanistan</a> proseguendo per Taxila e la <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/">valle dell’Indo</a> dove era nata una delle prime “culle”della civiltà, la stessa percorsa da Alessandro il Grande.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsiAfghan.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3306" title="PaesAsiAfghan" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsiAfghan-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Uno degli accessi passava attraverso il Baluchistan <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/pakistan/">pakistano</a>, l’altro costeggiava il Laghman tra le montagne del Kafristan provenendo dall’  Afghanistan e scendeva verso la pianura del Punjab per procedere nell’India settentrionale, diramandosi ad ovest verso l’antico porto di Barygaza vicino a Bombay dove giungeva la rotta marina della <a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-della-fede/vie-della-storia-2/via-delle-spezie/">Via delle Spezie</a>, ad est verso il Bengala. Dopo la decadenza dell’antica <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/">civiltà dell’Indo</a>, in Pakistan rimasero solo piccoli centri carovanieri, in seguito migrarono i turco tartarici e iraniani, seguiti dalle tribù di Pathani e gruppi indo ariani e dravidici e il territorio divenne un crogiuolo di razze e culture amalgamate solo con la penetrazione dell’ Islam.La diramazione principale  della <em>Via della Seta</em> passava per il Baluchistan, l’altra lungo i contrafforti dell’Hindo Kush e Karakorum entrando nelle valli del Kunar e Kafristan procedendo per quella dello Swat, una regione ancora popolata da tribù ariane indipendenti come i Dardi e i Guagir e divisa in distretti “tehsil” diretti da capi tribù “tehsildar”. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesiIran2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3323" title="PaesiIran2" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesiIran2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Più a nord si stende il territorio montuoso di Chitral e degli “infedeli” Kafir, in una splendida regione selvaggia di vallate, foreste, torrenti e laghi, dove sono vissuti completamente isolati e mai islamizzati, sarebbero i discendenti dei militi greci al seguito di  Alessandro il Grande, più probilmente da  tribù russe caucasoidi, perfettamente integrate al magnifico ambiente naturale, che ha fatto identificare le valli con la mitica “Shangri-La” delle antiche leggente diffuse tra la <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-orientale/cina/">Cina</a> e la <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/03/iran/">Persia</a>. La via del nord procedeva nella valle dello Swat che fiorì con il<a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/"> buddismo</a> indiano le cui iscrizioni sulle pietre lungo l’ Indo raccontano in sanscrito le storie dell’”Illuminato” e dell’ imperatore Ashoka. Taxila, santuario occidentale del buddismo e della straordinaria arte Gahandara, crocevia della Via della Seta per la <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/">Valle dell’Indo</a> a sud e per il Turkestan cinese a nord attraverso il passo di Kunjeerab. Da qui la via entrava  in Turkestan lungo il massiccio del Mutzaga arrivando a Kashgar che collegava l e  piste dell’<a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/">Asia centrale</a> ai confini occidentali del Celeste Impero. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsPakist1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3300 alignleft" title="PaesAsPakist1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsPakist1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La catena del Tianshan divide la regione del Xinjiang nel bacino del Tarim, i deserti Takla Makan e a  Zungaria, la popolazione di origine turca è divisa in undici grandi gruppi tra i quali domina quello Uygur. Da Kashgar una rotta si collegava al sistema carovaniero del <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/vie-himalaya/">Karakorum-Himalay</a>a che univa le “alte valli” tra Kashmir, Ladakh, <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-orientale/nepal/">Nepal</a>,<a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-orientale/cina-tibet/">Tibet</a> e <a href="http://www.travelgeo.it/2010/05/10/sikkim/">Sikkim</a>, l’altra proseguiva lungo il Takla Makan occidentale verso i monti Tianshan e il <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/kazakistan/">Kazakistan </a>e a Urumqi si ricongiungeva con la diramazione proveniente dall’<a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/uzbekistan/">Uzbekistan </a>e la maggioranza Uygur convive con gli Uzbeki, i discendenti del Khan “Ozbeg” che introdusse l’<a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/islam/">Islam</a> nel Turkestan conTamerlano.  Qui la via si collegava alla rotta di Samarkanda attraverso le “Montagne Celesti” Tieashan tra magnifici boschi e praterie verso il lago Tianchi con gli accampamenti estivi dei nomadi Kazhaki, divisi tra nobili “Ak-Sujek” o “ossa bianche” e dai sudditi “Kara-Sujek” o “ossa nere”. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsiXingiang.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3304" title="PaesAsiXingiang" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsiXingiang-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Scendendo dai Tienshan verso il Takla Makan si incrocia la “Peilu Passava”che giungeva ai monti Kunlun dove passava la  rotta “Nulu” per Kothan e  Kashgar procedendo per i passi del Pamir, la Bactriana e l’ <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/uzbekistan/">Uzbekistan</a> verso l’ <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/03/iran/">Iran</a>.  Nella Zungaria si trovano i Kirghisi, discendenti dalle tribù “Qara Qirgiz” che invasero l’antico regno Uygur nel IX secolo provenendo dalle steppe del nord, subirono la conquista dei mongoli, e poi tra i primi a convertirsi all’islamismo nel Turkestan, ma  conservando le antiche tradizioni degli antenati siberiani e gli sciamani “baski” hanno più autorità dei “mullah”musulmani, le tribù sono divise in ala sinistra “Sol” e ala destra “On” secondo come erano inquadrate nell’esercito di Gengiz Khan, con clan diretti dai consigli  “manop”.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsCina1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3307" title="PaesAsCina1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsCina1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Attraverso il Takla Makhan la carovaniera giungeva nell’infuocata depressione di Turpan con l’ oasi che fu centro della civiltà Tokhariana e nel deserto sono disseminate le rovine delle antiche culture della regione, nella pianura di Qarachar vi sono centinaia di tombe e poco distante le rovine di Goacheng centro di un regno sino-indoeuropeo descritto dalle cronache T’ang del IX secolo.  Procedendo a est la via giungeva a Liuyan e Dunhuang, nota come Shazhou nellle cronache dinastiche Han del II secolo a.C., la “porta occidentale dell’impero” con i passi fortificati di  Yumen e Yangguan vicino ai resti più occidentale della Grande Muraglia edificata dagli Han per proteggere l’impero dai barbari del nord e dell’ovest. Le vicine grotte di Mogaku reppresentano mirabilmente tutto il pantheon buddista capolavoro della pittura rupestre cinese e contenente cinquantamila documenti e testi redatti in sanscrito, cinese, uygur, tibetano e lingue locali per sette dinastie.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/MostraAsiaCarov.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3372" title="MostraAsiaCarov" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/MostraAsiaCarov-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> La rotta continua entrando nel “corridoio del Gansu” che collega i deserti dell’ovest al fertile bacino dello Huang Ho e il Fiume Giallo, dominato da una fortezza che chiudeva il passo di Jayaguan dove terminavano gli oltre seimila chilometri della Grande Muraglia, procedendo fino a Lanzhou sullo Yang-tse-Kiang e la capitale X’ ian.In <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/pakistan/">Pakistan</a> dallo Swat l’antica pista scende ad ovest per riconguingersi  con quella principale del Baluchistan e l’altra aperta successivamente proveniente dall’ <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/afghanistan/">Afghanistan</a> attraverso il leggendario Khyber  Pass e sulla quale sorse Peshwar nel territorio delle tribù guerriere  Pashtu.Da Peshwar l’antica <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/la-via-dellindia/">Via dell’India</a> proseguiva a sud, vi sono sorte Rawalpindi e la moderna capitale Islamabad, poi inizia l’India a Lahore con la sua splendida città vecchia Moghul che ostenta le magnifica “Moschea d’oro” e la Badshani Masjid , la favolosa residenza dei sultani Maharaja Ranjit Singh Samahada, il fantastico “Palazzo degli Specchi” Schi sh’ Mahal e la poderosa cittadella in arenaria rossa che proteggeva il centro Moghul del leggendario imperatore Jahangir il cui mausoleo ne veglia i resti. L’altro Gran Moghul Shan-Jahan arricchì la “Porta dell’India” .</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157627045258068/"></a><em>©<a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/"> Paolo Del Papa</a></em></p>
<div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/collections/72157626959196444/"><img src="http://farm3.staticflickr.com/2672/cols/72157626959196444_b362e543e0_l.jpg" alt="" width="179" height="134" /></a></div>
</div>
<h4><a title="Asia Central" href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/collections/72157626959196444/">Asia Central</a></h4>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/23/vie-della-storia/">Vie Storia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/">Le vie dell’ Asia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/23/2006/08/26/la-via-della-persia/">via Persia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/la-via-dellindia/">via India</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/vie-himalaya/">Vie Himalaya</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/2010/04/23/2006/10/15/le-vie-della-fede/">Vie della Fede</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/islam/">islam</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/induismo/">induismo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/">buddismo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/tao-e-confucio/">Cina</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/">i reportages</a> <a href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/">mostre</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/event/">eventi</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">TG magazine</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeoweb.com/">travelgeoweb</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">Editions</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/buddismo/" title="buddismo" rel="tag">buddismo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/induismo/" title="induismo" rel="tag">induismo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/mostre/" title="mostre" rel="tag">mostre</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie-asia/" title="Vie Asia" rel="tag">Vie Asia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie-della-fede/" title="vie della fede" rel="tag">vie della fede</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/vie-della-fede/" title="Vie della Fede (gennaio 17, 2007)">Vie della Fede</a> (1)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/mostre-realizzate/" title="ultime mostre (agosto 11, 2007)">ultime mostre</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/sri-lanka/" title="Sri Lanka (novembre 8, 2006)">Sri Lanka</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/malesia/" title="Malesia (novembre 8, 2006)">Malesia</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/yemen/" title="Yemen (settembre 5, 2006)">Yemen</a> (3)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2010/05/10/vie-della-seta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sikkim</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2010/05/10/sikkim/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2010/05/10/sikkim/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 12:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adventure]]></category>
		<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Asia est]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/?p=2207</guid>
		<description><![CDATA[Una strada tortuosa che si arrampica tra le montagne coperte di vegetazione rappresenta l’unico collegamento tra il Bengala settentrionale e la regione di Darjeeling da cui si può accedere all’antico regno himalayano del Sikkim, entrato a far parte dell’Unione Indiana nel 1975, dopo secoli di indipendenza ed isolamento. E’ la stagione dei monsoni e le piogge rendono difficile il transito provocando continue frane ed interruzioni, a tratti la nebbia si dirada e scopre scorci di risaie, vallate, fiumi e villaggi sparsi tra la fittissima vegetazione, un paesaggio magnifico e completamente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Una strada tortuosa che si arrampica tra le montagne coperte di vegetazione rappresenta l’unico collegamento tra il Bengala settentrionale e la regione di Darjeeling da cui si può accedere all’antico regno <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/23/2006/08/24/vie-himalaya/">himalayano</a> del Sikkim, entrato a far parte dell’Unione Indiana nel 1975, dopo secoli di indipendenza ed isolamento. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/Sikkim mts vill1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb    alignleft" title="Sikkim mts vill1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/Sikkim mts vill1.jpg" alt="Sikkim mts vill1" /></a>E’ la stagione dei monsoni e le piogge rendono difficile il transito provocando continue frane ed interruzioni, a tratti la nebbia si dirada e scopre scorci di risaie, vallate, fiumi e villaggi sparsi tra la fittissima vegetazione, un paesaggio magnifico e completamente diverso da quello del Bengala che ho la­sciato solo con un paio d’ore di auto. Una fila di automezzi rivela una ennesima frana con enormi massi che ostruisco no completamente la strada, qualcuno torna indietro a Bagdoyra rassegnato, altri si adoperano invano per rimuovere i macigni, ma solo i militari di un vicino presidio risolvono drasticamente la situazione e un violento boato provocato da una carica di plastico si propaga tra le valli facendo fuggire spaventati migliaia di uccelli, si é aperto un piccolo varco dove possono passare faticosamente solo le jeep e riesco a raggiungere Darjeeling a sera inoltrata.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/sikkim  bus.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="sikkim  bus" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/sikkim  bus.jpg" alt="sikkim  bus" /></a>Durante il periodo coloniale gli ufficiali britannici avevano eletto la cittadina a centro di riposo durante le licenze per sfuggire al caldo opprimente di Calcutta e del Bengala e all’epoca l’amministrazione pensò bene di costruire una curiosa ferrovia a scartamento ridotto che per alcuni tratti corre parallelamente alla più recente camionabile. Nel frattempo la regione di Darjeeling era diventata produttrice del migliore the dell’impero ed occorreva una via per assicurare il trasporto del prodotto necessario all’irrinunciabile bevanda dei pomeriggi britannici, fu più o meno così che nacque la celebre ferrovia e il centro urbani di Darjeeling.Nella stagione migliore i vecchi <em>tourist lodges</em> coloniali accolgono il tu­rismo interno indiano attratto dal clima mite e dagli stupendi paesaggi della regione dominati dagli “ottomilacinquecento” del Kanchenjunga o, più suggestivamente, la <em>Dimora dei Cinque Tesori</em> per le popolazioni locali, la cui inconfondibile sagoma é visibile da ogni angolo dei 7298 Kmq del vicino Sikkim.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/Sikk Kanchejunga2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Sikk Kanchejunga2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/Sikk Kanchejunga2.jpg" alt="Sikk Kanchejunga2" /></a>L’ ex regno himalayano é attualmente considerato “restrict area”, dalle autorità indiane per la sua funzione di “cuscinetto” tra il Bengala e la <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-orientale/cina/">Cina</a> un’ importanza strategica che sottopone il visitatore straniero a tutta una serie di permessi, visti, speciali, pratiche burocratiche e controlli lungo la strada disseminata da presidi militari,contrastando con la secolare pace dell’ambiente naturale, dei villaggi e dei monasteri <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/">buddisti </a>della regione.Secondo le antiche leggende dei Lepcha, il <em>Nye Mae El</em> o “Paradiso”, come chiamano il loro territorio, in tempi remoti era abitato dalle tre gran di tribù dei <em>Naong</em>, <em>Mon</em> e <em>Chang</em> quando vi giunsero i loro antenati da un non precisato paese dell’est, probabilmente la <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/31/birmania/">Birmania</a> o l’Assam settentrio nale. Una volta assimilata le tre mitiche tribù, gli altrettanto misteriosi antenati dei Lepcha rimasero per molti secoli gli unici abitanti della regione e vissero completamente isolati, fino alla grande migrazione delle tribù tibetane all’inizio del XVII<sup>0 </sup>secolo, tra le quali la più numerosa era quel la dei <em>Bhota</em> che si stabilì nella valle di Chimbi. