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	<title>Travelgeo &#187; islam</title>
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		<title>Vie della Seta</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 13:29:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fin dall’antichità l’unica via commerciale terrestre tra l’Asia centrale e l’India è stata quella diramazione della Via della Seta che partiva dal regno di Bactriana in Afghanistan proseguendo per Taxila e la valle dell’Indo dove era nata una delle prime “culle”della civiltà, la stessa percorsa da Alessandro il Grande. Uno degli accessi passava attraverso il Baluchistan pakistano, l’altro costeggiava il Laghman tra le montagne del Kafristan provenendo dall’  Afghanistan e scendeva verso la pianura del Punjab per procedere nell’India settentrionale, diramandosi ad ovest verso l’antico porto di Barygaza vicino a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fin dall’antichità l’unica via commerciale terrestre tra l’<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/asia-centrale/">Asia centrale</a> e l’<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/la-via-dellindia/">India</a> è stata quella diramazione della Via della Seta che partiva dal regno di Bactriana in <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/afghanistan/">Afghanistan</a> proseguendo per Taxila e la <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/">valle dell’Indo</a> dove era nata una delle prime “culle”della civiltà, la stessa percorsa da Alessandro il Grande.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsiAfghan.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3306" title="PaesAsiAfghan" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsiAfghan-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Uno degli accessi passava attraverso il Baluchistan <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/pakistan/">pakistano</a>, l’altro costeggiava il Laghman tra le montagne del Kafristan provenendo dall’  Afghanistan e scendeva verso la pianura del Punjab per procedere nell’India settentrionale, diramandosi ad ovest verso l’antico porto di Barygaza vicino a Bombay dove giungeva la rotta marina della <a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-della-fede/vie-della-storia-2/via-delle-spezie/">Via delle Spezie</a>, ad est verso il Bengala. Dopo la decadenza dell’antica <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/">civiltà dell’Indo</a>, in Pakistan rimasero solo piccoli centri carovanieri, in seguito migrarono i turco tartarici e iraniani, seguiti dalle tribù di Pathani e gruppi indo ariani e dravidici e il territorio divenne un crogiuolo di razze e culture amalgamate solo con la penetrazione dell’ Islam.La diramazione principale  della <em>Via della Seta</em> passava per il Baluchistan, l’altra lungo i contrafforti dell’Hindo Kush e Karakorum entrando nelle valli del Kunar e Kafristan procedendo per quella dello Swat, una regione ancora popolata da tribù ariane indipendenti come i Dardi e i Guagir e divisa in distretti “tehsil” diretti da capi tribù “tehsildar”. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesiIran2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3323" title="PaesiIran2" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesiIran2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Più a nord si stende il territorio montuoso di Chitral e degli “infedeli” Kafir, in una splendida regione selvaggia di vallate, foreste, torrenti e laghi, dove sono vissuti completamente isolati e mai islamizzati, sarebbero i discendenti dei militi greci al seguito di  Alessandro il Grande, più probilmente da  tribù russe caucasoidi, perfettamente integrate al magnifico ambiente naturale, che ha fatto identificare le valli con la mitica “Shangri-La” delle antiche leggente diffuse tra la <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-orientale/cina/">Cina</a> e la <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/03/iran/">Persia</a>. La via del nord procedeva nella valle dello Swat che fiorì con il<a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/"> buddismo</a> indiano le cui iscrizioni sulle pietre lungo l’ Indo raccontano in sanscrito le storie dell’”Illuminato” e dell’ imperatore Ashoka. Taxila, santuario occidentale del buddismo e della straordinaria arte Gahandara, crocevia della Via della Seta per la <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/civilta-dell-indo/">Valle dell’Indo</a> a sud e per il Turkestan cinese a nord attraverso il passo di Kunjeerab. Da qui la via entrava  in Turkestan lungo il massiccio del Mutzaga arrivando a Kashgar che collegava l e  piste dell’<a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/">Asia centrale</a> ai confini occidentali del Celeste Impero. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsPakist1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3300 alignleft" title="PaesAsPakist1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsPakist1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La catena del Tianshan divide la regione del Xinjiang nel bacino del Tarim, i deserti Takla Makan e a  Zungaria, la popolazione di origine turca è divisa in undici grandi gruppi tra i quali domina quello Uygur. Da Kashgar una rotta si collegava al sistema carovaniero del <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/vie-himalaya/">Karakorum-Himalay</a>a che univa le “alte valli” tra Kashmir, Ladakh, <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-orientale/nepal/">Nepal</a>,<a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-orientale/cina-tibet/">Tibet</a> e <a href="http://www.travelgeo.it/2010/05/10/sikkim/">Sikkim</a>, l’altra proseguiva lungo il Takla Makan occidentale verso i monti Tianshan e il <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/kazakistan/">Kazakistan </a>e a Urumqi si ricongiungeva con la diramazione proveniente dall’<a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/uzbekistan/">Uzbekistan </a>e la maggioranza Uygur convive con gli Uzbeki, i discendenti del Khan “Ozbeg” che introdusse l’<a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/islam/">Islam</a> nel Turkestan conTamerlano.  Qui la via si collegava alla rotta di Samarkanda attraverso le “Montagne Celesti” Tieashan tra magnifici boschi e praterie verso il lago Tianchi con gli accampamenti estivi dei nomadi Kazhaki, divisi tra nobili “Ak-Sujek” o “ossa bianche” e dai sudditi “Kara-Sujek” o “ossa nere”. <a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsiXingiang.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3304" title="PaesAsiXingiang" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsiXingiang-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Scendendo dai Tienshan verso il Takla Makan si incrocia la “Peilu Passava”che giungeva ai monti Kunlun dove passava la  rotta “Nulu” per Kothan e  Kashgar procedendo per i passi del Pamir, la Bactriana e l’ <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/uzbekistan/">Uzbekistan</a> verso l’ <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/03/iran/">Iran</a>.  Nella Zungaria si trovano i Kirghisi, discendenti dalle tribù “Qara Qirgiz” che invasero l’antico regno Uygur nel IX secolo provenendo dalle steppe del nord, subirono la conquista dei mongoli, e poi tra i primi a convertirsi all’islamismo nel Turkestan, ma  conservando le antiche tradizioni degli antenati siberiani e gli sciamani “baski” hanno più autorità dei “mullah”musulmani, le tribù sono divise in ala sinistra “Sol” e ala destra “On” secondo come erano inquadrate nell’esercito di Gengiz Khan, con clan diretti dai consigli  “manop”.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsCina1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3307" title="PaesAsCina1" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/08/PaesAsCina1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Attraverso il Takla Makhan la carovaniera giungeva nell’infuocata depressione di Turpan con l’ oasi che fu centro della civiltà Tokhariana e nel deserto sono disseminate le rovine delle antiche culture della regione, nella pianura di Qarachar vi sono centinaia di tombe e poco distante le rovine di Goacheng centro di un regno sino-indoeuropeo descritto dalle cronache T’ang del IX secolo.  Procedendo a est la via giungeva a Liuyan e Dunhuang, nota come Shazhou nellle cronache dinastiche Han del II secolo a.C., la “porta occidentale dell’impero” con i passi fortificati di  Yumen e Yangguan vicino ai resti più occidentale della Grande Muraglia edificata dagli Han per proteggere l’impero dai barbari del nord e dell’ovest. Le vicine grotte di Mogaku reppresentano mirabilmente tutto il pantheon buddista capolavoro della pittura rupestre cinese e contenente cinquantamila documenti e testi redatti in sanscrito, cinese, uygur, tibetano e lingue locali per sette dinastie.<a href="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/MostraAsiaCarov.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3372" title="MostraAsiaCarov" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2006/09/MostraAsiaCarov-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> La rotta continua entrando nel “corridoio del Gansu” che collega i deserti dell’ovest al fertile bacino dello Huang Ho e il Fiume Giallo, dominato da una fortezza che chiudeva il passo di Jayaguan dove terminavano gli oltre seimila chilometri della Grande Muraglia, procedendo fino a Lanzhou sullo Yang-tse-Kiang e la capitale X’ ian.In <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/pakistan/">Pakistan</a> dallo Swat l’antica pista scende ad ovest per riconguingersi  con quella principale del Baluchistan e l’altra aperta successivamente proveniente dall’ <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/travelguide/asia-occidentale/afghanistan/">Afghanistan</a> attraverso il leggendario Khyber  Pass e sulla quale sorse Peshwar nel territorio delle tribù guerriere  Pashtu.Da Peshwar l’antica <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/la-via-dellindia/">Via dell’India</a> proseguiva a sud, vi sono sorte Rawalpindi e la moderna capitale Islamabad, poi inizia l’India a Lahore con la sua splendida città vecchia Moghul che ostenta le magnifica “Moschea d’oro” e la Badshani Masjid , la favolosa residenza dei sultani Maharaja Ranjit Singh Samahada, il fantastico “Palazzo degli Specchi” Schi sh’ Mahal e la poderosa cittadella in arenaria rossa che proteggeva il centro Moghul del leggendario imperatore Jahangir il cui mausoleo ne veglia i resti. L’altro Gran Moghul Shan-Jahan arricchì la “Porta dell’India” .</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/sets/72157627045258068/"></a><em>©<a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/"> Paolo Del Papa</a></em></p>
<div>
<div><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/collections/72157626959196444/"><img src="http://farm3.staticflickr.com/2672/cols/72157626959196444_b362e543e0_l.jpg" alt="" width="179" height="134" /></a></div>
</div>
<h4><a title="Asia Central" href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/collections/72157626959196444/">Asia Central</a></h4>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/23/vie-della-storia/">Vie Storia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/">Le vie dell’ Asia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/23/2006/08/26/la-via-della-persia/">via Persia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/la-via-dellindia/">via India</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/24/vie-himalaya/">Vie Himalaya</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/2010/04/23/2006/10/15/le-vie-della-fede/">Vie della Fede</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/islam/">islam</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/induismo/">induismo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/buddismo/">buddismo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2008/05/20/tao-e-confucio/">Cina</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/15/i-reportages/">i reportages</a> <a href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/">mostre</a> <a href="http://www.travelgeo.it/category/event/">eventi</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2010/04/13/tg-mese/">TG magazine</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeoweb.com/">travelgeoweb</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelgeo-services/">Editions</a> <a href="http://www.travelgeo.it/travelguide/">travelguide</a></p>
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		<title>religioni africane</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 09:23:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><img class="size-full wp-image-1041 alignleft" title="12-afse12v-guinean-mask-private-collection_595" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2008/05/12-afse12v-guinean-mask-private-collection_595.jpg" alt="12-afse12v-guinean-mask-private-collection_595" width="260" height="385" />Il continente africano, seppur geograficamente compatto, presenta una barriera non indiffrente nel deserto del Sahara, per cui gli africanisti considerano una zona maggiormente omogenea a sud di questo deserto, nonostante a sua volta tale area non presenti una popolazione uniforme: vi abitano da migliaia di anni popoli completamente diversi come cacciatori di bassa statura, agricoltori dalla pelle scurissima e pastori guerrieri dal corpo alto e slanciato, senza considerare le differenze <a title="Linguistica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linguistica">linguistiche</a>, <a title="Antropologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antropologia">antropologiche</a> e, appunto, religiose.<a name="La_documentazione"></a>La ricerca sulle religioni dell’Africa Subsahariana è ostacolata da una penuria di documenti e testimonianze storiche, causata dalla tradizione orale tipica della zona. Tale tradizione restituisce molto materiale a riguardo, spesso non tralasciando minuziosi particolari, ma ha il grosso inconveniente di non riuscire a delineare l’evoluzione religiosa nel tempo.Fanno eccezione per il passato le relazioni degli esploratori medievali arabi sul <a title="Sudan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sudan">Sudan</a>, ed andando ancora più a ritroso, i monumenti preistorici, anche se tombe dotate di ricco corredo funebre rappresentino un’eccezione nell’Africa tropicale. Le raffigurazioni rupestri, particolarmente diffuse, offrono utili elementi per lo studio delle religioni, ma nell’ordine di ipotesi che spesso trovano discordanza di pareri tra gli studiosi.Le fonti più importanti quindi sono in gran parte dovute a stranieri, tra cui i missionari cristiani che spinti dal desiderio di conoscere i popoli africani, ne approfondirono anche la religione. In tal senso la ricerca si è avvantaggiata di utili documenti raccolti direttamente dalla voce delle popolazioni interessate ed annotate nella loro lingua madre. Oggi gli africani che vivono nell’osservanza delle loro religioni originali vanno diminuendo, si restringe così la possibilità di raccogliere testimonianze su queste pratiche religiose.Un ultimo ostacolo sta nel fatto che in nessuna parte dell’Africa Subsahariana si è sviluppata una religione autoctona scritta e quindi nemmeno una dottrina religiosa. Le religioni africane, di tipo naturistiche, si rassomigliano molto nei tratti principali ed essenziali, trovando differenziazioni etniche e linguistiche.<a name="Il_concetto_di_religione"></a>Considerando i fenomeni religiosi rintracciabili nell’Africa tropicale, la miglior definizione di religione è quella data da <a title="G. van der Leeuw" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=G._van_der_Leeuw&amp;action=edit">G.Van der Leeuw</a>: “il rapporto con una entità sovrastante”. Da tale definizione risultano precisate due caratteristiche sostanziali del fenomeno religioso quali:l’esistenza di una entità superiore all’individuo, nei cui confronti questi è pressoché un oggetto,l’entità non è a sé stante, poiché l’individuo ha con essa rapporti, siano positivi o negativi.Inoltre sono rappresentati sia l’elemento passivo che quello attivo, ovvero l’esperienza che l’individuo fa dell’entità sovrastante, ed il comportamente verso quest’ultima.<a name="Le_religioni_naturistiche_ed_i_loro_feno"></a><br />
<strong>Il rapporto tra individuo ed entità</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Nell’Africa tropicale si trovano esclusivamente religioni autoctone di tipo naturistico, ovvero professate da popoli allo stato di natura, ciò non sognifica l’assenza di incivilimento e di capacità di padroneggiare la vita del mondo circostante. Ciò che distingue principalmente l’uomo allo stato di natura è il suo vivere il mondo che lo circonda come suo intimo componente, considerando inscindibili i concetti di <a title="Trascendente" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Trascendente&amp;action=edit">trascendente</a> ed <a title="Immanente" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Immanente&amp;action=edit">immanente</a>.Tali individui fanno esperienza pressoché quotidiana con la forza soverchiante del mondo circostante, tramite malattia e morte, siccità, carestia, sfortuna nella caccia. La ricerca della comprensione di tali fenomenti, sin dalla preistoria, pur avvalendosi del nesso fra causa ed effetto, non tiene conto del concetto di causalità, e pone l’entità sovrastante, a cui si sente legato, sul piano religioso. Questa entità non si manifesta marginalmente ma <em><span style="font-family: Verdana;">incombe</span></em> sull’uomo ed è comprensibile che egli, per il suo istinto di autoconservazione, non la subisca passivamente, e cerchi di difendere la sua vita terrena, ma anche ultraterrena, in quanto solitamente le due esistenze vengono immaginate quali non nettamente distinte.<a name="L.27entit.C3.A0_sovrastante_non_personif"></a>Nelle religioni dell’Africa tropicale, le forze che circondano l’uomo non vengono mai considerate qualche cosa di naturale: il movimento del cielo, l’alternanza delle stagioni, sono emanazioni di una forza che è presente dappertutto e che agisce secondo determinate leggi che non sono una precisa constatazione dei fatti. Dato che tale forza ha di solito carattere magico, è possibile tenerla sotto controllo e persino daproneggiarla, conoscendone le leggi e le regole per indirizzarla nella giusta direzione.Tali forze hanno concentrazioni particolari, come ad esempio nelle sostanze espulse dal corpo. In tal senso il <a title="Sangue" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sangue">sangue</a> è una sostanza speciale, così come carichi di forza sono creduti i <a title="Genitali" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Genitali&amp;action=edit">genitali</a>, il <a title="Cuore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cuore">cuore</a> ed il <a title="Fegato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fegato">fegato</a>. Anche la natura è sede di forze, specialmente le forme organiche come piante ed alberi, e questo concetto a volte è persino espresso nel linguaggio come nel caso degli idiomi <a title="Bantù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bant%C3%B9">bantù</a> nei quali il concetto di cosa non è differenziato secondo genere grammaticale, bensì in classi tra cui una che individua ciò che è vivente ma non personificato, quindi animato magicamente.Luoghi in cui è presente una sviluppata vegetazione racchiude quindi forze magiche e così può dirsi anche dell’acqua, la cui forza consiste nel dare refrigerio. Tra gli animali, i portatori di forza sono solitamente coloro che volano e coloro che strisiano. Infine non vanno dimenticati gli uomini, tra cui si distinguono i cosiddetti uomini-medicina e, in alcune zone, anche i capi.Tra le forze che che non hanno base materiale, una tra le più temute nell’Africa tropicale è lo sguardo, temuto quale <a title="Malocchio" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Malocchio&amp;action=edit">malocchio</a> non soltanto in Africa, così a persone non invitate è proibito assistere ad un banchetto, in modo che lo sguardo non alteri magicamente il cibo. Dello stesso genere sono le forze contenute nei gesti, ed ancora di più nelle parole e nei suoni: l’essere vivente e la parola formano un tutto indissolubile, per questo nell’area è diffusa l’idea che conoscere il nome di un individuo faccia acquistare potere su di lui, a tal punto che molti africani, nel momento di assumere un lavoro in terra straniera, erano soliti cambiare nome.Ruolo rilevante assume anche il tempo, per cui ci sono giorni favorevoli per determinate occupazioni: gli <a title="Akan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Akan">Akan</a> del <a title="Ghana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghana">Ghana</a> con coltivano i campi il giovedì, nell’Africa orientale il venerdì è considerato di buon auspicio per la nascita di un bambino.La determinazione di queste forze in genere è determinata da ciò che è fuori dall’ordinario. Le popolazioni dell’Africa tropicale posseggono uno spiccato senso delle norme senza le quali la vita sociale ed economica sarebbe impensabile, attribuiscono pertanto qualsiasi avvenimento inconsueto, sia esso interno alla società come la nascita di gemelli, o un fenomeno naturale come una prolungata siccità, ad una speciale forza. Parimenti vengono considerati carichi di forza quegli animali che possiedono capacità negate agli uomini come gli uccelli con il volo, o gli animali striscianti per la loro capacità di sparirre nel sottosuolo.Una definizione scientifica di tali forze risulta quindi piuttosto complicato, Ernast Dammann, non volendo rinunciare ad un vocabolo specifico, ritiene <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Dinamismo" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dinamismo&amp;action=edit">dinamismo</a></span></em> il più calzante, perché esprime il concetto di energia e di attività che costituisce l’essenza della forza.<a name="L.27entit.C3.A0_sovrastante_personificat"></a><a title="W. Wundt" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=W._Wundt&amp;action=edit">W. Wundt</a> ha fissato la distinzione fra <em><span style="font-family: Verdana;">anima vincolata</span></em> ed <em><span style="font-family: Verdana;">anima libera</span></em>: la prima è la forza connessa ad un determinato organo ed alla sua funzione, si può quindi riconoscere come un’entità sovrastante non personificata.Solitamente le popolazioni in considerazione ritengono che l’individuo sia formato da vari elementi i quali si separano al momento della morte, di solito sono tre: corpo, forza vitale ed anima, che per i <a title="Sotho" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sotho&amp;action=edit">Sotho</a> corrispondono grosso modo a <em><span style="font-family: Verdana;">mele</span></em> (o <em><span style="font-family: Verdana;">nama</span></em>), <em><span style="font-family: Verdana;">moea</span></em> (che significa anche “vento”) e <em><span style="font-family: Verdana;">seriti</span></em>. Tra questi tre elementi sussistono rapporti, e l’anima solitamente viene individuata come elemento imperituro, che sopravvive agli altri due elementi. L’anima come è stata definita, non solo è personificata ma indipendente dal corpo, a tal punto che per alcune culture come i <a title="Dan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dan">Dan</a>, può lasciarlo anche mentre l’individuo è in vita. L’immaginare un essere immateriale è arduo, così l’anima spesso viene descritta con aspetto umano o zoomorfo.Le concezioni sul destino ultraterreno dell’anima sono invece molteplici, e differiscono anche all’interno della stessa tribù, come nel caso dei <a title="Kundu" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Kundu&amp;action=edit">Kundu</a> del <a title="Camerun" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camerun">Camerun</a> e le tribù limitrofe: normalmente i defunti si riuniscono con le anime degli antenati nella città sotterranea dei morti, ma chi muore all’improvviso o per ferite, va in cielo. Ma in generale tutte le culture in esame credono nella sopravvivenza dell’anima anche se la forma di tale sopravvivenza va da uno stato pressoché umano a quello di fantasma senza pace, e non viene mai a meno la credenza che tali anime possano lasciare le loro dimore ultraterrene per influire sulla vita degli uomini.Il destino ultraterreno dell’anima è descritto minuziosamente da molte delle<br />
popolazioni dell’Africa subsahariana. In molti casi essa rimane per un certo tempo nei pressi del cadavere, il mondo sotterraneo dove risiedono le anime solitamente dista molto da quello dei vivi e non di rado ve ne è separato da un fiume. In molte di queste culture è persistente l’elemento corporeo dell’anima, come nei <a title="Kosi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Kosi&amp;action=edit">Kosi</a> e negli <a title="Zulu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zulu">Zulu</a>, per cui l’anima subisce una evoluzione e solo dopo un certo tempo ed un rito appropriato muta in una autentica anima degli antenati, ed i <a title="Chaga" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Chaga&amp;action=edit">Chaga</a> che conoscono diverse categorie di spiriti, in base al tempo trascorso dalla morte dell’individuo.Nell’entrare nel mondo dei defunti, in alcune culture le anime sono sottoposte ad una specie di processo di cui si incaricano gli stessi antenati defunti, i Kosi ritengono che se in giudizio sia negativo, l’anima venga distrutta con il fuoco, in tal senso l’annientamento dell’anima per un individuo dalla fortissima carica vitale quale è solitamente l’africano, rappresenta la peggior sorte ultraterrena.L’idea della trasmigrazione dell’anima in un animale non è molto diffusa, la si trova presso i <a title="Kung" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Kung&amp;action=edit">Kung</a> che ritengono il serpente, il varano e l’antilope maschio sedi delle anime dei morti. Nell’Africa occidentale è diffusa la credenza che i defunti sopravvivano in animali terrestri o acquatici, in modo particolare nel coccodrillo. L’autonomia dell’anima dal corpo pone però il caso, diffuso, della reincarnazione in un altro individuo umano, presso i Kosi chi muore prematuramente si reincarna per tentare nuovamente di diventare un’anima di antenato, mentre per gli <a title="Ewe" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ewe&amp;action=edit">Ewe</a> se un’anima soffre troppo nel mondo ultraterreno, viene rimandata sulla terra e sono i sacerdoti che accertano l’identità del neonato in uno dei suoi antenati.Va infine considerata tra le forme di sopravvivenza dell’anima quella del fantasma, ovvero persone defunte che non sono riuscite ad entrare nel mondo dei defunti per la mancanza di una regolare sepoltura, mentre per i <a title="Bergdama" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bergdama&amp;action=edit">Bergdama</a> i fantasmi sono coloro che in vita sono stati iracondi e maldicenti.L’importanza della sopravvivenza dell’anima pone in quasi tutte le culture il quesito sulla preesistenza dell’anima, a questo aspetto prestano molta attenzione specialmente le tribù del <a title="Burkina Faso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burkina_Faso">Burkina Faso</a> e delle coste settentrionali della <a title="Guinea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guinea">Guinea</a>, sempre secondo gli Ewe esiste una sorta di paese delle anime governato da una madre degli spiriti che decide chi e quando mandare sulla terra dopo avergli insegnato le regole di comportamento umane, spesso proprio il destino in vita è determinato da quello che è successo precedentemente e nel viaggio dal mondo delle anime al mondo degli esseri umani. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Spirito e divinità</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Oltre alle anime dei defunti, vi sono altri esseri che operano invisibili, anche talvolta sono in grado di mostrarsi all’uomo. La loro esatta definizione non è semplice, si può utilizzare anche la parola <em><span style="font-family: Verdana;">demone</span></em> se si intende con essa un <em><span style="font-family: Verdana;">numen divinum</span></em>. Si ipotizza che la loro origine risalga alla tensione ed all’eccitazione magica del cacciatore in tempi quindi piuttosto remoti. La credenza è diffusa in tutta l’Africa subsahariana ed in svariati casi gli spiriti influenzano anche sulla prosperità dei prodotti dei campi, o assumono le funzioni degli spiriti della vegetazione, oppure esercitano benefico influsso su case, villaggi o in ambito di mestieri o classi sociali. Sovente le malattie mentali sono credute opera di spiriti, che si impossessano del corpo e possono essere scacciati solo grazie ad esorcismi.Riguardo al regno animale, evitando confusioni con il fenomeno del <a title="Totemismo" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Totemismo&amp;action=edit">totemismo</a>, ci sono alcuni singoli spiriti che sono associati a determinati animali: fra i <a title="Nuer" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nuer&amp;action=edit">Nuer</a> lo spirito <em><span style="font-family: Verdana;">Mabith</span></em> alla giraffa e <em><span style="font-family: Verdana;">Nai</span></em> allo struzzo. A questi alcuni studiosi aggiungono anche i fantasmi anche se sostanzialmente legati ai defunti. Gli spiriti soccorrevoli sono invece solitamente chiusi in tamburi, zucche o panieri e vengono evocati con riti magici per manifestarsi in particolari occasioni in cui esauriscono la loro funzione.A seconda delle diverse concezioni religiose delle varie cultura, diversa è anche la dimora degli spiriti, in alcuni casi identificati in cielo o o in corpi o fenomeni celesti, in altri nel mondo sotterraneo. posso però anche vivere sulla terra, nella foresta, non sono però legati né al luogo né al tempo, ma godono di una certa ubiquità. Anche se non mancano gli spiriti protettori, prevalgono quelli che incutono paura e contro i quali l’uomo si premunisce.L’elemento corporeo è presente anche per gli spiriti, cosìin <a title="Swahili" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Swahili">swahili</a> gli spiriti rientrano nella stessa classe grammaticale degli esseri umani e presso gli <a title="Ashanti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ashanti">Ashanti</a> è diffusa la credenza di poterli ingannare, come dare in nome di un animale ad un neonato i cui fratelli sono morti prematuramente, per fuorviare lo spirito che si aggira per rapire il bambino.Molti spiriti infine si sono fusi con divinità e non di rado hanno fatto passare in secondo piano l’Essere Supremo o vi si sono identificati, proprio in questo campo sono avvenute profonde trasformazioni in particolare per l’influsso dell’<a title="Islam" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Islam">islam</a>.Le divinità non sono univocamente differenziabili dagli spiriti, Wundt ne aveva individuato le caratteristiche essenziali: Personificazione, Potere sovrannaturale,Esistenza ultraterrena, ma a queste caratteristiche, non sufficienti ad una individuazione univoca, sicuramente vanno aggiunti altri elementi come una gerarchia, e quindi la collocazione delle divinità in un posto più rilevante, ed una più accentuata personificazione.Le divinità sono presenti in tutti i popoli dell’Africa subsahariana, e di solito hanno origine da due diverse concezioni. La prima è quella che vede la divinità in due divinità con differenti funzioni, così presso gli Ewe hanno il dio del temporale <em><span style="font-family: Verdana;">So</span></em> che si è diviso nel membro maschile che vive in cielo in una casa circonada da fiamme e scaglia frecce e asce verso la terra, mentre dall’elemento femminile dipendono pioggia e fertilità, oltre che i prodotti di campi e foreste.La seconda parla di due diversi aspetti della stessa divinià, in analogia con il cristianesimo si può parlare di due <a title="Ipostasi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipostasi">ipostasi</a>, come la divisione, per al cune popolazioni del <a title="Nilo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nilo">Nilo</a>, in un dio nero ed uno rosso. Cielo e terra sono spesso concepiti come coppia di divinità, vale per gli <a title="Ibo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ibo">Ibo</a> e per i <a title="Twi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Twi&amp;action=edit">Twi</a>, in altre forme religiose invece assumono importanza i corpi celesti creduti animali o umoni di razza anteriore, anche se questo tipo di credenza è andato perdendosi, i <a title="Ngbandi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ngbandi&amp;action=edit">Ngbandi</a> adoravano la luna così come tracce di culto lunare si sono trovate sulle coste del <a title="Camerun" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camerun">Camerun</a>. Occorre comunque fare dei distinguo tra il culto lunare e le invocazioni alla luna, perché ad esempio i <a title="Nuer" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nuer&amp;action=edit">Nuer</a> all’apparire della luna nuova, celebrano riti ad un dio e non all’astro.