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/Sikk Kanchejunga1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Sikk Kanchejunga1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/Sikk Kanchejunga1.jpg" alt="Sikk Kanchejunga1" /></a>La tradizione orale vuole che il capo di tutte le tribù <em>Lepcha</em> Thekongtek si accordò con il sovrano Khye Bumida della dinastia tibetana dei <em>Namgyal</em> con un patto che sancì l’eterna amicizia e convivenza pacifica tra i due popoli, segnando la nascita di quello che fu poi il più florido dei <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/23/2006/08/24/vie-himalaya/">regni himalayani</a>. Il grande lama Tibetano Lhatsun Chendo e i suoi discepoli introdussero tra i Lepcha il <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/">buddismo</a> nella forma delle setta <em>Nyingmapa</em>, alla quale appartiene la maggiorparte degli attuali monostari della regione, la popolazione convertita tuttavia non abbandonò le antiche pratiche magico-religiose intengrandole nella nuova dot­trina, favorita anche dal fatto che il lamaismo ammette alcune forme di magia e astrologia che si adattarono perfettamente alle tradizioni Lepcha. Il regno era governato da un <em>Chogyal</em>, sovrano e capo spirituale allo stesso tempo, la cui dinastia si é perpetuata ininterrottamente fino al 1975, quando l’ultimo <em>Chogyal</em>, Palden Thondut, completò l’assimilazione del regno all’Unione Indiana dopo alcuni anni di tensioni e contrasti interni seguiti all’invasione cinese del <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-orientale/cina-tibet/">Tibet</a> e alla massiccia migrazione dei nepalesi <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/induismo/">hindu</a>, ormai l’antica armonia era irreversibilmente compromessa e con essa l’equili ìbrio dello stato indipendente.In pochi anni i nepalesi si sono insediati in gran parte del territorio del Sikkim e costituiscono attualmente la stragrande maggioranza della popolazione con circa 200mila individui, sopratutto <em>Gurka</em>, di fede hindu, seguono circa 6Omila <em>Bhotia</em> e poco più di 3Omila <em>Lepcha</em> che, da unici abitanti della regione, ne costituiscono una minoranza.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/sikkim pop bhota2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="sikkim pop bhota2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/sikkim pop bhota2.jpg" alt="sikkim pop bhota2" /></a>Mentre Bhotia e Lepcha possiedono una secolare tradizione di convivenza, saldata dalla religione comune, i nuovi arrivati nepalesi sono completamente estranei a tutto ciò per cultura, tradizione e religione, in modo particolare i Gurkha, la cui nota bellicosità ed aggressività é stata adoperata per anni dall ‘esercito britannico. Recentemente é iniziato anche un certo movimento migratorio dal Bengala in vista di uno sfruttamento delle risorse naturali della regione aumentando i rischi per gli equilibri etnici e politici del Sikkim dei quali risentirebbe soprattutto l’identità culturale dei miti e pacifici Lepcha. La straordinaria disponibilità e il carattere di questo popoìo ha permesso una pacifica convivenza con i tibetani <em>Bhotia</em> per secoli, cementata dal <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/">buddismo </a>lamaista fondato in Tibet dal leggendario Padma Sambhawa la cui dot­trina li accomuna come <em>Rnyin Ma Pa</em>, termine generico che significa “gli antichi”.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/sikkim pop lepcha5.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="sikkim pop lepcha5" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/sikkim pop lepcha5.jpg" alt="sikkim pop lepcha5" /></a> Le complesse pratiche religiose dei seguaci del Sambhawa sono basate essenzialmente sul culto di una grande varietà di divinità protettrici invocate attraverso formule esoteriche la cui origine é nota solo ai Lama che ne trasmet tono il significato gradualmente ai novizi nei monasteri. La base di tutta la liturgia é costituita dagli antichi testi attribuiti a Padma Sambhawa e ai suoi discepoli, la cui lettura cantilenata avviene nel corso di lunghe cerimonie nei monasteri al suono di strumenti a fiato e tamburi, che conferiscono una atmosfe ra suggestiva al buddismo himalayana. I monasteri più accessibili del Sikkim sono quelli prossimi alla capitale Gangtok, frequentati sia dai Bhotla che dai Lepcha che nella sona costituiscono una minoranza, ad Enchey, Tsuklakhan e Rumtak, quest’ultimo considerato il più importante e noto come <em>Pal Karmapa Denza Schedrup Cho Ling</em>. La costruzione é abbastanza recente e fu voluta dall’ultimo sovrano del Sikkim per acco­gliere il grande lama della setta karma <em>Kafyu</em>, esule dal <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-orientale/cina-tibet/">Tibet</a> dopo l’invasione cinese, riproducendolo l’architettura del suo monastero a Thurpu.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/Sikkim mon lama1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="Sikkim mon lama1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/Sikkim mon lama1.jpg" alt="Sikkim mon lama1" /></a> Da allora il monastero di Rumtek rappresenta il più importante centro dei <em>Karma Kagyu</em>, la cui dottrina é perpetuata da oltre cento monaci e una grande quantità di giovanissimi novizi, alcuni dei quali provenienti dai villaggi Lepcha e Bhotia della regione che attendono la reincarnazione dell’ultimo <em>Karmapa</em> il quale “ha lasciato il corpo”, pochi anni da, come mi dice l’anziano lama che si occupa della grande biblioteca del monastero.Il vero e proprio territorio dei Lepcha si stende nella stupenda valle di Dzongu, difficilmente accessibile in questa stagione delle piogge, i cui problemi vanno ad aggiungersi a quelli della pesante burocrazia che regola questa “resctrict area”. Ottengo un ulteriore visto speciale limitato a pochi giorni, sufficienti per visitare la zona e le varie comunità Lepcha, ma non per evitare di sottrarsi alla loro tradizionale ospitalità per la quale si é tentati di fermarsi a lungo in ogni villaggio.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/Sikkim pop mt.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Sikkim pop mt" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/Sikkim pop mt.jpg" alt="Sikkim pop mt" /></a>Un’estrema gentilezza accompagnata da una comprensibile curiosità mi accoglie nei piccoli centri distribuiti sulle cime dei rilievi montuosi, in ogni villaggio vengo ospitato nelle <em>Li</em>, le semplici abitazioni di bambù dei Lepcha, per consumare assieme riso, the e quanto di meglio possono mettere a disposizione dell’ospite. In questo periodo i villaggi sono più popolati perché le piogge impediscono il lavoro nei campi di riso, mais e frumento disseminati tra le montagne e i Lepcha si dedicano ad altre attività, l’arrivo di uno straniero sembra catalizzare l’attenzione dell’intera comunità in ogni villaggio e ciò compensa in parte le difficoltà per raggiungere la zona. Tutti gli insediamenti, anche i più piccoli, possiedono un tempio buddista che costituisce il centro della vita spirituale e sociale dei Lepcha, basata su una originale forma di collettivismo le cui uniche regole sono ispirate ad una grande libertà e un profondo rispetto per il prossimo. Ogni comunità é suddivisa in vari <em>ptso</em>, specie di dan a discendenza patrilineare, che possono riunire più famiglie, la cui gestione é collettiva a causa di una vera e propria ripugnanza dei Lepcha nei confronti di ogni forma di autorità istituzionalizzata che non sia quella spirituale dei lama. Questo estremo senso di libertà é presente anche nell’ambito famigliare dove uomini e donne possiedono gli stessi dirittti e doveri, senza nessuna differenziazione di ruoli e compiti tra i sessi, forse uno dei pochi esempi in cui gli uomini possono dedicarsi anche alle attività domestiche che, generalmente sono femminili.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/sikkim pop Lepcha3.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="sikkim pop Lepcha3" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/sikkim pop Lepcha3.jpg" alt="sikkim pop Lepcha3" /></a>Libertà individuale nella totale armonia collettiva rappresentano una caratte­ristica tradizionale che si é ulteriormente accentuata con l’introduzione del <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/">buddismo</a> ad opera dei Bhotia tibetani e la grande tolleranza rende i Lepcha estremamente disponibili nei confronti di tutti e tutto, salvo qualsiasi imposizione autoritaria o atteggiamento violento e solo in tali casi, peraltro rarissimi, essi si sentono in diritto di condannare un proprio simile allontanandolo dalla comunità.Qualche “cittadino” di Darjeeling e Gangtok mi ha parlato delle donne lepcha strizzando l’occhio o ridacchiando dicendomi che sono “facili”, naturalmente interpretando a modo loro quella che é invece una ulteriore manifestazione della grande libertà individuale di questo popoìo della qua le anche il sesso é una componente per l’euguaglianza tra i sessi con rapporti liberi anche prima del matrimonio, che possiede anch’esso caratteristiche del tutto originali.Generalmente una moglie può avere rapporti con i fratelli o i parenti più stretti del marito e, spesso, può contrarre una sorta di matrimonio poliandrico con essi attraverso cerimonie distanziare di un anno l’una dalla altra e vivendo assieme, ma i figli che vengono generati dalle varie unioni sono considerato del fratello maggiore e nipoti degli altri. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/Sikkim mon cerim1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Sikkim mon cerim1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/Sikkim mon cerim1.jpg" alt="Sikkim mon cerim1" /></a>Allo stesso tempo un uomo può avere più mogli, ma la donna possiede in ogni caso la sua completa libertà decisionale senza per questo compromettere il reciproco rispetto, se insorgono problemi, mentre di più facile tra i Lepcha che divorziare di comune accordo o unilateralmente . Conflitti matrimoniali e adulterini sono completamente assenti, così come quelli di proprietà, mentre attività quali furto, violenza o omicidio sono considerate inconcepibili sia dal punto di vista individuale che da quello collettivo. Ma la società Lepcha non é così semplice come potrebbe superficialmente apparire, al contrario si presenta complessa e articolata, fondata dalla più antica tradizione arricchita ed integrata dal <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/">buddismo </a>lamaista, una sintesi che si manifesta in modo particolare nelle cerimonie di nascita o di morte, considerate le più importanti nell‘esistenza individuale.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/sikkim  pop1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="sikkim  pop1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/sikkim  pop1.jpg" alt="sikkim  pop1" /></a>Ogni nascita viene sempre preceduta da alcune pratiche propiziatorie e subito dopo l’evento il neonato viene benedetto dal lama e posto al centro del le attenzioni dell’intera comunità attarverso doni e festeggiamenti mentre il lama consulta gli astri ed elabora l’oroscopo del bambino, infine si celebra la cerimonia dell’imposizione del nome”, generalmente ricavato dalla combinazione di un termine augurale con quello che indica il giorno della nascita.Da quel momento il bambino entra a far parte del <em>ptso</em> a cui appartiene la sua famiglia e riceve un educazione tesa soprattutto alla conoscenza del mondo spirituale e sociale facendogli acquisire le nozioni fondamentali della tolleranza, rispetto e solidarietà nei confronti dei parenti, gli appartenenti al villaggio e alla tribù, ma anche al prossimo nel suo insieme. Le pratiche religiose accompagnano l’esistenza dei Lepcha fino alla morte che la dottrina buddista considera come semplice distacco dello spirito dal corpo per poi reincarnarsi seguendo il suo <em>Dharma</em>, destino che può interrompersi solo quando lo spirito riesce a raggiungere la completa purificazione nel corso delle vite successive, fino alla suprema “Illuminazione” e il completo abbandono di ogni legame con il mondo materiale per entrare nel <em>Nirvana</em>. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya/31sikkim pop lepch.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="31sikkim pop lepch" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya/image/thumb/31sikkim pop lepch.jpg" alt="31sikkim pop lepch" /></a>Quando un individuo é prossimo alla fine della vita, il lama esegue il rito del <em>phowa</em> staccando un capello al moribondo dal cui foro deve uscire l’anima nel momento del trapasso, la quale vaga poi per almeno quarantanove giorni prima di reincarnarsi in una nuova vita materiale. Subito dopo il decesso vengono eseguite alcune pratiche magiche e consulti astrologici per favorire lo spirito verso la nuova vita predestinata, mentre vengono fatte offerte al corpo fino al momento della sua distruzione che, secondo l’uso tibetani, può avvenire in differenti modi, tra i quali lo smembramento del cadavere da dare in pasto ad avvoltoi e cani o quello più diffusi della cremazione. Dopo questo rito si continuano a fare offerte ad una immagine del defunto che viene bruciata e sostituita da una nuova tutti i giorni, fino a quando si é sicuri che lo spirito vagante abbia trovato una nuova reincarnazione.La vita quotidiana nei villaggi, la straordinaria disponiblità degli abitanti, cerimonie e leggende, tutto indurebbe ad una più lunga permanenza da quella permessa dal visto, ma non si può lasciare il Sikkim senza visitare l’altro grande monastero del paese in pieno territorio Lepcha dei quali ne costituisce il santuario più importante <em>Pemayangtse</em> o il “Loto Sublime.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya/30Sikkim pop Lepcha1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="30Sikkim pop Lepcha1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya/image/thumb/30Sikkim pop Lepcha1.jpg" alt="30Sikkim pop Lepcha1" /></a>La strada sferzata dalle piogge stagionali attraversa i magnifici paesaggi del vero <em>Nye Mae El</em> dei Lepcha per poi penetrare per un lungo tratto nelle suggestive gole del fiume Tiste e riuscirne nella zona del monastero, la cui costruzione é attribuita dalla tradizione al grande lama Latsun Champo, fonda tore della setta <em>Nyingmapa</em>.In un’immagine quasi irreale, avvolto dalla nebbia, Pemayangtse appare da lontano nella sua imponenza, entro inzuppato di piogga assieme ad un gruppo di Lepcha mentre monaci e novizi sono riuniti per ripetere le antiche formule tantriche e cantilenare i sacri testi tramandati dal lama sotto la guida del venerabile Samte Dorje, attuale reincarnazione del fondatore.La musica delle trombe e dei tamburi accompagnano la cantilena che si diffonde tra le sale del monastero scarsamente illuminate dalle quali appaiono gli affreschi delle pareti come visioni improvvise, un vecchio monaco mi indica una fantastica costruzione in legno dipinti vicino cui i Lepcha depositano delle offerte.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya/37Buthan Monast1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="37Buthan Monast1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya/image/thumb/37Buthan Monast1.jpg" alt="37Buthan Monast1" /></a> E’ lo <em>Zangdok Pal Ri</em>, che riproduce la dimora celeste di padma Sambhawa come fu descritta dalle visioni mistiche di Lhatsun Chempo, costruito pazientemente dal lama Dungzin Rimpoche e per il quale i Lepcha hanno una profonda venerazione. La musica e la cantilena continua incessante sandita dai tamburi e dai gong mentre la preghiera entra nella sua fase più intensa, ma alcuni piccoli novizi continuano ad osservarmi incuriositi sorridendo come farebbe qualsiasi bambino del mondo.</p>
<p>© <a href="../2010/05/09/2008/10/08/2008/10/08/contatti/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a></p>
<p>foto reportages:</p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="Sikkim pop Lepcha4" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim/image/thumb/Sikkim pop Lepcha4.jpg" alt="Sikkim pop Lepcha4" /></a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="24Nepal monast2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya/image/thumb/24Nepal monast2.jpg" alt="24Nepal monast2" /></a></p>
<p><strong><a href="../2008/05/20/buddismo/">Buddismo</a> <strong><a href="../2008/05/20/induismo/">Induismo</a> <a href="../2010/04/23/2006/08/24/vie-himalaya/">Vie Himalaya</a> <a href="../2010/04/23/2006/08/24/la-via-dellindia/">Via India</a></strong></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/2010/05/09/india-pellegrini/">India pellegrini</a> <strong><a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-asia-est/" target="_self">geo asia est</a> <a href="http://www.travelgeo.it/geophoto/">geophoto</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/">i reportages</a></strong></strong><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">tg magazine</a></strong><strong> </strong><strong><a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/">mostre</a></strong><strong> </strong><strong><a href="http://www.travelgeoweb.com/">travelgeoweb</a></strong><strong> </strong><strong><a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">travelEditions</a></strong><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></strong><strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;">
Nessun tag per questo post.