<a name="Essere_Supremo"></a>Il sommo dio o Essere Supremo occupa un posto a sé fra le divinità, essendo una figura di rilievo fra molte tribù, mentre per altre si trovano tracce di tale culto. Un esempio in merito è legato alla popolazione dei <a title="Kamba" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Kamba&amp;action=edit">Kamba</a>, in cui l’essere supremo ha formato gli esseri viventi, ma vive in cielo a distanza remota dagli uomini e tale popolazione gli rivolge solo molto raramente delle preghiere.Fra alcune tribù il concetto di Essere Supremo è ampliata fino a comprendere il concetto di creatore del mondo, ed alcune volte, come in <a title="Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Africa">Africa</a> occidentale, il dominatore dell’universo, figura benevola e senza caratteri materiali, la cui dimora è per lo più il cielo.Costante prerogativa dell’Essere Supremo è vedere e conoscere tutto, gli sono poi assegnate funzioni che vengono evidenziate da alcuni appellativi, così i <a title="Ngombe" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ngombe&amp;action=edit">Ngombe</a> lo chiamano <em><span style="font-family: Verdana;">formatore</span></em> perché ha creato ogni cosa, ma anche <em><span style="font-family: Verdana;">immensità della foresta</span></em> con cui esprimono il concetto di eterno ed infinito.Non sempre l’Essere supremo viene ritenuto benevolo, avviene questo per gli <a title="Ashanti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ashanti">Ashanti</a> del <a title="Ghana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghana">Ghana</a> ed i <a title="Shilluk" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shilluk">Shilluk</a> del <a title="Sudan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sudan">Sudan</a>, anche se questa caratteristica spesso è legata all’assimilazione dell’Essere Supremo in altre divinità. Nonostante queste differenze nei particolari, tale figura è sostanzialmente unitaria anche se nei singoli idiomi assume i significati più diversi: si va da <a title="Mulungu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mulungu">Mulungu</a> ”grande famiglia di antenati” per i Kamba, a <a title="Kalunga" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Kalunga&amp;action=edit">Kalunga</a> che significa “regno dei morti”; da <a title="Ndjambi Karunga" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ndjambi_Karunga&amp;action=edit">Ndjambi Karunga</a> la cui radice significa “agire”, a <a title="Loba" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Loba&amp;action=edit">Loba</a> che per le popolazioni <a title="Bantu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bantu">bantu</a> significa “sole”.Si può quindi affermare nei confronti dell’Essere Supremo non è valida la caratteristica comune a molte lingue africane che il nome definisce un essere,<br />
ma anche nella sua nebulosità, tale figura conserva un posto a sé: anche se lo si considera una specie di spirito, differisce sostanzialmente dagli altri spiriti. È così per i Kamba che distinguono Mulungu dagli <em><span style="font-family: Verdana;">aimu</span></em>, ovvero le anime dei defunti. L’Essere Supremo, inoltre, se inserito in un sistema religioso, assume i caratteri di una divinità attiva e resta sempre a capo di una gerarchia degli essere sovrannaturali, così tale divinità può fungere da fautore del destino, come nei popoli della Guinea settentrionale. Ma in generale nella pratica religiosa, tale figura ha un ruolo secondario, e rarissimamente è oggetto di un vero culto.Il concetto di Essere Supremo infine da una risposta a problemi spirituali quali l’origine e la creazione degli esseri viventi, l’ordinamento del mondo; e la sua origine probabilmente risale alla personificazione del cielo diurno e notturno, a cui successivamente si sono aggiunti particolari legati per buona parte alle aspirazioni umane. È infine presumibile che l’Essere Supremo immaginato benevolo soddisfi la necessità di una entità che stia incrollabile al di sopra di tutte le forze ostili dell’esistenza.<a name="Eroi_culturali_e_tesmofori"></a>Il concetto di eroe assume diverse forme, tra queste ha una grande diffusione il mito di morte-rinascita: tale mito di solito prevede un mostro che ingoia tutto sul suo cammino, al quale sfugge una donna che partorisce un eroe che da adulto sconfiggerà il mostro e libererà cose e persone rimaste intatte nel suo ventre, ristabilendo l’antico ordine. L’ulteriore destino dell’eroe è ha molte varianti, i Sotho per esempio credono che l’eroe venga ucciso e diventi il re delle divinità.Tali miti hanno oggi perso di significato, anche i riti iniziatici in cui l’iniziando viene ingoiato hanno un fine diverso: non è un ripristino del precedente stato ma un ingresso in un nuovo per cui i racconti come quelli detti sopra dei Sotho vengono annoverati in buona sostanza tra le favole, alle cui origini c’è probabilmente la sparizione e la ricomparsa del sole.Un altro filo conduttore molto utilizzato è quello del mito del re cacciatore che esce a caccia nonostante glielo sconsigli la madre e diversi segni premonitori, ferisca un bufalo ma ne rimanga a sua volta ferito e muoia, diventando sovrano dei morti.Oltre agli eroi culturali ne esistono altri che si possono definire <a title="Tesmoforo" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tesmoforo&amp;action=edit">tesmofori</a>, essi personificano in prevalenza la figura del fabbro o del vasaio che insegnano agli uomini tale arte.Del tutto diverso è l’”uomo celeste” dei <a title="Chaga" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Chaga&amp;action=edit">Chaga</a>, che fa da mediatore fra cielo e terra, si ricorre a lui per vendicare una ingiustizia, ad esempio. Nelle religioni africane è infine prevista la figura del <a title="Demiurgo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Demiurgo">demiurgo</a>, anche se risulta secondaria perché in genere non differenziata chiaramente da quella di una divinità.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Religioni naturistiche in Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religioni_naturistiche_in_Africa">Religioni naturistiche in Africa</a><br />
<a title="Ebraismo in Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_in_Africa">Ebraismo in Africa</a><br />
<a title="Islam in Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Islam_in_Africa">Islam in Africa</a><br />
<a title="Cristianesimo in Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo_in_Africa">Cristianesimo in Africa</a><br />
<a title="Religioni postcristiane in Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religioni_postcristiane_in_Africa">Religioni postcristiane in Africa</a> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Fonti:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale">wikipedia</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Approfondimenti<br />
<a title="Visualizza tutti gli articoli in Etno Africa" href="../category/etno/etno-africa/">Etno Africa</a><br />
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<a title="Africa" href="../geophoto/reportages/africa/">Geophoto Africa</a><br />
<a href="../2006/08/30/africa-nord-ovest/">reportages africa nord ovest</a><br />
<a href="../2006/08/30/africa/">reportages Africa</a><br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../2006/10/24/mostra-africa/"><span lang="IT">Mostra Africa</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Foto reportages</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../zp/africa-benin">Benin</a> <a href="../zp/africa-costa-davorio">Costa Avorio</a><span> </span><a href="../zp/africa-mali">Mali</a><span> </span><a href="../zp/africa-senegal">Senegal</a><span> </span><a href="../zp/africa-togo">Togo</a> <a href="../zp/africa-etiopia-sud">Etiopia</a><span> </span><a href="../zp/africa-kenya">Kenya</a><span> </span><a href="../zp/africa-sudan">Sudan</a><span> </span><a href="../zp/Tanzania">Tanzania</a> <a href="../zp/Congo">Congo</a><span> </span><a href="../zp/africa-botswana">Botswana</a><span> </span><a href="../zp/sud-africa">S.Africa</a><span> </span><a href="../zp/africa-zimbabwe">Zimbabwe</a></span></p>

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		<title>induismo</title>
		<link>http://www.travelgeo.it/2008/05/20/induismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 09:21:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1043" title="indiahindusaduh4" src="http://www.travelgeo.it/wp-content/uploads/2008/05/indiahindusaduh4-225x300.jpg" alt="indiahindusaduh4" width="225" height="300" />L&#8217;Induismo è la più antica delle religioni principali e la più diffusa, dopo il Cristianesimo e l&#8217;Islamismo, le cui origini risalgono probabilmente al V millennio a.C. Appartiene allla religiosità <em>enoteista</em>, per la quale la divinità<em> </em>possiede i vari aspetti di <em>Trimurti</em> come Brama <em>Creatore</em>, Visnu <em>Preservatore</em> e Śiva <em>Distruttore</em>, di <em>Avatar</em> come Rama o Krsna<span> </span>che rappresentano altre emanazioni dell’ Unico Assoluto o <em>Brahman</em> , il principio dal quale sorge<span> </span>ogni realtà e<span> </span>tutti gli esseri.La sua diffusione nel sub continente indiano seguì la valle del Gange, dove sorse la città santa di Benares, in Bengala. In seguito l’ induismo si diffuse in Asia orientale sulle rotte marittime per l’ Indocina, dove sorse la grande civiltà hindu Khmer, l’ Indonesia e Giava che vide il fiorire dell’ altra splendida civiltà fondata sull’ induismo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I Veda</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">I documenti più antichi conosciuti del primo induismo sono i <a title="Veda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Veda">Veda</a>, scritti in <a title="Sanscrito" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sanscrito">sanscrito</a> arcaico e presentano delle somiglianze con i testi dello <a title="Zoroastrismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zoroastrismo">Zoroastrismo</a> scritti in <a title="Avestico" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Avestico&amp;action=edit">avestico</a>.Si distinguono in <a title="Veda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Veda">Veda</a>, da cui deriva l’induismo moderno, le scritture induiste post-vediche, e le scritture dei movimenti dissidenti come il <a title="Jainismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jainismo">jainismo</a> ed il <a title="Buddhismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddhismo">buddhismo</a>. I <a title="Veda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Veda">Veda</a> sono considerati i testi religiosi più antichi del mondo, e vengono definiti in sascrito “Śruti” o “Shruti” <em><span style="font-family: Verdana;">ciò che è stato rivelato</span></em>. Si dice che siano stati rivelati dallo Spirito Supremo <em><span style="font-family: Verdana;">Brahman</span></em> o da Dio ai <a title="Rishi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rishi">rishi</a>, durante uno stato di meditazione profonda. I Veda sono stati tradizionalmente trasmessi oralmente da padre in figlio, da maestro <a title="Guru" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guru">guru</a> a discepolo. Successivamente vennero trascritti da un saggio chiamato <a title="Vyāsa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vy%C4%81sa">Vyāsa</a> o Vyāsadeva, il <em><span style="font-family: Verdana;">compilatore</span></em>. Sulla base di vari indizi e riferimenti interni ed esterni ai testi, i ricercatori hanno avanzato ipotesi molto diverse sulla datazione dei Veda, dal 5.000 al 1.500 a.C. i Veda sono senza inizio né fine, e le verità in essi contenute sono eterne, e non sono creazioni umane, a differenza degli insegnamenti di Buddismo e Giainismo.La tradizione vuole che i Veda siano stati suddivisi in quattro parti dal grande <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Rishi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rishi">rishi</a></span></em> di nome <a title="Vyasa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vyasa">Vyasa</a>, o <a title="Rig Veda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rig_Veda">Rig Veda</a>, Yajur Veda, <a title="Sama Veda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sama_Veda">Sama Veda</a> e Atharva Veda.Il Rig-Veda contiene dei <a title="Mantra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mantra">mantra</a> per invocare i <a title="Deva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deva">deva</a> per il rito del sacrificio del fuoco <a title="Yajña" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yaj%C3%B1a">Yajña</a>; il Sama-Veda contiene dei canti per lo stesso sacrificio; lo Yajur-Veda contiene delle istruzioni per la celebrazione di riti; l’Atharva-Veda comprende dei carmi filosofici e semi-magici,ognuno diviso in quattro sezioni:<em><span style="font-family: Verdana;">Samhitâ</span></em>: mantra e inni.,<em><span style="font-family: Verdana;">Brâhmana</span></em>: testi liturgici e rituali,<em><span style="font-family: Verdana;">Âranyaka</span></em> teologia,<em><span style="font-family: Verdana;">Upani</span></em></span><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">ṣ</span></em><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">ad</span></em><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> filosofia.I Veda sono testi pieni di misticismo e di allegorie. Molte scuole filosofiche come l’Advaitismo incoraggiano ad interpretarli filosoficamente e metaforicamente, ma a non prenderli troppo alla lettera. Il suono dei mantra è considerato purificante, e per tale motivo c’è un’attenzione rigorosa per l’erudizione e la pronuncia corretta.La religione vedica, in particolare durante il suo periodo arcaico, era differente dall’induismo attuale per numerosi aspetti, tra i quali, ad esempio, il riferirsi alle donne come autorità religiose con l’esistenza di donne rishi, l’apparente mancanza della credenza nella <a title="Reincarnazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reincarnazione">reincarnazione</a>, ed un pantheon differente con <a title="Indra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indra">Indra</a> a capo degli Dei. I testi sacri più recenti dell’induismo sono denominati “Sm</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">ṛ</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">iti” o “Smriti” <em><span style="font-family: Verdana;">ciò che è ricordato, memoria, tradizione</span></em>.Mentre la letteratura “Shruti” è scritta in <a title="Sanscrito" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sanscrito">sanscrito</a> vedico, la Smriti è scritta in sanscrito classico (di difficile comprensione e soggetto quindi ad interpretazione), maggiormente semplice e comprensibile, o in <a title="Prâkrit" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pr%C3%A2krit&amp;action=edit">prâkrit</a>, la “lingua comune”. Maggiormente accessibili a tutti, la letteratura Smriti ha conosciuto una grande popolarità in all’interno di tutta la società indiana sin dalle origini. Anche oggi la maggior parte del mondo induista ha maggiore familiarità con la Smriti, divulgata anche attraverso rappresentazioni, balletti, dipinti, sculture, racconti, ed altre forme artistiche, a differenza di una Shruti divenuta di esclusiva pertinenza dei brahmana. La Smriti, con le sue storie di re, eroi e Dei, corrisponde dunque alla letteratura popolare, ed assolve ad una funzione didattica e divulgativa, malgrado, in caso di apparente contraddizione, la  Shruti venga riconosciuta come prioritaria. La letteratura Smriti comprende le <a title="Itihasa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Itihasa">Itihasa</a>: le epopee del <a title="Ramayana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ramayana">Râmâyana</a> e del <a title="Mahabharatha" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahabharatha">Mahâbhârata</a>, che racchiude al suo interno la famosa <a title="Bhagavad-Gita" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhagavad-Gita">Bhagavad-Gita</a>I <a title="Purana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Purana">Purâna</a>,diciotto maggiori <em><span style="font-family: Verdana;">Maha Purana</span></em> e diciotto minori <em><span style="font-family: Verdana;">Upa Purana</span></em>.Gli <a title="Agama" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agama">Âgama</a>: 28 trattati teologici, completati dagli <em><span style="font-family: Verdana;">Upâgama</span></em> Âgama minori e dai <a title="Darshana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darshana">Darshana</a>, testi filosofici. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Filosofia</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Contrariamente all’Occidente, in cui infatti numerosi furono i conflitti ed i punti di attrito tra Scienza e Religione, l’induismo accetta ogni nuova scoperta, inglobandola nel proprio sistema filosofico.In un testo di mitologia sono così presenti informazioni di teologia, astronomia, filosofia e molto altro ancora, leggere un Purāna come il Bhâgavata-purâna e come un’enciclopedia.Sidistinguono due filoni filosofici principali: le filosofie <em><span style="font-family: Verdana;">astika</span></em>, che riconoscono l’autorità dei <a title="Veda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Veda">Veda</a> ,le sei <a title="Darshana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darshana">darshana</a>: <a title="Samkhya" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samkhya">Samkhya</a>, <a title="Nyaya" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nyaya">Nyaya</a>, <a title="Vaisheshika" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vaisheshika">Vaisheshika</a>, <a title="Purva Mimamsa" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Purva_Mimamsa&amp;action=edit">Purva Mimamsa</a>, <a title="Yoga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yoga">Yoga</a> e <a title="Vedānta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ved%C4%81nta">Vedānta</a>, e le filosofie <em><span style="font-family: Verdana;">nastika</span></em>, che invece li respingono <a title="Giainismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giainismo">Giainismo</a>, <a title="Buddhismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddhismo">Buddhismo</a>, <a title="Chârvâka" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ch%C3%A2rv%C3%A2ka">Chârvâka</a> ed Ateismo. L’obiettivo principale della scuola del Purva Mimamsa è quello di stabilire con forza l’autorità dei Veda. Il contributo più rilevante della scuola, di conseguenza, è quello di avere formulato delle regole d’intepretazione dei Veda. I suoi aderenti hanno creduto fermamente che la vera conoscenza fosse provata con evidenza, ed hanno cercato di scoprire la base del ritualismo vedico attraverso la ragione. La Mimansa forma la base del ritualismo nell’induismo contemporaneo, che appare spesso affatto politeista.Nell’induismo lo <a title="Yoga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yoga">Yoga</a> è considerato come un modo per raggiungere degli scopi spirituali. La parola <em><span style="font-family: Verdana;">yoga</span></em>, letteralmente, significa <em><span style="font-family: Verdana;">unione</span></em>, ed è generalmente interpretata come l’unione con Dio, o come l’integrazione tra corpo, spirito e anima. Scopo dello yoga è il <a title="Moksha" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moksha">moksha</a> o il <a title="Samadhi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Samadhi&amp;action=edit">samadhi</a>. Lo yoga cerca di raggiungere la liberazione attraverso il distacco tra lo spirito dalla natura materiale prakŗti, con la meditazione, gli esercizi fisici e spirituali. Le posture dello yoga <a title="Asana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asana">asana</a> sono considerate salutari. La scuola dell’Uttara-Mimamsa . dal sanscrito “<em><span style="font-family: Verdana;">Uttara</span></em>“, <em><span style="font-family: Verdana;">posteriore</span></em>, chiamata anche <a title="Vedānta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ved%C4%81nta">Vedānta</a>, è probabilmente il pilatro centrale dll’induismo, ed è stata certamente responsabile di un nuovo insegnamento filosofico e meditativo, del rinnovamento e della rinascita dell’induismo e della filosofia indiana. Esistono sei sotto-scuole del vedānta, la più celebre delle quali è l’Advaita vedānta fondata da <a title="Adi Shankara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adi_Shankara">Adi Shankara</a>. I <a title="Vaishnava" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vaishnava">Vaishnava</a>, adoratori di <a title="Kṛṣṇa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/K%E1%B9%9B%E1%B9%A3%E1%B9%87a">K<span style="font-family: Tahoma;">ṛṣṇ</span>a</a>, seguono un’altra scuola del vedānta, l’”<em><span style="font-family: Verdana;">Acintya Bhedabheda</span></em>“, fondata da <a title="Caitanya Mahaprabhu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caitanya_Mahaprabhu">Caitanya Mahaprabhu</a>, in forte disaccordo con l’Advaita Vedānta.L’induismo o Sanātana<strong><span style="font-family: Verdana;"> </span></strong><a title="Dharma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dharma">Dharma</a> “Eterna legge morale”è un modo di vivere e pensare, la parola “indù” non faceva riferimento a un sistema di credenze religiose: il termine, di origine persiana, indicava semplicemente coloro che, dal punto di vista dei <a title="Persia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Persia">persiani</a> abitavano dall’altra parte dell’<a title="Indo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indo">Indo</a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Pratica</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Nel 1966 la  Corte suprema dell’<a title="India" href="http://it.wikipedia.org/wiki/India">India</a> ha definito il quadro della “fede indù” sui seguenti principi:accettazione rispettosa dei <a title="Veda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Veda">Veda</a> come la più alta autorità riguardo agli argomenti religiosi e filosofici, e l’accettazione rispettosa dei Veda da parte dei pensatori e filosofi indù come base unica della filosofia indù;spirito di <a title="Tolleranza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tolleranza">tolleranza</a> e di buona volontà per comprendere e apprezzare il punto di vista dell’avversario, basato sulla rivelazione che la verità possiede molteplici apparenze;’accettazione, da parte di ciascuno dei <a title="Darshana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darshana">sei sistemi di filosofia indù</a>, di un ritmo dell’esistenza cosmica che conosce periodi di creazione, di conservazione e di distruzione, periodi, o <a title="Yuga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yuga">Yuga</a> che si succedono senza fine;accettazione da parte di tutti i sistemi filosofici indù della fede nella rinascita e preesistenza degli esseri.riconoscimento del fatto che i mezzi o i modi di raggiungere la salvezza sono molteplici;comprensione della verità che, per quanto grande possa essere il numero delle divinità da adorare, si può essere indù e non credere che sia necessario adorare le <a title="Murti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Murti">murti</a> rappresentazioni delle divinità. Dio, o il <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Brahman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brahman">Brahman</a></span></em> ,la matrice <a title="Metafisica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metafisica">metafisica</a> di tutto ciò che esiste, è presente in ogni essere vivente. La religione è dunque una ricerca e una conoscenza di sé, una ricerca del divino presente in ogni individuo. I Veda dichiarano che nessuno ha bisogno “di essere salvato”, perché nessuno non è mai condannato; nel peggiore dei casi, si vive nell’ignoranza della propria vera natura divina.Il <a title="Vedānta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ved%C4%81nta">Vedānta</a> riconosce che ci sono molti approcci diversi a Dio, e tutti sono validi. Non importa quale genere di pratica spirituale si conduca, poiché ognuna conduce al medesimo stato di realizzazione del Sé. Così i Vedānta insegnano il rispetto di tutte le credenze e si distinguono dalla maggior parte delle altre fedi maggiori per il loro forte incoraggiamento alla tolleranza verso questi diversi sistemi di fede.In <a title="Sanscrito" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sanscrito">sanscrito</a>, il termine <em><span style="font-family: Verdana;">Sindhu</span></em> indica in senso generale una distesa d’acqua (un mare, o un lago), ed in particolare il fiume <a title="Indo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indo">Indo</a>. Gli <a title="Arya" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arya">Arya</a> chiamavano il proprio territorio <em><span style="font-family: Verdana;">Sapta Sindhu</span></em>, la <em><span style="font-family: Verdana;">terra dei sette fiumi</span></em> (tra i quali appunto l’Indo), con un’espressione attestata numerose volte nel <a title="Rig-veda" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Rig-veda&amp;action=edit">Rig-veda</a>. Il suono /s/ in <a title="Persia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Persia">persiano</a> antico diventa /h/, e così nell’<a title="Avesta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avesta">Avesta</a> Sapta Sindhu diventa <em><span style="font-family: Verdana;">Hapta Hindhu</span></em>. La regione a est del fiume Indo diventa così l’<em><span style="font-family: Verdana;">Hindustan</span></em>, e i suoi abitanti sono chiamati “<em><span style="font-family: Verdana;">hindu</span></em>” da <a title="Arabia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arabia">Arabi</a> e Persiani e, più tardi, da Greci e <a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Romani</a>. L’utilizzo del termine hindu nell’accezione di “abitanti dell’India”, probabilmente a causa dell’influenza iraniana, è attestato in alcuni testi medioevali in sanscrito, quali <em><span style="font-family: Verdana;">Bhavishya Purâna</span></em>, <em><span style="font-family: Verdana;">Kâlikâ Purâna</span></em>, <em><span style="font-family: Verdana;">Merutantra</span></em>, <em><span style="font-family: Verdana;">Râmakosha</span></em>, <em><span style="font-family: Verdana;">Hemantakavikosha</span></em> ed <em><span style="font-family: Verdana;">Adbhutarûpakosha</span></em>.L’induismo è definito anche “<em><span style="font-family: Verdana;">arya dharma</span></em>“, la religione degli Arya e “<em><span style="font-family: Verdana;">Vaidika Dharma</span></em>“, la religione dei Veda.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Forme</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><br />