	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li>Non ci sono post correlati.</li>
	</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2010/05/10/sikkim/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Indonesia Giava</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2010/05/03/indonesia-giava/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2010/05/03/indonesia-giava/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 17:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Asia est]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/?p=2094</guid>
		<description><![CDATA[Giava si stende per un migliaio di chilometri ad est di Sumatra oltre lo stretto della Sonda, dove emergono alcuni picchi vulcanici tra i quali il Krakatau, protagonista di una delle più terrificanti eruzioni della storia nel 1883 che devastò lo stretto, sterminò la popolazione e oscurò il cielo per mesi, scagliando massi a centinaia di chilometri. Esso fa parte del centinaio di vulcani, in gran parte attivi o latenti, che dominano le montagne giavanesi da ovest ad est coperti da fitta vegetazione e separati da profonde valli, dove da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giava si stende per un migliaio di chilometri ad est di Sumatra oltre lo stretto della Sonda, dove emergono alcuni picchi vulcanici tra i quali il Krakatau, protagonista di una delle più terrificanti eruzioni della storia nel 1883 che devastò lo stretto, sterminò la popolazione e oscurò il cielo per mesi, scagliando massi a centinaia di chilometri. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/jav risaie3.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="jav risaie3" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/jav risaie3.jpg" alt="jav risaie3" /></a>Esso fa parte del centinaio di vulcani, in gran parte attivi o latenti, che dominano le montagne giavanesi da ovest ad est coperti da fitta vegetazione e separati da profonde valli, dove da millenni gli abitanti hanno strappato alla foresta le loro piantagioni, concentrandosi nella lunga pianura alluvionale del nord stendendo per secoli le ordinate risaie con terrazzamenti sui rilievi che la limitano, modellando mirabilmente il paesaggio. Piccoli villaggi tra immense piantagioni e risaie che si allungano fino alla costa, dove fin dall’ antichità sorsero città di mercanti e navigatori con i loro porti incrociati dalla leggendaria <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/23/2006/08/26/la-via-delle-spezie/"><em>Via delle Spezie</em></a> e che ancora accolgono il traffico marittimo nei porti di Jakarta, Tjirebon, Semarang e Surabaya. Su quelle antiche rotte nel IV sec.d.C. si sviluppò la grande civiltà giavanese influenzata dai secolari rapporti con l’ India e gli abitanti ne adottarono l’ antichissima cultura, l’ organizzazione sociale e politica, le avanzate tecniche agricole e artigianali e la religione hindu, particolarmente il culto di Siva poi fu sostituito con il buddhismo . Il primo di questi stati giavanesi “indianizzati” fu il regno di <em>Taruma</em> che nel V secolo veniva ricordato nelle cronache indiane e cinesi come raffinato e progredito e il cui sovrano Purnavarman fece edificare città, templi e grandi opere, come un canale di quindici chilometri per trasportare merci e irrigare vaste zone strappate alla foresta tropicale., mentre nella vicina Sumatra nascevano i potenti regni  <em>Malayu</em> e <em>Shrivijaya.</em><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/jav cost1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="jav cost1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/jav cost1.jpg" alt="jav cost1" /></a>I regni hindu indonesiani fiorirono sviluppando enormemente la produzione agricola a Giava, con grandi opere di bonifica, disboscamenti e terrazzamenti che strapparono alle foreste le grandi piantagioni e risaie che modellano il suggestivo paesaggio dell’ isola, contrastando con l’ aprezza selvaggia delle catene montuose e i rilievi vulcanici. La ricchezza agricola interna favorì contemporaneamente il grande sviluppo del commercio marittimo e dai porti soprattutto di Sumatra i vascelli indonesiani incrociarono le principali rotte dell’ antica <em>Via delle Spezie</em> orientale tra l’ Oceano Indiano, il golfo del Bengala e il Mar Cinese Meridionale, da secoli frequentate da arabi, indiani e cinesi. Tra i vari regni “indianizzati” indonesiani emerse quello di <em>Shrivijaya</em>, che aveva il suo centro a Palembang a Sumatra, che le cronache cinesi del Vll secolo descrivono come florido e potente, grande centro culturale per la diffusione del buddhismo e che ben presto dominò un vasto territorio dalla Malesia all’ intera Giava fino alle remote isole a est di Bali, controllando le rotte importanti marittime del sud est asiatico che favorì scambi commerciali e culturali con l’ India, la Cina e la nascente civiltà araba islamizzata. L’ influenza su Giava governata dalla dinastia <em>Shailendra</em> si accentuò nel IX secolo con l’ introduzione del buddismo <em>Mahàyàna </em> e matrimoni dinastici tra le due rispettive famiglie regnanti che sancirono un’ alleanza tra Sumatra e Giava, ma nel 992 il sovrano di Giava orientale Dharmavangsa attaccò lo <em>Shrivijaya</em> che reagì invadendone il regno. Nel 1006 divenne gli succedette Airiangga che conquistò l’ intera isola e ritentò la conquista di Sumatra , ma alla sua morte nel 1049 il regno si disgregò in vari principati, tra i quali quelli di <em>Kadiri</em> e di <em>langala,</em> mentre fioriva la civiltà hindu di Bali. Nel 1222 il leggendario re Ken Angrok unificò Giava orientale, dove nacque il regno di <em>Singlìásár</em>i che fiori nel XIII secolo con i grandi re Visnuvardhana e Kertanagara, che hanno lasciato grandi testimonianze nella cultura e l’ arte giavanese e balinese.</p>
<p><strong>Jakarta</strong></p>
<p>Dove gli olandesi nel XVII secolo fondarono la capitale della loro colonia indonesiana Batavia, esistevano dei villaggi ben organizzati, collegati da strade e canali, costruiti sotto il regno sundanese di Purana trecento anni prima, che avevano il loro centro a Bogor.  Quando il regno Purana decadde e fu sostituito da quello Pajalaran, il centro fu spostato sulla costa alla foce del fiume Tji Li-wung e fiorì con il suo porto, la città crebbe e fu chiamata <em>Forte e Gloriosa</em>, in sanscrito Jakarta. Dopo la conquista olandese il governatore Coen. nel 1619 fece edificare la nuova città che, dal popolo dei Batavi, fu battezzata <em>Batavia </em>divenendo la sede della potente  <em>Compagnia delle</em> <em>Indie Orientali.</em> e uno dei più importanti porti dell’ Asia orientale fino all’ inizio del XIX secolo, entrato poi in crisi con l’ apertura del canale di Suez e lo sviluppo di Singapore fondato da lord Raffles.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/jav jak pop1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="jav jak pop1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/jav jak pop1.jpg" alt="jav jak pop1" /></a>Nel 1942 la colonia olandese e la sua capitale fu invasa dai giapponesi, alla loro sconfitta nel 1945 nella vecchia Batavia fu.proclamata l’ indipendenza, nel 1949 divenne capitale della Repubblica lndonesiana e l&#8217;anno dopo fu ribattezzata con l&#8217; antico nome di Jakarta.Durante gli ultimi decenni della colonia furono edificati moderni quartieri commerciali e residenziali che,con i tanti canali che si intersecano collegati da ponti,dà alla città un aspetto che ricorda le città olandesi.  Nella zona più moderna sorge il grande centro commerciale e industriale, le sedi delle grandi industrie che si sono sviluppate rapidamente nella metallurgia,. meccanica, chimica, tessile, alimentare, le più vecchie della gomma e dei cantieri navali, banche e società multinazionali per lo sfruttamento del legname e dei ricchissimi giacimenti petroliferi e minerari.Nei quartieri residenziali si sono moltiplicati i grandi magazzini e gli shopping center, tutto è occidentalizzato all’ estremo, anche le università statale e private, i centri culturali e i musei, tra i quali il vasto parco all’ aperto della <em>Piccola Indonesia</em>, che riproduce le abitazioni tradizionali di tutte le popolazioni dell’ immenso arcipelago, sicuramente una delle poche mete interessanti per una visita della capitale, assieme a qualche vecchio quartiere sopravvissuto.I quartieri più vecchi nella zona sud est, che vanno scomparendo con l’ estendersi della caotica metropoli moderna, sono quelli cinese e arabo che conservano alcuni edifici colorati ed animati dai mercati di quartiere rionali, quelli indonesiani<em> </em>si<em> </em>presentano ormai come le tipiche hinterland delle grandi città asiatiche, poveri e sovrappopolati con tutti i gravi problemi sociali che comportano.Nella periferia più esterna, infine, i quartiri mantengono in parte le caratteristiche dei vecchi villaggi agricoli <em>Kampong,</em> ma anche essi minacciati dall’ incontenibile e caotica crescita della città e dal continuo arrivo di immigrati dalle zone più povere del Paese. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/jav pop trad1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="jav pop trad1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/jav pop trad1.jpg" alt="jav pop trad1" /></a>Un traffico caotico  di auto, bus, camion, i vecchi taxi dei poveri a pedali <em>betja</em>, , le carrozzelle a cavalli <em>delman </em>ormai in gran parte sostituite con<em> </em>quelle a motore<em> </em>sovraccariche<em> </em>di passeggeri in continuo movimento tra gli immensi quartieri vecchi e nuovi di una metropoli ormai invivibile che sembra aver completamente travolto il suo passato.Ne rimangono alcuni vecchi edifici coloniali del XVIII secolo, visitati rapidamente dai turisti in transito verso le ben più interessanti destinazioni di Giava, come il municipio e la residenza del governatore olandese, la chiesa portoghese , Il vecchio porto della <em>Batavia </em>olandese, sostituito per il grande traffico da quello moderno di Tanjung Priok, a una decina di chilometri a nord-est del centro urbano, cui è collegato da un canale, da una  ferrovia e da un&#8217;autostrada.</p>
<p><strong>La via dei vulcani</strong></p>