L’induismo esiste attualmente su due piani differenti, il primo basato puramente sulla fede e il secondo basato sulla filosofia, anche se spesso i due piani si incrociano.Si contano tradizionalmente sei antiche <em><span style="font-family: Verdana;">astika</span></em> o scuole di filosofia ortodosse perché accettano l’autorità dei Veda, dette <a title="Darshana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darshana">Darshana</a> o Shad Dharshana <em><span style="font-family: Verdana;">le Sei Darshana</span></em>: <a title="Nyaya" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nyaya">Nyaya</a>, <a title="Vaisheshika" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vaisheshika">Vaisheshika</a>, <a title="Samkhya" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samkhya">Samkhya</a>, <a title="Yoga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yoga">Yoga</a>, Purva <a title="Mimamsa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mimamsa">Mimamsa</a> e Uttara Mimamsa o <a title="Vedānta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ved%C4%81nta">Vedānta</a>. Le <em><span style="font-family: Verdana;">nastika</span></em>, o scuole non ortodosse, che non sono qui trattate, sono il <a title="Giainismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giainismo">giainismo</a>, il <a title="Buddismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddismo">buddismo</a>, il <a title="Chârvâka" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ch%C3%A2rv%C3%A2ka">chârvâka</a>, e l’<a title="Ateismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ateismo">ateismo</a> antico classico dell’India che confuta l’esistenza dell’anima o <em><span style="font-family: Verdana;">Ātman</span></em>.Contrariamente all’opinione popolare, il vero induismo non è né <a title="Politeismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Politeismo">politeista</a> né <a title="Monoteismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monoteismo">monoteista</a>, ma è propriamente una religione <a title="Enoteismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enoteismo">enoteista</a>. Le diverse divinità e <a title="Avatar" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avatar">Avatar</a> adorati dagli indù sono considerati come diverse forme dell’Uno, il Dio Supremo, o Brahman, che adotta per rendersi accessibile all’uomo (si presti attenzione a non confondere <em><span style="font-family: Verdana;">Brahman</span></em>, l’Essere Supremo e fonte ultima di ogni energia divina, con <a title="Brahma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brahma">Brahma</a>, il creatore del nostro universo particolare. l <em><span style="font-family: Verdana;">Brahmanesimo</span></em>, che è la forma moderna della religione vedica si divide in rami, essi stessi divisi in varie correnti:Il <a title="Vaishnavismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vaishnavismo">vaishnavismo</a>, che si rapporta all’Uno in quanto <a title="Viṣṇu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vi%E1%B9%A3%E1%B9%87u">Vi<span style="font-family: Tahoma;">ṣṇ</span>u</a>, o tramite uno dei suoi <a title="Avatar" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avatar">Avatar</a>. I libri sacri sono il <a title="Purana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Purana">Bhāgavata-Purāna</a> <em><span style="font-family: Verdana;">spesso chiamato</span></em> Shrīmad-bhāghavatam<em><span style="font-family: Verdana;">, e la <a title="Bhagavad Gita" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhagavad_Gita">Bhagavad-Gītā</a>.</span></em>Lo <a title="Śivaismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C5%9Aivaismo">Śivaismo</a>, che si rifà principalmente al culto di <a title="Śiva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C5%9Aiva">Śiva</a>, divinità pre-vedica adorata inizialmente con il nome di <a title="Rudra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rudra">Rudra</a>, a cui è dedicato lo <em><span style="font-family: Verdana;">Śiva Purāna</span></em>.Il <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Tantrismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tantrismo">Tantrismo</a></span></em> che si suddivide in due o tre filoni secondo le classificazioni e il cui scopo è la realizzazione della <a title="Shakti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shakti">shakti</a>, l’energia vitale spesso associata a una forma di Devī, la Dea madre dai molti nomi come <a title="Kali" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kali">Kali</a> e <a title="Durga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Durga">Durga</a>. Ciascuno di questi culti si pratica con i medesimi mezzi filosofici o di yoga, sono solo i loro metodi che differiscono. Questi culti non devono essere considerati come delle “chiese”, perché non esiste alcun dogma, e perché le credenze individuali sono sempre rispettate. La maggior parte degli indù si considera non appartenente a nessuna “setta” in particolare. Ci sono altresì numerose organizzazioni riformatrici, come l’<em><span style="font-family: Verdana;">Arya Samaj</span></em> “<em><span style="font-family: Verdana;">Società degli Arya</span></em>” che adottano il monoteismo e la fede nei Veda, ma respingono l’idolatria.I Vaishnava, che costituiscono l’80% degli indù di oggi, adorano uno dei tre più recenti avatar &#8211; o incarnazioni terrestri &#8211; di Vi</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">ṣṇ</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">u come divinità principale. Il settimo avatar di Vi</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;">ṣṇ</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">u è <a title="Rama" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rama">Rama</a>, l’ottavo è <a title="Kṛṣṇa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/K%E1%B9%9B%E1%B9%A3%E1%B9%87a">K<span style="font-family: Tahoma;">ṛṣṇ</span>a</a>, e il nono cambia secondo le fonti: è identificato con <a title="Buddha" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddha">Buddha</a> nella grande maggioranza delle scuole, ma anche, più raramente e meno seriamente, con Gesù Cristo. L’integrazione di Buddha nel pantheon indù è comparsa tardi, probabilmente nell’VIII secolo; questo procedimento &#8211; in fin dei conti abbastanza ardito &#8211; è l’espressione della controriforma brahmanica al <a title="Buddhismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddhismo">Buddhismo</a>, iniziata nel II secolo aC. Alcuni riconoscono tutti i personaggi menzionati come veri avatar, aumentando così il numero tradizionale di dieci avatar, il <a title="Kali Yuga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kali_Yuga">Kali Yuga</a> fino a 27.La maggior parte degli indù restanti venti per cento sono Śivaiti; il resto si consacra a <a title="Shakti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shakti">Shakti</a>, o <a title="Ishvari" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ishvari&amp;action=edit">Ishvari</a>, una delle cui forme è la dea <a title="Kali" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kali">Kali</a>, una divinità benefica e terrifica al tempo stesso. Tuttavia, solitamente, il credente induista possiede nella propria dimora le rappresentazioni <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Murti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Murti">murti</a></span></em> di molte di queste forme di Dio <a title="Ishvara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ishvara">Ishvara</a>. Nella estrema varietà dell’induismo si trovano dei valori comuni a tutti i credenti:la fede nel <a title="Dharma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dharma">Dharma</a> Legge Cosmica, <em><span style="font-family: Verdana;">il modo in cui tutte le cose sono, Il </span></em><a title="Saṃsāra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sa%E1%B9%83s%C4%81ra">Sa<span style="font-family: Tahoma;">ṃ</span>sāra</a> <a title="Reincarnazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reincarnazione">Reincarnazione</a>; il <a title="Karma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karma">Karma</a> <em><span style="font-family: Verdana;">azione</span></em>, ciclo di <em><span style="font-family: Verdana;">causa-effetto;</span></em>la <a title="Moksha" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moksha">Moksha</a> <em><span style="font-family: Verdana;">liberazione</span></em>, trascendenza di ogni anima attraverso dei percorsi spirituali quali: <a title="Bhakti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhakti">Bhakti</a> devozione,<a title="Karma" href="http://it.wikiped&lt;br &gt;&lt;/a&gt; ia.org/wiki/Karma">Karma</a> come azione personale, Jñāna Illuminazione o <a title="Conoscenza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conoscenza">Conoscenza</a> e la fede in Dio <a title="Ishvara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ishvara">Ishvara</a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Karma</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La trasmigrazione dell’anima è regolata dal <em><span style="font-family: Verdana;">Karma</span></em>: la filosofia del <em><span style="font-family: Verdana;">Karma</span></em> è basata sulle azioni compiute dal soggetto, che resteranno impresse sulla sua anima <a title="Ātman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C4%80tman">Ātman</a> dell’essere individuale<em><span style="font-family: Verdana;"> jiva</span></em>, attraverso un ciclo di nascita e morte fino alla liberazione definitiva moksha.La teoria seconda la quale ci si possa convertire all’Induismo è contestabile. Infatti l’Induismo non è una fede evangelica come il <a title="Cristianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo">Cristianesimo</a> o l’<a title="Islam" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Islam">Islam</a> essendo totalmente assente dagli scritti induisti il momento della conversione religiosa, per uno straniero l’essere o meno indù dipende dalla sua accettazione come parte della comunità induista. L’Induismo, infatti, riconosce come egualmente validi numerosi cammini spirituali.Peculiare è anche il fatto che, benché la mitologia indiana riconosca l’esistenza di esseri demoniaci <a title="Asura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asura">asura</a> o <a title="Rakshasa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rakshasa">rakshasa</a>, opposti ai <a title="Deva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deva">deva</a>, la filosofia indiana non crede all’esistenza di un Diavolo, causa di tutto il male. Tale credenza diffama e sminuisce la perfezione e l’onnipotenza di Dio. Il male nel mondo è causato dall’ignoranza e dal libero arbitrio. Secondo alcuni non è corretto parlare di “Dio” in un contesto induista. Questo può essere vero solo in seguito ad un’analisi superficiale, poiché tale termine, nella cultura hindu, può riferirsi tanto alla <em><span style="font-family: Verdana;">totalità</span></em> del Divino quanto ai Suoi singoli aspetti: ad esempio, l’aspetto personale o quello impersonale, l’aspetto creativo o quello distruttivo, l’aspetto femminile o quello maschile, l’aspetto dolce o quello austero, l’aspetto trascendente o quello immanente, e così via. Questa tendenza a racchiudere in simbologie aspetti tra loro opposti e complementari spiega l’apparente contraddizione tra le varie forme di Dio venerati nell’Induismo. Ciò si riflette nel sistema delle <a title="Murti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Murti">murti</a> ,raffigurazioni di Dio o dei Suoi aspetti: Devi ,l’aspetto materno/femminile di Dio, a seconda dell’aspetto che si vuole considerare, viene chiamata <a title="Kali" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kali">Kali</a> che è aspetto terrifico della Madre Divina che, per amore del devoto, distrugge i demoni oppure Bhavani aspetto creativo della Madre Divina, lett. “Colei che dà la vita”; e, allo stesso modo, <a title="Śiva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C5%9Aiva">Śiva</a> ,aspetto paterno/maschile di Dio, viene chiamato a seconda dei casi Hara<em><span style="font-family: Verdana;"> Distruttore</span></em>o <a title="Shankara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shankara">Shankara</a> <em><span style="font-family: Verdana;">Benefico</span></em>. I Veda descrivono il <a title="Brahman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brahman">Brahman</a> come la Realtà Ultima, l’Anima Assoluta ed Universale. Il Brahman, un <a title="Panteismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panteismo">panteistico</a> Spirito Cosmico, è indescrivibile, incorporeo, originale, infinito, assoluto, trascendente ed immanente, eterno. È il principio ultimo che non ha avuto inizio, non ha una fine, è nascosto in tutte le cose ed è la causa, la fonte, la materia e l’effetto di tutta la <a title="Creazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Creazione">creazione</a> conosciuta e sconosciuta. Esso rappresenta la base del manifesto e dell’immanifesto, uno stato indifferenziato di <em><span style="font-family: Verdana;">puro essere</span></em>, eternità e beatitudine,, situato al di là di qualsiasi speculazione filosofica o moto devozionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Brahman</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La personalità che si cela dietro il Brahman è è conosciuta come <em><span style="font-family: Verdana;">Parabrahman</span></em> o Brahman superiore. “Dio”è un Dio-persona <a title="Ishvara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ishvara">Ishvara</a>, “ Signore Supremo”, o Bhagavan il Dio con una Sua individualità, attributi, nomi e forme in <a title="Sanscrito" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sanscrito">sanscrito</a>, <em><span style="font-family: Verdana;">nama-rupa</span></em>, il Dio dotato di tutti i poteri, al tempo stesso immanente e trascendente, il Dio che per amore dell’uomo <a title="Avatar" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avatar">si incarna</a> ed impartisce gli insegnamenti necessari per ottenere la realizzazione spirituale. Ishvara nelle sue innumerevoli forme e nomi costituisce l’aspetto supremo di Dio presso i principali culti devozionali <a title="Bhakti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhakti">Bhakti</a> o <a title="Bhakti Yoga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhakti_Yoga">Bhakti Yoga</a> , monoteisti, <a title="Śivaismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C5%9Aivaismo">Śivaismo</a>,<a title="Vaishnavismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vaishnavismo">Vaishnavismo</a>,monoteismo di <a title="Viṣṇu" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vi%E1%B9%A3%E1%B9%87u">Vi<span style="font-family: Tahoma;">ṣṇ</span>u</a> <a title="Kṛṣṇa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/K%E1%B9%9B%E1%B9%A3%E1%B9%87a">K<span style="font-family: Tahoma;">ṛṣṇ</span>a</a> e Shaktismo ,monoteismo di Devi, la Madre Divina, <a title="Shakti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shakti">Shakti</a>. È importante sottolineare, tuttavia, che nessuno di questi culti nega l’esistenza o la validità delle altre forme/nomi divini; ciò che varia in ognuno di essi è soltanto l’aspetto peculiare di Dio su cui ci si vuole focalizzare, per farne oggetto di devozione.Come ogni religione, l’induismo ha fondato la sua fede su un rituale funebre particolare e su una originale concezione della morte. L’induista crede nella <a title="Reincarnazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reincarnazione">reincarnazione</a> e nella vita dopo la morte, dal momento che il corpo è considerato un mero involucro materiale temporaneo. Quando giunge il momento di lasciare la vita, l’anima o <a title="Ātman" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C4%80tman">Ātman</a> abbandona il corpo. Se ha accumulato <a title="Karma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karma">karma</a> attraverso troppe azioni negative, l’anima si incarna in un nuovo corpo su un pianeta come la terra o inferiore, come l’<em><span style="font-family: Verdana;">inferno</span></em> Naraka, per subire il peso delle sue malvage azioni. Se il suo karma è positivo, vivrà come un essere divino, o <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Deva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deva">deva</a></span></em>, su uno dei mondi celesti superiori alla terra, come il <em><span style="font-family: Verdana;">paradiso</span></em> o <a title="Svarga" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Svarga&amp;action=edit">Svarga</a> nei quali sperimenterà grandi piaceri spirituali, fino al momento in cui il suo karma positivo non sarà esaurito; allora l’anima ritornerà in un altro corpo sulla terra, facendo parte di una <a title="Casta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casta">casta</a> spiritualmente elevata. Questo ciclo è chiamato <a title="Saṃsāra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sa%E1%B9%83s%C4%81ra">Sa<span style="font-family: Tahoma;">ṃ</span>sāra</a>. Quando il karma viene completamente assolto, l’anima abbandona definitivamente il mondo fisico fatto di sofferenza, poiché soggetto a malattia, vecchiaia e morte e può infine raggiungere la liberazione, <a title="Moksha" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moksha">Moksha</a>, ovvero l’unione con Dio. Ma per realizzare questo obiettivo e spezzare il ciclo perpetuo di morte e rinascita, l’indù deve vivere in maniera che il suo karma non sia né negativo né positivo, ovvero agendo solo per dovere <a title="Dharma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dharma">Dharma</a>, senza scopi egoistici, ed offrendo a Dio il frutto delle proprie azioni, così come prescrive la <a title="Bhagavad Gita" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhagavad_Gita">Bhagavad Gita</a>; quest’ultima insegna vari metodi, o <a title="Yoga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yoga">Yoga</a>, tramite cui giungere a questo risultato, lasciando all’individuo la scelta del metodo che gli si addice di più, secondo le diverse scuole di filosofia indiana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Dharma</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Oggi, il credente indù, dal momento che vive in un’epoca estremamente materialista, chiamata <a title="Kali Yuga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kali_Yuga">Kali Yuga</a> <em><span style="font-family: Verdana;">era delle tenebre</span></em>, l’era attuale caratterizzata da una diffusa ignoranza spirituale, preferisce scegliere sentieri spirituali semplici ed efficaci, come ad esempio quello del <a title="Bhakti Yoga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhakti_Yoga">Bhakti Yoga</a> <em><span style="font-family: Verdana;">via della devozione</span></em>o del <a title="Karma Yoga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karma_Yoga">Karma Yoga</a>. Secondo la tradizione vedica, l’indù deve attraversare quattro stadi della vita o <em><span style="font-family: Verdana;">ashram</span></em>:Il <em><span style="font-family: Verdana;">brâhmâcârya</span></em>: il giovane indù, sotto la guida del suo maestro o <a title="Guru" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guru">guru</a>, osserva un periodo di castità e di formazione, tanto profana quanto spirituale, durante la quale svilupperà il suo sapere e la sua virtù.Il <em><span style="font-family: Verdana;">garhasthya</span></em>: l’indù entra nella vita mondana, si sposa e fonda una famiglia, che è anche un dovere religioso. Durante questo periodo, ha il diritto di godere della vita, contemporaneamente imparando ad avere dominio di sé.Il <em><span style="font-family: Verdana;">vânaprasthya</span></em>: dopo aver compiuto il suo dovere sociale, l’indù lascia la sua famiglia, a cui ha lasciato mezzi di sussistenza, e va a vivere un periodo di studio delle scritture sacre nel “soggiorno nella foresta”, praticandovi la meditazione e il digiuno.Il <em><span style="font-family: Verdana;">samnyâsa</span></em>: l’indù raggiunge lo stato di rinuncia, disinteressandosi dal mondo, e diviene un <em><span style="font-family: Verdana;">samnyasi</span></em>. Distaccato dal mondo, può ritornare tra i suoi poiché non teme più le tentazioni materiali e potrà far partecipi coloro che lo circondano della sua esperienza e del suo sapere. In parallelo ai quattro periodi della vita indù, l’induismo ritiene che esistano quattro scopi all’esistenza o <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Purusharta" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Purusharta&amp;action=edit">purushārtha</a></span></em>. Poiché i desideri umani sono naturali, ciascuno di questi scopi serve a perfezionare la conoscenza dell’uomo dal momento che, tramite il risveglio dei sensi e la sua partecipazione al mondo, ne scopre i princìpi. Ciò nonostante, l’indù deve guardarsi dall’essere affascinato da questi scopi, sotto la pena di errare senza fine nel ciclo del <a title="Saṃsāra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sa%E1%B9%83s%C4%81ra">Sa<span style="font-family: Tahoma;">ṃ</span>sāra</a>. Gli scopi sono:Artha<strong><span style="font-family: Verdana;"> </span></strong>o la ricchezza: l’uomo deve partecipare alla società creandosi un patrimonio e delle relazioni che saranno il frutto del suo lavoro. Deve fare attenzione però a non farsi ingannare dal fascino di una vita agiata, la quale deve venire usata per trarne un <em><span style="font-family: Verdana;">insegnamento</span></em>. Il periodo del <em><span style="font-family: Verdana;">Grihastha</span></em> è propizio al perseguimento di questo fine.<a title="Kama" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kama">Kâma</a> o il piacere: contrariamente alla tradizione <a title="Cristianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo">cristiana</a>, il piacere non è percepito come un male: è un dono della divinità.Nella <a title="Mitologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia">mitologia</a> induista, il dio Amore, <em><span style="font-family: Verdana;">Kāma</span></em>, è la sorgente della creazione. Il <a title="Kama Sutra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kama_Sutra">Kama Sutra</a> espone i mezzi per esaltare i sensi e far fiorire la vita di coppia. Grazie ai piaceri, il campo della conoscenza si allarga e l’atto amoroso ne è il culmine, in cui l’uomo e la donna non si distinguono più, ma formano un tutt’uno che ricrea l’unità divina. Il piacere deve essere diretto allo scopo di conoscere e non deve diventare uno stile di vita che condurrebbe a commettere degli atti immorali o contro il <a title="Dharma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dharma">dharma</a> o il dovere che deve dirigere tutti i quattro periodi della vita. Il dovere permette all’uomo di proseguire la propria vita sul retto cammino, conformandosi al diritto e alla morale che sono trascritti nel <a title="Dharma Sutra" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dharma_Sutra&amp;action=edit">Dharma Sūtra</a> o nel <em><span style="font-family: Verdana;">Manu-Samhitā</span></em> detto anche <em><span style="font-family: Verdana;">Legge di Manu</span></em>.<a title="Moksha" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moksha">Moksha</a> o la liberazione: durante i due ultimi periodi della vita dell’indù, questo ricerca <em><span style="font-family: Verdana;">Moksha</span></em>. Si tratta in realtà dello scopo ultimo della vita, che può essere raggiunto attraverso mezzi differenti, come ad esempio il <a title="Bhakti Yoga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhakti_Yoga">Bhakti Yoga</a>. I templi sono dedicati ad una divinità principale e a delle alle divinità subalterne, associate alla divinità principale. Alcuni templi sono tuttavia dedicati a divinità multiple. Quasi tutti i templi maggiori sono costruiti in accordo con gli <a title="Agama shastra" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Agama_shastra&amp;action=edit">agama shastra</a>, e sono meta di pellegrinaggio. Per molti indù, i quattro <em><span style="font-family: Verdana;">Shankaracharya</span></em>, responsabili dei monasteri di <em><span style="font-family: Verdana;">Badrinath</span></em>, <em><span style="font-family: Verdana;">Puri</span></em>, <em><span style="font-family: Verdana;">Sringeri</span></em> et <em><span style="font-family: Verdana;">Dwarka</span></em> &#8211; quattro tra i monasteri più sacri- e per alcuni anche un quinto, quello di <em><span style="font-family: Verdana;">Kanchi</span></em> sono considerati come i principali “patriarchi” dell’induismo.Il tempio è un luogo per ricevere il <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Darshan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darshan">darshan</a></span></em> la visione della divinità, per la <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Puja" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Puja">puja</a></span></em>, per la <a title="Meditazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meditazione">meditazione</a>e per altre attività religiose. Il puja, o adorazione, è generalmente rivolta ad una rappresentazione <a title="Murti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Murti">murti</a> con canti e preghiere sotto forma di <a title="Mantra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mantra">mantra</a>. L’adorazione delle murti è fatta quotidianamente all’interno dei templi, e fa parte integrante della <a title="Bhakti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bhakti">bhakti</a>. La maggior parte delle case indù ha una stanza o uno spazio consacrato per l’adorazione quotidiana e la meditazione religiosa. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Le Caste</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La società indù è tradizionalmente divisa in quattro grandi classi o <a title="Casta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casta">caste</a>, basati sulle professioni e sul <a title="Guna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guna">guna</a> da cui sono influenzati:<a title="Brahmana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brahmana">Brahmana</a>, sacerdoti ed insegnati <em><span style="font-family: Verdana;">Sattva guna</span></em>;Kshatrya, re, guerrieri ed amministratori <em><span style="font-family: Verdana;">Raja</span></em>;Vaishya, agricoltori, mercanti, uomini d’affari <em><span style="font-family: Verdana;">Rajas</span></em> e <em><span style="font-family: Verdana;">Tamas</span></em>;Shudra, servitori ed operai <em><span style="font-family: Verdana;">Tamas</span></em>.Queste classi sono chiamate varna, ed il sistema sociale è il <em><span style="font-family: Verdana;">Varna Vyavastha</span></em>In India si ritiene che la società è organizzata secondo l’equilibrio del dharma. Questa organizzazione permette l’armonizzazione dei rapporti tra gli uomini e di definire i doveri che spettano loro. Questa preoccupazione per l’equilibrio ha un’origine dottrinale, perché essa corrisponde, di fatto, al simbolismo dei Guna, o qualità/sapori. Ai tre Guna corrispondono i tre colori che sono ciascuno associato ad una casta.All’origine, l’indù non nasce in una casta: acquisterà la sua casta in funzione del ruolo e delle responsabilità che sarà condotto a ricoprire. Molti testi mitologici denunciano l’usurpazione del titolo di brahmino da parte di certi personaggi che, sotto la copertura della nascita, approfittano di uno status importante senza compiere i propri doveri.Non è chiaro se il sistema delle caste sia o meno parte integrante dell’induismo: i testi Shruti ne fanno raramente menzione, il sistema è invece regolato dai testi Smriti. In precedenza, il sistema era basato esclusivamente sulla professione, e vi sono decine di esempi di matrimoni tra differenti varna e di cambi di professione. Verso il IX sec.a.C. il sistema diventò rigido e basato sullo status acquisito per nascita. Succesivamente, con lo sviluppo di numerose sotto-caste e di una casta di intoccabili <em><span style="font-family: Verdana;">Dalit</span></em> al di fuori del <em><span style="font-family: Verdana;">Varna Vyavastha</span></em>, è nato il sistema delle caste così come lo conosciamo oggi. In seguito alle invasioni e alla colonizzazione britannica, la regola si è fatta ancora più stretta a vantaggio delle caste superiori, relegando i shudra alla posizione di dominati. Dopo l’indipendenza del 1947, anche grazie all’opera di <a title="Mahatma Gandhi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi">Gandhi</a>, vengono emanate molte leggi per sradicare il sistema delle caste, ma ancora oggi esistono diversi pregiudizi, soprattutto nei confronti degli “intoccabili”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Fonte:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale">Vikpedia</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Reportages e bibliografie</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../category/asia-ovest/">Asia</a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../category/asia-ovest/"><span lang="IT"> occidentale</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../2006/08/24/la-via-dellindia/"><span lang="IT">La via dell’ India</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../2006/08/24/vie-himalaya/"><span lang="IT">Vie dell’ Himalaya</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><br />
<a title="Visualizza tutti gli articoli in Geo Asia est" href="../category/asia-est/">Asia orientale</a><br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Visualizza tutti gli articoli in Geo Asia est" href="../category/asia-est/"><span lang="IT">Asia orientale</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><br />
<a href="../2006/08/26/la-via-delle-spezie/">La Via delle Spezie</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Foto reportages</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../zp/asia-centrale">Asia centrale</a> <a href="../zp/india">India</a> <a href="../zp/sri-lanka">Sri Lanka</a><span> </span><a href="../zp/himalaya">Himalaya</a> <a href="../zp/nepal">Nepal</a> <a href="../zp/cambogia-1">Cambogia</a> <a href="../zp/indonesia">Indonesia</a> </span></p>

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		<description><![CDATA[Il termine monoteismo deriva dal greco &#8220;μόνος&#8221; unico, solo e &#8220;θεός&#8221; dio ed indica la fede in una sola divinità, in alcuni casi si tratta di un&#8217;evoluzione da una religione  enoteistica. Al monoteismo appartengono le grandi religioni ebraica, cristiana e islamica, che possiedono sostanzialmente origine comune e si considerano &#8220;rivelate&#8221;, depositarie di una diretta rivelazione divina raccolta, codificata ed interpretata nei Testi Sacri, base della teologia, dottrina ed etica, portatrici di grandi mutamenti sociali e storici.L&#8217;Ebraismo è stata la prima religione monoteistica, dalla quale derivano numerosissime altre religioni. Il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il termine monoteismo</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> deriva dal greco &#8220;μόνος&#8221; <em><span>unico</span>, <span>solo</span></em> e &#8220;θεός&#8221; <em><span>dio</span></em> ed indica<span> </span>la fede in una sola divinità, in alcuni casi si tratta di<span> </span>un&#8217;evoluzione da una religione <em><span> </span>enoteistica</em>. Al monoteismo appartengono le grandi religioni ebraica, cristiana e islamica, che possiedono sostanzialmente origine comune e si considerano &#8220;rivelate&#8221;, depositarie di una diretta rivelazione divina raccolta, codificata ed interpretata nei Testi Sacri, base della teologia, dottrina ed etica, portatrici di grandi mutamenti sociali e storici.L&#8217;Ebraismo è stata la prima religione monoteistica, dalla quale derivano numerosissime altre religioni. Il suo testo sacro è il <em>Tanach</em>, composto da <em>Torah</em> o<em> </em><em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Pentateuco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pentateuco">Pentateuco</a></span></em>, <em>Neviim</em> o <em>Profet</em>i e <em>Ketuvim</em> o <em>Agiografi</em>. Oltre ai testi è fondamentale la tradizione orale raccolta nel <em>Talmud</em> . La storia del <span>giudaismo</span> inizia con l&#8217;esilio a Babilonia nel<span> </span>587 a.C, che pose fine al regno ebraico e il termine <em>giudaismo</em> fu probabilmente adottato nel II secolo dagli ebrei della <em>diaspora</em>. I giudei palestinesi e quelli di tutti gli altri paesi al mondo<span> </span>costituiscono una comunità religiosa unita dalla fede monoteista, lo studio della legge <em>Torah</em> e la speranza <em>messianica</em>. Tornati dall prima diaspora il Palestina gli ebrei ripresero l’ antica religiosità<span> </span>nel Tempio di Gerusalemme, costituendo istituzioni quali il <em>Sinedrio</em> e la s<em>inagoga</em>, dove venivano articolate e approfondite teologia, dottrina e leggi da rabbini e saggi.Nel I secolo, il giudaismo era articolato nelle varie scuole e correnti dei<span> </span><em>Farisei, Sadducei, Esseni, Zeloti, Battisti, Erodiani,</em> Samaritani e <em>Terapeuti</em>. Dopo la distruzione del Tempio ad opera dei romani, solo i Farisei conservarono la loro identità e il loro rappresentante Jochanan Ben Zakkai creò la scuola<span> </span><em>Javneh</em> per<span> </span>riorganizzare il giudaismo che così riuscì a sopravvivere dopo la distruzione dl Tempio e la grande repressione del 135.Dalla <em>Javneh </em>si originò<em> </em>la <span>tradizione rabbinica</span> sulla distinzione tra<span> </span>la  <em>Torah</em> scritta del <em>Pentateuco</em> e quella orale del Talmud, entrambe<span> </span>rivelate direttamente da Dio a Mosà sul monte Sinai.Le vie dell’ ebraismo coincidono in parte con quelle molto più tardi adoperate dalla diffusione del cristianesimo e islamismo, particolarmente in Arabia e Medio Oriente, a cominciare dalla più antica <em>Via dei Re</em>, tra Palestina e Giordania, dell’ <em>Esodo</em> tra la Palestina e Babilonia e quella di Mosè dall’ Egitto alla <em>Terra Promessa</em>. Ad esse si aggiungono poi quelle originate dalle diaspore in tutto il mondo.<em> </em>Il Canone ebraico delle Sacre Scritture venne definito nel I secolo e.V.Il fulcro della fede israelitica è la <a title="Monoteismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monoteismo">confessione monoteistica</a> , la quale, malgrado i precedenti tentativi compiuti in <a title="Egitto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Egitto">Egitto</a> dal <a title="Faraone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Faraone">faraone</a> <a title="Amenofi IV" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amenofi_IV">Amenofi IV</a> XIV secolo a.e.V., solo nell’Ebraismo trova la sua più compiuta affermazione.A sua volta, la fede monoteistica si incentra nella definizione che Dio medesimo offre di sé, nel <a title="Bibbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia">testo biblico</a>, questa affermazione <em><span style="font-family: Verdana;">Ehyèh ashèr èhyèh</span></em> è di fatto, intraducibile, poiché si dovrebbe disporre di un tempo verbale in grado di rendere, contemporaneamente, il presente, il passato ed il futuro. Infatti, Dio è Colui che, pur non mutando nella Sua essenza, accompagna il popolo ebraico in tutte le vicissitudini storiche. In questo senso, Dio è legato all’uomo nel passato, nel presente e nel futuro.La principale conseguenza di questa consapevolezza monoteistica è, in primo luogo, l’idea della signoria di Dio sul mondo e sulla storia, anche se ciò non significa che la realtà terrena non goda di una sua autonomia espressa dal <a title="Libero arbitrio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libero_arbitrio">libero arbitrio</a>. Visto però lo stretto legame fra <a title="Immanenza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immanenza">immanenza</a> e <a title="Trascendenza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trascendenza">trascendenza</a>, in ambito ebraico non si conosce il <a title="Dualismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dualismo">dualismo</a> <a title="Ontologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ontologia">ontologico</a>, proprio invece del <a title="Cristianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo">Cristianesimo</a>, che separa il <a title="Mondo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mondo">mondo</a> da Dio.L’uomo non può percepire la reale essenza della Divinità, come viene detto nell’Esodo 33:20 “Un uomo non può vedermi e vivere”; Dio è conoscibile soltanto dalle Sue opere e dai suoi attributi, le Sue middòt.<a name="Etica"></a>L’Ebraismo presenta una concezione dualistica solo in ambito <a title="Etica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etica">etico</a>, in cui vengono distinte le <em><span style="font-family: Verdana;">vie del Bene</span></em> dalle <em><span style="font-family: Verdana;">vie del Male</span></em>.Proprio a partire da questa dottrina morale, l’Ebraismo sviluppa sia l’idea della <a title="Creazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Creazione">creazione</a> dal nulla, fisia l’idea di uno sviluppo lineare e non ciclico della storia. Percepito dagli uomini nella sua limitatezza, il tempo viene considerato come l’insieme di quelle irripetibili occasioni, offerte all’uomo, per manifestare la sua libertà all’interno della creazione .Un’altra caratteristica propria dell’Ebraismo è l’idea di un legame con Dio, che non ha nulla di <a title="Misticismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Misticismo">mistico</a> o di <a title="Ascetismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ascetismo">ascetico</a>. Questo legame si instaura nella comunione dell’alleanza, in cui il Creatore e la creatura mantengono separate le rispettive identità. È esattamente la categoria <a title="Teologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teologia">teologica</a> dell’Alleanza ad essere costitutiva dell’Ebraismo: essa rappresenta il reciproco impegno, per cui all’elezione e alla benevolenza di Dio deve corrispondere, da parte di Israele, l’osservanza delle <a title="613 mitzvòt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/613_mitzv%C3%B2t">613 mitzvòt</a> i precetti che abbracciano ogni aspetto della vita dell’uomo.Per questo motivo, gli studiosi parlano spesso di <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Nomismo" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nomismo&amp;action=edit">nomismo</a> dell’Alleanza</span></em>, essendo la religione di Israele fondata sulla Legge. In effetti, però, il termine <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Torah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torah">Torah</a></span></em> del <a title="Pentateuco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pentateuco">Pentateuco</a> non significa <em><span style="font-family: Verdana;">nómos</span></em> “Legge”,ma <em><span style="font-family: Verdana;">insegnamento</span></em>, ecco perché, riguardo all’Ebraismo, si può parlare più correttamente di <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Ortoprassia" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ortoprassia&amp;action=edi&lt;br &gt;&lt;/a&gt; t">ortoprassia</a></span></em> piuttosto che di <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Ortodossia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ortodossia">ortodossia</a></span></em>.Va tenuto presente, però, che, malgrado la signoria della Santa Torah su ogni aspetto della vita umana, nell’Ebraismo la <a title="Teocrazia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teocrazia">teocrazia</a> si combina con una particolare concezione dell’autonomia creaturale, che rappresenta una sorta di premessa teorica della <a title="Laicità" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laicit%C3%A0">laicità</a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Teologia e storia</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Nell’elaborazione teologica dell’Ebraismo, è di notevole importanza il ruolo che viene attribuito a <a title="Mosè" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8">Mosè</a>, il quale è considerato il più grande dei <a title="Profeti ebraici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Profeti_ebraici">profeti</a> non perché la sua speculazione su Dio sia superiore a quella di <a title="Isaia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isaia">Isaia</a> o di <a title="Ezechiele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ezechiele">Ezechiele</a>, quanto piuttosto perché è stato l’unico uomo ad abbattere, per usare le parole del Rambam <a title="Mosè Maimonide" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8_Maimonide">Mosè Maimonide</a>, tutte le barriere che impediscono di contemplare la visione del Santo Benedetto, tutte tranne che quella dell’intelletto umano, Mosè secondo la Tradizione <a title="Rabbino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rabbino">Rabbinica</a> è stato l’unico uomo a raggiungere il massimo grado dello spirito profetico, ed è in ciò che sta la sua grandezza. A Mosè è stata consegnata la Torah e a lui è stato affidato il compito di condurre il Popolo Ebraico attraverso il deserto, fino in <em><span style="font-family: Verdana;">Eretz Isra’el</span></em>, solo ad un uomo, di così alte virtù profetiche, poteva essere affidato un così grande compito.Naturalmente, una funzione importantissima svolgono anche gli altri <a title="Profeta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Profeta">profeti</a>, i quali richiamano all’essenzialità e allo scopo ultimo della Torah, così come i “<a title="Libri sapienziali" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libri_sapienziali">Libri Sapienziali</a>” approfondiscono il significato dei precetti morali contenuti nella <a title="Torah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torah">Torah</a>.Il valore attribuito alla Parola divina e all’elemento <a title="Escatologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Escatologia">escatologico</a> esercita una grande influenza sul Cristianesimo primitivo, nel prologo del <a title="Vangelo secondo Giovanni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo_secondo_Giovanni">Vangelo giovanneo</a> che da questa trae la propria elaborazione teologica sul <em><span style="font-family: Verdana;">Logos</span></em>, ma anche sulla prima speculazione dell’età giudeo-ellenistica di <a title="Filone d'Alessandria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filone_d%27Alessandria">Filone d’Alessandria</a>, che è il primo pensatore a tentare una conciliazione fra le categorie filosofiche greche e la fede ebraica. Anche lo sviluppo dell’<a title="Apocalisse" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apocalisse">apocalittica</a> cristiana risente molto dell’influsso ebraico e, in particolare, del <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Libro di Daniele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Daniele">Libro di Daniele</a></span></em>.La storia del giudaismo inizia con l’esilio a <a title="Babilonia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Babilonia">Babilonia</a> nel 587 a.C, che mette fine al regno ebraico. Il termine sembra essere stato scelto nel II secolo a dai giudei della <a title="Diaspora" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diaspora">diaspora</a> per qualificarsi di fronte all’<a title="Ellenismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ellenismo">ellenismo</a>. Nel Nuovo Testamento viene usato una sola volta (Gal. 1,13-14). I giudei di <a title="Palestina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palestina">Palestina</a> e quelli che vivono lontano formano una comunità religiosa unita dalla fede <a title="Monoteismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monoteismo">monoteista</a>, lo studio della legge <a title="Torah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torah">Torah</a> e la speranza messianica. Qualche tempo dopo il ritorno dall’esilio,l’attività religiosa riprende nel <a title="Tempio di Gerusalemme" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_di_Gerusalemme">Tempio di Gerusalemme</a>, ma il giudaismo palestinese si dà nuove istituzioni: il <a title="Sinedrio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinedrio">Sinedrio</a> e la <a title="Sinagoga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinagoga">sinagoga</a>, dove <a title="Scribi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Scribi&amp;action=edit">scribi</a> e dottori della Legge acquistano sempre maggiore importanza.Nel <a title="I secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_secolo">I secolo</a>, il giudaismo è già un mondo polimorfo come quello che Gesù conoscerà, frammentato in numerose correnti: <a title="Farisei" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Farisei">Farisei</a>, <a title="Sadducei" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sadducei">Sadducei</a>, <a title="Esseni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esseni">Esseni</a>, <a title="Zeloti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zeloti">Zeloti</a>, <a title="Battisti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battisti">Battisti</a>, <a title="Erodiani" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Erodiani&amp;action=edit">Erodiani</a>, <a title="Samaritani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samaritani">Samaritani</a>, <a title="Terapeuti" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Terapeuti&amp;action=edit">Terapeuti</a>. Il <a title="Cristianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo">cristianesimo</a> nasce in seno a questa complessa molteplicità. Dopo la distruzione del Tempio , i Farisei sono i soli a sussistere. Uno di questi <a title="Jochanan Ben Zakkai" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jochanan_Ben_Zakkai">Jochanan Ben Zakkai</a>, fonda l’accademia di Javneh e riorganizza il giudaismo, permettendogli di sopravvivere alla catastrofe del 135.In quest’ambito si sviluppa la <em><span style="font-family: Verdana;">tradizione rabbinica</span></em>, che distingue la Torah scritta, consegnata nel <a title="Pentateuco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pentateuco">Pentateuco</a>, dalla Torah orale, consegnata nel <a title="Talmud" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talmud">Talmud</a>, entrambe considerate di origine divina, poiché rivelate contemporaneamente a <a title="Mosè" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8">Mosè</a> sul Sinai. Per vivere secondo la Torah, un giudeo credente deve osservare quattro regole: la benedizione, lo studio biblico, la preghiera e i comandamenti. Fra questi la <a title="Circoncisione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Circoncisione">circoncisione</a>, la celebrazione del Sabato, e l’osservanza dei divieti alimentari sono, oggi come ieri, i segni dell’identità giudaica.Sotto la spinta dei movimenti di emancipazione, molti giudei hanno abbandonato la pratica dei riti, ma continuano a considerare il giudaismo un patrimonio culturale e intellettuale comune. Il XX secolo segna il risveglio dei movimenti politico-laici e l’assimilazione del giudaismo a una entità nazionale.In epoca rabbinica, il problema fondamentale dell’Ebraismo diviene quello di preservare la propria identità all’interno di un mondo a volte ostile, che, talvolta, concepisce l’Ebraismo come una dottrina propedeutica alla comprensione del Cristianesimo.Pertanto, i <a title="Rabbino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rabbino">rabbini</a> si preoccupano di preservare e di attualizzare il patrimonio della Torah, preoccupazione che inizia a trovare una sua prima concreta applicazione già nella stesura della <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Mishna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mishna">Mishna</a></span></em> e del <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Talmud" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talmud">Talmud</a></span></em> babilonese e gerosolomitano. In questo periodo, si assiste anche alla compilazione della <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Halakhah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Halakhah">Halakhah</a></span></em>, che interpreta i precetti della Legge, pur considerando misteriosa, in ultima istanza, la volontà di Dio, e della <a title="Haggadhah" href="http://it.wikipedia.org/w&lt;br &gt;&lt;/a&gt; /index.php?title=Haggadhah&amp;action=edit">Haggadhah</a>, ossia la tradizione <a title="Esagesi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Esagesi&amp;action=edit">esegetica</a> ed <a title="Omilesi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Omilesi&amp;action=edit">omiletica</a>, che si esprime per mezzo di leggende, basate sul testo biblico, e aventi il compito di illuminarne i significati più reconditi. Il <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Midrash" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Midrash">Midrash</a></span></em> o “Commento Biblico” racchiude ed interpreta sia la Halakhah che la Haggadhah.L’Ebraismo ha prodotto anche una filosofia vera e propria, la quale passa attraverso l’influenza <a title="Stoicismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stoicismo">stoica</a>, <a title="Neoplatonismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neoplatonismo">neoplatonica</a> ed <a title="Aritstotele" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Aritstotele&amp;action=edit">aristotelica</a>, quest’ultima mediata dai pensatori arabi come <a title="Avicenna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avicenna">Avicenna</a> e <a title="Averroè" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Averro%C3%A8">Averroè</a> . Per quanto riguarda l’apporto filosofico, si ricordano, nel <a title="Medioevo ebraico" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Medioevo_ebraico&amp;action=edit">Medioevo ebraico</a>, le figure di <a title="Yehudah HaLevi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Yehudah_HaLevi&amp;action=edit">Yehudah HaLevi</a> e di <a title="Mosè Maimonide" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8_Maimonide">Mosè Maimonide</a>. L’Ebraismo <a title="Sefardita" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sefardita">sefardita</a> si distingue per i suoi studi di natura filosofico-teologica, mentre l’Ebraismo <a title="Ashkenazita" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ashkenazita&amp;action=edit">ashkenazita</a> si caratterizza per una maggiore concentrazione sugli studi talmudici e sulla mistica, la quale sfocerà nel <a title="Chassidim" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Chassidim&amp;action=edit">movimento chassidico</a> dell’Europa orientale.<strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il misticismo ebraico si radica nell’esperienza profetica e, soprattutto, nelle interpretazioni della Ma’asè Merkava l’”opera del carro”con cui si apre il <a title="Libro di Ezechiele" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Libro_di_Ezechiele&amp;action=edit">Libro di Ezechiele</a>. Gli studi mistici danno vita alla <a title="Cabala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cabala">Kabalah</a>, che nasce nel XIII secolo in Provenza ad opera di <a title="Abraham Abulafia" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Abraham_Abulafia&amp;action=edit">Abraham Abulafia</a> e che viene poi approfondita, nel XVI secolo, dalla scuola di Safed, di cui <a title="Isaac Luria" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Isaac_Luria&amp;action=edit">Isaac Luria</a> è l’esponente di spicco. In epoca moderna un grande studioso e riscopritore della Kabalah e della mistica ebraica in genere è stato il <a title="Scholem" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Scholem&amp;action=edit">Scholem</a> che le ha rivalutate da secoli di relegamento nella pseudo-magia.Il movimento pseudomessianico del <a title="Sabbatianismo" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sabbatianismo&amp;action=edit">sabbatianismo</a> prima, e poi del <a title="Chassidim" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Chassidim&amp;action=edit">chassidismo</a> polacco nella seconda metà del XVIII sec. rappresentano i momenti più significativi nello sviluppo del misticismo ebraico, misticismo che ha molto influenzato anche la dottrina ascetica cristiana. È interessante notare la costante tensione, in seno all’Ebraismo, fra misticismo e filosofia, poiché, malgrado la diversa prospettiva, i problemi di fondo sono comuni: il rapporto fra Creatore e creatura, il legame fra finito ed infinito, la realtà del Male.In età moderna, <a title="Moses Mendelssohn" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moses_Mendelssohn">Moses Mendelssohn</a> è il filosofo che, cerca di conciliare la <em><span style="font-family: Verdana;">haskalah</span></em> o <a title="Illuminismo ebraico" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Illuminismo_ebraico&amp;action=edit">Illuminismo ebraico</a> con la stessa modernità occidentale, mostrando come l’Ebraismo si armonizzi con le esigenze della ragione. Strade simili hanno percorso, più avanti, <a title="Hermann Cohen" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hermann_Cohen">Hermann Cohen</a>, <a title="Franz Rosenzweig" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franz_Rosenzweig">Franz Rosenzweig</a> e <a title="Martin Buber" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Buber">Martin Buber</a>.Quattro sono le principali correnti dell’Ebraismo:<a title="Ebraismo ortodosso" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ebraismo_ortodosso&amp;action=edit">Ebraismo ortodosso</a>: Si riconosce nella tradizione ebraica come codificata nel testo fondamentale dello <a title="Shulchan Aruch" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shulchan_Aruch">Shulchan Aruch</a>, e nell’esegesi dello stesso testo e nel suo adattamento alle mutate realta’ sociali, senza pero’ contraddirne i fondamenti. Sono congregazioni particolari all’interno del movimento ortodosso i gruppi <a title="Chassidismo" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Chassidismo&amp;action=edit">chassidici</a>, che si rifanno all’insegnamento del <a title="Baal Shem Tov" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Baal_Shem_Tov&amp;action=edit">Baal Shem Tov</a>, un sapiente della fine del XVIII secolo che teorizzo’ l’etica ebraica come accettazione gradita delle Mitzvot, anziche’ vederne il solo aspetto di obbligo.<a title="Ebraismo conservativo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_conservativo">Ebraismo conservativo</a>, anche detto Masoretico, che conferma il valore etico-filosofico delle Mitzvot, determinandone l’obbligo di osservanza; rispetto all’ortodosso ha pero’ modificato importanti punti, specie della tradizione liturgica &#8211; il piu’ eclatante dei quali e’ la preghiera comune tra uomini e donne.<a title="Ebraismo riformato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_riformato">Ebraismo riformato</a>: nato in Germania nel XIX secolo, si è ben presto diffuso negli Stati Uniti. L’Ebraismo riformato cerca di ridurre e relativizzare l’imponente complesso delle mitzvòt della Torah, che separano di fatto il popolo di Israele dal resto del mondo. Nel tempo si e’ diviso in numerosi rami, piu’ o meno aderenti alle tradizioni ebraiche, fino, nei casi estremi, a rinunciare al riposo sabbatico e all’accettazione di un Messia (Cristo), mantenendo comunque l’attesa di un Messia futuro. Una derivazione dal movimento riformato e’ l’<a title="Ebraismo laico umanista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_laico_umanista">Ebraismo laico umanista</a> <a title="Ebraismo ricostruzionista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_ricostruzionista">Ebraismo ricostruzionista</a>: fondato negli Stati Uniti dal <a title="Rabbino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rabbino">rabbino</a> <a title="Mordecai Kaplan" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mordecai_Kaplan&amp;action=edit">Mordecai Kaplan</a> e dalla <a title="Rabbino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rabbino">rabbina</a> <a title="Ira Eisenstein" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ira_Eisenstein&amp;action=edit">Ira Eisenstein</a> si caratterizza da una forte somiglianza con l’<a title="Ebraismo riformato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_riformato">Ebraismo riformato</a>, da cui però si differenzia per una maggiore considerazione dell’aspetto tradizionale.L’ebraismo ortodosso e’ largamente maggioritario in Israele e nei paesi della Diaspora diversi dagli Stati Uniti d’America. Qui la maggioranza è divisa tra Conservativi e Riformati, essendo gli Ortodossi una minoranza relativa. Gli Stati Uniti sono anche l’unico paese con una presenza significativa di Ricostruzionisti.Il pensiero filosofico e religioso ebraico e’ entrato in grande fermento dalla nascita del <a title="Sionismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sionismo">Sionismo</a>, e soprattutto a seguito della fondazione, nel 1948, dello <a title="Israele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Israele">Stato di Israele</a>.<a name="Oggetti_liturgici"></a>Tra gli oggetti liturgici e culturali più importanti nella religione ebraica vi sono:<em><span style="font-style: normal; font-family: Verdana;"><a title="Menorah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Menorah"><em>Menorah</em></a>, candelabro ‘a sette bracci’ , sipresente in tutte le case e sinagoghen acceso il Venerdi sera per celebrare il Sabato, giorno sacro per il popolo ebraico;<a title="Mezuzzah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mezuzzah"><em>Mezuzzah</em></a>, piccolo contenitore della preghiera <a title="Shema" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shema"><em>Shema</em></a> , affisso in casa;<a title="Tefillin" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tefillin"><em>Tefillin</em></a>,sono le cinghie di cuoio indossate sulle mani e intorno alla fronte, legate a piccole scatole nere contenenti preghiere; cipricapo <a title="Kippah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kippah"><em>Kippah</em></a>, lo scialle <a title="Talled" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talled"><em>Talled</em></a> bianco con fasce e sfrangiature di tessuto alle estremità;<a title="Hannukiah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hannukiah"><em>Hannukiah</em></a>, candelabro ad ‘otto bracci’ utilizzato per accendere i lumi durante la celebrazione della festa di <a title="Hannukkah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hannukkah"><em>Hannukkah</em></a> Festa delle luci<a name="Altri_simboli"></a>.<a title="Maghen David" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maghen_David"><em>Maghen David</em></a> Scudo di Davide, stella a sei punte presente nella bandiera dello Stato di Israele insieme alle fasce blu del Talled, è diventato il simbolo del <a title="Sionismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sionismo"><em>Sionismo</em></a> fin dai primi congres<br />
si a cavallo tra XIX e XX secolo.Gli ebrei nel mondo sono circa 13 milioni e sono distribuiti in più di cento paesi; di questi, <a title="Israele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Israele"><em>Israele</em></a> è l’unico paese in cui l’Ebraismo costituisce la religione della maggioranza degli abitanti.Le comunità ebraiche più numerose si trovano negli USA ed in Europa e la presenza ebraica è forte anche in Russia, in Asia, nell’America Latina ed in Australia.<a name="Italia"></a>Gli ebrei italiani sono circa 35.000 su una popolazione di 57 milioni di abitanti; la metà circa vive a Roma, circa 10.000 risiedono a Milano, mentre gli altri sono sparsi in Comunità medie o piccole in tutta la penisola.</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La Torah<a name="Voci_correlate"></a></span></strong><span><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Torah</span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> , dall’ <a title="Lingua ebraica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ebraica">ebraico</a>: </span><span style="font-size: 10pt;">תּוֹרָה</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">, significa <em><span style="font-family: Verdana;">insegnamento</span></em> o<em><span style="font-family: Verdana;"> legge</span></em> e indica i primi cinque libri del <a title="Tanakh" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tanakh">Tanakh</a>, noti anche col nome greco di <em><span style="font-family: Verdana;">Pentateuco</span></em> , da <em><span style="font-family: Verdana;">pente</span></em> cinque e <em><span style="font-family: Verdana;">teuchos</span></em> libro, con la stessa parola l’<a title="Religione ebraica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religione_ebraica">ebraismo</a> indica anche la Legge ebraica intesa in senso generale <em><span style="font-family: Verdana;">Torah shebiktav</span></em> o “la legge che è scritta”, mantre <em><span style="font-family: Verdana;">Torah shebehalpeh</span></em> indica le <a title="Testi sacri ebraici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Testi_sacri_ebraici">tradizioni orali</a> codificate successivamente. Lo studio della Torah, come compendio di istruzioni divine date all’ebreo, è uno dei principali precetti dell’ebraismo.I libri della Torah sono:<em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Genesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genesi">Genesi</a></span></em> , in ebraico </span><span style="font-size: 10pt;">בראשית</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">, <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Bereshit (libro)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bereshit_%28libro%29">Bereshit</a></span></em>: “In principio”,<em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Esodo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esodo">Esodo</a></span></em> (</span><span style="font-size: 10pt;">שמות</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">, <em><span style="font-family: Verdana;">Shemot</span></em> “Nomi”,<em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Levitico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Levitico">Levitico</a></span></em> </span><span style="font-size: 10pt;">ויקרא</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">, <em><span style="font-family: Verdana;">Vayikra</span></em> “Ed egli chiamò”,<em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Numeri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Numeri">Numeri</a></span></em> </span><span style="font-size: 10pt;">במדבר</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">, <em><span style="font-family: Verdana;">Bamidbar</span></em> “Nel deserto…”, e <em><span style="font-family: Verdana;"><a title="Deuteronomio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deuteronomio">Deuteronomio</a></span></em> </span><span style="font-size: 10pt;">דברים</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">, <em><span style="font-family: Verdana;">Devarim</span></em>, “Parole”, o “Discorsi”. È consuetudine completare la lettura della Torah in un anno e per questo scopo essa è stata suddivisa in 54 <em><span style="font-family: Verdana;">parashoth</span></em>, “porzioni” quanti sono i sabati negli anni lunghi di tredici mesi lunari. Negli anni di dodici mesi per alcuni sabati si legge una doppia parashà. Le <em><span style="font-family: Verdana;">parashoth</span></em> prendono il nome dalla prima o da una delle prime parole con cui hanno inizio, e che ne riassume il messaggio principale. La Torah non è una completa e sistematica legislazione, ma una base filosofica di tipo generale e un gran numero di leggi specifiche; e contiene anche la storia sacra del popolo d’Israele a cominciare dalla creazione del mondo. Le leggi sono spesso la reminiscenza di abitudini esistenti nell’Antico Oriente, ma hanno delle importanti variazioni concettuali rispetto ad esse.La struttura del libro del <em><span style="font-family: Verdana;">Deuteronomio</span></em> è differente dai precedenti, così talvolta i primi libri della Bibbia sono conosciuti come Tetrateuco (4 libri). Dal punto di vista storico il sesto libro della Bibbia, il libro di <a title="Libro di Giosuè" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Giosu%C3%A8">Giosuè</a>, è la prosecuzione del Deuteronomio, per cui qualche autore parla di Esateuco.I Samaritani avevano la loro versione della Torah contenente molte varianti, molto più vicine alla versione greca dei <a title="Septuaginta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Septuaginta">Settanta</a> che al <a title="Testo masoretico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Testo_masoretico">testo masoretico</a>, portando alla conclusione che il testo samaritano si avvicina a versioni che erano comuni in <a title="Palestina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palestina">Palestina</a> ma sono state rigettate dai Masoreti. La  Torah è il documento primario dell’ebraismo ed è la sorgente delle <a title="613 mitzvot" href="http://it.wikipedia.org/wiki/613_mitzvot">613 mitzvot</a> <em><span style="font-family: Verdana;">precetti</span></em> e della maggior parte della sua struttura etica.Secondo la tradizione questi libri furono dati a <a title="Mosè" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mos%C3%A8">Mosè</a> da Dio sul <a title="Monte Sinai" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Sinai">Monte Sinai</a>, il dettato include sia le citazioni che ogni parola contenuta nel testo.I <a title="Rabbino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rabbino">rabbini</a> hanno considerato che non soltanto le parole forniscono un messaggio divino ma sono anche portatrici di un messaggio che si estende oltre loro, anche il più piccolo segno della lettera ebraica è stato messo là da Dio come insegnamento. A monito di questo viene posta una yod nella frase: <em><span style="font-family: Verdana;">Io sono il Signore tuo Dio</span></em> ed in quella spesso ripetuta: <em><span style="font-family: Verdana;">E Dio disse a Mosè</span></em> poiché la yod è il più piccolo segno indipendente dell’<a title="Alfabeto ebraico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_ebraico">alfabeto ebraico</a>.Nella stessa maniera rabbi Akiva, che morì nell’anno 135, disse che aveva imparato una nuova legge da ogni <em><span style="font-family: Verdana;">et</span></em> della Torah come dice il <a title="Talmud" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talmud">Talmud</a>, trattato Pesachium 22b; la parola <em><span style="font-family: Verdana;">et</span></em> non ha alcun significato da sola, serve soltanto a segnalare il caso accusativo.Cioè per concludere, secondo la tradizione ebraica ortodossa la frase <em><span style="font-family: Verdana;">E Dio disse a Mosè</span></em> è tanto importante quanto lo è quello che Dio ha detto a Mosè.Una interpretazione della <a title="Cabala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cabala">Cabala</a> è che la Torah costituisca il lungo nome di Dio che si è spezzato in più parole per permettere alle menti umane di comprenderlo, ma non è l’unico modo in cui può essere spezzato: secondo gli Ebrei Ortodossi le lettere e i suoni della Torah possono dare origine a significati differenti se spostati. La tradizione vuole che la Torah sia stata dettata direttamente da Dio a Mosè e dcritta prima della morte di Mosè.Alcuni studi moderni affermano che il testo della Torah sembra essere stato redatto unendo differenti precedenti sorgenti: questa teoria è nota come <a title="Ipotesi Documentale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_Documentale">Ipotesi Documentale</a>, anche chiamata teoria <em><span style="font-family: Verdana;">JEDP</span></em>.Anche i cristiani credono che la Torah sia parola di Dio, ma la maggior parte non crede che sia stata dettata direttamente da Lui a Mosè in una volta. Comunque la cristianità tradizionale afferma che mentre le citazioni di Dio sono letteralmente pronunciate da Lui, il resto del testo non sarebbe una citazione diretta ma<br />