<p>Dalla caotica capitale si raggiunge agevolmente la vicina Bogor.che possiede uno dei più ricchi parchi botanici del mondo, da dove si continua per immergersi nei suggestivi paesaggi risalendo i monti coperti di vegetazione, tra risaie e villaggi fino al passo di Puncak da dove si gode un panorama stupendo, proseguendo poi per il piú accessibile del vulcani attivi di Giava, il Tangkuban Perahu che ha incantato generazioni di visitatori affacciandosi sul suo cratere per uno dei tanti magnifici spettacoli naturali dell’ isola.Tra le grandi piantagioni che si stendono tagliate da strade e sentieri che conducono a piccoli villaggi  e le risaie che ordinano simmetricamente la pianura, arrampicandosi a terrazze sui rilievi dove hanno conteso la terra alle foreste, si attraversa Giava occidentale fino al vasto altopiano circondato dai vulcani che dominano, come una cornice di coni, quello che nella preistoria era un immenso lago.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/jav Jakarta mosq.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="jav Jakarta mosq" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/jav Jakarta mosq.jpg" alt="jav Jakarta mosq" /></a>Giava centrale è sempre stata collegata fin dall’ epoca dei regni hindu e poi i sultanati islamici alla costa orientale dove incrociavano le rotte dell’ antica <em>Via delle Spezie</em> e sorsero i porti che ne accoglievano i vascelli cosmopoliti. Sullo stretto che separa Giava da Madura e alla foce del fiume Mas, su un antico centro commerciale gli olandesi edificarono Surabaya nel XVII secolo tra i vecchi quartieri cinesi, arabi, malesi e giavanesi, che sopravvivono con i loro bassi edifici lungo le strade sulle quali sorsero poi i grandi palazzi moderni che ospitano le sedi delle grandi aziende, industrie, banche e centri commerciali. Negli anni trenta lo sviluppo del porto e la grande produzione di zucchero fece crescere la vecchia cittadina cosmopolita fino a divenire  uno dei piú grandi centri industriali dell’ Indonesia con i grandi cantieri navali, le fabbriche di automobili, i complessi tessili, chimici, meccanici e alimentari, la lavorazione del caucciù e tabacco, le grandi raffinerie di petrolio. Una metropoli caotica seconda solo a Jakarta, dal grande fermento produttivo e residenza dei grandi capitalisti indonesiani, multinazionali e intrigo di affari internazionali che contrastano anche qui con il miserabile hinterland prodotto da migrazioni dalle campagne con il miraggio della grande città cresciuta tanto in fretta. Poco distante da Surabaya un braccio di mare divide la costa dalla grande isola di Madura, dove la popolazione conserva antiche tradizioni, tra le quali la più curiosa è la periodica corsa dei bufali che richiama migliaia di visitatori. Contrade e villaggi si preparano a lungo per la gara cerimoniale preceduta da festeggiamenti più o meno pittoreschi che culminano in una manciata di secondi durante i quali i bufali si lanciano in furibonde e suggestive corse trainanti una sorta di carretto di bambu privo di ruote sul quale esperti fantini locali dai costumi sgargianti si cimentano nella gara che sembra avere antiche origini tribali.Sul suggestivo altipiano di Giava centrale,  gli olandesi nel 1810 fondarono Bandung per le vacanze dei funzionari, una settantina di anni dopo fu collegata dalla ferrovia a Bogor e divenne un grande centro amministrativo della colonia fino alla seconda guerra mondiale, quando  fu occupato dai giapponesi e poi preso dagli alleati che  vi stabilirono il quartier generale. Divenne celebre per la prima <em>Conferenza Intercontinentale dei Paesi Afroasiatici</em>, promossa da governo indonesiano di Sukarno dal 18 al 24 aprile 1955, alla quale parteciparono ventiquattro stati indipendenti asiatici e sei africani. Dall’ epoca della conferenza la città si è ingrandita, divenendo uno dei maggiori centri commerciali indonesiani per i prodotti agricoIi, grandi industrie per la lavorazione del caucciù, alimentari, tessili, chimiche, farmaceutiche e meccaniche.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/Bali risaie1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="Bali risaie1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/Bali risaie1.jpg" alt="Bali risaie1" /></a> E’ divenuto  un importante centro culturale con quattro università, vari istituti scientifici, tra i quali uno dei piú importanti istituti vulcanologici dell’ Asia, ed è stata anche la prima attrezzata per il turismo in Indonesia e tutt’ ora frequentata dalla borghesia indonesiana che si gode il clima montano e gli incantevoli dintorni, forse troppo simile alla vecchia Europa per attirare gli stranieri che in Indonesia cercano l’ esotico</p>
<p><strong>La culla della civiltà giavanese</strong></p>
<p>Da Bandung si continua verso Giava orientale tra paesaggi sempre più suggestivi fino ai centri di Wonosobo e Malang, da dove si sale sui duemila metri dell&#8217;altopiano di Dieng, tra magnifiche montagne e vulcani, laghi che splendono tra strette valli alternati a sorgenti solfuree e improvvisi gyser che fumano il ribollire dell’ attività vulcanica del sottosuolo.In questo magnifico scenario sorsero i primi templi dell’ antica civiltà<a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/induismo/"> hindu</a> giavanese che si ergono improvvisi lungo le strade che seguono le antiche vie che collegavano le città e i centri fioriti tra il IV e il IX secolo, intrisi delle gesta leggendarie di eroi e sovrani, miti e cronache dei viaggiatori indiani e cinesi che descrissero ammirati i regni di Giava.Dall’ indimenticabile suggestione della traversata dell’ altipiano di Dieng si giunge alle città di Yogyakarta, Surakarta e la più distante Semarang, collegate alla costa settentrionale che vide il grande traffico marittimo sulla leggendaria <em>Via delle Spezie</em>.Yogyakarta conserva il suo passato che la vide protagonista nel medioevo gavanese, centro deI grande sultanato islamico di cui rimane il Palazzo del Sultano <em>Kraton</em> e quella che fu la poderosa fortezza di <em>Tamansari,</em> i vecchi quartieri con le botteghe artigiane e le fabbriche tradizionali dei tessuti <em>batik, </em>gli animatissimi mercati e le vie trafficate da calessi che contrastano con il traffico moderno, poco distante il centro di Surakarta e il palazzo dove i sultani governarono dalle splendide corti il dominio islamico su Giava orientale.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/jav pop trad2.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="jav pop trad2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/jav pop trad2.jpg" alt="jav pop trad2" /></a>Fuori Yogyakarta si erge il vasto complesso sacro hindu di <em>Prambanan</em>, edificato all’ inizio del X sec.d.C. dal sovrano Dksha della dinastia di Mataram, che costituisce il culmine della grande arte e architettura hindu giavanese della quale i precedenti suggestivi esempi sono disseminati nel suggestivo altipiano di Dieng. Un magnifico recinto quadrato dalle alte e  mura racchiude il tempio a terrazze, su una più elevata sorgono due tempietti <em>candi, </em>che contenevano i tesori del tempio<em>,</em>davanti i quali stavano i sacrari delle mitiche cavalcature delle divinità supreme della <em>Trimurti</em> e su quella superiore altri tre candi più imponenti, il centrale <em>LoroIongrang</em> consacrato a Siva, i laterali a Bráhma e a Visnu.Poco distante sorge una delle meraviglie architettoniche della storia, il fantastico <em>Borobodur</em> edificato dalla dinastia Shailendra all&#8217;inizio del IX secolo d.C. e a lungo dimenticato nella fitta vegetazione che l’ avvolgeva dopo la caduta dei regni giavanesi fino a quando fu riscoperto nel secolo scorso e magnificamente restaurato da archeologi ed architetti olandesi per quattro anni dal 1907. Ammirato nella sua grandiosa e raffinata perfezione dai visitatori per ottanta anni, fu oggetto della criminale stupidità di un gruppo di rozzi integralisti islamici nel 1985 che lo danneggiarono seriamente nella loro irrazionale furia iconoclasta, ma tornò a splendere nuovamente ad incantare il mondo. Non è un sempice tempio o monastero, è l’ ardita raduzione architettonica di un <em>mandala</em>, raffigurazione del percorso della meditazione buddista attraverso i piani della progressiva perfezione dello spirito fino al culmine dell’ <em>illuminazione</em>, di già gran difficoltà nelle varie rappresentazioni pittoriche di cui l’ universo buddista è ricco, incredibile in questa  sua grandiosa realizzazione in pietra. In esso vi è anche la più sorprendente realizzazione del mitico <em>Monte Kailas,</em> sede dell’ immenso Pantheon buddista derivato dall’ induismo e suprema immagine della dottrina <em>maháyána</em>. Un enorme base quadrata con centoventotto metri di lato che sorregge il culmine del sacrario incrociata simmetricamente da quattro grandi rampe di scale da dove si sviluppano perfettamente gallerie concentriche fittamente decorate da bassorilievi  e una miriade di piccoli tempi che contengono le immagini del Budda e dei <em>Bodhisattva.</em> Sul piano più alto sorgono tre terrazze rotonde che contengono i sacrari <em>stúpa</em> attorno ad uno più grande ed elevato che domina il magnifico complesso mirabilmente decorato da milletrecento lunghi pannelli di bassorilievi che si sviluppano per quindici chilometri di bassorilievi, apogeo dell’ arte plastica e scultura della civiltà giavanese.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/jav cors bufali.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignright" title="jav cors bufali" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/jav cors bufali.jpg" alt="jav cors bufali" /></a>I bassorilievi accompagnano costantemente il visitatore che segue il rito buddista della <em>deambulazione</em> attorno allo stupa centrale e, allo stesso tempo il percorso spirituale del <em>mandala,</em> inducendo alla meditazione meditazione. Si parte dalle gallerie inferiori, dove i bassorilievi rappresentano le vane apparenze della vita terrena, la noia della quotidianità e il drammatico universo infernale; quindi si sale concentricamente a meditare sulle scene di vita del Buddha, i suoi seguaci illuminati <em>Bodhisattva</em>, e il senso di liberazione raggiunto dai saggi asceti che ne hanno seguito le vie.Le magnifice rappresentazioni sono intercalate da statue di spiriti e divinità hindu e scene del poema mitologico <em>Ramahyana</em> fino ai tempietti <em>candi</em> consacrati alle supreme divinità hindu della <em>Trimurti</em> Bráhma e  Visnu.La parte piú orientale di Giava è dominio della natura con il vasto altipiano di Malang dove si succedono boschi popolati da animali, torrenti, laghetti e cascate e si ergono solitari gli antichi templi hindu, testimonianza della grande civiltà che sopravvisse per secoli fino all’ invasione islamica nel medioevo.Continuando nel suggestivo ambiente naturale, tra villaggi tradizionali e piccoli centri, l’ imponente sagoma del vulcano Bomo domina magnificamente l’ ultimo lembo orientale di Giava e le sue viscere ribollenti che soffiano da sempre la potenza della montagna l’ anno reso sacra dimora di potenti spiriti e divinità, oggetto di riti e cerimonie.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/kalimantan fiu Mahkam tram1.jpg"><img class="ZenphotoPress_thumb  alignleft" title="kalimantan fiu Mahkam tram1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/kalimantan fiu Mahkam tram1.jpg" alt="kalimantan fiu Mahkam tram1" /></a>Un’ indimenticabile suggestione ascenderne i contrafforti prima del sorgere del sole assieme ai fedeli di antichi riti che recano animali da sacrificare nell’ immenso cratere lambito dalle luci dell’ alba in uno spettacolo grandioso che accomuna nell’ ammirazione indigeni, personaggi che attendono i presagi dai sacrifici propiziatori e visitatori giunti da molto lontano. L’ultimo lembo di Giava affaccia a oriente sullo stretto che la separa da quella che fu l’ emanazione della sua antica civiltà hindu, qui affidata alle splendide testimonianze archeologiche del suo perduto passato, ma oltre il breve braccio di mare attraversato quotidianamente dai traghetti ancora pulsante nel suo splendore arricchito da tradizioni e costumi più antichi dell’ <em>Isola degli Dei</em> Bali.</p>
<p>© <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-asia-est/">geo asia est</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/induismo/">induismo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/23/2006/08/28/vie-dellindonesia/">Vie Indonesia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/23/2006/08/26/la-via-delle-spezie/">Via delle Spezie</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/23/geophoto/2006/08/30/asia-sud-est/">Asia sud est</a> <a href="http://www.travelgeo.it/geophoto/">geophoto</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/ ">i reportages</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">tg magazine</a></strong></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2008/10/08/mostre-2/"><strong>mostre</strong></a><strong> </strong><a href="http://www.travelgeoweb.com/"><strong>travelgeoweb</strong></a><strong> </strong><strong><a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">travelEditions</a></strong><strong> </strong><strong><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/">contatti</a></strong></p>
<p><strong>Foto Indonesia</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia"><img class="ZenphotoPress_thumb " title="jav jak pop1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia/image/thumb/jav jak pop1.jpg" alt="jav jak pop1" /></a><br />
</strong></p>
Nessun tag per questo post.