parole umane scritte da un <a title="Profeta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Profeta">profeta</a> sotto l’ispirazione divina. Così l’intera Torah è dovuta ad una santa rivelazione ma non è tutta una citazione. La credenza cristiana che <a title="Gesù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9">Gesù</a> è sia completamente umano che completamente divino ha una analogia molto vicina al punto di vista dei cristiani riguardo la scrittura. Traduzioni di questi libri esistono da più di 2000 anni, la più antica e famosa delle quali è quella greca detta dei <a title="Septuaginta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Septuaginta">Settanta</a> che, secondo la leggenda, si dice sia stata voluta da un <a title="Faraone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Faraone">faraone</a> della <a title="Dinastia tolemaica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dinastia_tolemaica">dinastia tolemaica</a>.La più conosciuta traduzione dell’antichità è forse quella del <a title="Targum" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Targum">Targum</a> di <a title="Onkelos" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Onkelos&amp;action=edit">Onkelos</a> il Proselita, la quale è ancora usata come strumento per gli studi della Torah e citata ampiamente da <a title="Rashi" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Rashi&amp;action=edit">Rashi</a> in dibattiti di <a title="Etimologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etimologia">etimologia</a>.La Torah, che sta alla base del <a title="Vecchio Testamento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vecchio_Testamento">Vecchio Testamento</a> cristiano, ebbe la sua ufficializzazione terminologica solo intorno al VII secolo d.C. Infatti prima di tale periodo della Torah esistevano più versioni che differivano nelle interpretazioni delle singole parole. Causa di ciò risiede nella natura consonantica della lingua ebraica. L’ebraico scritto infatti non ha vocali, queste sono inserite mentalmente da chi legge a seconda del contesto. Un esempio in italiano potrebbe essere dato dalle due lettere “CS”, le cui possibili vocalizzazioni possono essere, a causa del contesto, “CaSa”, “CoSa”, “CaSo”, “CoSo”. Prima del VII secolo d.C. ognuna delle quattro parole sarebbe potuta essere accettata, in quanto potenzialmente corretta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Fonte:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale">Vikpedia</a> <strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Altri testi :<strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Bibbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia"><span lang="EN-GB">Bibbia</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Tanach" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tanach"><span lang="EN-GB">Tanach</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span> </span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Talmud" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talmud"><span lang="EN-GB">Talmud</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Nevi'im" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nevi%27im"><span lang="EN-GB">Nevi’im</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Ketuvim" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ketuvim"><span lang="EN-GB">Ketuvim</span></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Midrash" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Midrash"><span lang="EN-GB">Midrash</span></a></span><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Approfondimenti:<strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="http://www.ebible.it/temi/pentateuco/index.htm" href="http://www.ebible.it/temi/pentateuco/index.htm">Pentateuco e Bibbia</a> <strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="http://www.e-brei.net/" href="http://www.e-brei.net/">Ebraismo italiano</a> <strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Israele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Israele">Israele</a> <strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Ebraismo Riformato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_Riformato">Ebraismo Riformato</a> <strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Ebraismo Laico Umanista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_Laico_Umanista">Ebraismo Laico Umanista</a> <strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Ebraismo in Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_in_Africa">Ebraismo in Africa</a><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Reportages. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Visualizza tutti gli articoli archiviati in Geo Italia" href="../category/italia/">Geo Italia</a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Visualizza tutti gli articoli archiviati in Geo Europa" href="../category/europa/">Geo Europa</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Foto reportages</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../zp/jerusalem">Jerusalem</a><span> </span><a href="../zp/africa-etiopia-eritr">Etiopia Eritr</a> <a href="../zp/asia-giordania">Giordania</a><span> </span><a href="../category/europa/">Europa</a><span> </span><a title="Visualizza tutti gli articoli in Geo Italia" href="../category/italia/">Italia</a><span> </span></span></p>

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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 09:02:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Cristianesimo è la religione più diffusa nel mondo, in particolare quello occidentale, storicamente possiede varie forme tra le quali le principali sono Cattolicesimo, Protestantesimo e Ortodossia. Le basi condivise di tutte le forme di cristianesimo sono la convinzione che Dio è unico e allo stesso tempo Trinità di Padre,Spirito Santo e Figlio che si è incarnato in Gesù di Nazaret per portare il verbo e la verità necessaria alla salvazione dell’ umanità. Come per l’ ebraismo, dal quale deriva originariamente, il cristianesimo considera la Bibbia testo sacro ispirato da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il Cristianesimo è la religione più diffusa nel mondo, in particolare quello occidentale, storicamente possiede varie forme tra le quali le principali sono <em>Cattolicesimo</em>, <em>Protestantesimo</em> e <em>Ortodossia</em>. Le basi condivise di tutte le forme di cristianesimo sono la convinzione che Dio è unico e<span> </span>allo stesso tempo <em>Trinità</em> di Padre,Spirito Santo e Figlio che si è incarnato in Gesù di Nazaret per portare il verbo e la verità necessaria alla salvazione dell’ umanità. Come per l’ ebraismo, dal quale deriva originariamente, il cristianesimo considera la Bibbia testo sacro ispirato da Dio, ma diviso nell’ <em>Antico Testamento</em> derivato dalla <em>Torah</em> ebraica,e dal <em>Nuovo Testamento</em> che annuncia la “buona novella”<em> Vangelo</em> attraverso la vita terrena di Gesù Cristo.La complessità e l’articolazione storica, teologica e geografica del mondo cristiano condiziona l’ individuazione delle principali vie di diffusione a differenza delle altre grandi religioni e, in alcuni casi, tali vie coincidono come quelle in Medio Oriente, Egitto, Nubia ed Etiopia, che furono precedentemente seguite dall’ ebraismo e posteriormente dall’ islamismo.Vi sono inoltre i percorsi di diffusione del cristianesimo ad opera di missionari sulle antiche rotte commerciali dell’Asia, prima in Medio oriente con i vari predicatori, poi i <em>Nestoriani</em> che già nel VII secolo avevano raggiunto la Mongolia evangelizzando alcune tribù. Seguirono per tutto il medioevo le figure di viaggiatori mercanti e missionari in Asia centrale, Cina ed India, quindi gli evangelizzatori a seguito delle vari colonizzazioni europee in Asia, America e Oceania. In occidente, dopo che il cristianesimo divenne religione dell’ Impero Romano ad opera di Costantino, sorsero chiese e santuari in tutta Europa nei secoli successivi e si consolidarono importanti vie di pellegrinaggi della cristianità, tra le quali quella attraverso l’ Italia per i porti pugliesi dove imbarcavano i pellegrini sulla rotta della Terrasanta,la <em>Via  Francigena</em> attraverso l’ Europa a Roma, la collegata <em>Via Romea</em> nella quale confluivano le vie dei pellegrini provenienti da est, quindi la cosiddetta <em>Via Lattea</em> per Santiago de Compostela in Spagna. Vi sono poi le vie di diffusione del cristianesimo in Europa centrale e settentrionale, in particolare quelle dei normanni dopo la loro conversione,dal nord della Francia alla Scandinavia, dei monaci irlandesi che evangelizzarono la loro isola e poi Scozia e Inghilterra, alcune delle quali seguite poi dalla diffusione del protestantesimo. Il cristianesimo si basa sulle rivelazioni che, secondo la tradizione, Dio avrebbe fatto al popolo di <a title="Israele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Israele">Israele</a>,comune anche alla <a title="Religione ebraica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religione_ebraica">religione ebraica</a>, e sulla predicazione di <a title="Gesù di Nazareth" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9_di_Nazareth">Gesù di Nazareth</a> detto <em><span style="font-family: Verdana;">Il Cristo</span></em> o “Unto dal Signore”. contenuta nella <a title="Bibbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia">Bibbia</a> <a title="Antico Testamento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antico_Testamento">Antico Testamento</a> e <a title="Nuovo Testamento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuovo_Testamento">Nuovo Testamento</a>, considerato un testo ispirato da Dio. Il cristianesimo emerse dal <a title="Giudaismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giudaismo">Giudaismo</a> nel I secolo. I cristiani assunsero dal giudaismo le sue <a title="Sacre Scritture" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sacre_Scritture">Sacre Scritture</a>, dottrine fondamentali come il <a title="Monoteismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monoteismo">monoteismo</a>, la fede in un <a title="Messia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Messia">Messia</a> o Cristo, forme del culto incluso il <a title="Sacerdozio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sacerdozio">sacerdozio</a>, concetti di luoghi e tempi sacri, l’idea che il culto debba essere modellato secondo il modello celeste, l’uso dei <a title="Salmi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salmi">Salmi</a> nelle preghiere comuni. Le chiese cristiane possono essere classificate in diversi modi. Una suddivisione abbastanza semplice è quella che distingue le chiese occidentali da quelle orientali.Le Chiese occidentali sono quelle derivate dalla <a title="Chiesa cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa cattolica</a> latina, la cui autorità si estendeva originariamente da Roma sulla parte occidentale dell’<a title="Impero Romano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_Romano">Impero Romano</a>. Oltre alla stessa chiesa cattolica, di questo gruppo fanno parte tutte le chiese <a title="Protestantesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protestantesimo">protestanti</a>, tra le quali le più importanti sono quelle nate nel XVI secolo con la <a title="Riforma protestante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_protestante">Riforma</a> <a title="Luteranesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luteranesimo">Luterani</a>, <a title="Calvinismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calvinismo">Calvinisti</a>, <a title="Anglicanesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anglicanesimo">Anglicani</a>,ma anche gruppi di origini diverse come i <a title="Valdesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valdesi">Valdesi</a>.Ad oriente abbiamo invece le <a title="Chiese ortodosse" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiese_ortodosse">chiese ortodosse</a>, emanazioni delle chiese di lingua greca nate originariamente nel territorio dell’Impero Romano d’Oriente. A differenza di quanto accadde in Occidente, per quanto la chiesa greca assumesse rilevanza particolare, essa non fu mai in grado di imporre la propria supremazia sulle chiese “sorelle”, che rimasero autocefale. Allo stesso modo, anche le chiese fondate da missionari ortodossi tra le popolazioni slave si resero rapidamente autonome dalle rispettive chiese-madri, considerandosi allo stesso loro livello. Fra queste la più importante è indubbiamente la <a title="Chiesa ortodossa russa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_ortodossa_russa">Chiesa ortodossa russa</a>.Da notare che le  chiese ortodosse, da una parte, e quella cattolica dall’altra, sono tra loro <a title="Scisma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scisma">scismatiche</a>, ma  non si considerano reciprocamente <a title="Eresia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eresia">eretiche</a>, a differenza di quanto avviene per esempio per le  Chiese Protestanti.Infine, fra le chiese orientali vanno annoverate le  cosiddette <a title="Chiese orientali antiche" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiese_orientali_antiche">chiese orientali antiche</a>, derivate dalle  dispute sul <a title="Monofisismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monofisismo">monofisismo</a> e il <a title="Nestorianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nestorianesimo">nestorianesimo</a>,  teologicamente differenti dalle chiese ortodosse vere e proprie (entrambe  nacquero durante le controversie <a title="Cristologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristologia">cristologiche</a> del V e VI secolo.Sono sorti pure altri culti del Cristianesimo, i quali o vogliono  differenziarsi dai primi qui menzionati, oppure affermano di avere una linea  storica separata. I più estesi fra questi sono i <a title="Testimoni di Geova" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Testimoni_di_Geova">Testimoni di Geova</a> ed i <a title="Mormoni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mormoni">Mormoni</a>, che,  anche se ritenute derivazioni del protestantesimo anglosassone, sono  fortemente caratterizzate e dalle figure individuali dei primi fondatori del  XIXsecolo, sia dalle convinzioni interne che le portano a ritenersi chiese od  organizzazioni completamente esclusive dal punto di vista dottrinale ed  org<br />
anizzativo.Vi sono culti estinti legati alle varie <a title="Eresia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eresia">eresie</a>, tra le  quali quelle <a title="Arianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arianesimo">ariana</a> e <a title="Albigesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Albigesi">Albigese </a>o Catari che si diffusero mentra la Chiesa si organizzò nei patriarcati di <a title="Diocesi di Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diocesi_di_Roma">Roma</a>,<a title="Patriarcato di Costantinopoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patriarcato_di_Costantinopoli"> Costantinopoli</a>, <a title="Patriarcato di Alessandria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patriarcato_di_Alessandria">Alessandria</a>, <a title="Patriarcato di Antiochia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patriarcato_di_Antiochia">Antiochia</a> e <a title="Patriarcato di Gerusalemme" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patriarcato_di_Gerusalemme">Gerusalemme</a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Diffusione<br />
</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sotto il termine Cristianesimo sono raggruppate chiese molto diverse tra loro e, a volte, in polemica tra loro: secondo il <em><span style="font-family: Verdana;">Wordl Christian Trends</span></em> del 2001 i cristiani sono complessivamente il 33 % degli abitanti del globo e sono così divisi: cattolici 17,5 %, protestanti, 5,6 per cento, ortodossi delle varie chiese russa, greca, armena 3,6 %, anglicani 1,3 %, copti ed altri <a title="Battisti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battisti">battisti</a> e <a title="Pentecostali" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pentecostali">pentecostali</a> in ascesa 5,0%.Attualmente il cristianesimo è la religione più diffusa al mondo, con circa 2,1 miliardi di fedeli ,1 miliardo di <a title="Cattolicesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cattolicesimo">cattolici</a>, 500 milioni di <a title="Protestanti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protestanti">protestanti</a>, 240 milioni di <a title="Ortodossia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ortodossia">ortodossi</a>, e 275 milioni d’altri, davanti all’<a title="Islamismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Islamismo">Islamismo</a>, tra 900 milioni ed 1,4 miliardi, e all’<a title="Induismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Induismo">Induismo</a>, tra 850 milioni e un miliardo.Gran parte delle statistiche si fondano su sondaggi a campione nei vari stati o sui dati delle anagrafi , preferiti rispetto ai dati forniti dalle varie organizzazioni religiose che spesso si riferiscono al numero di battezzati, ignorando la posizione di coloro che, battezzati nell’infanzia come accade presso la Chiesa cattolica di <a title="Rito latino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rito_latino">rito latino</a>, si siano discostati dal cristianesimo in età adulta.È noto che in Europa occidentale ad esempio l’aderenza alla pratica religiosa delle varie chiese in età adulta è, ormai da parecchi anni, in forte calo, mentre negli Stati Uniti o al di fuori dell’Occidente esso appare in crescita, oppure, in certe aree del Terzo Mondo come il Sud America si sia avuta un’avanzata delle chiese evangeliche di tipo <a title="Pentecostali" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pentecostali">pentecostale</a> a scapito del cattolicesimo tradizionale, quindi con movimenti e travasi fra le varie confessioni cristiane. L’occidente europeo ha subito, a partire dalla fine del ‘700, ad una progressiva diminuzione degli aderenti alle chiese storiche, cioè al cattolicesimo e alle diverse confessioni protestanti. Questo processo ha avuto un’accelerazione nel XX secolo, soprattutto a partire dagli anni ‘60. Nell’Europa dell’est la scristianizzazione di stato è avvenuta prima in Russia e poi, nel dopoguerra, nei paesi governati da regimi comunisti satelliti dell’URSS. Dopo il 1989 le chiese orientali hanno di nuovo avuto libertà di culto. La caduta progressiva dei divieti ha portato alla luce un desiderio represso fino ad allora di spiritualità con l’apertura di numerose chiese di varie confessioni di tipo cristiano, assieme al proliferare di culti esotici ed esoterici.In Europa occidentale da molte persone la fede cristiana è percepita come “poco moderna”, come in effetti è, se si considerano le antiche origini della chiesa cristiana e le sue radici nell’ancora più antica religione ebraica. Bisogna aggiungere che il concetto di modernità è molto vago e controverso, e non da tutti considerato necessariamente positivo. In Europa occidentale inoltre, a causa dell’immigrazione da altri paesi con altre tradizioni religiose, dell’interesse verso nuove religioni e della diffusione dell’<a title="Agnosticismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agnosticismo">agnosticismo</a>, il numero di aderenti al cristianesimo ha subito un declino complessivo, pur rimanendo la religione più diffusa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Origini e storia</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Dato che ogni re degli ebrei era “unto del Signore”, cioè Messia, cioè Cristo titolo di <a title="Davide" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Davide">Davide</a>, <a title="Salomone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salomone">Salomone</a> e di tutti i re successivi storicamente il cristianesimo nasce dal <a title="Messianismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Messianismo">messianismo</a> ebraico del primo secolo ossia dall’attesa della liberazione nazional-religiosa annunciata nelle profezie, resa spasmodica dal senso di imminenza che si era sviluppato all’epoca della dominazione romana.Di qui le prime persecuzioni dei cristiani in quanto sobillatori dell’ordine costituito e non propugnatori di una particolare fede religiosa. Infatti i “messianisti”, ovverosia quegli ebrei che avevano seguito il Cristo in questa sua ambizione e che, pertanto, non nutrivano una grande simpatia per il potere romano che aveva declassato Israele da “regno di Dio” Malkut Yahweh a semplice provincia di un grande impero pagano.<a title="Eusebio di Cesarea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eusebio_di_Cesarea">Eusebio di Cesarea</a>, nella Historia Ecclesiastica (III 20,1-2) racconta:”Della famiglia del Signore rimanevano ancora i nipoti di <a title="Giuda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuda">Giuda</a>, detto fratello suo secondo la carne. di Gesù, i quali furono denunciati come appartenenti alla stirpe di Davide. L’evocatus li condusse davanti a <a title="Domiziano Cesare" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Domiziano_Cesare&amp;action=edit">Domiziano Cesare</a>, poiché anch’egli, come <a title="Erode" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erode">Erode</a>, temeva la venuta del Messia…”<a name="Le_origini_e_il_primo_secolo"></a>Le origini e il primo secoloA partire dai primi tempi dell’<a title="Impero romano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_romano">impero romano</a>, nel <a title="I secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_secolo">primo</a> e <a title="II secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/II_secolo">secondo secolo</a>, gli intellettuali pagani avevano organizzato e unificato tutto il pensiero cresciuto nella vasta area <a title="Ellenismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ellenismo">ellenizzata</a> e romanizzata, dando vita a una filosofia “<a title="Sincretismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sincretismo">sincretica</a>“.Il <a title="Cristianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo">Cristianesimo</a> emerse dal <a title="Giudaismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giudaismo">Giudaismo</a> nel I secolo. I cristiani assunsero dal <a title="Giudaismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giudaismo">Giudaismo</a> le sue <a title="Sacre Scritture" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sacre_Scritture">Sacre Scritture</a>, dottrine fondamentali come il <a title="Monoteismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monoteismo">monoteismo</a>, la fede in un <a title="Messia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Messia">Messia</a> o <a title="Cristo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristo">Cristo</a>, forme del culto incluso il <a title="Sacerdozio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sacerdozio">sacerdozio</a>, concetti di luoghi e tempi sacri, l’idea che il culto debba essere modellato secondo il modello celeste, l’uso dei <a title="Salmi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salmi">Salmi</a> nelle preghiere comuni. Il libro degli <a title="Atti degli Apostoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atti_degli_Apostoli">Atti degli Apostoli</a> dice che i primi ad essere chiamati “cristiani” erano stati i discepoli di Gesù che si radunavano nella città di <a title="Antiochia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antiochia">Antiochia</a> e che vi si erano rifugiati dopo le prime persecuzioni in <a title="Palestina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palestina">Palestina</a>, probabilmente pochi anni dopo la vita di <a title="Gesù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9">Gesù</a>.Con la predicazione di <a title="Paolo di Tarso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_di_Tarso">Paolo di Tarso</a> si formarono anche comunità di “gentili”, cioè di persone di origine non ebraica, prevalentemente di cultura greca. Nel II secolo d.C. le chiese giudeo-cristiane vicine all’ebraismo vennero progressivamente estromesse dall’<a title="Ebraismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo">ebraismo</a> che stava riorganizzando le proprie strutture e basi religiose dopo la crisi della distruzione del Tempio del 70 d.C., mentre le chiese dei gentili continuarono ad espandersi. Gli storici indicano col termine “Grande Chiesa” l’insieme delle comunità derivate dai vari apostoli che più avanti confluirono nella <a title="Chiesa cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa cattolica</a> e <a title="Ortodossia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ortodossia">ortodossa</a> del primo millennio, per distinguerle dai gruppi marginali di ispirazione cristiana che elaborano particolari dottrine che non sarano accettate dalla maggioranza, come gli <a title="Ebioniti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebioniti">ebioniti</a> e gli <a title="Gnostici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gnostici">gnostici</a> o l’<a title="Eresia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eresia">eresia</a> di <a title="Marcione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcione">Marcione</a>.La diffusione del<strong><span style="font-family: Verdana;"> </span></strong><a title="Cristianesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo">cristianesimo</a> si colloca all’interno di una più vasta diffusione nell’<a title="Impero Romano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_Romano">Impero Romano</a> di altre <a title="Religione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Religione">religioni</a> originarie della parte orientale dell’impero, quali ad esempio i culti di <a title="Iside" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iside">Iside</a> o di <a title="Mitraismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitraismo">Mithra</a>.A differenza delle altre, l’<a title="Clero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clero">organizzazione sacerdotale</a> cristiana fu molto capillare, e si occupò dell’assistenza agli emarginati e dell’insegnamento. Il pensiero cristiano era sempre stato “contro-corrente”, in netta opposizione allo Stato. In seguito ai tentativi anche violenti di sradicarlo, la <a title="Chiesa cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa</a> trovò modo di adattarsi alla convivenza con la realtà terrena. Così, sempre più volentieri, anche funzionari imperiali e gli stessi militari, già attratti da vari culti monoteisti orientali, poterono professare il cristianesimo e affidarsi alla nuova organizzazione.Nel periodo in cui inizia la crisi dell’impero, l’estensione della cittadinanza romana a tutti i popoli conquistati testimonia l’unità raggiunta dalla civiltà antica nel III secolo dell’era cristiana.Inizialmente il messaggio di Gesù aveva attecchito fra i poveri d’<a title="Israele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Israele">Israele</a>. Ma non furono pochi i “romani” di classi elevate, come <a title="Paolo di Tarso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_di_Tarso">Paolo di Tarso</a>, che si convertirono fin da subito alla nuova religione. E già nel I secolo il cristianesimo aveva raggiunto alcuni ambienti di corte. I primi cristiani non erano solo poveri o emarginati. C’erano già un certo numero di persone, comuni e non, scontente della politica o della religione imperiale.Ma evidentemente la risposta della cultura classica ai problemi spirituali sia degli intellettuali sia della gente comune non era stata sufficiente. Nel II secolo le comunità cristiane si diffusero in tutto l’impero, ampiamente tollerate dalle autorità imperiali, durante il loro “periodo d’oro”. Infine nel III secolo, quando il cristianesimo si diffuse ovunque, fra guerre e crisi, la classe dirigente tradizionale non fu più capace di c<br />