	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li>Non ci sono post correlati.</li>
	</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2010/05/03/indonesia-giava/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Donne nel mondo</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo-2/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2006 20:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[madri e figli]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo-2/</guid>
		<description><![CDATA[Nel mondo del terzo millennio le donne sono in varia misura discriminate, nei paesi occidentali più “avanzati” le conquiste per l’ emancipazione femminile hanno risolto i problemi più evidenti, ma alcuni diritti, il lavoro, la famiglia e altre condizioni oggettive contengono retaggi discriminatori oggetto di dibattito sociale e politico. Nel resto del mondo la situazione è legata a culture, tradizioni, religioni ed ideologie che discriminano pesantemente le donne, spesso ne condizionano drammaticamente l’ esistenza o le sprofondano in una tragica e insostenibile condizione.Si pensa che la condizione femminile più umiliante ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Nel mondo del<span> </span>terzo millennio le <a href="http://www.travelgeo.it/2009/02/25/un-mondo-di-donne/">donne</a> sono in varia misura discriminate, nei paesi occidentali più “avanzati” le conquiste per l’ emancipazione femminile hanno risolto i problemi più evidenti, ma alcuni diritti, il lavoro, la famiglia e altre condizioni oggettive contengono retaggi discriminatori<span> </span>oggetto di dibattito sociale e politico. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AfricaWomen.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3363" title="AfricaWomen" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AfricaWomen-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></span><span style="font-size: 10pt;">Nel resto del mondo la situazione è legata a culture, tradizioni, religioni ed ideologie che discriminano pesantemente le <a href="http://www.travelgeo.it/2009/02/25/un-mondo-di-donne/">donne</a>, spesso ne condizionano drammaticamente l’ esistenza o le sprofondano in una tragica e insostenibile condizione.</span><span style="font-size: 10pt;">Si pensa che la condizione femminile più umiliante sia nel mondo<a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/islam/"> islamico</a>, ma è drammaticamente comune in <a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-africa/">Africa</a>,<a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-asia-mo/">medio oriente </a>,<a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-asia-est/">Asia orientale</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-america/">America Latina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/category/geo/geo-oceania/">Oceania</a>, anche dove tradizioni e religioni appaiono “affascinanti” ai superficiali approcci occidentali.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AsOvYemDonne.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3463" title="AsOvYemDonne" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AsOvYemDonne-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Alcune tradizioni e consuetudini africane, il<span> </span>tanto decantato “spiritualismo” <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/induismo/">hindu</a> o <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/">buddista</a>, i modi di esistere arcaici e “naturali” che contengono nell’ essenza ideologica tragiche forme di sottomissione, umiliazione e violenza per le donne. Ruolo subalterno a tutti i livelli della società, dalla famiglia alla comunità, “acquisto” della moglie senza consenso, poligamia, ripudio matrimoniale, sfruttamento di figlie, sorelle e mogli, violenze quotidiane “codificate” dalle tradizioni, mutilazioni genitali e deformazioni fisiche per un concetto tutto maschile di “integrità” e “bellezza”, condanne al solo sospetto di infedeltà comportamento ritenuto “disonorevole”. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AsiaWomen.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3370 alignleft" title="AsiaWomen" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AsiaWomen-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Spesso “cultura” e “tradizioni” locali sono consuetudine sociale e giuridica, dappertutto la nascita di una femmina è ritenuta un evento negativo che individua fin da bambina un essere inferiore da sfruttare, ma in alcune “tradizioni” la soppressione fisica di tale disgrazia è ritenuta “comprensibile”. Nei tanto celebrati universi hindu e buddista indiano e indocinese l’ infanticidio femminile è pratica antica, non sono rare creaturine neonate abbandonate per la strada, è frequente non curare le piccole ammalate o nutrirle poco sperando in una soppressione “naturale”, mentre in Cina la pianificazione delle nascite predispone all’ aborto di future femmine, preferendo tenersi i maschi.La discriminazione nella sessualità è dappertutto, solo in Africa ad oltre cento milioni di donne è negata con le mutilazioni genitali, per gran parte delle culture asiatiche la femmina è oggetto di piacere, mai soggetto, in molte di quelle dell’ Oceania e dell’ America Latina la donna non è mai protagonista della sessualità ma la subisce. La violenza sessuale è spesso pratica a tutti i livelli della società, ma oltre all’ umiliazione di subirla la donna è per sua natura responsabile e da condannare, non solo nei paesi islamici più integralisti, ma anche in India e il resto dell’ Asia hindu e buddista, nelle città africane dei vari culti tradizionali, nelle favelas sudamericane cattoliche e in tutto quel mondo dove l’ universo femminile è negato.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AsisIndiaDonne.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3462 alignright" title="AsisIndiaDonne" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AsisIndiaDonne-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono i concetti stessi di cultura, tradizione ed etnia, tanto adoperati a sproposito, quanto incompresi da superficiali ideologie, che costituiscono spesso<span> </span>l’ humus della condizione femminile e i conflitti che sorgono in loro nome ne sono gli esempi più evidenti.</span> <span style="font-size: 10pt;">Massacri in nome dell’ identità etnica dall’ Africa alla Yugoslavia frammentata in decine di etnie, dallo sbriciolamento dell ‘ Impero Sovietico al Sud Est asiatico, le donne sono oggetto del disprezzo e dell’ odio etnico. La sua miserabile esistenza nella cultura di appartenenza, diviene simbolo dell’ odio avversario quale madre, moglie, sorella del nemico, quale “fattrice” di esso e da uccidere, seviziare, violentare e umiliare.La drammaticità della condizione delle donne non sta solo nella riduzione della loro vita a sopravvivenza, ai matrimoni coatti, agli infanticidi, alle violenze e agli stupri, ma anche nella quotidianità e nel lavoro, come “fardelli” di un’ esistenza negata da culture, religioni, ideologie e tradizioni che in tanti ne proclamano il “rispetto” .Il manicheismo è un vizio dell’ occidente che produce l’ incomprensione del mondo.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/OceaniaWomen.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3385" title="OceaniaWomen" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/OceaniaWomen-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></span><span style="font-size: 10pt;">Da una parte chi vuole preservare l’ Europa dall’ invasione di immigrati che, più o meno considera tutti predisposti a delinquere o comunque a turbare un’ equilibrio culturale, dall’ altra chi si erge a paladino della difesa di culture, religioni, tradizioni e quant’ altro che poi spesso hanno prodotto lo scempio delle donne.L’ occidente a volte si scuote con vicende internazionali che fanno distrattamente scoprire realtà lontane, nascoste, spesso ignote di un mondo tanto lontano quanto dimenticato e per le vicende afgane televisione, stampa e tutto il poderoso apparato mediatico hanno riproposto quotidianamente immagini di donne velate come fantasmi vaganti ai margini di<span> </span>un universo nel quale ogni diritto è loro negato.Ma tale condizione non è relegata a quei paesi soffocati dall’ integralismo islamico, è presente in gran parte del mondo dove storia, cultura, religione e tradizioni sono diverse, ma dove la realtà femminile è altrettanto condizionata, soffocata, repressa.Lo è anche nei paesi dove nulla impedisce alle donne di vivere e lavorare come un uomo, ma di fatto non permette di rivelare completamente le proprie potenzialità.Aldilà della notizia, dell’ informazione, della globalizzazione mediatica, solo il “viaggio” può ricondurre la percezione del mondo alla sua essenza originaria, quell’ esperienza diretta che nasce dall’ emozione e procede nel percorso della riflessione verso la conoscenza che, per sua natura, deve essere condivisa nella comunicazione.Solo così ci si può rendere conto pienamente dell’ esistenza di due mondi paralleli e distinti, atavica creazione umana che ha percorso la storia fino ad oggi nella sottomissione, violenza, emarginazione dell’ universo femminile.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AfrSudanMadre.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3460" title="AfrSudanMadre" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AfrSudanMadre-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dal mondo islamico alle profondità dell’ Africa, dall’ Asia orientale alle isole del Pacifico, tra le Ande e le foreste americane, gran parte dell’ esistenza delle donne di razze, culture e religioni diverse è spesso un insopportabile “fardello”, vita quotidiana, lavoro, famiglia, la maternità stessa.Niente è più efficace dell’ immagine per percepire tale realtà, anche quando mostra volti apparentemente distesi nella vita quotidiana, nel lavoro, nell’ allattare i bambini o nel portarli per mano, ma quel “velo” è sempre presente anche se non è un <em>burqa</em> o un <em>chador</em> islamico, è presente negli sguardi, negli occhi, nell’ emanazione della malinconia di milioni di donne che percepiscono la negazione della loro esistenza.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AmericaWomen.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3366 alignleft" title="AmericaWomen" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AmericaWomen-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un’ esistenza<span> </span>segnata da “fardelli” che comincia dalla nascita, poco apprezzata, continuando nell’ adolescenza spesso negata, nei matrimoni combinati, nella famiglia opprimente, nel lavoro sottomesso ed emarginato, nella maternità faticosaQueste immagini sono state realizzate viaggiando a lungo in tutto il mondo per cogliere l’ articolata uniformità di questa condizione; partendo da una ricerca antropologica ed estetica per poi intuire quell’ esistenza documentandone i “fardelli” anche quelli che apparentemente non sembrano tali.Sono realizzate con una visione del mondo che esalta<span> </span>il senso della vita e della bellezza che danno speranza e aiutano a cambiare, rifiutando i facili effetti emotivi di immagini di sofferenza e disperazione che comunicano solo impotenza. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/OceanPapua.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3464" title="OceanPapua" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/OceanPapua-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un uomo che ritrae donne in questa prospettiva può essere un valore aggiunto, un omaggio al genere femminile, sempre inserito in un contesto reale e<span> </span>di attualità.La mostra fotografica è un percorso attraverso i continenti, tra realtà e culture diverse, ma nelle quali quel “fardello” delle donne è sempre presente nelle sue manifestazioni più evidenti e nascoste. Immagini esclusive e originali di vita femminile nel mondo, una compresenza di colori, contrasti, volti e paesaggi dove lo scorrere delle sensazioni è una questione di spazio, ma anche di tempo.</span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;"><a href="../contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;">
<div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157625513291065/"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5022/5749877757_faf60f0c32_s.jpg" alt="world of women" width="75" height="75" /></a><a title="world of women" href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157625513291065/">world of women</a></div>
<div>
<div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157625513133699/"><img src="http://farm4.staticflickr.com/3084/5708581502_001a807ae3_s.jpg" alt="world of children" width="75" height="75" /></a><a title="world of children" href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157625513133699/">world of children</a></div>
</div>
</div>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo-2/">Donne nel mondo</a><br />
<span> </span><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo/">Libro donne nel Mondo</a> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/category/reportages/">Reportages e bibliografie</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/MostraDonnFigli.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3379" title="MostraDonnFigli" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/MostraDonnFigli-150x150.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><br />
</span></p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2009/02/25/un-mondo-di-donne/">mostra fotografica Un Mondo di Donne</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span></span></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/bambini/" title="bambini" rel="tag">bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/madri-e-figli/" title="madri e figli" rel="tag">madri e figli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/mostre/" title="mostre" rel="tag">mostre</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/faccia-a-faccia/" title="Faccia a faccia (febbraio 16, 2007)">Faccia a faccia</a> (1)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/13/africa-vudu/" title="Africa Vudù (settembre 13, 2006)">Africa Vudù</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/29/via-delle-ande/" title="Via delle Ande (agosto 29, 2006)">Via delle Ande</a> (4)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/via-del-congo/" title="Via del Congo (agosto 28, 2006)">Via del Congo</a> (5)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Occhi di bambini</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/occhi-di-bambini/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/occhi-di-bambini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 17:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[home]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/07/occhi-di-bambini/</guid>
		<description><![CDATA[Essere bambini oltre le frontiere dell’ universo occidentale e ricco, subire pratiche tradizionali e religiose, convivere con riti e abitudini, crescere con  povertà, malattie, conflitti e ambienti spesso ostili. Bambini che soffrono, ai quali è negata l’ istruzione, che devono lavorare in tenera età, i più colpiti da calamità naturali ed eventi bellici, spesso sfruttati da grandi aziende che sfoggiano i loro marchi nelle boutique occidentali.Ma anche bambini che osservano, giocano, ridono, che sciamano curiosi ad ogni evento, anche nelle situazioni più drammatiche, perché gli occhi dei bambini riescono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Essere bambini oltre le frontiere dell’ universo occidentale e ricco, subire pratiche tradizionali e religiose, convivere con riti e abitudini,</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> crescere con  povertà, malattie, conflitti e ambienti spesso ostili. Bambini che soffrono, ai quali è negata l’ istruzione, che devono lavorare in tenera età, i più colpiti da calamità naturali ed eventi bellici, spesso sfruttati da grandi aziende che sfoggiano i loro marchi nelle boutique occidentali.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2007/02/AfricaChSete.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3402" title="AfricaChSete" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2007/02/AfricaChSete-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ma anche bambini che osservano, giocano, ridono, che sciamano curiosi ad ogni evento, anche nelle situazioni più drammatiche, perché gli occhi dei bambini riescono ad andare oltre, cercano e danno speranza.Viaggiando a lungo in tutto il mondo per cogliere l’ articolata uniformità di questa condizione con una ricerca antropologica ed estetica, ho cercato di capire quell’ esistenza per documentarne il disagio anche dove  apparentemente non sembra tale. E’ stata una grande ricerca per anni con l’ umiltà della conoscenza e la forza delle sensazioni che ho cercato di interpretare con l’ estetica dell’ immagine. Ne ho tratta anche una visione del mondo che esalta  il senso della vita e della bellezza che danno speranza e aiutano a cambiare, rifiutando gli  effetti emotivi di immagini di sofferenza e disperazione che comunicano solo impotenza. E’ un  percorso attraverso i continenti, tra realtà e culture diverse, ma nelle quali la condizione di quell’ umanità è sempre presente nelle sue manifestazioni più evidenti e nascoste, un affresco artistico di sensazioni e immagini originali, che cercano di dare le emozioni che ho vissuto.Un mosaico  di vita infantile, nella suggestione di colori, contrasti, volti e paesaggi dove lo spazio e il tempo scorrono in sensazioni immediate e raccontano le storie di quei bambini.Le immagini sono sostenute da una profonda riflessione antropologica divulgativa che cerca di migliorare la conoscenza  di modi di vivere di altri paesi e di culture diverse dalla nostra,</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> contribuendo all’integrazione e alla comprensione fra i popoli. In qualsiasi parte del mondo un bambino è la possibilità di dare un futuro migliore all’umanità. Nei suoi occhi c’è l’inconsapevole “forza della vita”, con i suoi occhi si può accendere la speranza di un mondo  migliore.Questa è la breve sintesi dei miei reportages, studi, mostre e quanto ho prodotto su una realtà che sempre cercato di capire, vivere emotivamente e descrivere viaggiando in ogni angolo di questo mondo e tra i popoli più diversi dalla dignità troppo spesso calpestata e le cui vittime più indifese sono loro. Quella parte di umanità che guarda con <em>occhi di bambini</em>.</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quante volte ci siamo chiesti come  spiegare una cosa ad un bambino. Come spiegare la guerra, la sofferenza,  la violenza, l’ignoranza, la discriminazione, la fame, il freddo, e  ancora la cattiveria, l’oppressione, l’umiliazione, la vergogna.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AfricaChildren.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3361" title="AfricaChildren" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AfricaChildren-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Quante  volte avremmo voluto vedere il mondo con i suoi occhi: gli occhi di un  bambino. Il grande apparato mediatico occidentale propone   quotidianamente immagini di paesi e popolazioni dilaniate da guerre,  carestie ed eventi di ogni tipo. I bambini sono vittime di mostruosi atti di terrorismo, rappresaglie,  incursioni, vengono uccisi dalle mine, dai colpi dei cecchini oltre che  dai consueti “nemici invisibili”: fame, epidemie, malnutrizione, freddo,  mancanza di medicinali. Bambini ai margini di  un universo nel quale  ogni diritto è loro negato, che guardano ciò che accade con occhi che  cercano speranza, i più indifesi di popolazioni travolte da una storia  alla quale non appartengono più.Oltre l’ informazione e la  globalizzazione mediatica, solo il “viaggio” può ricondurre la  percezione del mondo alla sua essenza originaria, quell’ esperienza  diretta che nasce dall’ emozione e procede nel percorso della  riflessione verso la conoscenza che, per sua natura, deve essere  condivisa nella comunicazione. Solo l’ immagine può percepire tale  realtà, anche quando essa mostra volti apparentemente distesi nella  quotidianità, nella famiglia, nei giochi, nella malinconia di milioni di  bambini che percepiscono la negazione della loro piena esistenza.  Essere bambini oltre le frontiere dell’ universo occidentale e ricco,  subire pratiche tradizionali e religiose, convivere con riti e  abitudini, crescere con  povertà, malattie, conflitti e ambienti spesso  ostili. Bambini che soffrono, ai quali è negata l’ istruzione, che  devono lavorare in tenera età, i più colpiti da calamità naturali ed  eventi bellici, spesso sfruttati da grandi aziende che sfoggiano i loro  marchi nelle boutique occidentali.Ma  soprattutto bambini che osservano, giocano, ridono, che sciamano  curiosi ad ogni evento, anche nelle situazioni più drammatiche, perché  gli occhi dei bambini riescono ad andare oltre, cercano e danno  speranza.Viaggiando a lungo in tutto il mondo per cogliere l’ articolata  uniformità di questa condizione, partendo da una ricerca antropologica  ed estetica, l’ autore  ha intuito quell’ esistenza e ne ha documentato  il disagio anche dove  apparentemente non sembra tale.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AsiaChildren2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3368" title="AsiaChildren2" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/AsiaChildren2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Una grande ricerca  illustrata da splendide foto con una visione del mondo che esalta  il  senso della vita e della bellezza che danno speranza e aiutano a  cambiare, rifiutando i facili effetti emotivi di immagini di sofferenza e  disperazione che comunicano solo impotenza.  E’ un  percorso attraverso i continenti, tra realtà e culture diverse,  ma nelle quali la condizione di quell’ umanità è sempre presente nelle  sue manifestazioni più evidenti e nascoste, un affresco artistico di  sensazioni e immagini esclusive, originali, di forte impatto emotivo.Un  mosaico  di vita infantile nell’ alba del terzo millennio, nella  suggestione di colori, contrasti, volti e paesaggi dove lo spazio e il  tempo scorrono in sensazioni immediate e raccontano  le storie di quei  bambini.Le  immagini sono sostenute da una profonda riflessione antropologica  divulgativa che contribuisce a migliorare le scarse conoscenze che si  hanno in Occidente di modi di vivere di altri paesi e di culture diverse  dalla nostra,  contribuendo all’integrazione e alla comprensione fra i  popoli. In qualsiasi parte del mondo un bambino è la possibilità di dare  un futuro migliore all’umanità. Nei suoi occhi c’è l’inconsapevole  “forza della vita”, con i suoi occhi si può accendere la speranza di un  mondo  migliore.</p>
<p><a href="../2006/08/25/contatti/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/collections/72157625967946435/">Foto reportages</a></p>
<div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157625513133699/"><img src="http://farm4.staticflickr.com/3084/5708581502_001a807ae3_s.jpg" alt="world of children" width="75" height="75" /></a></div>
</div>
<h4><a title="world of children" href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157625513133699/">world of children</a></h4>
<div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157625513291065/"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5022/5749877757_faf60f0c32_s.jpg" alt="world of women" width="75" height="75" /></a></div>
</div>
<h4><a title="world of women" href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157625513291065/">world of women</a></h4>
<p><a href="../category/reportages/">reportages</a></p>
<p><a href="http://www.kurageart.eu/con-gli-occhi-dei-bambini">video multimedia</a></p>
<p>Libro “<a href="../2006/09/06/il-mondo-salvato-dai-bambini/">Il mondo salvato dai bambini</a>”</p>
<p><a href="http://www.travelgeo.it/2008/09/07/occhi-di-bambini/2/">segue lettura</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
Nessun tag per questo post.
	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li>Non ci sono post correlati.</li>
	</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/occhi-di-bambini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Yemen</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/yemen/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/yemen/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 13:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Asia M.O.]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[popoli vinti]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vie della fede]]></category>
		<category><![CDATA[yemen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/05/yemen/</guid>
		<description><![CDATA[
Un viaggio nella storia
Il sole radente di un tramonto levantino accentua il bianco e l&#8217; ocra dei mìnareti e degli antichi palazzi, penetra nelle strette stradine della medina e illummina la merce accatastata sulle bancarelle del suq. Gli altoparlanti delle moschee cantilenano Allah Akbar chiamando i fedeli alla preghiera del maghrib, la gente si avvia verso casa o la più vicina moschea: le donne velate cariche delle loro cose, gli uomini con le gote gonfie dal bolo di qat masticato tutto il giorno e l&#8217; inseparabile jambiah alla cintola. E&#8217; ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><strong>Un viaggio nella storia</strong><br />
Il sole radente di un tramonto levantino accentua il bianco e l&#8217; ocra dei mìnareti e degli antichi palazzi, penetra nelle strette stradine della medina e illummina la merce accatastata sulle bancarelle del suq. Gli altoparlanti delle moschee cantilenano <em>Allah Akbar</em> chiamando i fedeli alla preghiera del <em>maghrib</em>, la gente si avvia verso casa o la più vicina moschea: le donne velate cariche delle loro cose, gli uomini con le gote gonfie dal bolo di qat masticato tutto il giorno e l&#8217; inseparabile jambiah alla cintola. E&#8217; la fine di una qualsiasi giornata a San’a, la capitale di un paese ancora indeciso tra medioevo e terzo millennio, ‘&#8217;unico  da ogni punto di vista in tutto il mondo arabo. Fino a non molti anni fa era tutta compresa nelle mura medioevali, dopo il tramonto le porte venivano chìuse e i viaggiatori che arrivavano a quell&#8217;ora dovevano accamparsi all&#8217; esterno in attesa dell&#8217;alba. Stesa ai piedi del djebel Nogiúm, dove la tradizione vuole che si sia fermata l&#8217; arca di Noé, si dice che la città sia stata fondata da suo figlio Sem, di cui gli yemeniti si vantano di essere i discendenti. Il poeta arabo Ibn&#8217; Abd el Megid la cantò come la più bella città dell&#8217; Islam e tale rimane tutt&#8217; ora con la sua affascinante atmosfera da Mille e una Notte che si stende sulla città vecchia divisa in tre zone distinte: la medina araba, il quartiere turco Bir el Azab e quello ebreo Qáa el Yahoud abbandonato dagli abitanti, che erano i più abili artigiani d&#8217; Arabia, nel 1950 durante l&#8217; esodo ad Israele. Il centro vitale é il suq che si stende attorno alla grande moschea Jamia el Kabir, una delle più antiche dell&#8217; <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/02/islam/">Islam</a>, un dedalo di strette stradine animatissime tutto il giorno da mercanti, acquirenti e vagabondi. Ai lati si aprono le minuscole botteghe alimentari, spezie, tessuti, artigianato, cianfrusaglie, gioielli e tutto ciò che si può vendere o acquistare in questo paese. I mercanti, distesi tra mucchi di merci fumano íl narghilé e masticano il qat, quasi indifferenti alle richieste degli acquirenti e per niente disposti a qualsiasi tipo di contrattazione: un atteggiamento assai singolare per degli arabi. Gli yemeniti si considerano molto diversi dai loro fratelli In Allah ed, effettivamente, lo sono, in modo particolare per alcuni aspetti della vita quotidiana, i costumi, le usanze e i rapporti umani, ancora modellati da un sistema medioevale dal quale qualcuno a San’ a cerca faticosamente di uscire, ma la maggiorparte senza troppa convinzione.La caratteristica più nota di San’ a é la straordinaria architettura della città vecchia con le sue cinquanta moschee, tra le più belle d&#8217; Arabia, gli eleganti minareti e, soprattutto, le alte case a più piani dalle facciate finemente decorate dagli artigiani ebrei con disegni geometrici bianchi che contrastano con l&#8217; ocra dei mattoni, a volte con stelle di David, sigilli di Salomone e altri simboli biblici ben accetti dall&#8217; <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/02/islam/">Islam</a>. Le finestre spesso possiedono delicate grate di legno intarsiato, sormontate sempre da finestrelle più piccole dai vetri colorati, le case con la facciata rivolta a ponente hanno le finestrelle chiuse dai qamayat, sottili lastre di alabastro che filtrano i raggi del tramonto. Ogni casa possiede varie stanze ognuna adibita ad un&#8217; uso specifico, ma la più grande ed importante é la mafráj, dove si riuniscono gli uomini a bere the, fumare, conversare e, soprattutto, masticare il qat. Intorno vi é un giardino con una fontana dove si trova refrigerio nelle giornate più calde, secondo il migliore stile arabo. Solo da poco la viva voce del muezzin é stata sostituita dagli altoparlanti, ma la giornata inizia ancora all&#8217; alba svegliati dalla chiamata alla subhl, la prima preghiera del giorno; le finestre si illuminano, si prega rapidamente e poi le donne accendono il fuoco. I primi a scendere in strada sono gli akhadam, i discendenti degli schiavi negri ai quali sono affidati i lavori più umili, quando il sole illumina completamente la città, inizia il carosello indescrivibile delle automobili, taxi, furgoni, camioncini e motociclette con il loro uso paranoico del clakson. In tutto lo Yemen, dalle montagne del nord alle regioni meridionali dell’ Hadramauth, gli uomini si recano al lavoro con l&#8217;inseparabile jambiah, il pugnale ricurvo che ogni adulto porta alla vita, la testa avvolta nel turbante e gli abiti tradizionali sempre più corredati da capi occidentali. La mattinata scorre veloce fino a mezzogiorno quando, dopo la preghiera dello Zuhrll, gli uomini si precipitano al mercato del qat per fare la loro scorta quotidiana di foglie da masticare. Un pasto veloce, poi gli amici si riuniscono nelle mafraj a masticare il qat e a conversare per gran parte del pomeriggio. Qualsiasi cosa si stia facendo, all&#8217; ora del qat lo Yemen si ferma: lavoratori, commercianti, impiegati, notabli, ministri e lo stesso Presidente, consacrano il pomeriggio alla masticazione delle tenere foglioline vagamente inebrianti che, ormai, condizionano l&#8217; intera vita del paese.Il qat sembra essere uno dei pochi elementi in comune tra la vita a San’ a e quella nel resto dello Yemen, dove le istanze  moderniste  della capitale non hanno una grande rispondenza. Fino alla riunificazione del Paese il governo controllava la zona tra San’ a, il porto di Hodeydah e Taizz, le altre regioni erano sotto l&#8217;autorità del le confederazioni tribali guidate dagli cheick, spesso in contrasto con l&#8217; amministrazione centrale.Le più importanti sono la Hashida e la Bakil che dominano su gran parte delle zone rurali degli altipiani settentrionali; tutti sono suddivisi in qabile, unità tribali più o meno grandi le cui caratteristiche sono diverse da quelle del resto d&#8217; Arabia tradizionalmente nomadi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Foto reportages:<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-yemen">Yemen</a><span> </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-arabia">Arabia</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/medio-oriente/"></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arabi/" title="arabi" rel="tag">arabi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/asia/" title="asia" rel="tag">asia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/faccia-a-faccia/" title="faccia a faccia" rel="tag">faccia a faccia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/medio-oriente/" title="medio oriente" rel="tag">medio oriente</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nomadi/" title="nomadi" rel="tag">nomadi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli-vinti/" title="popoli vinti" rel="tag">popoli vinti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/religioni/" title="religioni" rel="tag">religioni</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/sport/" title="sport" rel="tag">sport</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/viaggi/" title="viaggi" rel="tag">viaggi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie-della-fede/" title="vie della fede" rel="tag">vie della fede</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/yemen/" title="yemen" rel="tag">yemen</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-occidentale/israele/" title="Israele (ottobre 25, 2006)">Israele</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/islam/" title="islam (maggio 20, 2008)">islam</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-occidentale/giordania/" title="Giordania (ottobre 25, 2006)">Giordania</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/19/arabia-saudita/" title="Arabia Saudita (ottobre 19, 2006)">Arabia Saudita</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/yemen/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sahel</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 11:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adventure]]></category>