ontrastare l’azione popolare degli amministratori cristiani, un’azione che, sebbene si svolgesse ancora al limite della legalità, coinvolgeva ormai ampi settori della società civile.La crescita era stata continua e la nuova religione aveva fatto breccia sotteraneamente anche nella classe dirigente. Nonostante l’opposizione di alcuni imperatori, nel III secolo la religione cristiana rivaleggiava con vecchi e nuovi culti, soprattutto nei grossi centri urbani, che facevano da riferimento amministrativo. Finché, contro il sempre più alto numero di nuovi fedeli convertiti, alcuni imperatori passarono occasionalmente alla repressione di massa. I cristiani non si arresero, anzi si opposero radicalmente, elevando inni fanatici al <a title="Martirio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martirio">martirio</a> e alla gloria di Dio, e ottenendo paradossalmente nuove conversioni.Alcuni imperatori, sostenuti da quella parte di classe senatoriale che non gradiva affatto il cambiamento in atto, cercarono di porre un argine ai problemi economici dell’impero requisendo le proprietà della chiesa cristiana, ma i motivi economici furono l’ultima postilla a una diatriba trisecolare. La nuova religione era sempre stata contraria al dominio imperiale e le <a title="Persecuzione dei cristiani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Persecuzione_dei_cristiani">persecuzioni</a> avevano soprattutto motivazioni politiche, filosofiche e religiose. Il <a title="Monoteismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monoteismo">monoteismo</a> stava insidiando ovunque la vecchia cultura <a title="Politeismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Politeismo">politeista</a>. Era un vero e proprio scontro di idee e mentalità.<a name="Tra_terzo_e_IV_secolo"></a>Tra terzo e IV secolo la cultura <a title="Paganesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paganesimo">pagana</a> si distribuì universalmente nei vasti territori imperiali. Tutti adesso erano “romani”, ma la romanità e la classicità erano già in declino. Se la struttura politica traballava, le parole d’ordine divennero concordia, armonia ed unità. Nei circoli politici e intellettuali, come nelle comunità religiose, si parlava spesso di “potere unico”, ovvero di monarchia, di regno, di unità. Così come si aspirava all’unificazione civile dell’impero, si ricercava anche l’unificazione della sfera intellettuale e della sfera divina.Il cristianesimo si opponeva sicuramente e palesemente alla cultura dominante, ma d’altra parte anche i suoi intellettuali erano impegnati nella rielaborazione dei sistemi filosofici ellenici e nella loro unificazione col monoteismo.Molti intellettuali “classici” avevano nettamente separato la loro filosofia dalla religione, affermando esplicitamente che gli dèi non esistevano. Ma nel III secolo la società intera fu pervasa da uno spirito religioso talmente forte che i vecchi culti, per nulla sopiti, si ridestarono, si trasformarono e si unificarono anch’essi, rispondendo in modo creativo alla sfida monoteista. Ma, proprio quando il <a title="Monoteismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monoteismo">monoteismo</a> divenne un fenomeno di massa, gli imperatori reagirono in modo aggressivo e perseguitarono i cristiani violentemente quanto in passato.Quando <a title="Costantino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costantino">Costantino</a> si pose alla testa del movimento monoteista, all’inizio del secolo successivo, ci fu ancora una fase di discussione fra intellettuali di ogni categoria e di ogni confessione religiosa. Alla fine del IV e nel V secolo, però, la crisi multilivello dell’impero arrivò a un grado talmente alto da portare sconforto in ogni settore: militare, politico, civile, economico e culturale. Per l’uomo non sembrava esserci più alcuna speranza in questa terra. L’unica salvezza era in Cielo. Il cristianesimo divenne l’unica religione legale. La Chiesa divenne intollerante e autoritaria. La lotta alle idee divenne fondamentale per la gestione sociale. La libertà di pensiero fu resa impossibile.Una seconda fase della Chiesa è quella della <a title="Patristica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patristica">patristica</a>, cioè la formazione di un corpus di commenti alle scritture e di testi sul rapporto con la tradizione classica greco romana e il <a title="Giudaismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giudaismo">giudaismo</a>. Sono numerose anche le apologie nei confronti di tali sistemi dottrinali dovuti a scrittori, spesso ecclesiastici, che sono costretti a ripensare le dottrine del cristianesimo nell’ambito della cultura dell’epoca.Tra IV e V secolo si pose il problema del rapporto tra cristianesimo e stato, l’<a title="Impero Romano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_Romano">impero Romano</a>. Il cristianesimo, da religione messianica di ambientazione ebraica, con la diffusione acquistò forza tale e da religione proibita fino a <a title="Costantino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costantino">Costantino</a> a religione tollerata e con <a title="Teodosio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teodosio">Teodosio</a>, a religione di Stato. Cominciò a differenziarsi nelle <a title="Chiesa latina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_latina">Chiese latine</a> rispetto alle greche, e con i <a title="Concili ecumenici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Concili_ecumenici">concili ecumenici</a> si assistette ad una definizione dell’ortodossia e teologia. Ciò comportò il distacco dalle <a title="Chiese orientali antiche" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiese_orientali_antiche">Chiese orientali antiche</a>.L’imperatore <a title="Giuliano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuliano">Giuliano</a> nel 361 aveva tentato inutilmente di tornare al politeismo,ma era nata una nuova istituzione “spirituale”, ispirata al monoteismo cristianizzato, la Chiesa.L’autorità civile si associò a quella religiosa, legge e giustizia erano considerate concessione di un solo Dio onnipotente da amare e ringraziare. Dopo qualche decennio di diatribe teologiche, la Chiesa cristiana divenne la sola istituzione che garantisse il diritto, per i popoli e per i cittadini. Nel 392 tutte le opinioni che discordavano con questa visione del mondo furono dichiarate illegali e perseguite militarmente.Mentre, in precedenza, guerre e assassini avvenivano per motivi chiaramente politici, con la creazione dell’impero gli intenti aggressivi furono mascherati da un’ideale tendenza a un bene “universale” che, se realmente perseguito, non può che dimostrarsi irraggiungibile e quindi frustrante. Con l’incontro fra stato e chiesa questa tendenza divenne ancora più impellente e ancora più difficile da raggiungere. D’altronde la gente comune era sempre più spaventata dalle incursioni di popoli stranieri. Questa interpretazione passa per essere un cliché, una cosa scontata. Ma nei secoli successivi non solo gli attacchi non diminuirono ma anzi aumentarono e furono ulteriormente rinforzati dalla devastante guerra dell’impero orientale contro i goti in Italia.La Chiesa era quella solida struttura di sicurezza che l’Uomo non riusciva più ad individuare nello Stato, nell’Impero, in sé stesso, nella propria esistenza, nella vita cittadina o sui campi agricoli. L’esistenza terrena era perennemente in bilico ed era molto lontana dall’assicurare la felicità, antichissima e modernissima aspirazione dei filosofi come dell’uomo comune. L’occidente si era separato dall’oriente. Erano arrivati gli stranieri. Si era sviluppata “l’organizzazione universale”. Il mondo antico si era dissolto, lasciando spazio a una nuova visione della vita. </span></p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Foto reportages</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../category/europa/">Europa</a> <span> </span><a title="Visualizza tutti gli articoli in Geo Italia" href="../category/italia/">Italia</a> <a href="../zp/scandinavia">Scandinavia</a> <a href="../zp/Irlanda">Irlanda</a><span> </span><a href="../zp/isl">Islanda</a> <a href="../zp/scozia">Scozia</a><span> </span><a href="../zp/africa-etiopia-eritr">Etiopia Eritr</a> <a href="../zp/asia-giordania">Giordania</a><span> </span><a href="../zp/jerusalem">Jerusalem</a><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../zp/asia-centrale">Asia centrale</a> <a href="../2006/08/30/oceania/">Oceania</a><span> </span><a href="../zp/australia">Australia</a><span> </span><a href="../zp/caraibi">Caraibi</a> <a href="../zp/Guatemala">Guatemala</a><span> </span><a href="../zp/mexico">Mexico</a><span> </span><a href="../zp/ande">Ande</a> <a href="../zp/argentina">Argentina</a> <a href="../zp/bolivia">Bolivia</a> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="../zp/colombia">Colombia</a> <a href="../zp/ecuador">Ecuador</a><span> </span><a href="../zp/peru">Peru</a> <a href="../zp/brasile">Brasile</a><span> </span><a href="../zp/venezuela">Venezuela</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Approfondimenti:<br />
<a title="Scisma d'Oriente-Occidente" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scisma_d%27Oriente-Occidente">Scisma d’Oriente-Occidente</a><br />
<a title="Movimenti ereticali medievali" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Movimenti_ereticali_medievali">Movimenti ereticali medievali</a><br />
<a title="Lotta per le investiture" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lotta_per_le_investiture">Lotta per le investiture</a><br />
<a title="Riforma spirituale medioevale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_spirituale_medioevale">Riforma spirituale medioevale</a><br />
<a title="Scisma d'Occidente" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scisma_d%27Occidente">Scisma d’Occidente</a><br />
<a title="Carlo V e i Papi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_V_e_i_Papi">Carlo V e i Papi</a><br />
<a title="Riforma protestante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_protestante">Riforma protestante</a><br />
<a title="Riforma protestante in Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_protestante_in_Italia">Riforma protestante in Italia</a><br />
<a title="Riforma cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_cattolica">Riforma cattolica</a><br />
<a title="Controriforma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Controriforma">controriforma</a><br />
<a title="Il pensiero cristiano nel mondo moderno dal XIX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_pensiero_cristiano_nel_mondo_moderno_dal_XIX_secolo">Il pensiero cristiano moderno </a><br />
<a title="Concili ecumenici" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Concili_ecumenici">Concili ecumenici</a> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Dottrina cristiana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dottrina_cristiana">Dottrina cristiana</a><br />
<a title="Mitologia cristiana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia_cristiana">Mitologia cristiana</a><br />
<a title="http://www.christianismus.it" href="http://www.christianismus.it/">origini del Cristianesimo</a><br />
<a title="http://www.murialdo.it/didaskaleion/lingue.html" href="http://www.murialdo.it/didaskaleion/lingue.html">Fondamenti del cristianesimo</a><br />
<a title="http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=dcmnt&amp;url=/tc/storia/Sommario_Cristianesimo.jsp" href="http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=dcmnt&amp;url=/tc/storia/Sommario_Cristianesimo.jsp">Enciclopedia del Cristianesimo</a><br />
<a title="http://www.inedito.it/description.asp?DOCU_ID=528&amp;idd=215" href="http://www.inedito.it/description.asp?DOCU_ID=528&amp;idd=215">Apologia di Gesù il Nazareo</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Fonte:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale">Vikpedia</a></span></p>

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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 08:59:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“E non c’è nessuna cosa nascosta nel cielo e sulla terra che non sia registrata in un libro molto chiaro”(Corano,XXVII,75)
Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere recita un passo del Tractatus Logicus Philosophicus di Wigtstein, il più razionalistico dei moderni filosofi occidentali e il più saggio. Mai come ora torna utile ricordare quanto sia deleterio intervenire su temi complessi che richiedono studi, saggezza interpretativa e conoscenza, ancor più quando si interviene su Religione, storia, cultura di un universo poco conosciuto se non ignoto non solo alla ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><em><span style="font-family: Verdana;">“E non c’è nessuna cosa nascosta nel cielo e sulla terra che non sia registrata in un libro molto chiaro”(Corano,XXVII,75)</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere</span></em><span style="font-family: Verdana;"> recita un passo del <em>Tractatus Logicus Philosophicus</em> di Wigtstein, il più razionalistico dei moderni filosofi occidentali e il più saggio. Mai come ora torna utile ricordare quanto sia deleterio intervenire su temi complessi che richiedono studi, saggezza interpretativa e conoscenza, ancor più quando si interviene su Religione, storia, cultura di un universo poco conosciuto se non ignoto non solo alla massa, ma anche a chi si arroga il diritto di pontificare e sentenziare su esso.In questo momento tragico molti hanno iniziato a stabilire l&#8217; assurdo collegamento tra violenza e terrorismo e Islam, alcuni si sono spinti ad invocare crociate e ancora una volta soffiano venti di guerra nel tragico vortice dell&#8217; ignoranza. Islam significa <em>sottomissione</em> ad Allah, è una religione monoteista rivelata dal­l’arcangelo Gabriele<span> </span>al Profeta Muhammad, i cui Principi sono rac­colti nel <em>Corano </em>in centoquattordici<em> </em>capitoli o <em>sure, </em><span> </span>pervenuti a noi nella stesura voluta dal terzo Califfo Othman.Con quasi un miliardo di fedeli, dopo il cristianesimo l&#8217; Islam è la seconda religione al mondo per numero di seguaci, definiti con il termine persiano <em>muslim</em><span> </span>&#8220;Devoto a Dio&#8221; .Della comunità islamica gli Arabi costituiscono solo il venti per cento, il resto è distribuito tra centosessantadue Paesi nel mondo dal Marocco all&#8217; Indonesia, il paese dove i musulmani sono più numerosi.In Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi, Paesi Nordafricani, Sudan, Siria, Iraq, Turchia, Iran, Afghanistan, Malesia e Maldive l&#8217; Islam è religione di Stato, in alcuni di essi viene rigidamente applicata la  Legge Islamica <em>Sharia</em>. Sono un infedele <em>Khafir</em> che ha avuto l&#8217; umiltà di studiare e capire l&#8217; Islam, visitandone anche tutti i Paesi al mondo ove è presente come religione e come modo di vita. Vi ho incontrato da semplici popolani ad <em>Imam</em>, da mercanti ad intellettuali, da poveri a ricchi e raramente, non molto di più che in altri paesi diversi, mi sono sentito avvolto in quel clima di intolleranza o addirittura di violenza di cui molti parlano a sproposito.Odio l&#8217; integralismo in ogni sua forma, religiosa, politica o culturale che sia e laddove ne ho avuto conoscenza in alcuni ridotti settori della popolazione di pochi paesi dove l&#8217; Islam è presente ho cercato di divulgarne il pericolo intrinseco.Lo feci quando avventurosamente visitai i campi profughi afghani in Pakistan ed entrando poi in quel paese sconvolto dalla guerra nel lontano 1986. Mentre il mondo occidentale magnificava e finanziava i <em>Mujaeddin </em>afghani contro l&#8217; invasione sovietica non era difficile capire che da essi sarebbero sorti quei dèmoni che hanno realizzato l&#8217; odioso regime dei Talebani in Afghanistan. Anni dopo in Iran mi resi conto che questo paese, condannato dall&#8217; ignoranza dell&#8217; occidente, era l&#8217; unico baluardo nel mondo islamico dell&#8217; Asia centrale contro il rozzo e sanguinario integralismo dei sedicenti <em>studenti islamici</em> e dal traffico di droga che ne veniva. Questi ed altri orrori sono stati giustificati dai loro autori in nome dell&#8217; Islam e, l&#8217; ignoranza occidentale ha cominciato ad accomunare le due cose, fino ai tragici avvenimenti recenti che hanno scatenato la tendenza.Ebbene, nonostante le contraddizioni culturali e di costume con il nostro mondo, l&#8217; Islam non è tutto ciò ed è insopportabile quanto e come se ne parli senza alcun fondamento di conoscenza, pertanto in tutta umiltà vorrei solo darne un minuscolo sunto sulle sue basi dottrinarie e culturali per contribuire a conoscere ciò di cui tutti parlano e nessuno sa.Forse si capirà che l&#8217; Islam era originariamente diverso da ciò di cui si parla, fu sorgente di conflitti e di civiltà allo stesso tempo come lo furono tutti i grandi eventi che hanno mutato il corso della storia e, come essi, nei secoli si è avvolto in sé stesso in un vortice che ha generato una moltitudine di <span> </span>interpretazioni e pratiche. Ma la su natura non ha nulla in comune con la barbarie e la violenza di canaglie che delinquono in suo nome o di molti ignoranti che credono di avicinarsi a Dio esercitando intolleranza e sopraffazione.Tra i buoni musulmani ci si saluta sempre augurandosi la pace reciproca. <span> </span><em>As saalam aleikum</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span id="more-557"></span></p>
<p class="TxBrp1" style="text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La Dottrina</span></strong><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> e la Legge</span></strong></p>
<p class="TxBrp1" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il fondamento dottrinale dell&#8217; Islam è espresso nella venunesima sura <em>Non c’è altro Dio fuori di Me</em> alla quale fu aggiunto il dogma<em> Maometto è l’ invia­to di Allah, l’ ultimo e il più grande dei profeti</em>. Egli è il <em>sigillo</em> dei Profeti biblici. Allah è l’unico Dio, trascendente e on­nipotente, clemente e misericordioso, un monoteismo assoluto che non può concepire né alcuna forma di politeismo né la concezione della <em>Trinità</em> cristiana. L&#8217;Islam proibì la rappresentazione di Dio e il suo Profeta, le cui sembianze non possono essere percepite dall&#8217; Umanità, anche le sembianze di Allah costituiscono uno dei suoi attributi eterni come Visione, Volontà e Sapienza , emanati dall&#8217; Essenza Divina, concepibili ma indistinti. Dio è il <em>Creatore </em>e <em>Unica Causa</em> dell&#8217; Universo i cui atomi sono distrutti e creati in continuazione dalla sua Volontà Divina e anche l&#8217; Umanità rientra in tale disegno che può salvare o dannare l&#8217; individuo in base ai suoi atti, anche se nel Corano è presente un concetto di <em>libero arbitrio</em> degli esseri umani, sul quale si fonda la concezione del <em>Giudizio Finale </em>alla fine del Tempo e dell&#8217; Universo che sarà sconvolto da cataclismi.Parte dell&#8217; Umanità sarà condannata al Fuoco <em>An-nar</em> dell&#8217; Inferno, parte al Giardino <em>Alganna</em> del Paradiso in base agli atti compiuti in vita.L&#8217; Inferno è diviso in diversi livelli, nel più alto <em>Gehenna</em> vanno i musulmani peccatori, negli altri gli infedeli peccatori, il Paradiso è rappresentato nella <em>sura </em>cinquantadue<span> </span>come ciò che potevano sognare i beduini del deserto nel VII secolo: distesa di giardini con gran quantità di corsi d&#8217; acqua , ruscelli di latte e miele, donne dall&#8217; eterna bellezza, luogo di riposo e di piaceri infiniti , ma soprattutto l&#8217; eterna visione di Dio. Al Paradiso si accede solo con i meriti in vita dei buoni credenti, che tuttavia dovranno attendere nei sepolcri terreni il Giudizio Finale, solo coloro che sono morti nelle Guerre Sante <em>Jihad</em> sono condotti direttamente ad esso, al cui vertice stanno gli angeli senza sesso che siedono accanto ad Allah, Spiriti quali Gabriele <em>Iabrà</em>,<span> </span>che rivelò al Profeta l&#8217; Islam, Michele <em>Mikal</em> designato a guida dell&#8217; Umanità, Raffaele <em>Israfil</em> a cui è assegnato il compito di far squillare le trombe della Resurrezione e l&#8217; Angelo della Morte <em>Izra&#8217; il</em>.Nella gerarchia divina seguono esseri metà angeli e metà umani, gli spiriti<span> </span><em>Ginn</em> che hanno sesso, si nutrono e sono dotati di libero arbitrio per cui possono essere fedeli o infedeli, buoni o cattivi e ogni essere umano per tutta la vita ne avrà accanto uno buono e uno cattivo, infine vi sono i diavoli sudditi di Satana <em>Saytan</em> o <em>Iblis</em>, l&#8217; angelo che, come afferma la <em>sura</em> trentotto, si ribellò a Dio rifiutandosi di prostarsi al primo uomo Adamo e responsabile della seduzione di Eva, pertanto cacciato dal Paradiso e sprofondato nel Regno del Male del quale è signore.Saytan si adoperò per portare l&#8217; Umanità al male e Dio nei secoli ha inviato ben centoventiquattromila Profeti in aiuto, trecentotredici sono Grandi Messaggeri <em>Rasul</em>, dei quali il Corano ne nomina ventotto, primo tra tutti Adamo, poi Abramo, Mosè e infine il Messia <em>al-masih </em>Gesù, considerato uno dei più importanti, ma un sosia fu crocefisso mentre Egli salì direttamente in Paradiso. L&#8217; ultimo, chiamato nella <em>sura</em> tentatrè <em>Sigillo dei Profeti</em> è Maometto, con il quale terminò il lungo ciclo per la Rivelazione per cui ha il duplice titolo di <em>Nab</em>i strumento finale della Rivelazione e <em>Rasul</em> Messaggero definitivo del volere di Dio e creatore della comunità islamica <em>Ummah</em>. Il fondamento è la Legge <em>shari’a, </em>termine derivato da <em>sha­n’a </em>o &#8220;via dell&#8217; abbeveratoio del bestiame&#8221;<em>, </em>essa stabilisce le regole religiose, etiche, morali, giuridiche e sociali dell&#8217; Islam, basate sui Cinque Pilastri <em>Arka, </em><span> </span>precetti da seguire per la Vita Eterna. Primo tra tutti la  Professione di Fede <em>Shahada</em>: &#8220;Non esiste altro Dio al­l’infuori di Allah e Maometto è il suo profeta&#8221;, quindi<span> </span>la preghiera <em><span> </span>Salat, </em>da praticare<em> </em>quotidianamente cinque volte verso la Mec­ca, il terzo è la carità anche attraverso l&#8217; elemosina personale e quella legale <em>Zakat, </em>necessaria alla purifica­zione. Il quarto è Il digiuno <em>Sawan </em>da praticare<em><span> </span></em>dall’ alba al tramonto durante il mese del<span> </span><em>Ramadan, </em>durante cui tutti i fedeli adulti e in buona salute si devono astenere dal cibo, bevande e sesso. Originariamente il digiuno era limitato ad un solo giorno, secondo le prescrizioni ebraiche, ma nel secondo anno dalla Fuga dalla Mecca <em>Egira, </em>il Profeta<em> </em>lo estese per l&#8217; intero<span> </span>nono mese del calendario islamico<span> </span><em>Ramadan</em> , il cui culmine è la &#8220;Notte della Decisione&#8221;, tra il ventiseiesimo e il ventisettesimo giorno, che celebra l&#8217; invio del <em>Corano</em> da parte di Dio. Al termine si celebra la festa <em>bayram</em>, settanta giorni, il decimo del mese <em>dhu-’ I higga</em> quella del Sacrificio o Grande <em>bayram, </em>durante la quale deve essere sacrificato un animale. Il quinto Pilastro è Il pellegrinaggio alla Mecca <em>Hagg </em>che<em> </em>deve essere<em><span> </span></em>effettuato almeno una volta nella vita nell’ ultimo mese del ciclo<span> </span>lunare, quale coronamento dell&#8217; attività<span> </span>religiosa che assegna la qualifica di Pellegrino<span> </span><em>Haggi </em>e contribuisce al grande spirito della comunità islamica, trovandosi nel pellegrinaggio fedeli di ogni razza, popolo e nazione. La dottrina degli Sciiti introdusse poi<span> </span>essenziale anche seguire i depositari della Fede <em>Imam</em>, mentre le sette <em>Kharijita</em> e <em>Ismailita</em> stabilirono la guerra santa <em>Jihad, </em>sesto precetto fondamentale, mentre nel Corano essa viene indicata solo come dovere nei confronti di coloro che minacciano l&#8217; Islam.</span></p>
<p class="TxBrp1" style="text-align: justify; line-height: normal;"><!--more--></p>
<p class="TxBrp1" style="margin-left: -14.2pt; text-align: justify; text-indent: 14.2pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Scismi e Correnti</span></strong></p>
<p class="TxBrp1" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Poco dopo la morte del Profeta nella comunità <em>Ummah</em> si ebbero i primi contrasti per guidare l&#8217; Islam che provocarono la prima scissione tra Sunniti e<span> </span>Sciiti, per i primi il titolo di guida Califfo doveva essere assegnato al discendente maschio di Maometto appartenente alla tribù <em>Qurays</em> o, comunque, eletto all&#8217; interno della famiglia.I Sunniti costituiscono la maggioranza assoluta dell&#8217; Islam con oltre l&#8217; ottanta per cento di seguaci, il termine deriva dalla loro fedeltà alla tradizione <em>Sunnah </em>che contiene tutto ciò che ha praticato e detto il Profeta, raccolto negli scritti <em>Hadit, </em>quale fondamento<em> </em>della Legge<em> </em>e di ogni norma di vita religiosa e sociale dei fedeli assieme al Corano.La <em>Sunnah</em> è l&#8217; ortodossia islamica che ritiene ogni modifica alla tradizione come innovazioni <em>Bid&#8217;</em> , quindi errori e deviazioni della dottrina, al suo interno si svilupparono le quattro scuole giuridiche, non molto differenti tra loro e conservatrici dell&#8217; ortodossia, degli <em>Hanbaliti</em>, <em>Imalikit</em>i, <em>Hanifiti</em> e <em>Sciafiiti.</em>Gli <em>Alidi</em> o <em>Sciiti</em> sono i seguaci del Partito di Ali <em>Shi&#8217;a</em>, che si opposero nel VII secolo a ogni altra discendenza oltre a quella del genero e cugino del Profeta Ali che visse tra il 602 e il 661, nominato Califfo nel 656, la cui unione con Fatima aveva generato la stirpe dalla quale si dovevano nominare tutti i successori Califfi alla guida<span> </span>della comunità <em>Ummah.</em>Per gli Sciiti<span> </span>il Profeta svelò i segreti della Rivelazione e di ogni altra Conoscenza ad Alì che poi li rivelò ai familiari e il diritto di successione è dovuto in quanto tutti i discendenti della famiglia di Alì sono depositari della Sapienza <em>Imam</em> trasmessa direttamente da Maometto.Tale ruolo dell&#8217; <em>Imam</em>, non previsto dall&#8217; ortodossia sunnita, costituisce per gli Sciiti il sesto Pilastro dell&#8217; Islam, oltre i cinque canonici Professione di Fede <em>Shahada</em>:, preghiera <em><span> </span>Salat, </em>carità <em>Zakat </em>, Il digiuno <em>Sawan </em>durante il <em>Ramadan </em><span> </span>e il pellegrinaggio alla Mecca <em>Hagg.</em> In seguito, all’ intemo steso dello Sciismo si crearono alcune correnti dottrinarie quali quelle degli <em>Ismaeliti</em>, <em>Imamiti</em> e <em>Zaiditi</em>, oltre a veri e propri movimenti scismatici tra i quali il più importante e quello di &#8220;Coloro che vanno in Guerra&#8221; <em>Kharijti.</em>I <em>Kharjiti</em> considerano tutti gli altri musulmani &#8220;Coloro che rimangono a casa&#8221; <em>Ga’ idun </em>e si fondano su un codice etico e morale estremamente rigoroso, da applicare ancor più alle guide spirituali e politiche della comunità, soprattutto Califfi e Imam i quali devono essere nominati esclusivamente i base a tali criteri indipendentemente alle discendenze dal Profeta, per essi anche uno schiavo, se di alta moralità, può divenire guida dell&#8217; Islam.Dall&#8217; integralismo etico dei <em>Karjiti</em>, assieme al rigore dei <em>Wahhabiti</em>, dominanti in Arabia Saudita e nemici di ogni innovazione seguita alla morte del Profeta, deriva la corrente <em>Ibadita</em> i cui seguaci perseguitati si rifugiarono in Nord Africa all&#8217; epoca degli scismi.Dal califfo Yazid ,che si scontrò nel 680 con Husayn figlio di Alì e Sommo Martire degli Sciiti, derivò la corrente degli <em>Yazidi</em> definiti &#8220;Timorosi di Satana&#8221; per l&#8217; esorcistica proibizione nel nominare il Re del Male e qualsiasi termine che lo ricorda, la cui dottrina islamica contiene molti<span> </span>riferimenti cristiani, zoroastriani e alcune antiche ritualità asiatiche.Dal saggio turco Muhamrnad Darazi , che visse in Egitto all&#8217; inizio del XI secolo e proclamò il califfo egiziano della dinastia Fatmide al-Hakim incarnazione di Allah, deriva l&#8217; altra corrente scismatica dei <em>Drusi</em> che pratica profondamente la  Professione di Fede e la totale sottomissione a Dio, ma non il digiuno e il pellegrinaggio alla Mecca. I Drusi attualmente sono presenti nella maggioranza in Siria, sono guidati da un Emiro e<span> </span>hanno l&#8217; obbligo di non mentire mai in nessuna circostanza e si dividono tra coloro che sono stati inizati e quelli che non lo sono.La corrente scismatica <em>Ahmadiva</em> fondata Pakistan a Rabwah da Mirza Ghulam Ahmad nel 1879, è una delle più recenti, con influenze hindu e cristiane propone la traduzione del <em>Corano</em> anche nelle lingue dei vari paesi islamici al contrario dell&#8217; unicità dell&#8217; arabo, afferma la diffusione pacifica dell&#8217; Islam e il rifiuto della Guerra Santa <em>Jihad</em>.Un&#8217; altra corrente importante che più delle altre si allontanò dall&#8217; ortodossia sunnita<em>, </em>è quella Sufista,<em> </em>da<em><span> </span>Suf </em>il mantello dei saggi asceti , grande movimento teologico dell &#8216; Islam, che si diffuse nel IX secolo in Egitto, Iraq e Iran. Originariamente teso all&#8217; intimismo religioso e alla mistica ascetica, aperto all&#8217; amore quale strumento fondamentale per raggiungere Dio. Più che all&#8217; obbedienza alla Legge. Il Sufismo ebbe come grande teologo Husayn ibn Mansur al Hallag vissuto tra l&#8217; 858 e il 922, che sostenne l&#8217; unione con Dio anche attraverso il dolore oltre l&#8217; amore e l&#8217; ascesi, indipendentemente dalla Legge, pertanto messo a morte dall&#8217; ortodossia sunnita. I<span> </span>dissidi tra il Sufismo e l&#8217; Islam Sunnita furono ricomposti in parte tra il 1058 e il 1111, dallo scienziato filosofo Abu Hamid al Ghazali . Il secolo successivo vide l&#8217; affermazione degli ordini Sufisti dei <em>Dervisci </em>che riaffermavano l&#8217; unicità di Allah e l&#8217; affidamento totale a Dio, anche con la venerazione dei saggi e santi uomini quali intercessori, cercando ogni interpretazione allegorica nel Corano e gli altri testi sacri. Di particolare importanza nelle confraternite Dervisce è l&#8217; ascesi e le pratiche per giungere all&#8217; estasi, quali preghiere, liturgie, esercizi spirituali anche collettivi, musica e danze estatiche.</span></p>