		<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[conquista]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[faccia a faccia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[occhi di bambini]]></category>
		<category><![CDATA[otografia]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[popoli vinti]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[sahara]]></category>
		<category><![CDATA[tuareg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/</guid>
		<description><![CDATA[Terra di confine
Tra il Sahara e le savane africane si stende l&#8217;immenso territorio arido che va dalla Mauritania al Sudan,attraverso il Mali, Niger e Burkina Faso, quattro milioni di chilometri quadrati tra l&#8217; Africa &#8220;bianca&#8221; e quella &#8220;nera&#8221; che gli arabi hanno chiamato Sahel, &#8220;terra di confine&#8221;.La media delle precipitazioni difficilmente supera i trecento millimetri negli anni più piovosi e concentrate in brevi periodi durante i quali la preziosa umidità evapora per il novanta per cento nell&#8217;aria torrida che asciuga il terreno non in grado di trattenerla,scarsa fonte di vita ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Terra di confine</strong><br />
Tra il Sahara e le savane africane si stende l&#8217;immenso territorio arido che va dalla Mauritania al Sudan,attraverso il Mali, Niger e Burkina Faso, quattro milioni di chilometri quadrati tra l&#8217; Africa &#8220;bianca&#8221; e quella &#8220;nera&#8221; che gli arabi hanno chiamato Sahel, &#8220;terra di confine&#8221;.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-senegal"><img class="ZenphotoPress_thumb alignleft" title="6ferlo area" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=africa-senegal&amp;i=6ferlo area.jpg&amp;s=thumb" alt="6ferlo area" /></a>La media delle precipitazioni difficilmente supera i trecento millimetri negli anni più piovosi e concentrate in brevi periodi durante i quali la preziosa umidità evapora per il novanta per cento nell&#8217;aria torrida che asciuga il terreno non in grado di trattenerla,scarsa fonte di vita solo per la steppa e l&#8217;erba gialla markouba, mentre il deserto avanza inesorabilmente sui magri pascoli stagionali dei nomadi che si spingono verso le zone più meridionali.Essi sfruttano al massimo i pascoli periodici senza un ordine preciso e nella brevissima stagione umida le tribù con il bestiame si attestano vicino alle occasionali pozze pluviali fino al loro inaridimento per ricominciare la ricerca di altre zone verso le lontane paludi del Niger,per secoli i hanno cercato di adattare l&#8217;ambiente tracciando piste e scavando pozzi,ma dove riescono a produrre un pascolo occasionale lo sfruttano completamente,perchè il nomade non può che seguire il suo gregge che,a sua volta,cerca l&#8217;acqua e il foraggio,un ciclo arcaico reagolato da bisogni primari senza pianificazione e dettato solo dalle leggi naturali e da convenzioni secolari tra Tuareg, Tebu, Mauri, Pehul, Fulbe, Toucoleurs ed altri,nonchè con le popolazioni di agricoltori neri sedentari del sud. e nella savana,per l&#8217;arcaico scambio dei rispettivi prodotti e che ha permesso la nascita di importanti centri carovanieri.Tra tutti i nomadi i Tuareg riescono a mantenere il difficile e spesso drammatico rapporto con questo ambiente,saldamente legati ad una società regolata da tradizioni antichissime,essi penetrarono nel Sahel dal Sahara raggiungendo il Niger nel settimo secolo,depositari di una cultura originale particolarmente legata all&#8217;ambiente e a tradizioni ancestrali,condividendo con le altre tribù un&#8217; esistenza arcaica dalle regole immutabili,le transumanze,il traffico carovaniero e gli scambi con gli agricoltori, un equilibrio spesso turbato da periodi nefasti di siccità, carestie, violenti conflitti etnici e le razzie periodiche nei centri del sud.Quando i francesi iniziarono la conquista dell&#8217; immenso sud sahariano e il contiguo Sahel, le tribù nomadi cercarono di resistere, ma solo i Tuareg riuscirono a superare gli antichi contrasti tribali e riunire le loro confederazioni opponendosi fieramente agli europei per decenni fino alla capitolazione nel 1917.<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=africa-mali"><img class="ZenphotoPress_thumb alignright" title="carov schiav" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=africa-mali&amp;i=carov schiav.jpg&amp;s=thumb" alt="carov schiav" /></a>L&#8217;oleografica &#8220;epopea&#8221; della Legione Straniera continuò per anni sterminanando intere tribù e favorendo le popolazioni di agricoltori neri sedentari  nell&#8217;occupazione di vaste aree tradizionalmente occupate dai pascoli,spingendo i nomadi nelle zone più inospitali,i Tuareg furono i più colpiti,alcune confederazioni si sciolsero e molti clans si disgregarono,le famiglie più potenti persero di autorità e un ordine secolare venne completamente sconvolto.Anche tra gli altri nomadi la tradizionale propietà collettiva del bestiame si trasformò in propietà privata e l&#8217;antica coesione del tribale disgregata, riducendo coloro che non posseggono bestiame a servi, creando una grande differenziazione tra i vari gruppi per la quale solo un decimo di essi possiede allevamenti eccedenti alle esigenze e che può arrivare a seicento bovini e novanta cammelli, i tre decimi non oltre i cinquanta bovini e dieci cammelli, mentre il resto delle popolazioni saheliane possiede solo qualche capo assolutamente insufficiente alla sopravvivenza.Negli ultimi venti anni vi sono stati periodi di siccità che hanno sconvolto ripetutamente i pascoli del Sahel, provocando bibliche migrazioni verso i miserabili campi profughi in Mali e in Niger ad enormi distanze da percorrere a piedi:le tribù, i clan ,le famiglie si divisero in piccoli gruppi lottando con il tempo, la fame, la sete e le malattie ed ognuno pensò alla propria sopravvivenza.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali">Foto reportage Mali </a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Sahara">Foto reportage sahara</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-popolazioni/"><br />
</a><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa/mali/"></a></span></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arabi/" title="arabi" rel="tag">arabi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/bambini/" title="bambini" rel="tag">bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquista/" title="conquista" rel="tag">conquista</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne-nel-mondo/" title="donne nel mondo" rel="tag">donne nel mondo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/faccia-a-faccia/" title="faccia a faccia" rel="tag">faccia a faccia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-africa/" title="Geo Africa" rel="tag">Geo Africa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/libri/" title="libri" rel="tag">libri</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nomadi/" title="nomadi" rel="tag">nomadi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/occhi-di-bambini/" title="occhi di bambini" rel="tag">occhi di bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/otografia/" title="otografia" rel="tag">otografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli-vinti/" title="popoli vinti" rel="tag">popoli vinti</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/sahara/" title="sahara" rel="tag">sahara</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/tuareg/" title="tuareg" rel="tag">tuareg</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/mali-dogon/" title="Mali Dogon (settembre 5, 2006)">Mali Dogon</a> (1)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/03/arte-e-corpo-africa/" title="Arte e corpo Africa (settembre 3, 2006)">Arte e corpo Africa</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/13/laos/" title="Laos (settembre 13, 2006)">Laos</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/algeria/" title="Algeria (dicembre 7, 2006)">Algeria</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Iran</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/03/iran/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/03/iran/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2006 12:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Asia M.O.]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[carovane oriente]]></category>
		<category><![CDATA[conquista]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[greci]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[nepal]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrini]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>
		<category><![CDATA[Vie Asia]]></category>
		<category><![CDATA[vie fede]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/03/iran/</guid>
		<description><![CDATA[Tehran
Di notte dall’alto Tehran appare come un immenso formicaio di luci simile alle tante metropoli dove ho planato con voli notturni, c’ ero stato tanti anni prima per poi proseguire in Afghanistan sulla via dell’ Asia verso l’ India e il Nepal, uno dei primi lunghi viaggi di una vita spesa in ogni angolo del mondo. All’ epoca Tehran e il resto dell’ Iran era in fermento, lo Sha aveva i giorni contati e tutti aspettavano l’ arrivo dell’ Imam Khomeini per dare inizio alla rivoluzione islamica che avrebbe cambiato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tehran</strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><br />
Di notte dall’alto Tehran appare come un immenso formicaio di luci simile alle tante metropoli dove ho planato con voli notturni, c’ ero stato tanti anni prima per poi proseguire in Afghanistan sulla <em>via dell’ Asia</em> verso l’ India e il Nepal, uno dei primi lunghi viaggi di una vita spesa in ogni angolo del mondo. All’ epoca Tehran e il resto dell’ Iran era in fermento, lo <em>Sha</em> aveva i giorni contati e tutti aspettavano l’ arrivo dell’ Imam Khomeini per dare inizio alla rivoluzione islamica che avrebbe cambiato tutto.La città si stende ai piedi dei monti Elburz dominati  dai cinquemila settecento metri del Damavand, è divisa in quattro i settori collegati dai viali <em>Khiaban</em>, nella più moderna parte settentrionale di Darben in estate fa meno caldo e vi sono i quartieri residenziali, le ambasciate, le abitazioni degli occidentali e i grandi alberghi. Era la zona dei diplomatici, consiglieri, incaricati vari, businessmen, residenti e turisti americani che se la dettero a gambe senza il tempo di riunire le loro cose. Poi l’ Iran si chiuse nella sua rivoluzione e il mondo ne ebbe notizia solo per la spaventosa guerra con l’ Iraq, una delle vette dell’ ipocrisia occidentale i cui governi riempirono di armi gli arsenali di Saddam Hussein per aggredire l’ Iran, le stesse che poi si sono viste contro nelle cosiddette <em>Guerra del Golfo</em>.La città bassa contiene tutto il resto, dai quartieri del ceto medio fino a quelli proletari, gli uffici amministrativi e commerciali, il vecchio centro con le moschee e il grande baazar. Qui si trova anche il palazzo dell’ <em>Iranbastan</em> che contiene il Museo Archeologico con il suo percorso di arte dalla preistoria al periodo achmendide, passando poi alle epoche dei Medi e Parti fino ai Sasanidi , il secondo piano si apre all’Islam  persiano dalle origini alle dinastie Selgiudiche e Safavide. Poco distante si stende il Gr<em>an Baazar </em>coperto e diviso in settori, dai tappeti ai tessuti, dall’ orificeria all’ artigianato, dai mobili ai prodotti domestici, un dedalo di vie che si incrociano attorno alla <em>Moschea del Venerdì. </em>La vera anima della Persia, dove sono passate antiche civiltà, invasioni, dinastie, religioni e rivoluzioni, ma il commercio continua a muovere tutto e viene preso molto sul serio.Poco a sud della capitale il mausoleo dell’ Ayatollah Khomeini con  la tomba dell’ Imam Supremo  al centro di un enorme salone dal pavimento di marmo quotidianamente lavato con acqua di rose, gran parte ricoperto dagli immancabili tappeti dove riposano fedeli e pellegrini che nelle ricorrenze si accalcano e si abbandonano a scene di sincera disperazione, preghiera collettiva ed esaltazione mistica com’è costume dell’ Islam Sciita.<img title="11Iran Theran pop cas te" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/iran/image/thumb/11Iran%20Theran%20pop%20cas%20te.jpg" alt="11Iran Theran pop cas te" align="left" />E’ un venerdì  del mese  <em>Moharran</em> sacro agli Sciiti, da poco si è celebrato l’ anniversario di Khomeini e il mausoleo è pieno di pellegrini che sciamano nei giardini circostanti a gruppi di famiglie ed amici, qui le ricorrenze religiose sono anche occasione di riunione e riposo. Il &#8220;Mese del Lutto&#8221; <em>Moharran</em>,  ricorda il martirio di al-Husain a Kerbela, figlio del cugino del Profeta Alì e suo erede, deposto e assassinato nel 661, i due Supremi Martiri Fondatori dell’ Islam Sciia dai quali discendono gli Imam e in questo periodo i credenti affermano che “Piangere al-Husain è ciò che dà un valore alla nostra vita e alla nostra anima”.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/iran">Foto reportage Iran</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-centrale">Asia centrale</a> </span></p>

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arabi/" title="arabi" rel="tag">arabi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/asia/" title="asia" rel="tag">asia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/carovane-oriente/" title="carovane oriente" rel="tag">carovane oriente</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/conquista/" title="conquista" rel="tag">conquista</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cultura/" title="cultura" rel="tag">cultura</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/greci/" title="greci" rel="tag">greci</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/india/" title="india" rel="tag">india</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/iran/" title="iran" rel="tag">iran</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/itinerari/" title="itinerari" rel="tag">itinerari</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/music/" title="Music" rel="tag">Music</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nepal/" title="nepal" rel="tag">nepal</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nomadi/" title="nomadi" rel="tag">nomadi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/pellegrini/" title="pellegrini" rel="tag">pellegrini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/religione/" title="religione" rel="tag">religione</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/religioni/" title="religioni" rel="tag">religioni</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/scuola/" title="scuola" rel="tag">scuola</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/viaggi/" title="viaggi" rel="tag">viaggi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie-asia/" title="Vie Asia" rel="tag">Vie Asia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie-fede/" title="vie fede" rel="tag">vie fede</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/myanmar/" title="Myanmar (novembre 12, 2006)">Myanmar</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-occidentale/israele/" title="Israele (ottobre 25, 2006)">Israele</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/sri-lanka/" title="Sri Lanka (novembre 8, 2006)">Sri Lanka</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/egitto/" title="Egitto (dicembre 5, 2006)">Egitto</a> (0)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/03/iran/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Triangolo d&#8217;Oro</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/09/01/il-triangolo-doro-2/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/09/01/il-triangolo-doro-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2006 12:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adventure]]></category>