<p class="TxBrp1" style="text-align: justify; line-height: normal;"><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12pt;"><strong><span style="font-family: Verdana;">Vie dell’ Islam</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana;">L&#8217;Islam appartiene alle gradi religioni monoteistiche “rivelate” e possiede il suo testo sacro nel <em>Corano</em>, fondamento della religione, etica, morale e società in generale della comunità dei credenti <em>Ummah</em>.Con le altre due religioni rivelate<span> </span>ebraismo e cristianesimo condivide gran parte dell&#8217; <em>Antico Testamento</em>, in particolare il riferimento alla comune origine in Abramo i cui figli Isacco e Ismaele furono rispettivamente i capostipiti dei popoli ebreo e arabo.Tutti i profeti della Bibbia sono riconosciuti come tali dall’ Islam, compreso Gesù considerato tra i più importanti e predecessore del <em>Suggello dei Profeti</em>, Maometto che ha definitivamente chiuso il ciclo e rivelato completamente il volere di Dio al mondo attraverso il Corano. Fin dalla sua nascita l’ Islam ha operato per la propria affermazione mutando completamente il corso della storia e fondando una grande civiltà, poi frazionata nei secoli in vari regni, stati e comunità,comunque sempre appartenenti alla fede comune. Alla morte del Profeta la comunità islamica ha vissuto conflitti storici e teologici che hanno portato alla grande divisione tra <em>sunniti</em> e <em>sciiti</em>, oltre a varie correnti derivate dalle due diverse concezioni, ma comunque tutte ispirate alla condivisione della “rivelazione” definitiva di Dio contenuta nel Corano.Come le altre grandi religioni, anche l’ Islam ha avuto i suoi <em>percorsi</em> storici e geografici nella sua diffusione nel mondo, a cominciare dall’ Arabia,territorio che vide la sua nascita.Nell&#8217;antichità vi fu un enorme consumo di incenso per usi rituali prodotto esclusivamente nell&#8217; Arabia meridionale che i romani chiamarono poi <em>Arabia Felix. </em>Si creò un&#8217;importantissima rotta carovaniera attraverso le oasi del deserto <em>Rub&#8217; al Khali</em> per il nord dell’ Arabia e da qui per il Mediterraneo e il medio oriente. Assieme all’ incenso le carovane trasportavano altri prodotti, tecniche, modelli artistici e culturali, ma soprattutto concezioni spirituali e religiose delle quali l’ Islam fu l’ ultimo grande protagonista.L’ altro grande sistema carovaniero collegava il Mediterraneo alla Cina noto come la <em>Via</em><em> della Seta,</em> comprendeva un&#8217; area vastissima dal medio oriente al Turkestan cinese dove una via si diramava per India e quella principale proseguiva in Cina.Fu la via principale dell’ espansione islamica in Asia centrale e India, che ha lasciato splendide testimonianze storiche, architettoniche e culturali che contribuiscono alla conoscenza di questa religione che ha mutato il corso della storia.Contrariamente a quanto si pensa, la diffusione dell’ islam nel mondo non ha seguito solo percorsi bellici, ma in gran parte commerciali e culturali raggiungendo gli angoli più remoti del mondo conosciuto nel medioevo.La leggendaria <em>Via delle Spezie</em> fin dall&#8217;antichità ha collegato le civiltà mesopotamiche, Mediterranee e l&#8217;Egitto all&#8217; India, gran produttrice di spezie delle<span> </span>quali i popoli dell&#8217;ovest hanno fatto grande uso per millenni.La <em>Rotta dei </em>permetteva di attraversare l&#8217; Oceano Indiano rapidamente dai<span> </span>porti arabi verso l&#8217; India, Indocina, Cina e Indonesia, dove i mercanti portarono il Corano e l’ Islam si diffuse fino all’ Asia orientale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;"><a href="../contatti/paolo-del-papa/">©Paolo Del Papa</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;"><br />
reportages e bibliografie<br />
<a href="../2006/08/30/medio-oriente/">Medio Oriente</a><br />
<a href="../2006/08/30/asia-centrale/">Asia Centrale</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;">Foto reportages:<a href="../zp/Sahara"></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;"><a href="../zp/Sahara">Sahara</a> <a href="../zp/africa">Algeria</a> <a href="../zp/africa-egitto">Egitto</a> <a href="../zp/africa-libia">Libia</a><span> </span><a href="../zp/africa-marocco">Marocco</a> <a href="../zp/africa-sudan">Sudan</a> <a href="../zp/africa-tunisia">Tunisia</a> <a href="../zp/africa-etiopia-eritr">Etiopia Eritr</a></span><span style="font-family: Verdana;"> <a href="../zp/asia-arabia">Arabia</a> <a href="../zp/asia-emirati">Emirati</a> <a href="../zp/asia-giordania">Giordania</a><span> </span><a href="../zp/jerusalem">Jerusalem</a><span> </span><a href="../zp/asia-oman">Oman</a><span> </span><a href="../zp/asia-yemen">Yemen </a><a href="../zp/asia-centrale"></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Verdana;"><a href="../zp/asia-centrale">Asia centrale</a> <a href="../zp/afghanistan">Afghanistan</a><span> </span><a href="../zp/cina-xinjang">Cina Xinjang</a><span> </span><a href="../zp/iran">Iran</a><span> </span><a href="../zp/pakistan">Pakistan</a><span> </span><a href="../zp/TurchiaAnatolia">Turchia</a><span> </span><a href="../zp/india">India</a> <a href="../zp/malaysia">Malaysia</a><span> </span><a href="../zp/indonesia">Indonesia</a><span> </span></span></p>

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		<title>vie fede percorsi mostra</title>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 11:48:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Animismo e Panteismo
L&#8217; Animismo storicamente è la prima forma di religiosità che assegna un’ essenza  vitale ad ogni cosa  dell’ universo, compresi i fenomeni naturali, la quale può essere emanata da entità benigne o maligne a seconda degli effetti sulla collettività. Il panteismo dal greco &#8220;παν-&#8221; e  &#8220;θεος&#8221;  tutto è divino, concepisce che tutto ciò che esiste e l’ universo stesso sia l’ essenza della divinità, una forma di religione che si è evoluta e diffusa presso alcune culture del medio oriente e mediterranee, in particolare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-family: Verdana">Animismo e Panteismo<o:p></o:p></span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana">L&#8217; <span>Animismo</span> storicamente è la prima forma di religiosità che assegna un’ essenza<span>  </span>vitale ad ogni cosa<span>  </span>dell’ universo, compresi i fenomeni naturali, la quale può essere emanata da entità benigne o maligne a seconda degli effetti sulla collettività. Il <span>panteismo</span> dal greco &#8220;παν-&#8221; e<span>  </span>&#8220;θεος&#8221;<span>  </span><em>tutto è divino</em>, concepisce che tutto ciò che esiste e l’ universo stesso sia l’ essenza della divinità, una forma di religione che si è evoluta e diffusa presso alcune culture del medio oriente e mediterranee, in particolare nelle speculazioni filosofiche del pensiero greco e che trae origini dalla più antica religiosità animistica. L’ animismo è ancora diffuso presso molte popolazioni tradizionali dei vari continenti, tuttavia, sebbene appartenga ad una religiosità “primitiva”, ha avuto grandi evoluzioni in diverse società, fino all’ elaborazione di complesse cosmogonie e filosofie come nel caso di alcune culture africane. Quando si dibatte di dialogo tra religioni e culture, solitamente si affrontano i temi delle grandi religioni più diffuse del cristianesimo, islamismo ed ebraismo, ma molte popolazioni al mondo sono ancora legate a tradizioni e culti originari anche laddove tali grandi religioni si sono diffuse, spesso operando una sintesi culturale e rituale tra esse. La religiosità tradizionale di queste popolazioni è legata a quelle forme definibili animismo e panteismo, di grande importanza ma che non possiedono organizzazioni, comunità o chiesa, come il Cristianesimo, lslam ed Ebraismo, pertanto mai rappresentate nel confronto interreligioso. Per tale difficoltà di appare importante dare a questa importante forma di religiosità e cultura una sua rappresentazione divulgativa con l’ ampia documentazione etnologica e di immagini raccolte nei vari continenti dove sopravvivono culti e tradizioni legati all’ animismo e il panteismo, spesso con tratti comuni anche tra aree geografiche molto distanti tra loro. Dalle elaborate concezioni cosmologiche dell’ Africa Occidentale e la complessa cultura Bantu alla ritualità sciamanica e lo spiritualismo panteista di molte popolazioni asiatiche, dalle cerimonie tribali dei popoli tradizionali dell’ Oceania alle sintesi tra culti e tradizioni precolombiane con il cattolicesimo portato dai conquistadores degli indigeni americani e le antiche ritualità amazzoniche legate alla natura.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-family: Verdana"><o:p> </o:p>ommagini da:<o:p></o:p><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-benin">Benin</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-costa-davorio">Costa Avorio</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-mali">Mali</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-senegal">Senegal</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-togo">Togo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-etiopia-sud">Etiopia</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-kenya">Kenya</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-sudan">Sudan</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Tanzania">Tanzania</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Congo">Congo</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-botswana">Botswana</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sud-africa">S.Africa</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/africa-zimbabwe">Zimbabwe</a><o:p></o:p><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-centrale">Asia centrale</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya">Himalaya</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indocina">Indocina</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/borneo">Borneo</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia">Indonesia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/australia">Australia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/aborigeni">Aborigeni</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/melanesia">Melanesia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/polinesia">Polinesia</a> <o:p></o:p><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/n-guinea-irian-jaya">N.Guinea Jaya</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/n-guinea-papua">N.Guinea Papua</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/groenlandia">Groenlandia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/caraibi">Caraibi</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/ande">Ande</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/peru">Peru</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/amazzonia">Amazzonia</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/brasile">Brasile</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/venezuela">Venezuela</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span id="more-893"></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Vie dello spirito<o:p></o:p><br />
Induismo<o:p></o:p></span></strong><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">L&#8217;Induismo è la più antica delle religioni principali e la più diffusa, dopo il Cristianesimo e l&#8217;Islamismo, le cui origini risalgono probabilmente al V millennio a.C. Appartiene allla religiosità <em>enoteista</em>, per la quale la divinità<em> </em>possiede i vari aspetti di <em>Trimurti</em> come Brama <em>Creatore</em>, Visnu <em>Preservatore</em> e Śiva <em>Distruttore</em>, di <em>Avatar</em> come Rama o Krsna<span>  </span>che rappresentano altre emanazioni dell’ Unico Assoluto o <em>Brahman</em> , il principio dal quale sorge<span>  </span>ogni realtà e<span>  </span>tutti gli esseri.La sua diffusione nel sub continente indiano seguì la valle del Gange, dove sorse la città santa di Benares, in Bengala. In seguito l’ induismo si diffuse in Asia orientale sulle rotte marittime per l’ Indocina, dove sorse la grande civiltà hindu Khmer, l’ Indonesia e Giava che vide il fiorire dell’ altra splendida civiltà fondata sull’ induismo.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">I sentieri del Budda<o:p></o:p></span></strong><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Il Buddhismo storicamente è un’ evoluzione dell’ induismo, ma nella sua essenza non è interamente associabile ad una religione o filosofia teoretica, piuttosto in una complessa <span>disciplina spirituale fondata </span>nel VI secolo a.c. in India dal maestro spirituale <em>Siddhartha</em>, divenuto poi <em>Buddha</em> l&#8217;Illuminato&#8221;. Tale disciplina, attraverso il raggiungimento del <em>satori</em> &#8220;risveglio spirituale&#8221;, indica <st1:personname productid="la Via" w:st="on">la <em>Via</em></st1:personname><span>  </span>o <em>ottuplice sentiero</em> per il superamento della condizione di sofferenza esistenziale in cui versa l&#8217;umanità, specificata nella<span>  </span>dottrina delle <em><span>Quattro Nobili Verità</span></em>.La diffusione del buddismo in Asia fu in gran parte opera di monaci su quelle antiche vie commerciali che collegavano il mondo antico. Ad ovest raggiunse l’ attuale Pakistan dove, incontrando arte greca giunta in Asia con Alessandro Magno, sorse lo stile <em>Gandhara</em> del quale uno degli esempi più alti furono i grandiosi Budda di Bamyan in Afghanistan distrutti recentemente dal criminale fanatismo dei Talebani. Sulla stessa via il buddismo si diffuse nel Turkestan cinese dove rimangono i siti di monasteri e santuari nel deserto.In Indocina si diffuse più tardi nel regno hindu cambogiano Khmer, nei regni Thai, Laos, Vietnam e in Birmania, paesi dove alle antiche testimonianze si affiancano templi, pagode e monasteri edificati nei secoli. In Himalaya le tribù tibetane si convertirono al buddismo e fiorirono vari regni ispirati alla dottrina dell’ “Illuminato” in Ladakh, Nepal, Tibet, Sikkim e Bhutan, dove sorsero città, templi e monasteri che ancora si ergono tra nelle splendide valli himalayane , assieme a centri di pellegrinaggi buddisti che convivono con alcuni hindu. Súi sentieri di queste <em>Vie dei pellegrini</em> assieme ai fedeli viaggiavano anche merci e culture diverse tra le <em>alte valli</em> himalayane l&#8217; India e <st1:personname productid="la Cina." w:st="on">la Cina.</st1:personname><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Cina e Tao<o:p></o:p></span></strong><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Le religioni ispirate al Taoismo e Confucianesimo costituiscono il grande patrimonio culturale della Cina, i cui intellettuali per secoli le le hanno descritte come due mezzi diversi per giungere alla saggezza. Il Taoismo si basa sula concezione del <em>Tao</em> che ha originato l’ universo sui principi cosmici <em>Yin </em>e <em>Yang</em>, essenza duplice<span>  </span>del Tao, la cui<span>  </span>opposizione e combinazione è in ogni cosa: maschio e femmina, luce e oscurità, movimento e staticità, attività e passività, il<span>  </span>continuo compenetrarsi e rigenerarsi di questo dualismo è la dinamica dell’ universo. Il simbolo <em>Yin</em> e <em>Yang</em> raffigura i semi degli opposti che si compenetrano ed indica che ognuno dei due principi possiede la sua sfera e non può sopraffare l’ opposto, dato che l’ esistenza è possibile solo se esiste la sua controparte complimentare, costituendo l&#8217;equilibrio degli aspetti duplici del tutto.Ciò è rappresentabile solo dalle percezioni umane che, secondo la concezione<em> taiji</em>, possono mutare.Il Tao è l&#8217;energia che fluisce attraverso tutto e l’ esistenza del tutto, ogni cosa è emanazione del Tao, anche le divinità, spiriti ed entità sovrannaturali sono manifestazioni del suo principio cosmico e chiunque può contemplare la natura e riflettere sull&#8217;universo per raggiungere l&#8217;Illuminazione. Essa è l&#8217;unione con il principio Tao alla quale tende il credente per essere parte della sua legge eterna attraverso l’ armonizzazione proprio spirito con lo spirito dell&#8217;universo, praticando meditazione, preghiera ed esercizio fisico. La natura dell’ Universo è buona e quindi anche quella umana che ne fa parte, pertanto l’agire deve cercare l’ equilibrio seguendo la regola<span>  </span><em>wu wei</em> che prevede il compimento dei cicli naturali in tutto per evitare la disarmonia che genera dolore.La Cina è il paese più popolato al mondo e le comunità<span>  </span>cinesi sono presenti in tutti i continenti mantenendo cultura e tradizioni originali per gran parte delle quali il taoismo è fondamento. <o:p><br />
</o:p>immagini da: <o:p></o:p><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/asia-centrale">Asia centrale</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/india">India</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/india-rajasthan"><span> </span>Rajasthan</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sri-lanka">Sri Lanka</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/himalaya">Himalaya</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/bhutan">Bhutan</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/kashmir-ladakh">Kashmir Ladakh</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/nepal">Nepal</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/qinghai">Qinghai</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/sikkim">Sikkim</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/tibet">Tibet</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indocina">Indocina</a><span><br />
</span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/birmania">Birmania</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/cambogia-1">Cambogia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/laos">Laos</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/thailandia">Thailandia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/vietnam-1">Vietnam</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/malaysia">Malaysia</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia">Indonesia</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><!--more--><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Un unico Dio<o:p></o:p><br />
Ebraismo<o:p></o:p></span></strong><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Il termine monoteismo</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"> deriva dal greco &#8220;μόνος&#8221; <em><span>unico</span>, <span>solo</span></em> e &#8220;θεός&#8221; <em><span>dio</span></em> ed indica<span>  </span>la fede in una sola divinità, in alcuni casi si tratta di<span>  </span>un&#8217;evoluzione da una religione <em><span> </span>enoteistica</em>. Al monoteismo appartengono le grandi religioni ebraica, cristiana e islamica, che possiedono sostanzialmente origine comune e si considerano &#8220;rivelate&#8221;, depositarie di una diretta rivelazione divina raccolta, codificata ed interpretata nei Testi Sacri, base della teologia, dottrina ed etica, portatrici di grandi mutamenti sociali e storici.L&#8217;Ebraismo è stata la prima religione monoteistica, dalla quale derivano numerosissime altre religioni. Il suo testo sacro è il <em>Tanach</em>, composto da <em>Torah</em> o <em>Pentateuco</em>, <em>Neviim</em> o <em>Profet</em>i e <em>Ketuvim</em> o <em>Agiografi</em>. Oltre ai testi è fondamentale la tradizione orale raccolta nel <em>Talmud</em> . La storia del <span>giudaismo</span> inizia con l&#8217;esilio a Babilonia nel<span>  </span><st1:metricconverter productid="587 a" w:st="on">587 a</st1:metricconverter>.C, che pose fine al regno ebraico e il termine <em>giudaismo</em> fu probabilmente adottato nel II secolo dagli ebrei della <em>diaspora</em>. I giudei palestinesi e quelli di tutti gli altri paesi al mondo<span>  </span>costituiscono una comunità religiosa unita dalla fede monoteista, lo studio della legge <em>Torah</em> e la speranza <em>messianica</em>. Tornati dall prima diaspora il Palestina gli ebrei ripresero l’ antica religiosità<span>  </span>nel Tempio di Gerusalemme, costituendo istituzioni quali il <em>Sinedrio</em> e la s<em>inagoga</em>, dove venivano articolate e approfondite teologia, dottrina e leggi da rabbini e saggi.Nel I secolo, il giudaismo era articolato nelle varie scuole e correnti dei<span>  </span><em>Farisei, Sadducei, Esseni, Zeloti, Battisti, Erodiani,</em> Samaritani e <em>Terapeuti</em>. Dopo la distruzione del Tempio ad opera dei romani, solo i Farisei conservarono la loro identità e il loro rappresentante Jochanan Ben Zakkai creò la scuola<span>  </span><em>Javneh</em> per<span>  </span>riorganizzare il giudaismo che così riuscì a sopravvivere dopo la distruzione dl Tempio e la grande repressione del 135.Dalla <em>Javneh </em>si originò<em> </em>la <span>tradizione rabbinica</span> sulla distinzione tra<span>  </span><st1:personname productid="la Torah" w:st="on">la  <em>Torah</em></st1:personname> scritta del <em>Pentateuco</em> e quella orale del Talmud, entrambe<span>  </span>rivelate direttamente da Dio a Mosà sul monte Sinai.Le vie dell’ ebraismo coincidono in parte con quelle molto più tardi adoperate dalla diffusione del cristianesimo e islamismo, particolarmente in Arabia e Medio Oriente, a cominciare dalla più antica <em>Via dei Re</em>, tra Palestina e Giordania, dell’ <em>Esodo</em> tra <st1:personname productid="la Palestina" w:st="on">la Palestina</st1:personname> e Babilonia e quella di Mosè dall’ Egitto alla <em>Terra Promessa</em>. Ad esse si aggiungono poi quelle originate dalle diaspore in tutto il mondo.<em> </em><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><o:p></o:p></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Cristianesimo<o:p></o:p></span></strong><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Il Cristianesimo è la religione più diffusa nel mondo, in particolare quello occidentale, storicamente possiede varie forme tra le quali le principali sono <em>Cattolicesimo</em>, <em>Protestantesimo</em> e <em>Ortodossia</em>. Le basi condivise di tutte le forme di cristianesimo sono la convinzione che Dio è unico e <span> </span>allo stesso tempo <em>Trinità</em> di Padre,Spirito Santo e Figlio che si è incarnato in Gesù di Nazaret per portare il verbo e la verità necessaria alla salvazione dell’ umanità. Come per l’ ebraismo, dal quale deriva originariamente, il cristianesimo considera <st1:personname productid="La Bibbia" w:st="on">la  Bibbia</st1:personname> testo sacro ispirato da Dio, ma diviso nell’ <em>Antico Testamento</em> derivato dalla <em>Torah</em> ebraica,e dal <em>Nuovo Testamento</em> che annuncia la “buona novella”<em> Vangelo</em> attraverso la vita terrena di Gesù Cristo.La complessità e l’articolazione storica, teologica e geografica del mondo cristiano condiziona l’ individuazione delle principali vie di diffusione a differenza delle altre grandi religioni e, in alcuni casi, tali vie coincidono come quelle in Medio Oriente, Egitto, Nubia ed Etiopia, che furono precedentemente seguite dall’ ebraismo e posteriormente dall’ islamismo.Vi sono inoltre i percorsi di diffusione del cristianesimo ad opera di missionari sulle antiche rotte commerciali dell’Asia, prima in Medio oriente con i vari predicatori, poi i <em>Nestoriani</em> che già nel VII secolo avevano raggiunto <st1:personname productid="la Mongolia" w:st="on">la Mongolia</st1:personname> evangelizzando alcune tribù. Seguirono per tutto il medioevo le figure di viaggiatori mercanti e missionari in Asia centrale, Cina ed India, quindi gli evangelizzatori a seguito delle vari colonizzazioni europee in Asia, America e Oceania. In occidente, dopo che il cristianesimo divenne religione dell’ Impero Romano ad opera di Costantino, sorsero chiese e santuari in tutta Europa nei secoli successivi e si consolidarono importanti vie di pellegrinaggi della cristianità, tra le quali quella attraverso l’ Italia per i porti pugliesi dove imbarcavano i pellegrini sulla rotta della Terrasanta,<st1:personname productid="la Via Francigena" w:st="on">la <em>Via  Francigena</em></st1:personname> attraverso l’ Europa a Roma, la collegata <em>Via Romea</em> nella quale confluivano le vie dei pellegrini provenienti da est, quindi la cosiddetta <em>Via Lattea</em> per Santiago de Compostela in Spagna. Vi sono poi le vie di diffusione del cristianesimo in Europa centrale e settentrionale, in particolare quelle dei normanni dopo la loro conversione,dal nord della Francia alla Scandinavia, dei monaci irlandesi che evangelizzarono la loro isola e poi Scozia e Inghilterra, alcune delle quali seguite poi dalla diffusione del protestantesimo.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Vie dell’ Islam<o:p></o:p></span></strong><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">L&#8217;Islam appartiene alle gradi religioni monoteistiche “rivelate” e possiede il suo testo sacro nel <em>Corano</em>, fondamento della religione, etica, morale e società in generale della comunità dei credenti <em>Ummah</em>.Con le altre due religioni rivelate<span>  </span>ebraismo e cristianesimo condivide gran parte dell&#8217; <em>Antico Testamento</em>, in particolare il riferimento alla comune origine in Abramo i cui figli Isacco e Ismaele furono rispettivamente i capostipiti dei popoli ebreo e arabo.Tutti i profeti della Bibbia sono riconosciuti come tali dall’ Islam, compreso Gesù considerato tra i più importanti e predecessore del <em>Suggello dei Profeti</em>, Maometto che ha definitivamente chiuso il ciclo e rivelato completamente il volere di Dio al mondo attraverso il Corano. Fin dalla sua nascita l’ Islam ha operato per la propria affermazione mutando completamente il corso della storia e fondando una grande civiltà, poi frazionata nei secoli in vari regni, stati e comunità,comunque sempre appartenenti alla fede comune. Alla morte del Profeta la comunità islamica ha vissuto conflitti storici e teologici che hanno portato alla grande divisione tra <em>sunniti</em> e <em>sciiti</em>, oltre a varie correnti derivate dalle due diverse concezioni, ma comunque tutte ispirate alla condivisione della “rivelazione” definitiva di Dio contenuta nel Corano.Come le altre grandi religioni, anche l’ Islam ha avuto i suoi <em>percorsi</em> storici e geografici nella sua diffusione nel mondo, a cominciare dall’ Arabia,territorio che vide la sua nascita.Nell&#8217;antichità vi fu un enorme consumo di incenso per usi rituali prodotto esclusivamente nell&#8217; Arabia meridionale che i romani chiamarono poi <em>Arabia Felix. </em>Si creò un&#8217;importantissima rotta carovaniera attraverso le oasi del deserto <em>Rub&#8217; al Khali</em> per il nord dell’ Arabia e da qui per il Mediterraneo e il medio oriente. Assieme all’ incenso le carovane trasportavano altri prodotti, tecniche, modelli artistici e culturali, ma soprattutto concezioni spirituali e religiose delle quali l’ Islam fu l’ ultimo grande protagonista.L’ altro grande sistema carovaniero collegava il Mediterraneo alla Cina noto come <st1:personname productid="la Via" w:st="on">la <em>Via</em></st1:personname><em> della Seta,</em> comprendeva un&#8217; area vastissima dal medio oriente al Turkestan cinese dove una via si diramava per India e quella principale proseguiva in Cina.Fu la via principale dell’ espansione islamica in Asia centrale e India, che ha lasciato splendide testimonianze storiche, architettoniche e culturali che contribuiscono alla conoscenza di questa religione che ha mutato il corso della storia.Contrariamente a quanto si pensa, la diffusione dell’ islam nel mondo non ha seguito solo percorsi bellici, ma in gran parte commerciali e culturali raggiungendo gli angoli più remoti del mondo conosciuto nel medioevo.La leggendaria <em>Via delle Spezie</em> fin dall&#8217;antichità ha collegato le civiltà mesopotamiche, Mediterranee e l&#8217;Egitto all&#8217; India, gran produttrice di spezie delle<span>  </span>quali i popoli dell&#8217;ovest hanno fatto grande uso per millenni.La <em>Rotta dei </em>permetteva di attraversare l&#8217; Oceano Indiano rapidamente dai<span>  </span>porti arabi verso l&#8217; India, Indocina, Cina e Indonesia, dove i mercanti portarono il Corano e l’ Islam si diffuse fino all’ Asia orientale.<o:p><br />
</o:p>immagini da:<o:p></o:p><br />
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India</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/malaysia">Malaysia</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/indonesia">Indonesia</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/oceania/">Oceania</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/australia">Australia</a> <o:p></o:p><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/caraibi">Caraibi</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/Guatemala">Guatemala</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mexico">Mexico</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/ande">Ande</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/argentina">Argentina</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/bolivia">Bolivia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/colombia">Colombia</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/ecuador">Ecuador</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/peru">Peru</a> <a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/brasile">Brasile</a><span>  </span><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/venezuela">Venezuela</a><o:p></o:p></span></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana;">Le mostre di <a href="../2008/10/08/2008/10/08/contatti/paolo-del-papa/">Paolo   Del Papa</a> da anni hanno grandi successi di critica e di pubblico  che  confermano l’autore come uno tra i più quotati reporter a livello   internazionale, oltre che tra i più originali artisti dell’ immagine   fotografica, come concordano i migliori critici del settore. Immagini di   grande impatto emotivo ed artistico, <a href="../2008/10/08/2008/10/08/category/reportages/">grandi   reportages</a> su popoli, <a href="../2008/10/08/2008/10/08/category/culture/">culture</a>,   <a href="../2008/10/08/2008/10/08/category/culture/religioni/">religioni</a> di Africa <a href="../2008/10/08/2008/10/08/2006/08/30/africa-nord-ovest/">occidentale</a> e <a href="../2008/10/08/2008/10/08/2006/08/30/africa/">meridionale</a>,   <a href="../2008/10/08/2008/10/08/2006/08/30/medio-oriente/">Medio   Oriente</a>, <a href="../2008/10/08/2008/10/08/2006/08/30/asia-centrale/">Asia   centrale</a>, <a href="../2008/10/08/2008/10/08/2006/08/30/india-himalaya/">India   e Himalaya</a>,<a href="../2008/10/08/2008/10/08/2006/08/30/asia-sud-est/"> Asia orientale</a>,<a href="../2008/10/08/2008/10/08/2006/08/30/america/"> America Latina</a>, <a href="../2008/10/08/2008/10/08/2006/08/30/oceania/">Oceania</a>.</span></p>
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<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Aldobrandeschi">Palazzo Aldobrandeschi</a><br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--></span><em><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Le Religioni delle origini</span></strong></em><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="Permanent Link to Privato: animismo" href="../2008/05/10/2008/05/20/animismo/">animismo</a> <a title="Permanent Link to Privato: religioni africane" href="../2008/05/10/2008/05/20/religioni-africane/">religioni africane</a> <strong> </strong>Ven.20 giugno-luned.30 giugno<br />
20 giugn.inaugurazione<br />
24 giugn.conferenza Tavolo delle Religioni<br />
27 giugn.Manifestione lettura scenica Testi di <a title="Eldo Del Papa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eldo_Del_Papa">Eldo Del Papa</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><em><strong><span style="font-family: Verdana;">Le vie dello Spirito </span></strong></em><a title="Permanent Link to Privato: induismo" href="../2008/05/10/2008/05/20/induismo/">induismo</a> <a title="Permanent Link to Privato: buddismo" href="../2008/05/10/2008/05/20/buddismo/">buddismo</a> <a title="Permanent Link to Privato: Tao e Confucio" href="../2008/05/10/2008/05/20/tao-e-confucio/">Tao e Confucio </a> <strong><em> </em></strong>26 settembre-5 ottobre</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><em><strong> </strong></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><em><strong><span style="font-family: Verdana;">Un Unico Dio</span></strong></em> <a title="Permanent Link to Privato: ebraismo" href="../2008/05/10/2008/05/20/ebraismo/">ebraismo</a> <a title="Permanent Link to Privato: cristianesimo" href="../2008/05/10/2008/05/20/cristianesimo/">cristianesimo</a> <a title="Permanent Link to Privato: islam" href="../2008/05/10/2008/05/20/islam/">islam </a>20 dicembre-6 gennaio </span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo-2/"></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo-2/">Madri e Figli </a><span> </span><br />
Estate 2008<br />
<a href="http://www.provincia.grosseto.it/pages/home.jsp">Provincia</a> di <a href="http://quattroventi.org/content/view/62/36/">Grosseto </a><br />
<a href="http://www.gol.grosseto.it/puam/comgr/index.html">Comune di Grosseto</a><br />
<a href="http://biblio.comune.grosseto.it/atlante/centro_casserosenese.htm">cassero senese</a></span></p>
<p class="MsoBodyTextIndent" style="text-indent: 0cm"><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.provincia.re.it/">Provincia di Reggio Emilia</a><br />
<a href="http://biblioteche.provincia.re.it/database/provincia/biblio33.nsf/0/58B3D1940E65C63FC1256FEB0045C5B3?OpenDocument">Centro Cervi</a><br />
<a href="http://www.circolodegliartistire.org/mercatini.html">Circolo Artisti</a><br />
25 giugno-30 luglio 2007<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo-2/">Donne nel mondo</a><br />
di <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo del Papa</a></span><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/un-mondo-di-donne/"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">percorsi della mostra </span></a><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.gol.grosseto.it/puam/comgr/index.html">Comune di Grosseto</a><br />
31 maggio-10 giugno 2007<br />
<a title="Popoli " href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/popoli-vinti/">Popoli “vinti”</a> di <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo del Papa</a><br />
<a href="http://biblio.comune.grosseto.it/atlante/centro_casserosenese.htm">cassero senese</a><br />
Lettura scenica “Canto di agonia”<br />
di <a title="Eldo Del Papa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eldo_Del_Papa">Eldo Del Papa</a><br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
<!--[endif]--></span></p>
<p><a href="http://www.comune.re.it/">Reggio Emilia </a> <a href="http://www.fotografiaeuropea.it/2007/Sezione.jsp?idSezione=275">fotografia europea2007</a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.reggiofotografia.it%20/" target="blank"></a><br />
27 aprile-4 maggio 2007<br />
<a title="Faccia a faccia" href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/faccia-a-faccia/">Faccia a faccia</a><br />
Mauriziano Palazzo Vecchio<br />
<a href="http://www.circolodegliartistire.org/mercatini.html">Circolo Artisti</a> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Reggio Emilia<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/23/le-vie-dell-asia/">Carovane d’ Oriente</a><br />
<a href="http://www.comune.re.it/IAT/iatre.nsf/schede/05CA34048FB04CE8C12571AB0024DF8C?OpenDocument">Palazzo Caffari</a><br />
Mostra fotografica<br />
dal 23 novembre 2006<br />
<a href="http://www.circolodegliartistire.org/mercatini.html">Circolo Artisti </a><br />
<a href="http://kurageart.com/it/video/carovane-d-oriente.html">video multimedia </a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.comune.manciano.gr.it/">Comune di Manciano</a><br />
Teatro Comunale<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/24/mostra-africa/">L’ altra Africa</a> di <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo Del Papa</a><br />
5-12 novembre2006”<br />
<a href="http://www.kurageart.com/content/view/34/27/">video multimedia </a><br />
<a href="http://www.coopchiaroscuro.it/statuto.htm">ChiaroScuro</a><br />
Sunumbir Senegal<br />
<a href="http://www.quattroventi.org/">quattroventi</a> <a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/14/associazione-bio-village/"></a><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> Montemerano<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/24/mostra-africa/">Vie dell’ Africa</a><br />
2-8 settembre 2006<br />
<a href="http://www.quattroventi.org/">Quattroventi</a>,<br />
mostra fotografica</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.provincia.grosseto.it/pages/home.jsp">Provincia</a> di <a href="http://quattroventi.org/content/view/62/36/">Grosseto </a><br />
Palazzo Aldobrandeschi<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/10/24/mostra-africa/">Africa</a><br />
27 aprile–9 maggio 2006</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.comune.poviglio.re.it/">Comune di Poviglio </a><br />
dal 16 aprile 2006<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/un-mondo-di-donne/">Un mondo di donne</a><strong><span style="font-family: Verdana; color: black;"> </span></strong><span style="color: black;"><br />
</span>Viaggio per immagini</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.comune.follonica.gr.it/">Comune di Follonica </a><span style="color: black;"><br />
Viaggio nel mondo dell’ infanzia</span><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/25/con-gli-occhi-dei-bambini/">Con gli occhi dei bambini</a><span style="color: black;"><br />
Mostra Fotografica<br />
4–19 febbraio 2006</span><br />
<a title="Civica Pinacoteca Amedeo Modigliani" href="http://www.comune.follonica.gr.it/modigliani/">Pinacoteca A.Modigliani</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.comune.manciano.gr.it/">Comune di Manciano</a><br />
<a href="file:///C:/4New%20TravelGeo/8Argomenti/www.travelgeo.it/canale30388.htm" target="_bank">Quattro Venti </a><br />
mostra fotografica<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/un-mondo-di-donne/">Un mondo di donne</a><br />
3-13 luglio 2005<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo del Papa </a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;"><a href="http://194.185.175.45/">Comune di Gavorrano</a><br />
Mostra fotografica<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/25/con-gli-occhi-dei-bambini/">Mondo di bambini</a><br />
30 novembre-5 dicembre 2004</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;"><a href="http://www.comune.orbetello.gr.it/">Comune di Orbetello</a><br />
26 luglio – 10 agosto 2003<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/un-mondo-di-donne/">La fatica delle donne</a><br />
Palazzo Frontone Talamone<br />
<a href="http://www.comune.roma.it/">Comune di Roma</a><br />
Mostra fotografica<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/un-mondo-di-donne/">La fatica delle donne</a><strong><span style="font-family: Verdana;"> </span></strong><br />
6–31 maggio 2003</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;"><a href="http://www.teatrodiroma.net/teatroIndia.asp"><span style="color: #8f010f;">Teatro India</span></a><br />
Roma<br />
Mostra fotografica evento scenico<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/un-mondo-di-donne/">Il fardello delle donne</a><strong><span style="font-family: Verdana;"> </span></strong><br />
maggio 2003</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: black;">Roma<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/un-mondo-di-donne/">La metà della Terra </a><br />
Mostra fotografica<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo del Papa</a><br />
1-12 aprile 2003<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.salaumberto.com/">Sala Umberto </a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: #494949;"><a href="http://www.comune.marsciano.pg.it/">Comune di Marsciano</a><br />
Mostra fotografica<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/un-mondo-di-donne/">A dispetto di un velo </a><br />
6-12 marzo 2003.<br />
Inaugurazione On.Katia Belillo</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a href="http://www.provincia.grosseto.it/pages/home.jsp">Provincia</a> di <a href="http://quattroventi.org/content/view/62/36/">Grosseto </a><br />
Palazzo Aldobrandeschi<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/27/un-mondo-di-donne/">A dispetto di un velo </a><br />
25 novembre – 7 dicembre 2002<br />
Viaggio per immagini di<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo del Papa</a></span></p>

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		<title>Faccia a faccia</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 13:32:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La più recente storia del mondo occidentale ha prodotto benessere tra la popolazione e valori di libertà e democrazia che dovrebbero ispirare ogni forma di convivenza civile. In molte aree del mondo essi sono disattesi e spesso sostituiti dalle loro antitesi quali autoritarismo, repressione, violenza, miseria. Centinaia di milioni di individui che conducono un’ esistenza ai margini dei più elementari diritti, realtà lontane, nascoste, spesso ignote di un mondo tanto lontano quanto dimenticato. Sono da sempre i soggetti dei grandi reportages di Paolo del Papa , interpretati con immagini che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La più recente storia del mondo occidentale ha prodotto benessere tra la popolazione e valori di libertà e democrazia che dovrebbero ispirare ogni forma di convivenza civile. In molte aree del mondo essi sono disattesi e spesso sostituiti dalle loro antitesi quali autoritarismo, repressione, violenza, miseria. Centinaia di milioni di individui che conducono un’ esistenza ai margini dei più elementari diritti, realtà lontane, nascoste, spesso ignote di un mondo tanto lontano quanto dimenticato. Sono da sempre i soggetti dei grandi <a title="reportages" href="http://www.travelgeo.it/geophoto/reportages/">reportages</a> di <a href="http://www.travelgeo.it/contatti/paolo-del-papa/">Paolo del Papa</a> , interpretati con immagini che colgono l’ essenza di quelle realtà negli attimi più espressivi delle popolazioni incontrate in ogni angolo del mondo, come è stato con le ultime mostre e pubblicazioni <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/06/donne-nel-mondo-2/">Donne nel mondo</a> , <a href="http://www.travelgeo.it/2006/09/07/occhi-di-bambini/">Occhi di bambini</a>, <a title="L'altra Africa" href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/laltra-africa/">L&#8217;altra Africa</a>, <a title="Asia Carovane" href="http://www.travelgeo.it/le-vie-della-fede/vie-della-storia-2/vie-dellasia/">Carovane d’ Oriente</a>. Nell’ ambito del grande progetto <a href="http://www.travelgeo.it/2007/01/14/i-vinti/">I &#8220;vinti&#8221;</a> sulle popolazioni emarginate nel mondo, tali realtà sono proposte come “volti” che cercano brandelli di speranza nella loro esistenza, “facce” che simbolicamente guardano un mondo che non gli appartiene. Un percorso artistico e documentario all’ opposto di città, edifici, popolazioni di quell’ <a title="Europa" href="http://www.travelgeo.it/geophoto/reportages/europa/">Europa</a> e mondo occidentale tanto lontano quanto incomprensibile nella sua volontà di “globalizzazione” che non si cura e travolge tanti altri mondi da sempre emarginati che rivendicano la loro dignità. Dal mondo islamico alle profondità dell’ Africa, dall’ Asia orientale alle isole del Pacifico, tra le Ande e le foreste americane, un “faccia a faccia” di popoli dalla condizione che ne fanno i <a href="http://www.travelgeo.it/2007/01/14/i-vinti/">&#8220;vinti&#8221;</a> della storia e ai quali la parte più sensibile del nostro mondo deve volgere la sua attenzione per contribuire a cercarne l’ emancipazione.</span></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/travelgeo/collections/72157625644905422/">Foto Gallerie Popoli Volti</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><a title="reportages" href="http://www.travelgeo.it/geophoto/reportages/">reportages</a><br />
<a title="Africa" href="http://www.travelgeo.it/geophoto/reportages/africa/">Africa</a><br />
<a title="Asia ovest" href="http://www.travelgeo.it/geophoto/reportages/asia-ovest/">Asia ovest</a><br />
<a title="Asia est" href="http://www.travelgeo.it/geophoto/reportages/asia-est/">Asia est</a><br />
<a title="America" href="http://www.travelgeo.it/geophoto/reportages/america/">America</a><br />
<a title="Oceania" href="http://www.travelgeo.it/geophoto/reportages/oceania/">Oceania</a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Immagini da:<br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa-nord-ovest/">Africa nord ovest</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/africa/">Africa sud est</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/medio-oriente/">Medio Oriente</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/asia-centrale/">Asia centrale</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/india-himalaya/">India &amp; Himalaya</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/asia-sud-est/">Asia sud est</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/oceania/">Oceania</a><br />
<a href="http://www.travelgeo.it/2006/08/30/america/">America</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Foto reportages:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mostra-vinti-africa"><img title="Africa botswana Bush wom" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mostra-vinti-africa/image/thumb/Africa%20botswana%20Bush%20wom.jpg" alt="Africa botswana Bush wom" /></a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mostra-vinti-asia"><img title="Asia cinsaGansu vecchio" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mostra-vinti-asia/image/thumb/Asia%20cinsaGansu%20vecchio.jpg" alt="Asia cinsaGansu vecchio" /></a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mostra-vinti-america"><img title="America Ecuador  Amaz Aucas13" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mostra-vinti-america/image/thumb/America%20Ecuador%20%20Amaz%20Aucas13.jpg" alt="America Ecuador  Amaz Aucas13" /></a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mostra-vinti-asia"></a><a href="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mostra-vinti-oceania"><img title="Oceania NG.irian trib bal9" src="http://www.travelgeo.it/zenphoto/mostra-vinti-oceania/image/thumb/Oceania%20NG.irian%20trib%20bal9.jpg" alt="Oceania NG.irian trib bal9" /></a></p>

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		<title>Gli Arabi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 14:10:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana">l mondo musulmano, nel corso dei primi secoli della sua storia, aveva dato un forte impulso agli studi e ai viaggi. Raggiunta la piena maturità già nel x secolo, era l’unico in grado di avere una visione se non proprio completa, certo la più vasta possibile di tutto il Vecchio Mondo. Da una parte aveva beneficiato dell’eredità classica e orientale, attingendo dall’Egitto, dalla Mesopotamia, dall’Iran come pure dalla Grecia. Avendo raccolto quel sapere che altrove andava perduto, esso era in grado di fare da intermediario tra l’antichità e i tempi moderni. Inoltre conosceva, anche se in maniera disuguale, le due regioni estreme dell’Eurasia, il che, ancora una volta, gli avrebbe permesso di fare da intermediario, questa volta tra l’Estremo Oriente e l’Estremo Occidente, e aveva rapporti con una parte dell’Africa nera.<br />
Una civiltà dalla grande vocazione di viaggiatori, simboleggiata da Sindbad il Marinaio nelle Mille e una notte, gli arabi si spostavano per vari motivi, essenzialmente per il mercantilismo che sviluppava un’economia fiorente, sostenuti dalla potenza politica e militare, sempre pronta a rispondere al precetto della guerra santa, la gihad. Così si spingevano fino ai confini della terra per cercare tesori e per portarvi la legge di Maometto. Il pellegrinaggio alla Mecca, lo bagg, obbligatorio per ogni credente adulto, agiato e in buona salute, manteneva viva questa vocazione al vagabondaggio, e ogni musulmano diventava un itinerante. L’universalismo, per definizione non razzista, li faceva penetrare dappertutto, poneva, al di sopra dei principati, un’istanza di ecumenicità. In epoca omayyade furono probabilmente ridotti i contatti politici e commerciali con l’estero: tutto era volto alle conquiste, benché gli annali cinesi citino non meno di diciannove ambascerie arabe tra il 716 e il 759. Sotto gli Abbasidi e dopo la fondazione di Baghdàd, e poi di Samarra, nel IX secolo, i viaggi ricevettero un notevole impulso. Gli arabi dell’Oman, regione favorita dalla posizione geografica e dalla regolare alternanza dei monsoni, ebbero il privilegio di essere tra i primi marinai del mondo islamico a navigare verso l’India e verso l’Estremo Oriente. Nella prima metà del n secolo dell’Egira, un abitante dell’Oman acquistò una certa notorietà come il commerciante che «partì per la  Cina e poi ne fece ritorno». Alcuni decenni più tardi, uno dei suoi compatrioti, abitante a Bassora, diventerà celebre per lo stesso motivo, ma noi sappiamo bene che solo il caso dette fama a quei due uomini e che come loro ce ne furono molti altri. E per quei navigatori, infatti, che nell’85 i fu scritta da un anonimo la più antica relazione che ci sia mai pervenuta sull’India e sulla Cina, Akhbar as-Sind wa’l Hind, una piccola raccolta di note senza pretese, ma molto precise, che sarà completata nel 915 da Abù Sa’id di Siraf. Si può avere un’idea della sua qualità dal semplice fatto che in essa si cita il tè, conosciuto in Cina almeno fin dal in secolo e diventato monopolio di stato verso l’830: annotazione che non sarà fatta, incredibilmente, da nessun autore musulmano posteriore, a eccezione di al-Biruni, nè da nessun esploratore del medioevo.Nel X secolo, mentre Abù Sa’Td completava il racconto dell’851, altri due Akhbar venivano scritti con i rispettivi titoli di Meraviglie dell’india e Meraviglie del mare. Da quel momento, i musulmani so-no presenti dappertutto. Disseminano empori lungo le coste dell’Africa orientale, passando ben oltre l’equatore senza tuttavia allontanarsi dalla fascia costiera. È dal nord, dalla valle del Nilo e dalle piste transahariane che penetrano nel Paese dei negri, Bilaad as-Sudan.. Nel 785 sono così numerosi a Canton, da provocare sommosse e due anni dopo migliaia di mercanti musulmani vengono uccisi durante una guerra nel Kiangsu Molto più tardi, quando Ibn Battutah visiterà il quartiere musulmano di Canton vi troverà moschee e bazar, e una popolazione soggetta all’autorità di un cheikh al-Islam e di un cadi. Gli scali, ben noti attraverso i testi degli .Akhbar del X secolo e le fonti successive, vedono anche un inizio spesso promettente di colonizzazione. Fin dal Ix secolo, a Zanzibar, nelle Comore, a Madagascar sorgono colonie di cittadini dell’Oman e di trafficanti venuti dal golfo Persico. Nell’Annam sono state rinvenute due iscrizioni arabe del 1039 che attestano la presenza di una piccola comunità di immigrati dal Vicino Oriente, probabilmente mercanti. Intorno all’anno mille, sorgono agglomerati arabi sulle coste di Giava e di Sumatra, preludio dei futuri sultanati che affermeranno il loro dominio su quasi tutte le isole della Sonda.Lo splendore delle corti dei califfi faceva sì che si moltiplicassero le ambascerie, e i rappresentanti dei successori del Profeta univano la loro esperienza a quella dei mercanti, dei guerrieri e dei missionari. ‘Abd al-Ralìmàn di Cordova (912-61) aveva delegati in Germania, in Lombardia, in Sicilia. Ibn Fadlan veniva inviato intorno al 920 dal califfo di Baghdàd presso i bulgari turcofoni che si erano appena convertiti all’Islam, nonostante la distanza che li separava dalle terre dell’umm~h. Si trattava dell’alto Volga, alla confluenza con il Kama, alle soglie del Paese delle Tenebre, delle grandi foreste settentrionali. Egli ne riportò un’eccellente relazione di viaggio, una delle rare fonti sui turchi occidentali e settentrionali del x secolo. I rapporti tra Hàrùn al-Rashid e Carlo Magno, probabilmente non molto stretti, furono sorprendenti; tra i tesori dei re di Francia figura infatti una scacchiera, dono del celebre califfo di Baghdad al restauratore dell’impero d’Occidente.Se i musulmani di Spagna e del Maghreb mantenevano relazioni diplomatiche con la cristianità, quelli d’Oriente vi prestavano atten zione solo raramente. I paesi latini non erano tenuti in grande stima e non sembravano in grado di dare un qualche apporto all’Islam. Nel x secolo, al-Muqaddasi afferma che non vi è niente di interessante da dire sulle terre degli infedeli. Neanche fonti meno sprezzanti mostrano una grande curiosità. Il Hudud al-’Alam, trattato persiano di geografia del 982, cita sette od orto volte la Francia (Frandja), ma vi dedica solo una riga. Sembra sapere che la (Gran) Bretagna (Baritinzjya) è «l’ultima delle terre di Rùm» (del «paese romano») e ricorda che Roma fu un tempo sede dei re di tutti i paesi europei. I grandi maestri sono evidentemente più eruditi e le loro descrizioni non mancano di competenza. Al-Mas’ùcli vede la Francia come un paese dal clima freddo, dal suolo di valore disuguale benché molto produttivo. I suoi abitanti, dice, sono sporchi, perché si lavano solo una o due volte l’anno. Sono bravi guerrieri. Il loro re è abile e potente. Possiede centocinquanta città. Sono molto rari coloro che dicono di più, un al-Idrisi e alcuni viaggiatori come al-Harawi (xu-xIII secolo), il quale lascia una descrizione fantastica di Costantinopoli che appartiene al filone delle Mirabilia, già ampiamente diffuse, siano esse latine, bizantine, ebraiche e, lo si è visto dal titolo degli Akhbar, anche musulmane.<br />
Tuttavia, gli scambi con l’Occidente non erano così ridotti come si vuol fare credere. Ritrovamenti di daràhim d’argento tracciano un cammino commerciale che segue il corso dei fiumi dell’Europa orientale, raggiunge il Baltico, l’Europa centrale, la Francia e la Spagna. In breve, se un franco poteva ignorare che vi fosse la Cina, e un cinese non sapeva che vi fosse la Francia, un arabo, a metà strada tra i due paesi, poteva dissertare dell’uno e dell’altro.L’ Islam era un organismo sociale, politico, culturale ben strutturato e disponeva di un alto livello intellettuale e tecnico. Quello che un arabo apprendeva, veniva annotato, divulgato, studiato e serviva agli altri. Accanto agli uomini di mare incolti, non mancavano viaggiatori eruditi, capaci di discernere tra il vero e il falso.Ad essi si devono alcune informazioni, che spesso vanno analizzate con spirito critico, ma che sono in gran parte esatte. Abù Sa’id di Siraf, nel X secolo, poteva già scrivere: «Mi sono astenuto dal riportare le storie menzognere che raccontano i marinai e alle quali essi stessi non credono. E preferibile limitarsi alle informazioni autentiche, anche se esse sono poco numerose». Così facevano anche gli iguoti autori degli Akhbar. E così faranno spesso coloro che scriveranno le Rilah, o racconto di pellegrinaggio, un genere letterario specifico molto apprezzato, ma decisamente occidentale, in quanto l’Occidente musulmano vedeva nell’Oriente musulmano non solo la terra dei luoghi santi, ma anche la culla del sapere. Prima di Ibn Battùtah, il più celebre dei viaggiatori cronisti, è Ibn Giubair di Valencia, partito da Granada il 10 febbraio 1183 passò dall’Egitto, dove risalì il Nilo fino a Qus, vicino a Luxor, attraversò il mar Rosso, soggiornò otto mesi alla Mecca, seguì la carovana diretta a Baghdad, visitò le città dell’Iraq e della Siria, approdò a Messina dove rimase più di cento giorni dopo una lunga e difficile navigazione conclusasi con un naufragio; giunse poi a Cartagine e, infine, fece ritorno a Granada il 25 aprile 1185. La sua celebre Rilah, che riporta tutto ciò che egli ha visto e udito, «meraviglie dei paesi, bellezza rara dei monumenti commemorativi, splendore degli edifici pubblici» è, per le intenzioni e i risultati, un prototipo delle relazioni di viaggio che verranno scritte in seguito.Accanto ai viaggiatori, alcuni eruditi compilatori, accusati di essere viaggiatori «da camera», e talvolta lo furono veramente, fecero opera scientifica: Ibn Khurd, Ibn al-Faqih, Ibn Rusta e alcuni altri. Nel X secolo, lo scrittore al Mas’ùdi e lo scienziato, al-Biruni, ripresero ciò che era stato scritto prima di loro. Se al-Biruni conosceva assai bene le Indie, egli deve probabilmente le sue informazioni sulla Cina ai suoi predecessori. Quanto ad al-Mas’fidi, egli ha fama di aver visitato l’Egitto, l’India, Ceylon, la Malesia, la Cina, di aver navigato sull’oceano Indiano, toccato il Madagascar, l’Africa orientale, l’Oman, e di essere approdato in Asia centrale passando dal mar Caspio. In seguito al declino del commercio internazionale, corrispose intensa attività dei cronisti i. A metà del XII secolo, un arabo di Sicilia, alIdrisi, scrisse per il re normanno Ruggero un «divertimento per chi desidera visitare le diverse parti del mondo», un vero e proprio trattato di geografia, illustrato da un planisfero e da sessantotto carte a colori, in cui, secondo il costume islamico, il sud si trova nella parte alta della pagina. Se ha ancora molto della compilazione, quest’opera offre informazioni dirette sui paesi mediterranei e sull’Europa: egli aveva attraversato la Francia e l’Inghilterra e si era per lo meno informato sulla Scandinavia.Nel XI secolo, i marinai di Amalfi, di Genova, di Venezia e di Maiorca avevano appreso dagli arabi, a loro volta dai cinesi, che l’ago calamitato si orienta verso il nord: si trova la prima menzione della bussola in una poesia risalente al 1190. Già nel 1145, Roberto di Chester aveva fatto una traduzione dell’algebra di al-Khuwarìzmì del IX secolo e Leonardo Pisano, detto Fibonacci, aveva introdotto le cifre arabe, di origine indiana, con la nozione fondamentale dello zero.Se la civiltà cinese esercitò una grande attrattiva sulla civiltà musulmana, il suo pensiero le restò precluso, al contrario di quello indiano, le cui scienze ebbero una grande influenza, dall’ India che la letteratura araba trasse le Favole di Bidpai magnificamente illustrate dai pittori, la Storia dei sette visir e, quanto meno, l’ambientazione delle Mille e una notte. In seguito la filosofia musulmana trasse concezioni da quella indiana, probabilmente anche la mistica del sufismo fu influenzata dalla Bagavat Gita e degli yogi.In Africa i grandi imperi subsahariani, quello del Ghana sorto nel VIII secolo, quello successivo del Kanem nel VIII secolo e del Mali nel XII secolo, alle frontiere del Ciad e del Niger, avevano intensi scambi commerciali con i Maghreb. Il Mali controllava il corso dei fiumi Senegal, Gambia e Niger fino alle frontiere dell’attuale Nigeria nel XIV secolo e il suo sovrano, Kango Mussa, andava alla Mecca per spendervi una tonnellata e mezza d’oro, facendo crollare il corso del metallo giallo nel Vicino Oriente nel 1324.Fallito nell’ VIII secolo il tentativo da parte degli Omayyadi di impadronirsi di quegli stati, accadde però che i paesi a nord e a sud del grande deserto fossero uniti sotto una stessa corona, al tempo degli Almohadi e degli Almoravidi. Non vi sono relazioni di viaggio anteriore a quella di Ibn Battfìtah, e le note dei geografi arabi sono spesso di difficile decifrazione. Sappiamo poco anche sulle piste che portavano in quei paesi, e sull’Africa nera stessa. Riusciamo a identificare soltanto qualche oasi, ma in compenso sappiamo quali erano i principali punti di partenza e d’arrivo dei carovanieri. A oriente vi era Gadames, porta della Tunisia, che allora si chiamava Ifriqiya, in relazioni privilegiate con il regno di Kanem. A occidente c’era Tlemcen, il principale punto d’arrivo delle vie commerciali sudanesi che il Marocco cercavano di far deviare a se fondando Sidjilmasa. Ma da questa città, per raggiungere Fez, bisognava valicare l’Alto Atlante e, inoltre, la capitale marocchina era relativamente distante dal mare, cosa che non valeva per Tlemcen, servita dal porto di Orano. Da Tlemcen o da Sidjilmasa, si imboccavano le piste del sud che finivano a Oualata , a nord degli imperi del Ghana e del Mali, dove alle carovane sahariane davano il cambio quelle dei neri, più tardi a Timbuctù, sua antica rivale. Tutto il traffico era in mano ai musulmani sia nel Magbreb che nel Mali, o anche sulle piste rranssahariane controllate dai berberi, in particolare dai tuareg.Gli scambi commerciali del Ghana e del Mali diventarono fondamentali per il commercio mondiale, tali regni vendevano schiavi, avorio e sale, ma soprattutto l’ oro estratto dai bacini dell’alto Niger e dell’alto Senegal, e più tardi anche quello proveniente dai territori bagnati dal golfo di Guinea. Acquistavano in cambio tessuti, armi, metalli, prodotti d’uso quotidiano e generi di lusso, a volte venuti da molto lontano, persino dalle Maldive, si dice. L’oro arrivava in lingotti, poi attraversava il mare per raggiungere l’Italia o la Catalogna.  Là, veniva introdotto in un altro circuito che andava alle Indie, in Cina, per comperare le spezie e la seta. In breve, il «Sudan» era la fonte principale dell’oro che scorreva in tutto il sistema venoso dell’Eurasia. Si è arrivati a paragonare la ricchezza e il prestigio dei grandi mercanti italiani dello stesso periodo a quelli di certe grandi famiglie africane di commercianti che avevano empori a Tlemcen, a Sidjilmasa e a Oualata e mantenevano in efficienza la via del deserto, pagavano le guide, tenevano puliti i punti d’acqua.<br />
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