		<category><![CDATA[Etno Asia]]></category>
		<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Asia est]]></category>
		<category><![CDATA[ande]]></category>
		<category><![CDATA[animismo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[buddismo]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Geo]]></category>
		<category><![CDATA[indocina]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reportages]]></category>
		<category><![CDATA[tao]]></category>
		<category><![CDATA[taoismo]]></category>
		<category><![CDATA[triangolo d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[vie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/09/01/il-triangolo-doro/</guid>
		<description><![CDATA[La regione incuneata tra le montagne dello Yunnan meridionale,la Thailandia del nord,la Birmania e il Laos è chiamata da sempre Triangolo d’Oro. Il suo tesoro non è il prezioso metallo o altre ricchezze minerarie,è una semplice pianta nota come papaver somniferum dalla quale di ricava l’oppio, secolare coltivazione delle tribù isolate che popolano la zona.Gli antenati di razza Thai fin dal mesolitico cominciarono a lasciare  il bacino dello Yangtze,spinti dai più evoluti e potenti cinesi Han che vi fondavano la loro millenaria civiltà,giungendo tra queste montagne dove sparsero i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">La regione incuneata tra le montagne dello Yunnan meridionale,la Thailandia del nord,la <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/31/birmania/">Birmania</a> e il <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/13/laos/">Laos</a> è chiamata da sempre <em>Triangolo d’Oro</em>. <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=triangolo-d-oro"><img class="ZenphotoPress_thumb alignleft" title="triang oro trib3" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=triangolo-d-oro&amp;i=triang oro trib3.jpg&amp;s=thumb" alt="triang oro trib3" /></a>Il suo tesoro non è il prezioso metallo o altre ricchezze minerarie,è una semplice pianta nota come <em>papaver somniferum</em> dalla quale di ricava l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oppio">oppio</a>, secolare coltivazione delle tribù isolate che popolano la zona.Gli antenati di razza Thai fin dal mesolitico cominciarono a lasciare  il bacino dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yangtze">Yangtze</a>,spinti dai più evoluti e potenti cinesi Han che vi fondavano la loro millenaria civiltà,giungendo tra queste montagne dove sparsero i loro villaggi tra le valli rimanendo isolati per secoli e dividendosi in vari gruppi. Dell’antica migrazione il milione e mezzo del popolo Karen è il più numeroso, le tribù sono divise in Rossi e Bianchi per le caratteristiche fisiche e per i colori dell’abbigliamento che hanno grande importanza simbolica, intrisa di magia e miti che si perdono nella storia dell’<a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/01/indocina/">Indocina</a>.I Karen Rossi sono più alti e scuri,dai lineamenti mongolici meno marcati dei loro parenti,gli uomini sfoggiano sul corpo vistosi tatuaggi dalle complicate simbologie magiche e le donne indossano e laborati copricapi e si decorano con gran quantità di monili che un tempo denotavano la dignità del clan.I Bianchi si dividono nelle due grandi tribù Sgaw e Pwa,concentrate in oltre quattrocento villaggi tra la <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/31/popoli-birmani/">Birmania</a> e la Thailandia,sono più bassi,dalla pelle gialla e i volti che ricordano di più le antiche origini mongoliche e dai comuni discendono anche gli ultimi seicento <em>Uomini della Montagna</em> che sopravvivono isolati di caccia e agricoltura primitiva nell’impenetrabile jungla della regione di Mae Hongson.I Karen per secoli hanno resistito alle potenti popolazioni birmane Mon e Shan rifugiandosi nelle zone meno accessibili con i villaggi in posizione difensiva.Le grandi capanne di bambù accolgono ognuna decine di famiglie dello stesso clan,alloggiate in stanze separate che affacciano su un lungo corridoio interno e gli scapoli abitano separati nella casa comune blaw.Anticamente i villaggi venivano abbandonati dopo alcuni anni quando si esaurivano i terreni agricoli e le risaie, poi un qualche antenato guidato dagli spiriti apprese l’arte dell’irrigazione e la coltivazione a rotazione che non inaridivano mai le terre,imparando anche a coltivare quel papavero che produce l’oppio il cui consumo è entrato nella tradizione Karen e di tutte le altre popolazioni dallo Yunnan al Laos. La pacifica tradizione tribale si trasformò in ricchezza e maledizione per le tribù del Triangolo d’Oro quando i cinesi e poi i bianchi cominciarono ad apprezzare i sogni che producono i batuffoli di fumo aspirati dalle grandi pipe di bambù,la richiesta divenne enorme e i campi strappati alla foresta si riempirono di papaveri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/triangolo-d-oro">Foto <span> </span>reportage Triangolo Oro</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indocina">Foto reportage Indocina</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/ande/" title="ande" rel="tag">ande</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/animismo/" title="animismo" rel="tag">animismo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arte/" title="arte" rel="tag">arte</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/asia/" title="asia" rel="tag">asia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/bambini/" title="bambini" rel="tag">bambini</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/buddismo/" title="buddismo" rel="tag">buddismo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/cina/" title="cina" rel="tag">cina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/donne/" title="donne" rel="tag">donne</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eco/" title="Eco" rel="tag">Eco</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo/" title="Geo" rel="tag">Geo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/indocina/" title="indocina" rel="tag">indocina</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/iran/" title="iran" rel="tag">iran</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/popoli/" title="popoli" rel="tag">popoli</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/report/" title="Report" rel="tag">Report</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportage/" title="reportage" rel="tag">reportage</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/reportages/" title="reportages" rel="tag">reportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/tao/" title="tao" rel="tag">tao</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/taoismo/" title="taoismo" rel="tag">taoismo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/triangolo-doro/" title="triangolo d&#039;oro" rel="tag">triangolo d&#039;oro</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/vie/" title="vie" rel="tag">vie</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/thailandia/" title="Thailandia (novembre 12, 2006)">Thailandia</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/asia-orientale/myanmar/" title="Myanmar (novembre 12, 2006)">Myanmar</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/31/popoli-birmani/" title="Popoli birmani (agosto 31, 2006)">Popoli birmani</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/" title="Paolo Del Papa (aprile 26, 2006)">Paolo Del Papa</a> (6)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/pakistan/" title="Pakistan (agosto 27, 2006)">Pakistan</a> (4)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/09/01/il-triangolo-doro-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sahara</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/</link>
		<comments>http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2006 11:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adventure]]></category>
		<category><![CDATA[G.Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Geo Africa]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Archeo]]></category>
		<category><![CDATA[eportages]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[paolo del papa]]></category>
		<category><![CDATA[sahara]]></category>
		<category><![CDATA[tuareg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/</guid>
		<description><![CDATA[La leggenda ce l&#8217; ha consegnato come una sterminata distesa di sabbia disseminata da oasi e attraversata da lunghe carovane che procedono lente tra le dune, ma il più vasto deserto del mondo lungo il tropico del Cancro dall&#8217; Atlantico al Mar Rosso, è molto più vario e spettacolare e non vi è termine per definirlo se non quello arabo di Sahara, uno sterminato e indescrivibile &#8220;Vuoto&#8221;.Le vaste regioni sabbiose erg si stendono come mari di dune ondulate incessantemente modellate dai venti, ma coprono solo un quinto del deserto, il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1127" title="1sahara-dune1_595" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/1sahara-dune1_595-150x150.jpg" alt="1sahara-dune1_595" width="150" height="150" />La leggenda ce l&#8217; ha consegnato come una sterminata distesa di sabbia disseminata da oasi e attraversata da lunghe carovane che procedono lente tra le dune, ma il più vasto deserto del mondo lungo il tropico del Cancro dall&#8217; Atlantico al Mar Rosso, è molto più vario e spettacolare e non vi è termine per definirlo se non quello arabo di <em>Sahara</em>, uno sterminato e indescrivibile &#8220;Vuoto&#8221;.Le vaste regioni sabbiose <em>erg</em> si stendono come mari di dune ondulate incessantemente modellate dai venti, ma coprono solo un quinto del deserto, il resto è </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara"><img class="ZenPress_thumb" title="1Sahar dune2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=1Sahar%20dune2.jpg&amp;s=thumb" alt="1Sahar dune2" align="left" /></a><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">occupato dalle sconfinate pianure pietrose dei <em>regs</em>, le lunghe depressioni degli <em>chotts</em> e <em>sebkhas </em>che a volte ricevono le acque delle scarse piogge dagli antichi letti fluviali degli <em>ouadi</em> e si trasformano in torrenti che si estinguono rapidamente come miraggi, così come appaiono improvvisi e imponenti i massicci montuosi degli <em>adrar.</em></span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Sahara%20Tassili2.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Sahara Tassili2" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Sahara%20Tassili2.jpg&amp;s=thumb" alt="Sahara Tassili2" align="right" /></a><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Un tempo il più vasto deserto della terra era solcato da fiumi che alimentavano foreste popolate da animali, vallate fertili dove migrarono popoli dalle origini misteriose che fondarono l&#8217;antica civiltà neolitica sahariana e la descrissero nei loro graffiti e dipinti disseminati tra le rocce rose dal vento come libri di pietra che raccontano vita, miti e leggende di un territorio scomparso nelle profondità della storia. Per millenni migrazioni, invasioni e commerci hanno seguito vie che attraversano ogni parte del Sahara fino a penetrare l&#8217; immenso continente che si stende con le sue savane e foreste popolate da gruppi umani che, solo attraverso le antiche piste carovaniere, mantenevano un tenue contatto con il resto del mondo con il quale si sono reciprocamente ignorati fino ai primi viaggi di avventurieri e mercanti arabi ed europei. </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Sahara%20Ksar1.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Sahara Ksar1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Sahara%20Ksar1.jpg&amp;s=thumb" alt="Sahara Ksar1" align="left" /></a><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Dopo di loro i misteri del Sahara si svelarono lentamente e le traversate non furono più quei temuti viaggi nell&#8217; ignoto, le antiche piste cominciarono ad essere segnalate sulle mappe e le oasi non furono più segreto  custodito dai nomadi, poi irruppero rombanti motori che accorciarono i tempi dei lenti dromedari, così che chiunque può avere la sua parte di avventura nel deserto, ma nella sua immensità conserva ampie zone inviolabili se non se ne seguono le piste che, a lasciarle, ci si perde e non c&#8217; è ritorno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Sahara%20spediz%20erg1.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Sahara spediz erg1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Sahara%20spediz%20erg1.jpg&amp;s=thumb" alt="Sahara spediz erg1" /></a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Sahara%20ksar%20Adr.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Sahara ksar Adr" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Sahara%20ksar%20Adr.jpg&amp;s=thumb" alt="Sahara ksar Adr" /></a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/index.php?album=Sahara&amp;image=Libia%20Tuareg1.jpg"><img class="ZenPress_thumb" title="Libia Tuareg1" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/zp-core/i.php?a=Sahara&amp;i=Libia%20Tuareg1.jpg&amp;s=thumb" alt="Libia Tuareg1" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">

	Tags: <a href="http://www.travelgeo.it/tag/arabi/" title="arabi" rel="tag">arabi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/archeo/" title="Archeo" rel="tag">Archeo</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/eportages/" title="eportages" rel="tag">eportages</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/fotografia/" title="fotografia" rel="tag">fotografia</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/geo-africa/" title="Geo Africa" rel="tag">Geo Africa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/islam/" title="islam" rel="tag">islam</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/nomadi/" title="nomadi" rel="tag">nomadi</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/paolo-del-papa/" title="paolo del papa" rel="tag">paolo del papa</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/sahara/" title="sahara" rel="tag">sahara</a>, <a href="http://www.travelgeo.it/tag/tuareg/" title="tuareg" rel="tag">tuareg</a><br />

	<h4>Post correlati</h4>
	<ul class="st-related-posts">
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/sahel/" title="Sahel (settembre 5, 2006)">Sahel</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/28/africa-le-vie-del-sahara/" title="Le vie del Sahara (agosto 28, 2006)">Le vie del Sahara</a> (2)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/africa-nord-ovest/algeria/" title="Algeria (dicembre 7, 2006)">Algeria</a> (0)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/05/yemen/" title="Yemen (settembre 5, 2006)">Yemen</a> (3)</li>
	<li><a href="http://www.travelgeo.it/2006/06/20/turchia-anatolia/" title="Turchia Anatolia (giugno 20, 2006)">Turchia Anatolia</a> (4)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.travelgeo.it/2006/08/28/sahara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

